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写作这回事

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Publisher: 上海译文出版社

4.1
(2390)

Language:简体中文 | Number of Pages: 289 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , English , Chi traditional , Italian , Spanish , French , Swedish , Dutch , Thai , Greek , Polish , Czech

Isbn-10: 7532748448 | Isbn-13: 9787532748440 | Publish date: 

Translator: 张坤

Category: Biography , Non-fiction , Textbook

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Book Description
Sorting by
  • 5

    Il Re a nudo e simpaticamente in cattedra

    Premetto che King bazzica un genere, l'horror, che non frequento. Premetto che di lui avevo letto solo il miglio verde e alcuni racconti. Detto ciò questo libro è stata un'esaltante scoperta non ...continue

    Premetto che King bazzica un genere, l'horror, che non frequento. Premetto che di lui avevo letto solo il miglio verde e alcuni racconti. Detto ciò questo libro è stata un'esaltante scoperta non solo perchè parla di scrittura in maniera chiara, non convenzionale, simpatica, diretta ma anche perchè il Re c'è eccome tra queste righe. Mi è piaciuta la sua franchezza, mi è piaciuto il modo in cui parla di se parlando della passione della sua vita, la scrittura appunto, mi è piaciuto così tanto che, a parte essermi copiata su un quaderno pagine e pagine, mi è venuta anche una gran voglia di leggerlo questo King, cosa per me quasi incredibile. E' un bel modo per avvicinarsi ad uno sconosciuto autore di best seller, anche se non vi interessa scrivere, leggerlo vi aiuterà a conoscerlo ed è una bella scoperta, vi assicuro.

    said on 

  • 0

    consigli prattici di scrittura

    Libro utile per chi scrive: tanti consigli pratici, che ho riassunto per coloro che sono interessati. Aspetti della vita di S. King in cui decisamente l'autore si mette a nudo

    La cosa più ...continue

    Libro utile per chi scrive: tanti consigli pratici, che ho riassunto per coloro che sono interessati. Aspetti della vita di S. King in cui decisamente l'autore si mette a nudo

    La cosa più importante: trovare un equilibrio psichico e poi darsi delle regole. L’impressione che uno scrittore ha di un personaggio può essere fallace come quella di un lettore. Subito dopo c’è la scoperta che fermare un lavoro solo perché è difficile, sul piano emotivo o su quello creativo, è una cattiva idea. Talvolta bisogna andare avanti anche se non te la senti e talvolta stai facendo un buon lavoro anche quando hai la sensazione di faticare come un cretino solo per spalare merda da seduto.

    Scrivere, ricavandosi uno spazio mentale, possibilmente alle stesse ore. Il vostro compito è far sì che la Musa sappia dove sarete tutti i giorni dalle 9 alle 7 fino alle 3, se lo sa vi assicuro che presto o tardi comincerà a venirvi a trovare. Ma bisogna tenere la porta chiusa, almeno in questa prima fase.

    Alla gente piace leggere di lavoro, Dio solo sa perché ma è così.

    Le storie si costruiscono da sole, utilizzando la tecnica di scavo. Prima o poi una storia da qualche parte deve sfociare e se non lo so nemmeno io posso esser sicuro di mantenere viva nel lettore l’ansia di voltare pagina. Io credo che la trama sia l’ultima risorsa di un buono scrittore. Io parto da un’idea. Edgar Wallas Plot wheel, un congegno per lo sviluppo della trama, per scrittori mercenari. Se uno si trova a un punto morto, meglio: Fare l’esercizio “E se?” La storia è fidata, la trama è infida

    Non mentire !

    Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.

    Fermare un lavoro solo perché è difficile sul piano emotivo o su quello creativo, non è una buona idea. Talvolta bisogna andare avanti anche se non te la senti e talvolta stai facendo un buon lavoro anche quando hai la sensazione di faticare inutilmente.

    Per scrivere bene è opportuno costruire la propria cassetta degli attrezzi e poi sviluppare i muscoli necessari a portarla con sé. (p.108). Uno strumento è il vocabolario. Usate la prima parola che vi viene in mente se è appropriata o colorita

    Non c’è modo migliore di imparare a scrivere, che leggendo prosa brutta! Ma leggiamo soprattutto i grandi per misurarci con il vero talento! Se non avete tempo di leggere non avete tempo (né gli strumenti) per scrivere. La lettura è il centro creativo della vita di uno scrittore. Il lettore ama le storie e deve percepire l’eco della propria vita e delle proprie convinzioni nel romanzo, sarà più propenso a farsi coinvolgere.

