偷书贼

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Publisher: 南海出版公司

4.3
(8979)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 376 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , English , French , Chi traditional , Italian , Portuguese , Japanese , Russian , Dutch , Norwegian , Danish , Catalan , German , Finnish , Polish , Swedish , Czech , Greek

Isbn-10: 7544238210 | Isbn-13: 9787544238212 | Publish date: 

Translator: 孙张静

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
  这是一个关于文字如何喂养人类灵魂的独特故事。
  一个撼动死神的故事。
  1939年的德国,9岁的小女孩莉赛尔和弟弟被迫送往慕尼黑远郊的寄养家庭。6岁的弟弟不幸死在了路途中,被埋在火车铁轨旁。在冷清的丧礼后,莉赛尔意外得到她的第一本书《掘墓人手册》。
  这将是14本给她带来无限安慰的书之一。她是个孤苦的孩子,父亲被打上了共产主义者的烙印,被纳粹带走了;母亲随后也失踪了。在弹奏手风琴的养父的帮助下,她学会了阅读。尽管生活艰苦,她却发现了一个比食物更难以抗拒的东西——书。她忍不住开始偷书。
  这个故事罕见地让“死神”来叙述故事,死神随着莉赛尔目睹一件件偷窃事件。这个被死神称为“偷书贼”的可怜女孩,在战乱的德国努力地生存着,并不可思议地帮助了周围同样承受苦难的人:她读书给躲在她家地下室的犹太人听,在空袭时为躲入防空洞中的街坊邻居朗读故事,安慰了战火下每颗惶惶不安的心。在最后一次死神在悉尼要带走偷书贼时,还是想要问问她:同样是人,怎么有人如此邪恶,有人却又如此光明灿烂?而人类写下的文字及故事,怎么一样具有毁灭性也同时具有光辉呢?
  故事看来轻描淡写,夜深人静阅读起来,却有逃脱不了的沉重感。孩子们单纯快乐的童年生活中,飘着纳粹的乌云。残酷而阴暗的纳粹德国天空下,是向往自由、内心充满恐惧的人们。小说的主题是沉重的,然而情节如满天繁星,颗颗闪亮;语言如潺潺溪水,清澈纯净。
  偷书贼住在天堂街,作者用了多么明显的反讽,不断面临生存的压力与思想的桎梏,眼泪、哭喊、奔跑、睁着眼的静默、拖着腿的行进,支撑主角灵魂去面对现实的,不是真正的天堂,而是这些偷来的书!有台面上希特勒亲笔写的《我的奋斗》,也有父女床边《掘墓工人手册》、《耸耸肩》、《监看者》、《吹哨客》(虽然都是偷来的)……唯有写下才能留下,最后偷书贼写了一本《偷书贼》,自己的故事,她在书中最后写说:
  “我讨厌文字,我也喜爱文字。我希望我发挥了文字的力量。”
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  • 5

    Dopo un iniziale pensiero alle "Intermittenze della morte" di Saramago, che pare inevitabile visto il particolare narratore, mi sono lasciata trascinare dalla storia di Liesel, la ladra di libri, e me ...continue

    Dopo un iniziale pensiero alle "Intermittenze della morte" di Saramago, che pare inevitabile visto il particolare narratore, mi sono lasciata trascinare dalla storia di Liesel, la ladra di libri, e me ne sono innamorata.
    Ho amato Hans Hubermann, che deve una vita e salda il suo debito nascondendo Max; ho amato la sua fisarmonica, l'abbecedario dipinto sui muri per Liesel, il pezzo di pane che non può trattenersi dall'offrire ad un ebreo sconosciuto e stremato. Ho amato Rosa, con i suoi modi bruschi, Rosa che russa abbracciata alla fisarmonica di Hans, sperando che torni vivo dalla guerra. Ho amato Rudy Steiner, i suoi capelli color limone e le labbra che vogliono un bacio di Liesel, il suo viso sporco di nero per fingersi meglio Jesse Owens; ho amato il signor Steiner, che quel figlio dai capelli color limone alla guerra non lo vuole proprio concedere. Ho amato Max, naturalmente; la paura di Max, i libri di Max per Liesel, Max che cerca Liesel tra la folla mentre marcia lento verso il suo destino.
    Ho amato Liesel, anche: Liesel che ama le parole prima di saperle leggere, Liesel che in quei libri salvati dal fango, dalle fiamme e dai fiumi in piena trova i punti fermi che la vita (o la morte) sembra toglierle troppo spesso.

