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アンダ-グラウンド

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発行元: 講談社

4.0
(1214)

Language:日本語 | Number of Pages: 728 | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan , English , Chi traditional , Russian , Italian , French , German , Swedish , Portuguese , Chi simplified , Korean

Isbn-10: 4062085755 | Isbn-13: 9784062085755 | Publish date: 

Category: Crime , History , Non-fiction

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Book Description
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  • 3

    Tre e mezzo

    Underground è sinonimo di metropolitana in molti luoghi del mondo, al tempo stesso, nell’immaginario murakamiano spesso, sotto terra, c’è un mondo altro. Un po’ per Murakami andare Underground, in que ...続く

    Underground è sinonimo di metropolitana in molti luoghi del mondo, al tempo stesso, nell’immaginario murakamiano spesso, sotto terra, c’è un mondo altro. Un po’ per Murakami andare Underground, in questo caso, ha rappresentato una ricerca per capire meglio il suo paese, il Giappone (dal quale però mi pare capire, vive lontano) in una circostanza tanto difficile come quella che si è verificata il 20 marzo del 1995, durante l’attacco alla metropolitana di Tokyo con il sarin, da parte della setta di Aum. Haruki cerca prima di ricostruire gli eventi intervistando alcuni superstiti dell’attentato, poi parlando con degli appartenenti alla setta. Si tratta se vogliamo di una specie di istant book che Murakami ha scritto nei due anni successivi all’evento e quindi ancora molto ravvicinato rispetto alla vicenda e, per questo, non c’è prospettiva all’oggi, anche se vorrei sapere cosa è successo a quelle persone a vent’anni dai fatti (specie per sapere se qualcuno si è ristabilito). Ma ovviamente in quel momento erano altri gli obiettivi di Murakami. In ogni caso, anche se subito nei mesi successivi all’attentato lo scrittore si è messo alla ricerca delle persone coinvolte, non gli è stato facile contattarle, nonostante oltre 6000 siano stati gli intossicati ( e 13 i morti), ha trovato molte difficoltà per raccogliere queste testimonianze, sia per questioni di privacy che per resistenze personali a testimoniare. La prima parte del romanzo è davvero molto bella, è stato interessante conoscere gli eventi dalle voci di chi lo ha direttamente vissuto (anche se a volte sono leggermente discordanti tra loro) per avere una visione complessiva della portata dell’evento. In un certo senso mi piacerebbe che la storia fosse fatta così, dalle voci di chi c’era, per dedurre cosa realmente è successo…anche se so che non è possibile... ma quello che traspare maggiormente dalle parole di queste persone è l’atteggiamento del giapponese, dedito al lavoro e legato alle proprie responsabilità anche davanti alla propria salute: i racconti che parlano degli addetti alla metropolitana e della loro abnegazione nell’affrontare l’evento è impressionante, ma non solo il loro. Personalmente, ricordo vagamente l’evento (non sapevo nulla di quello precendente di un mese a Matsumoto), e mi ha colpito che in Giappone non abbiano dato tanto risalto all’attentato (non so oggi come sia considerato) e soprattutto non sapevo nulla del sarin e dei suoi effetti (http://it.wikipedia.org/wiki/Sarin). Mi ha impressionato il fatto che diversi intervistati ritenessero “normale” che gli attentati in Europa fossero all’ordine del giorno, mentre considerino il Giappone a dei livelli di sicurezza maggiori dei nostri e che potessero considerare validi attentati per motivi “reali” (citano ad esempio l’IRA), ma non quelli creati da una setta. Già, la setta. La seconda parte del romanzo si occupa di parlare con loro per spiegare cosa sia la setta di Aum. Questa parte mi ha deluso, non c’è stato nulla che mi abbia sorpreso, che fossero soggiogati va da sé...Insomma, un testo interessante per capire il Giappone (o almeno il Giappone di venti anni fa) e per vedere Murakami sotto una nuova luce, più reale.

    said on 

  • 4

    La prima parte mi ha colpito molto più della seconda. Probabilmente perché le interviste della seconda sono ai seguaci della setta, ma non a quelli che hanno fatto l'attentato. In compenso dà una visi ...続く

