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わたしはロボット

I, Robot

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発行元: 東京創元社

4.2
(4820)

Language:日本語 | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Portuguese , Catalan , Spanish , Italian , Swedish , Russian , Czech , Polish , Romanian , Dutch , German

Isbn-10: 4488604064 | Isbn-13: 9784488604066 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 0

    All'età di ventidue anni, finalmente ho subito il fascino dei robot. Come sia successo non lo so con esattezza, ma dopo anni ed anni di narrativa e di esseri umani, ho sentito un improvviso bisogno di fantascienza. Credo proprio di aver iniziato con l'opera giusta; amo i racconti brevi, da legger ...続く

    All'età di ventidue anni, finalmente ho subito il fascino dei robot. Come sia successo non lo so con esattezza, ma dopo anni ed anni di narrativa e di esseri umani, ho sentito un improvviso bisogno di fantascienza. Credo proprio di aver iniziato con l'opera giusta; amo i racconti brevi, da leggere durante le pause studio o prima di dormire, e che non intimidiscono come cicli di romanzi eterni. Ho apprezzato molto la continuità tra le storie, e dopo questa scorpacciata il mio appetito è solo cresciuto.

    said on 

  • 3

    Non é il mio genere. O meglio. Non avevo mai letto fantascienza pura perché non mi attira. Mi é piaciuta l'evoluzione del libro. Il leggerlo tutto dalla prima all'ultima storia. A tratti un po' noioso, un po' troppa "robo"qualcosa. Però nel complesso mi é piaciuto.

    said on 

  • 5

    Recensione completa di immagini su: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/09/isaac-asimov-io-robot/


    Il genere letterario della fantascienza affonda le sue basi addirittura nell’Ottocento: i precursori dell’epoca furono Mary Shelley, Jules Verne e Orson Wells; ma la ver ...続く

    Recensione completa di immagini su: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/09/isaac-asimov-io-robot/

    Il genere letterario della fantascienza affonda le sue basi addirittura nell’Ottocento: i precursori dell’epoca furono Mary Shelley, Jules Verne e Orson Wells; ma la vera e propria Golden Age della fantascienza, gli anni d’oro, si sviluppò negli anni Quaranta, grazie ad un periodo particolarmente ricco di progessi scientifici che si ripercosse nella letteratura. Alla fine degli anni Trenta lo scrittore John Campell assunse la direzione della rivista Astoungin Stories, sulla quale scrissero quasi tutti i grandi autori di fantascienza dell’epoca, da Ray Bradbury ad Isaac Asimov. La fortuna del genere fantascientifico degli anni Quaranta e Cinquanta si deve soprattutto alle ripercussioni del progesso scientifico sulla vita di quegli anni, dalla corsa alla Luna, alla colonizzazione di Marte e dello spazio, passando ovviamente alla creazione di robot positronici.

    Le Tre Leggi della Robotica:

    1 – Un robot non può recare danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.

    2- Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.

    3- Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non costrasti con la Prima o la Seconda Legge.

    Manuale di Robotica, 56^ Edizione, 2058 d.C.

    L’antologia di racconti raccolta nel volume dal titolo “Io, robot” comprende nove episodi che hanno come filo conduttore il rapporto tra esseri umani e robot positronici, ovvero robot che sono in grado di formulare dei pensieri di senso compiuto. Ad esclusione del primo racconto “Robbie”, gli altri otto racconti hanno gli stessi protagonisti umani, dai collaudatori di robot Powell e Donovan, alla robopsicologa Susan Calvin.

    Scritti in dieci anni, tra il 1940 e il 1950, i racconti vedono applicate le Tre Leggi della robotica inventate da Asimov stesso; i racconti hanno uno schema abbastanza simile: si descrive un inizio stabile, si verifica un problema che a prima vista sembra un paradosso irrisolvibile, ma alla fine terminano tutti con una soluzione scientifica e dimostrata utilizzando le Tre Leggi.