    Ho pianto mentre le bombe cadevano su Monaco, su Molching e sulla Himmelstrasse; sulla fisarmonica tra le braccia di Rosa, su Hans che sa di aver sbagliato del provare empatia, sulle labbra di Rudy che vogliono un bacio e su Max, sui libri che ha scritto per Liesel ed il suo caparbio desiderio di sopravvivere.
    Ho pianto e li ho amati tutti, ed è stata una lettura così emozionante da mancarmi di già.

    said on 

  • 2

    che delusione!

    Avevo letto alcune recensioni che dicevano che da pag 150 il libro migliorava. Ho resistito diligentemente fino a pag 187, ma ogni sera il mio tempo dedicato alla lettura anziché una gioia era una sof ...continue

    Avevo letto alcune recensioni che dicevano che da pag 150 il libro migliorava. Ho resistito diligentemente fino a pag 187, ma ogni sera il mio tempo dedicato alla lettura anziché una gioia era una sofferenza. E non per l'argomento, ma per come è scritto il libro. L'idea è ottima: a Berlino mi ha commosso la piazza del rogo dei libri e il pensiero di quell'immane barbarie (tra le altre). Ho zompettato fino alla fine del libro, senza però che le pagine mi acchiappassero. Non proprio abbandonato, ma neanche veramene finito. In ogni caso NON GODUTO (nuova mia categoria di anobii)

    said on 

  • 5

    le guerre sono una sconfitta dell'umanità

    Penso che l'ultima volta che ho pianto finendo un libro fosse quando chiusi "il bambino con il pigiama a righe", piansi tanto e per tanti giorni al solo pensiero.....ieri non ho retto nuovamente e ho ...continue

    Penso che l'ultima volta che ho pianto finendo un libro fosse quando chiusi "il bambino con il pigiama a righe", piansi tanto e per tanti giorni al solo pensiero.....ieri non ho retto nuovamente e ho pianto ancora perché solo in pochi momenti della nostra vita ci rendiamo veramente conto della miseria che ci siamo lasciati alle spalle e della miseria che si continua a vivere nel mondo.....quanta sofferenza per una ragazzina adolescente, quanto dolore...troppo
    La guerra vista dai tedeschi...quel popolo tedesco tanto odiato ma del quale faceva parte anche della gente buona, pacifica innocente....,Rudy...piccolo grande Rudy..:-(
    Cosa dire.....da leggere, da ricordare da vivere .....questa sera inizierò un altro libro e Rudy e Liesel mi mancheranno troppo.....

    said on 

  • 5

    «I migliori erano quelli che comprendevano l'autentico potere delle parole [...] tra gli scuotitori di parole c'era una ragazzina minuta ed esile. Era considerata la migliore della sua regione, perché ...continue

    «I migliori erano quelli che comprendevano l'autentico potere delle parole [...] tra gli scuotitori di parole c'era una ragazzina minuta ed esile. Era considerata la migliore della sua regione, perché si rendeva conto di quanto impotente potesse essere una persona SENZA parole. Era affamata di parole.»

