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それから

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3.9
(104)

Language:日本語 | Number of Pages: 330 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian

Isbn-10: 4003101073 | Isbn-13: 9784003101070 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
三年まえ友人平岡への義侠心から自らの想いをたち切った代助は、いま愛するひと三千代をわが胸にとりもどそうと決 ...
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  • 5

    E poi (Natsume Soseki): il mio romanzo preferito!

    E' il mio romanzo preferito, quindi non sarò del tutto obiettiva nel fare la recensione. Posso comunque incitare a leggere E poi, storia sublime, elegante, sentimentale, difficile da trovare.
    Ambienta ...続く

    E' il mio romanzo preferito, quindi non sarò del tutto obiettiva nel fare la recensione. Posso comunque incitare a leggere E poi, storia sublime, elegante, sentimentale, difficile da trovare.
    Ambientazione: Giappone, inizio '900. Periodo di forti cambiamenti. Il protagonista è il dandy, Daisuke, che vive le sue giornate nell'ozio, nella lettura e con sporadiche visite ad amici e parenti. Vive senza lavorare perchè se lo può permettere, ha una famiglia benestante. Tuttavia, un giorno ritornano un suo caro amico, e sua moglie, Michiyo. Daisuke l'ha sempre stimata e l'ha spinta al matrimonio col suo amico, ma, parlandole, viene fuori il senso di solitudine della donna, che ha già vissuto diversi dolori: la perdita del fratello, della madre, e il padre che non naviga nell'oro, e successivamente, il marito che si è indebitato, è stato licenziato e trascorre le giornate in una casa da té. Michiyo dimostra così una sensibilità tale che Daisuke si sente accomunato a lei, e capisce di averla sempre amata. Sa di avere tutti contro nella sua scelta: la sua famiglia, l'amico e la società. Riuscirà a rinunciare alla sua posizione privilegiata per vivere un grande amore?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Non è un libro da prendere alla leggera. No, per nulla.
    L'andamento è lento, monotono, e non lo consiglierei a chi preferisce leggere libri con un po' più di azione, con personaggi più espressivi. Io ...続く

    Non è un libro da prendere alla leggera. No, per nulla.
    L'andamento è lento, monotono, e non lo consiglierei a chi preferisce leggere libri con un po' più di azione, con personaggi più espressivi. Io ho apprezzato la calma con cui la storia prosegue e non ne ho fatto un dramma.
    Daisuke è un personaggio che con il passare del tempo nel libro diventa più tormentato. Con l'obbligo di essere consenziente ad un matrimonio combinato e la realizzazione di un amore che prova da ormai anni per una donna sposata - per altro con un suo amico di vecchia data -, la sua vita si appesantisce e la scelta sul da farsi comincia a diventare ancora più ardua da decidere.
    Lui, letterato, intelligente, perde ogni forza di andare avanti e il finale l'ho subito come un macigno sia per me, che come lettrice mi sono affezionata a questo personaggio particolare e tormentato, che per Daisuke, che ha trovato la forza di affrontare faccia a faccia il suo destino, che alla fine del libro avanza a testa alta per un nuovo sentiero della sua vita ormai capovolta.
    Semplicemente magnifico. Leggerò altri libri di questo scrittore.

    said on 

  • 0

    Natsume Soseki traccia con la sua solita padronanza di sentimenti e relazioni la trasformazione di un uomo attraverso la presa si coscienza di una ore impossibile, che lo rende maturo, ma danna e con ...続く

    Natsume Soseki traccia con la sua solita padronanza di sentimenti e relazioni la trasformazione di un uomo attraverso la presa si coscienza di una ore impossibile, che lo rende maturo, ma danna e condanna nei confronti della società ,senza speranza .

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  • 4

    Sarà perchè è un autore giapponese ma sono stata generosa:a 100 pagine dalla fine Soseki mi aveva soprattutto annoiata ma il finale è degno della sua migliore produzione e, nonostante sia stato scritt ...続く

    Sarà perchè è un autore giapponese ma sono stata generosa:a 100 pagine dalla fine Soseki mi aveva soprattutto annoiata ma il finale è degno della sua migliore produzione e, nonostante sia stato scritto un secolo fa, straordinariamente moderno.

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  • 0

    L'ambivalenza e la sfida.