    La prima parte mi ha colpito molto più della seconda. Probabilmente perché le interviste della seconda sono ai seguaci della setta, ma non a quelli che hanno fatto l'attentato. In compenso dà una visione su quelle che sono le motivazioni delle persone che entrano in una setta, alla ricerca di qualcosa di profondo e spirituale che non trovano nella società.

    said on 

  • 3

    Tre stelle e mezzo, perché ho trovato estremamente toccante la prima parte - con le interviste ai superstiti o ai familiari delle vittime dell'attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995 - ma non m ...続く

    Tre stelle e mezzo, perché ho trovato estremamente toccante la prima parte - con le interviste ai superstiti o ai familiari delle vittime dell'attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995 - ma non mi è piaciuta la seconda metà, dedicata agli esecutori della strage.

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  • 4

    Non avevo mai letto nulla di Murakami, ho trovato il libro scuriosando senza meta tra gli scaffali della mia libreria preferita.
    E' un interessante spaccato della cultura Giapponese, oltre che un reso ...続く

    Non avevo mai letto nulla di Murakami, ho trovato il libro scuriosando senza meta tra gli scaffali della mia libreria preferita.
    E' un interessante spaccato della cultura Giapponese, oltre che un resoconto della strage da un punto di vista davvero umano e inconsueto.
    Ora non mi resta che la curiosità di scoprire il Murakami romanziere. Ho l'impressione che mi piacerà.

    said on 

  • 5

    Muy interesante para conocer los testimonios de personas implicadas directa o indirectamente en el atentado del metro de Tokyo con gas sarín del 1995. No es una novela de ficción como sus otras histor ...続く

    Muy interesante para conocer los testimonios de personas implicadas directa o indirectamente en el atentado del metro de Tokyo con gas sarín del 1995. No es una novela de ficción como sus otras historias, sino las verdaderas historias de víctimas o familiares de víctimas y, hacia el final del libro, de adeptos y ex adeptos de la secta Aum, involucrada en el atentado. No sabía mucho del incidente, pues cuando pasó era pequeña y no seguía las noticias, pero el libro me ha hecho hacerme una idea de lo que pasó y cómo se desarrolló la secta. También permite conocer más la cultura japonesa, lo positivo y negativo.

    said on 

  • 3

    Mah?!

    Interessante per un pò di cultura giapponese... per il resto niente di che... più un "documentario" sull'attentato... c'entra poco e niente con murakami

    said on 

  • 4

    Indispansabile per gli appassionati di questo autore.
    Il libro, nell'edizione italiana racchiude il primo testo pubblicato,
    appunto "underground" e nella seconda parte una serie di interviste pubblica ...続く

    Indispansabile per gli appassionati di questo autore.
    Il libro, nell'edizione italiana racchiude il primo testo pubblicato,
    appunto "underground" e nella seconda parte una serie di interviste pubblicate un anno dopo.
    In underground si susseguono le testimenianze delle vittime dell'attentato. Come in un quadro dei macchiaioli
    la ripetizione e la ripetitività dell'evento narrato fa prendere forma a un'immagina diversa, più
    profonda e inquietante. La ricerca delle radici del perchè di un simile atto, è il filo conduttore, che
    ha come conseguenza intelligente, gli articoli con le interviste ai membri ed ex adepti della setta criminale nella seconda parte del libro.

    Murakami ha una capacità narrativa incredibile. Anche in un testo apparentemente noioso
    riesce a suscitare emozioni, sentimenti, dove l'attenatato è il pretesto per uno spaccato interessantissimo della
    società giapponese e uno studio personale di elementi che compariranno in seguito nei suoi personaggi e nei suoi luoghi.

    Un mio viaggio in Giappone, menre leggevo il libro, mi ha reso testimone della complessità della stazione di Shinjuku,
    credo che questo aumenti in modo importante la percezione del narrato. La stazione è immensa e brulicante.
    Ancora oggi la stazione più trafficata al mondo con 3 milioni e mezzo di passeggeri al giorno,
    numeri che fanno impressione.

    said on 

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