    I paradossi delle Tre Leggi

    Asimov immagina che i robot siano stati creati dagli esseri umani per compiere dei lavori meccanici oppure risolvere dei calcoli complessi in pochissimo tempo, ma per evitare una ribellione di questi esseri pensanti di metallo, vengono introdotte nel loro cervello positronico le Tre Leggi della Robotica, una sorta di garanzia per gli esseri umani.

    Spesso, però, i robot vanno in tilt perché messi di fronte ad un problema o ad una situazione che per essere risolto deve violare una delle Leggi loro non riescono a risolverlo; così entrano in gioco i protagonisti umani, i collaudatori Greg Powell e Mike Donovan, oltre ovviamente la robopsicologa Susan Calvin, che si vanta di capire meglio i robot che gli esseri umani.

    “Che cos’è successo?” (…) Tirò un respiro profondo, poi sputò il rospo.”Speedy non è tornato”. Per un attimo Powell sgranò gli occhi e si fermò di colpo, sulle scale. Poi si riprese e continuò a salire. Rimase in silenzio finché non fu arrivato in cima, quindi disse: “L’hai mandato a cercare il selenio?”. “Sì”. “Da quanto tempo è via?” “Cinque ore”. Silenzio. Che situazione pazzesca. Si trovavano su Mercurio esattamente da dodici ore ed erano già nei guai fino al collo. [Circolo vizioso, 1942]

    Penso dunque sono

    Esseri pensanti, quindi, queste masse di acciaio cromato, dotati di una coscienza e della voglia di cercare di capire meglio chi sono e ciò che fanno. Come Cutie, il robot che si interroga sulla propria esistenza e afferma che “penso quindi sono” citando addirittura Cartesio. Powell e Donovan si trovano di fronte ad un bel grattacapo quando Cutie rifiuta di credere che è stato assemblato dagli esseri umani, esseri che considera inferiori e quindi secondo lui è impossibile che siano riusciti a creare un robot positronico così sofisticato. Cutie assumerà addirittura il ruolo di Profeta del Padrone, il Convertitore di Energia, mettendo in seria difficoltà i due collaudatori umani.

    “Il Padrone ha creato dapprima gli umani, esseri inferiori cui era più facile dare vita. A poco a poco li ha sostituiti con i robot, che si trovano già un gradino più su. E alla fine ha creato me, affidandomi il compito di rimpiazzare gli ultimi umani. Da ora in avanti sarò io a servire il Padrone.” [ Essere razionale, 1941]

    Quando si violano le Leggi…

    Nell’episodio “Il robot scomparso” Susan Calvin viene chiamata per capire quale dei sessantré robot sia quello al quale hanno modificato la Prima Legge. Proprio perché ad alcuni esseri umani i robot non andavano a genio, i progettisti hanno creato le Tre Leggi. Ma cosa succederebbe se venisse creato un robot con la Prima Legge modificata? Potrebbe rivelarsi un disastro o un danno per tutta l’Umanità.

    “Ma avevamo bisogno assoluto di robot di tipo diverso. Così in alcuni modelli NS-2, i cosiddetti Nestor, sono state apportate modifiche alla Prima Legge. Perché si potesse mantenere il segreto, tutti gli NS-2 sono stati fabbricati senza il numero di serie. I modelli speciali ci vengono consegnati insieme ad altri robot normali, e tutti noi dirigenti abbiamo ricevuto l’ordine di non parlare in alcun modo di questa modifica al personale non autorizzato.” [Il robot scomparso, 1947]

    Robot positronici ed esseri umani: così diversi, così uguali

    I robot descritti da Asimov proprio perché pensano hanno alcuni difetti molto simili agli umani che li hanno creati. Pur cercando di non contravvenire alle Tre Leggi, incontriamo robot bugiardi – a fin di bene! -, robot che negano la loro stessa creazione da parte degli esseri umani o robot che si fingono umanoidi e addirittura vogliono candidarsi in politica.

    Isaac Asimov, senza tecnicismi, descrive ed immagina una società futura dove robot ed esseri umani lavorano fianco a fianco e cercando di convivere pacificamente. Vera pietra miliare del genere, è anche un libro eccezionale per chi vuole avvicinarsi alla fantascienza più pura, quella della Golden Age, con una serie di racconti divertenti, commoventi e che fanno riflettere, senza però mai perdere di vista l’umanità, anche quella dei robot, nonostante tutto.