    Questo romanzo racconta di Daisuke, un giovane uomo che sfida le convenzioni consolidate del suo ambiente sociale (il Giappone dei primi del 900).
    Sceglie il non-lavoro, che corrisponde ad un otium fa ...続く

    Questo romanzo racconta di Daisuke, un giovane uomo che sfida le convenzioni consolidate del suo ambiente sociale (il Giappone dei primi del 900).
    Sceglie il non-lavoro, che corrisponde ad un otium fatto di introspezione, letture, passeggiate e qualche casa da té; sceglie di non accettare il matrimonio d'affari combinato, che la famiglia calcolatrice prepara per lui, e che lo renderà per sempre dipendente dai legami clanici; rifiuta gli aspetti più violenti della cultura giapponese, appena uscita dall'epoca "feudale" dominata dagli shogun, e avverte in modo nettissimo lo tsunami culturale che arriva dall'occidente decadente e estetizzante.

    E infine si innamora di una donna silente, sposa sfortunata di un suo compagno di università, rompendo definitivamente tutti gli equilibri, esponendo se stesso e la sua famiglia alla "vergogna" sociale dell'adulterio.

    Daisuke è incredibilmente intelligente, ma anche fragile e molto femminile (sicuramente il suo modo di agire e pensare rompe gli stereotipi di genere): questa mi sembra la sua cifra più vera e originale.

    Senza comprendere la componente femminile e ambivalente di Daisuke si legge il dandysmo, e altri suoi comportamenti come affettazione e glamour, anzichè come tensione spirituale e emotiva.

    Daisuke sta dalla parte delle donne, le comprende intimamente senza sforzo, parla al loro cuore; e mi ricorda la signora Bovary, Oblomov (Russia e Giappone alla fine di un'epoca, così simili in fondo), e il flaneur raccontato da Walter Benjamin (e da Baudelaire) in pagine memorabili come archetipo della modernità.

    Trascrivo un passaggio, che mi sembre molto bello e di incredibile modernità: Daisuke sta parlando al marito di Michiyo, la donna di cui è apertemente innamorato, per metterlo a conoscenza della loro relazione:
    "Michiyo legalmente appartiene a te. Dato che però non è un oggetto, bensì una persona, nessuno può possedere il suo cuore. A parte lei, nessuno - chiunque si presenti - può imporle l'intensità e l'oggetto del suo amore. I diritti di un marito non arrivano fino a tal punto ".
    Soseki scrive nei primi del Novecento.

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  • 3

    Il Dandy giapponese che legge D'Annunzio e lotta contro la tradizione giapponese per poter vivere un poco di quella modernità occidentale. Ritmo lento che appesantisce la lettura e l'affatica ma prosa ...続く

    Il Dandy giapponese che legge D'Annunzio e lotta contro la tradizione giapponese per poter vivere un poco di quella modernità occidentale. Ritmo lento che appesantisce la lettura e l'affatica ma prosa degna di un grande letterato indimenticabile.

    said on 

  • 5

    E' il mio romanzo preferito, quindi non sarò del tutto obiettiva nel fare la recensione. Posso comunque incitare a leggere E poi, storia sublime, elegante, sentimentale, difficile da trovare.
    Ambienta ...続く

    E' il mio romanzo preferito, quindi non sarò del tutto obiettiva nel fare la recensione. Posso comunque incitare a leggere E poi, storia sublime, elegante, sentimentale, difficile da trovare.
    Ambientazione: Giappone, inizio '900. Periodo di forti cambiamenti. Il protagonista è il dandy, Daisuke, che vive le sue giornate nell'ozio, nella lettura e con sporadiche visite ad amici e parenti. Vive senza lavorare perchè se lo può permettere, ha una famiglia benestante. Tuttavia, un giorno ritornano un suo caro amico, e sua moglie, Michiyo. Daisuke l'ha sempre stimata e l'ha spinta al matrimonio col suo amico, ma, parlandole, viene fuori il senso di solitudine della donna, che ha già vissuto diversi dolori: la perdita del fratello, della madre, e il padre che non naviga nell'oro, e successivamente, il marito che si è indebitato, è stato licenziato e trascorre le giornate in una casa da té. Michiyo dimostra così una sensibilità tale che Daisuke si sente accomunato a lei, e capisce di averla sempre amata. Sa di avere tutti contro nella sua scelta: la sua famiglia, l'amico e la società. Riuscirà a rinunciare alla sua posizione privilegiata per vivere un grande amore?

