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先知

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4.0
(5320)

Language:繁體中文 | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi simplified , Italian , French , German , Portuguese , Norwegian , Arabic , Dutch , Swedish , Romanian , Afrikaans

Isbn-10: 9576794048 | Isbn-13: 9789576794049 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
A brilliant man's philosophy on love, marriage, joy and sorrow, time, friendship and much more. Originally published in 1923 - translated into more than 20 languages. With 12 full page drawings by Gibran.
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  • 3

    Sono sicuro che l'aura di "buonismo" e spiritualismo facilone che questo libro emana sia l'ingannevole apparenza di una profonda comprensione della mistica di ogni tempo e di ogni luogo. Questa opera ...continue

    Sono sicuro che l'aura di "buonismo" e spiritualismo facilone che questo libro emana sia l'ingannevole apparenza di una profonda comprensione della mistica di ogni tempo e di ogni luogo. Questa opera è quindi per me difficile da giudicare senza una buona conoscenza del background culturale dell'autore. Ma molto rimanda a Eckhart - anche se soffro di una personale deformazione amatoriale che mi porta a vedere Eckhart ovunque.

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  • 1

    Apologia del buonismo insopportabilmente retorica

    Il profeta Almustafa sta x lasciare la città in cui ha vissuto dodici anni x tornare alla sua isola. La popolazione è addolorata x la sua partenza e gli chiede di fare un ultimo discorso. I cittadini ...continue

    Il profeta Almustafa sta x lasciare la città in cui ha vissuto dodici anni x tornare alla sua isola. La popolazione è addolorata x la sua partenza e gli chiede di fare un ultimo discorso. I cittadini gli propongono a turno un argomento di riflessione e il profeta dona loro i frutti delle sue meditazioni. I temi sono i più scontati e banali della vita di ognuno: l’amore, la famiglia, il lavoro, il cibo, la gioia e il dolore. Le perle di saggezza del profeta sono enunciate in pensierini di una riga, simili all’elenco delle Beatitudini o alla preghierine della buona notte in un asilo infantile gestito da suore. Sono noiose, piene di luoghi comuni e di domande retoriche, un inno al buonismo dal vago tono orientaleggiante. Sono immerse in un lago di melassa, in sintesi il contenuto è: “Siate buoni e sarete felici”. Infastidisce che nella prefazione il libro sia definito un “breviario x laici”: è, infatti, di chiarissima ispirazione religiosa, i riferimenti alla divinità e alla vita ultraterrena sono frequenti ed espliciti. Gibran propone le sue massime come verità assoluta, un vangelo in pillole “In verità vi dico... ”, ma forse paragonare se stesso a Gesù Cristo è un po’ presuntuoso, anche dal mio punto di vista di ateo. Chi ritiene di avere ricette infallibili x la felicità altrui è irritante. Lo stile, insopportabilmente retorico, è un ibrido fra prosa e poesia, ridondante, ripetitivo, barocco, con infinite similitudini auliche. Leggere un libro non implica un giudizio positivo. Questo fortunatamente non l’ho acquistato, ne ho solo letta una parte come e-book, e l’ho abbandonato senza rimpianti. Ho letto dieci dei ventisei sermoni, ma non dubito che il contenuto sia monocorde. Certo, stupisce il successo editoriale di questo volumetto, a quasi un secolo dalla prima pubblicazione nel 1923.

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  • 2

    un giorno mi recai nel paese di ...

    dove c'era una ragazza dal culo grosso e il sorriso ammiccante

    che mi diceva con molto trasporto di amare molto questo libro, e altro

    però poi si è messa con u ...continue

    un giorno mi recai nel paese di ...

    dove c'era una ragazza dal culo grosso e il sorriso ammiccante

    che mi diceva con molto trasporto di amare molto questo libro, e altro

    però poi si è messa con un altro di quindici anni più grande di lei

    il profeta è rimasto tale, in fondo pure lei

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  • 2

    un giorno mi recai nel paese di m-ra (secondo l'uso dostoevskiano)

    dove c'era una diciottenne dal culo grosso e il sorriso ammiccante

    che mi diceva con molto trasporto di amare molto questo libro

    però ...continue

    un giorno mi recai nel paese di m-ra (secondo l'uso dostoevskiano)

    dove c'era una diciottenne dal culo grosso e il sorriso ammiccante

    che mi diceva con molto trasporto di amare molto questo libro

    però poi si è messa con un altro di quindici anni più grande di lei

    il profeta è rimasto tale, in fondo pure lei

    troppo hippie il primo, la seconda non mi esprimo

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  • 4

    A very thought-provoking and introspective little book. The earlier chapters are especially inspiring (I love the chapters on Love and Children). The later chapters are good too, but it gradually gets ...continue

    A very thought-provoking and introspective little book. The earlier chapters are especially inspiring (I love the chapters on Love and Children). The later chapters are good too, but it gradually gets a bit monotonous and preachy (though in a very poetic way). Or maybe it's just me who isn't mature enough to understand all the wisdom...