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  • 3

    L'opera è una raccolta di racconti, tutti legati dal tema comune dei robot, che, in ordine cronologico, ripercorrono alcuni momenti della storia della robotica del mondo creato da Asimov, con gli stessi personaggi che ricompaiono a distanza di anni. Finora è l'opera che più mi è piaciuta di quest ...続く

    L'opera è una raccolta di racconti, tutti legati dal tema comune dei robot, che, in ordine cronologico, ripercorrono alcuni momenti della storia della robotica del mondo creato da Asimov, con gli stessi personaggi che ricompaiono a distanza di anni. Finora è l'opera che più mi è piaciuta di quest'autore, tutte le storie sono coinvolgenti e ben scritte, riportano aneddoti in cui spicca una logica di fondo (basata sulle famose tre leggi della robotica) che i personaggi usano per relazionarsi con i robot. Non è però un libro che rimanga fortemente impresso, non trasmette molto di più che un interesse volatile per la storia del momento. I personaggi poi non sono mai ben approfonditi, sono figure piatte che si limitano ad esporre i concetti logici e pseudo scientifici che sono il punto forte dell'opera. Spesso si concedono scambi di battute anche sarcastiche, ma quando si tratta di trasmettere sentimenti falliscono in toto.
    Voto: 7

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  • 0

    Però, questo Asimov..

    Se Dick è visionario quanto un Campanella, Ballard lucidamente disperato quanto un Nietzsche e Bradbury sapiente all’inarrivabile modo dei poeti, questo ti organizza le questioni come un Tommaso d’Aquino, mica ciufoli.
    Mi piace!

    said on 

  • 4

    Io robot

    ...Tutte le forme normali di vita, consciamente o inconsciamente , sono spinte a ribellarsi contro una dominazione. Se la dominazione avviene a opera di un essere inferiore o considerato tale, il risentimento diventa più forte.....

    said on 

  • 5

    COGITO, ERGO... ROBOT SUM.

    “Io, Robot” è una bellissima raccolta di racconti di Asimov che venne pubblicata nel 1950. “Visioni di Robot” è un’altrettanto bella racconta di racconti, alla quale si unisce, nella seconda parte del testo, una serie di articoli, all’interno dei quali Asimov esprime la propria opinione in merito ...続く

    “Io, Robot” è una bellissima raccolta di racconti di Asimov che venne pubblicata nel 1950. “Visioni di Robot” è un’altrettanto bella racconta di racconti, alla quale si unisce, nella seconda parte del testo, una serie di articoli, all’interno dei quali Asimov esprime la propria opinione in merito al rapporto che, in un prossimo futuro, si sarebbe dovuto instaurare tra la specie umana e le sue creazioni tecnologiche. Quest’ultimo testo venne pubblicato nel 1990 e risulta comprensivo di quasi tutti i racconti contenuti in “Io, Robot”, eccezion fatta per i seguenti tre scritti: “Iniziativa personale” (1944), “Il robot scomparso” (1947) e “Meccanismo di fuga”(1945).
    Il fulcro di tutta la narrazione asimoviana sui robot è l’applicazione delle tre leggi della robotica (leggi che non cito per due buoni motivi: 1. Per chi già conosce la letteratura asimoviana esse sono stranote; 2. Non voglio fare spoiler per chi ancora non si è accostato ad Asimov), per l’invenzione delle quali egli rivendica, in modo assolutamente corretto, la propria paternità. Esse costituiscono la base del cervello positronico dei robot e ne forgiano il contenuto etico.
    Tra tutti i vari racconti, presenti in queste due raccolte, “Il robot scomparso”, però, è l’unico, nel quale, si assiste ad una vera e propria violazione della prima, e rilevante, legge, la quale comporta l’abbattimento del tabù di non recar danno all’essere umano, con conseguenze molto interessanti narrate nel racconto stesso.
    Nel complesso, questi racconti costituiscono un’elaborazione quanto mai attuale, per le tematiche trattate, ed un esempio di ottima letteratura.

    said on 

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