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  • 5

    L’inetto è l’(anti)eroe della letteratura primonovecentesca, figlio di un mondo esitante tra vecchio e nuovo, tra consolidate strutture arcaiche ed esaltazione della modernità, prigioniero della sua f ...続く

    L’inetto è l’(anti)eroe della letteratura primonovecentesca, figlio di un mondo esitante tra vecchio e nuovo, tra consolidate strutture arcaiche ed esaltazione della modernità, prigioniero della sua falsa coscienza e dello sguardo deformante degli altri. I grandi scrittori ne hanno dato interpretazioni personali e differenti, se non addirittura divergenti: basti pensare a quanto sono diversi tra loro Jean Floressas Des Esseintes, nella sua nevrosi di fare tutto controcorrente e contronatura; Andrea Sperelli, il dandy senza volontà succube di una vamp; Zeno Cosini, l’inetto trionfante; Mattia Pascal, alle prese con le trappole dell’identità; Hanno Buddenbrook, nel cui sangue impoverito si estingue una illustre genealogia.
    Nella costellazione degli inetti brilla la stella speciale di Daisuke, il protagonista di questo romanzo. Giapponese fino al midollo senza sembrarci un alieno (anzi, illuminandoci su aspetti cruciali della sua cultura); figlio di papà senza darci sui nervi; malato nella volontà come i suoi fratelli occidentali ma capace di un gesto di rottura. Infine, autenticamente consapevole: di sé senza bisogno della psicoanalisi, della società standone fuori, degli altri tenendoli a distanza. E la scrittura di Soseki è leggera ed esatta. Capolavoro.

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  • 4

    È poi

    Non è detto che l'immobilismo non generi una maturità di vita. Il protagonista e alla ricerca nella comodità economica e in un alibi morale di un non contraccambiato vecchio amore, in un nuovo stile d ...続く

    Non è detto che l'immobilismo non generi una maturità di vita. Il protagonista e alla ricerca nella comodità economica e in un alibi morale di un non contraccambiato vecchio amore, in un nuovo stile di vita, per superare la vecchia generazione ancorata alle superate tradizioni.

    said on 

  • 4

    Decisamente Sōseki non gode internazionalmente della fama che meriterebbe. E' poco pubblicato in Italia, per lo più da Neri Pozza (una delle case editrici che personalmente preferisco), e ancor meno c ...続く

    Decisamente Sōseki non gode internazionalmente della fama che meriterebbe. E' poco pubblicato in Italia, per lo più da Neri Pozza (una delle case editrici che personalmente preferisco), e ancor meno conosciuto, perfino tra gli appassionati della letteratura nipponica.
    Questo romanzo, scritto agli inizi del '900, racconta la vita “di un dandy nipponico” come la definisce in copertina la citazione tratta da Japan Quarterly; a me personalmente non piace applicare queste categorie, o definizioni come le si voglia chiamare, prettamente eurocentriche a cose o persone che di europeo nulla hanno. Ma tant'è, e andiamo avanti.
    Daisuke è un trentenne di buona famiglia, sfaccendato, un po' indolente, mantenuto dal padre con tutti gli agi e le comodità in una casa propria con tanto di servitù e uno studente che funge da attendente e factotum (la buonanima del ministro Padoa Schioppa lo avrebbe definito bamboccione, ma appunto non applichiamo categorie occidentali ad ambientazioni nipponiche...).
    Trascorre le sue giornate – ovviamente senza nemmeno pensare alla possibilità di andarsi a cercare un lavoro – contemplando il giardino, raccogliendo fiori, annusandone il profumo, riflettendo su faccende molto poco pratiche, girovagando per la città e incontrando vecchi amici.
    E' appunto il ritorno a Tokyo di un vecchio amico di gioventù, Hiraoka, a cambiare le carte in tavola e portare scompiglio emotivo nella vita di Daisuke, normalmente così atarassico da sembrare imperturbabile come il Buddha.
    Non procederò oltre col racconto della trama, ovviamente; quello che mi preme sottolineare è la bellezza delle descrizioni che Sōseki fa della vita giapponese del periodo, del modo in cui le donne sono abbigliate e pettinate (meravigliosa l'immagine dell'acconciatura a foglia di gingko), della vita sociale del periodo, dei tram che attraversano la capitale, della folla che anima le strade, delle case e della vita domestica. Leggere Sōseki è un piacere per tutti coloro che amano la letteratura orientale, la ricerca dell'armonia interiore, l'equilibrio e il gusto per il bello (forse per questo Daisuke è stato definito “un dandy”, ma allora ogni vero giapponese classico potrebbe essere definito così, a prescindere dall'essere vissuto ai primi del '900).
    Daisuke, uomo dalle mille contraddizioni, è da amare e detestare insieme; rappresenta la debolezza di una condizione di irresolutezza e immobilità etica, mista alla tenerezza per un essere in fondo indifeso, sognatore, arrendevole di fronte alle cose del mondo ma non disposto a cedere la propria individualità ai compromessi della società e alle imposizioni familiari. Verrà trascinato come un fuscello su un gorgo verso il finale, un finale non convenzionale, che rivela la modernità di Sōseki e la sua forte presenza nella letteratura novecentesca mondiale.

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