    Qualcuno ha detto una volta che non sei tu a scegliere un libro, ma sono proprio questi ultimi che vengono a cercarti.
    Molto spesso giriamo ansiosamente in libreria, alla ricerca del nostro autore prediletto, del nostro classico preferito.
    Eppure, quasi all'improvviso, un titolo a caso (di cui non sappiamo perfettamente nulla) decide di "legarsi" a noi, e non senza una ragione.
    È stato cosi per quest'opera, regalatami come sorpresa per Natale.
    "The Book Thief" pubblicato nel 2005 - da cui è stato tratto l'acclamato film del 2013 con Geoffrey Rush, Sophie Nélisse e Emily Watson - è un romanzo dello scrittore australiano Markus Zusak.
    Vincitore di diversi premi, è stato quotato dal "New York Times Best Seller" per oltre 230 settimane.
    Siamo in una piccola città della Germania, Molching, all'alba del Nazismo.
    Liesel una sparuta ragazzina di soli nove anni, assiste alla tragica morte del fratellino, ma durante il funerale accade qualcosa che le cambierà la vita: sul manto nevoso trova un libro abbandonato e decide di rubarlo, sarà l'inizio di una «brillante carriera».
    Non potendo più permettersi di mantenerla, la mamma di Liesel decide di affidarla ad una nuova famiglia adottiva, la famiglia Hubermann.
    Liesel è terrorizzata, in un solo giorno ha perduto il caro fratellino e l'amata mamma.
    Eppure poco a poco, si lascia conquistare dalla dolcezza e dall'umiltà nel nuovo Papà, Hans, "L'Uomo dagli occhi d'argento" che le insegnerà la cosa più importante, leggere, e dalla burbera Rosa Hubermann che le affibbia il divertente soprannome di "Saumensch".
    La narrazione accarezza vari momenti della vita di Liesel - la tenera amicizia con Rudy, l'incontro con Ilsa Hermann moglie del sindaco della cittadina tedesca, che ogni giorno lascia la finestra della sua biblioteca aperta per permettere alla ragazzina di rubare ogni suo libro e leggere avidamente ogni pagina, l'avvento del Nazismo e l'arrivo a casa Hubermann del pugile ebreo Max - fino ad arrivare alla morte della stessa Liesel, intenta a rammentare quei dolci-amari ricordi.
    Vi starete chiedendo perché vi sveli il finale?
    Perché la bizzarra narratrice di questa storia è proprio la Morte.
    Non una scelta macabra, ma una decisione che permetterà al lettore di comprendere quanto tutto alla fine sia un esito.
    Eppure le protagoniste principali sono le parole, rincorse, odiate, amate per tutta la narrazione.
    Sono loro che salvano Liesel dall'orrore nazista, un fiume in piena di vocaboli per coprire il silenzio assordante delle atrocità.
    Parole come balsamo per le ferite, ma al contempo armi a doppio taglio:

    «Sì, il Führer decise di dominare il mondo con le parole.»

    Parole che significano ribellione.
    E lo sa bene l'ebreo Max quando decide di ridipingere di bianco le pagine "nere" del Mein Kampf con nuovi colori, nuovi pensieri.
    Parole di ribellione che anche se soffocate, smorzate e uccise, continuano a seminare.
    I libri possono essere bruciati, ma la parola quella no.
    Quella continuerà a riecheggiare , crescerà dentro altri uomini, per poi rinascere come una Fenice più forte di prima.
    Un romanzo sull'amore per i libri e sul loro potere, universale, di elevare l'essere umano per farlo sentire parte integrante di quelle pagine.

    «La conseguenza è che negli uomini trovo sempre il meglio e il peggio: vedo la loro bruttezza e la loro bellezza, e mi domando come la medesima cosa possa essere entrambe.»

    said on 

  • 2

    Quando si parla di seconda guerra mondiale, nazisti, ebrei, l'attenzione di pancia è sempre catturata. L'idea, la vita di un'orfana figlia di un comunista adottata da un reduce della prima guerra mond ...continue

    Quando si parla di seconda guerra mondiale, nazisti, ebrei, l'attenzione di pancia è sempre catturata. L'idea, la vita di un'orfana figlia di un comunista adottata da un reduce della prima guerra mondiale disposto a nascondere un ebreo in cantina alla fine degli anni 30 in una piccola cittadina vicino a Monaco, potrebbe anche essere vincente ma.

    Ma, ma tante cose: noioso fino a pagina 150, un narratore insopportabile che salta troppo di palo in frasca e una traduzione discutibile.

    Verso pagina 250 , la narrazione prende maggiore linearità, la traduzione non migliora e ho deciso di finirlo per dare un giudizio negativo con cognizione di causa.

    said on 

  • 1

    Me son un po' rotta i ball

    Ho sopportato stoicamente la retorica mielosa dell'autore. ma quando l'ha sparsa sulla tragedia degli ebrei, qualcosa mi ha detto BASTA. Un crack dentro, come quando si spezza una lastra di ghiaccio, ...continue

    Ho sopportato stoicamente la retorica mielosa dell'autore. ma quando l'ha sparsa sulla tragedia degli ebrei, qualcosa mi ha detto BASTA. Un crack dentro, come quando si spezza una lastra di ghiaccio, e qualcosa d'irrimediabile succede. L'irrimediabile è che per me quest'autore può tornare di corsa a scrivere storielle per ragazzi. E per fortuna io ragazza non sono più.

    said on 

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