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  • 5

    L'opera si presenta come una sequenza di meditazioni lasciati dal profeta Almustafa agli astanti il giorno della sua partenza. Tema centrale dell'opera è la felicità che gli uomini devono saper coglie ...continue

    L'opera si presenta come una sequenza di meditazioni lasciati dal profeta Almustafa agli astanti il giorno della sua partenza. Tema centrale dell'opera è la felicità che gli uomini devono saper cogliere nella bellezza insita nella realtà di tutti i giorni. La vera bellezza è quella di saper "vedere" Dio. Secondo il profeta l'uomo deve saper trovare Dio nello sguardo degli uomini, nella semplicità della natura e nel sublime dell'arte:" Your daily life si your temple and your regligion...And if you would know God, be not therefore a solver of riddles. Rather look about you and you shall see Him playing with your children. And look into space: you shall see Him walking in the cloud, outstretching His arms in the lightining and descending in rain. You shall see Him smiling in flowers, then rising and waving His hands in trees."

    said on 

  • 0

    Ma quanto è arrogante Gibran?

    Il titolo della recensione non vuole essere troppo polemico, con "arrogante" mi riferisco alla qualità che credo debba avere ogni scrittore se vuole insegnare qualcosa agli altri.
    Gibran mi è sembrato ...continue

    Il titolo della recensione non vuole essere troppo polemico, con "arrogante" mi riferisco alla qualità che credo debba avere ogni scrittore se vuole insegnare qualcosa agli altri.
    Gibran mi è sembrato alquanto arrogante, forse perché ero abituata al tono amichevole e colloquiale dei Saggi Scettici di Russel, non so.
    Gibran mi è sembrato arrogante non perché cercasse (come ogni filosofo/poeta) di promulgare i propri insegnamenti alle persone, ma perché lo facesse con così tanta supponenza facendo parlare un Profeta. Una figura che ha molta autorità, specialmente se da contorno vi è un ambiente bucolico con contadini e altri "poveracci" ignoranti che pendono dalle sue labbra.
    Ecco, finendo di leggere Il Profeta ho avuto proprio l'impressione che Gibran usasse la poesia e la figura del profeta per rendere il suo messaggio ancora più efficace e convincente come se mi dicesse "Vedi? Ho ragione perché ciò che ti sto dicendo è scritto in modo così poetico che, come puoi non farti conquistare e pensarla come me? E poi lo dice un profeta! Qualcuno di illuminato! La saggezza!".
    Premetto che io la poesia riconosco di non saperla giudicare, ciò che mi piace mi piace più per istinto, a meno che non abbia un messaggio che condivido; dunque anche il modo poetico che ha Gibran di porre gli argomenti mi ha fatto pensare "Come diamine fa a essere sicuro che tutti i lettori interpreteranno questo messaggio allo stesso modo? Come fa a essere sicuro che non intendano qualcosa di diverso dal messaggio che vuole dare lui?".
    Non mi sento di giudicare questo libro con le stelline, mi ha colpito in modo strano e non potrei dargli un valore con 5 stelline, ricordo di aver pensato "tante parole con le quali non sono d'accordo, e poche argomentazioni, il tutto veicolato con una figura nella quale è facile riconoscere la voce della verità, con un linguaggio che incanta".

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  • 5

    最喜歡的一本書

    很喜歡這一本書,從以前不經意地在學長那邊,看到一段句子之後,就一直想找這本書了。喜歡張琰的翻譯,看了好幾個版本,就張琰的讓我覺得特別有Fu。

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  • 4

    Due parti mi hanno annoiata di questo libro: l'introduzione e la conclusione, infatti ho pensato che se mi annoiava così tanto già alle prima pagine non sarei arrivata nemmeno a metà. Invece superato ...continue

    Due parti mi hanno annoiata di questo libro: l'introduzione e la conclusione, infatti ho pensato che se mi annoiava così tanto già alle prima pagine non sarei arrivata nemmeno a metà. Invece superato il prologo, mi ha presa come non avrei mai pensato possibile. Nonostante a volte faccia riferimento a Dio (nemmeno troppo spesso) è sempre un riferimento generico a un Dio che non è per forza quello cristiano.
    Ogni mini capitolo tratta un argomento, lanciato al profeta dagli abitanti del villaggio e a cui egli risponde con la sua saggezza. Il linguaggio è quasi poetico, ma semplice e diretto, a un certo punto mi sono ritrovata a leggere ad alta voce, come si fa con un sermone o una posia, per gustarmelo meglio.

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