    Durante il processo di visualizzazione realtà e finzione si intrecciano, ma quasi sempre i primi particolari che avete visualizzato sono i migliori. Eccedere nelle descrizioni e altrettanto facile che lesinare. La descrizione comincia nella fantasia dell’autore, ma dovrebbe finire in quella del lettore. Ricordare che l’obiettivo è la storia, sempre e solo la storia, nel romanzo. Invece i racconti migliori devono svilupparsi sulle persone. Mostrare e non raccontare. Regola base La capacità di sintetizzare e incapsulare rende il simbolismo interessante e utile e quando usato bene, suggestivo. Se vi accorgete che c’è, ed è parte del fossile che state dissotterrando, dategli risalto, non lasciatevelo sfuggire. Un buon romanzo parte sempre dalla storia per arrivare al tema; quasi mai comincia dal tema per diventare storia. Ma una volta che il filo della vostra storia è sulla carta, dovete riflettere su quale ne è il significato e arricchirla nelle stesure successive.

    Due bozze e una revisione. La prima bozza deve essere scritta di getto, (senza interferenze esterne o aiuti) riguardando solo le cose essenziali alla trama, diversamente vengono mille dubbi e si prede l’entusiasmo iniziale. Infatti scrivere è come attraversare l’oceano su una vasca da bagno. 2° stesura: incongruenze del personaggio, eliminazione di pronomi con riferimenti nebulosi, risonanze (aggiungere scene ed episodi che consolidano il significato, eliminare divagazioni, dare un senso di unità, eliminare il 10%) Secondo King non si deve iniziare in medias res.

    “L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto” Stephen King

    said on 

  • 4

    Imperdibile...

    per chi ama la scrittura e King in particolare. Forse a tratti un pò confusionario, non è certamente un libro di scrittura creativa, bensì un viaggio nel metodo adottato dall'autore. Simpatici i ...continue

    per chi ama la scrittura e King in particolare. Forse a tratti un pò confusionario, non è certamente un libro di scrittura creativa, bensì un viaggio nel metodo adottato dall'autore. Simpatici i retroscena sulla stesura di alcuni dei suoi romanzi più famosi. Nel complesso scorrevole e piacevole, contiene alcuni spunti di riflessione interessanti

    said on 

  • 5

    “Scrivere non c'entra niente col fare soldi, diventare famoso, crearsi occasioni galanti, agganciare una scopata o stringere amicizie. Alla fine è soprattutto un modo per arricchire la vita di ...continue

    “Scrivere non c'entra niente col fare soldi, diventare famoso, crearsi occasioni galanti, agganciare una scopata o stringere amicizie. Alla fine è soprattutto un modo per arricchire la vita di coloro che leggeranno i tuoi lavori e arricchire al contempo la propria. Scrivere è tirarsi su, mettersi a posto e stare bene. Darsi felicità, va bene? Darsi felicità.”

    "Il tuo compito non è trovare le idee, ma riconoscerle quando si manifestano".

    "Credo di essere arrivato ai quaranta prima di rendermi conto che quasi tutti gli scrittori di prosa o poesia che abbiano mai pubblicato una sola riga o un verso sono stati accusati da qualcuno di aver buttato via quel dono di Dio che è il talento. Se scrivi (o dipingi o danzi o scolpisci o canti, immagino), ci sarà molto semplicemente qualcuno che cercherà di farti star male per aver osato tanto."

    "La buona scrittura può essere al contempo inebriante a livello emotivo e pregnante a livello intellettuale."

    "Il problema era l'insegnamento. Mi piacevano i colleghi e mi piacevano i ragazzi, trovavo a loro modo interessanti i tipi più repellenti alla Beavis and Butthead, ma quando arrivava il pomeriggio del Venerdì, di solito mi sentivo come se avessi passato la settimana con le pinze di due cavi per batterie infilate nel cervello".

    said on 

  • 5

    Non si tratta di un vero e proprio manuale di scrittura quanto di un tentativo di spiegare come King è arrivato a diventare il grande scrittore che è. Mi è piaciuto perché è “scritto alla ...continue

    Non si tratta di un vero e proprio manuale di scrittura quanto di un tentativo di spiegare come King è arrivato a diventare il grande scrittore che è. Mi è piaciuto perché è “scritto alla Stephen” e soprattutto perché fa capire il senso della scrittura e il “perché si scrive”. Per chi, come me, tenta di mettere su carta storie è come vedere riflesso in un altro quello che si prova e, quando questo altro è King, bhe…allora ci si sente, come dire….bene…

    said on 

  • 4

    「幾乎所有作家都曾經遭某人指責是在糟蹋自己的天賦。如果你寫作(或畫畫、舞蹈、雕刻、唱歌),總會有一些人試圖讓你對自己的作為感到糟糕」--P60 很不幸的,這就是我的處境

    當我開始讀這本書的前1/2時 我心裡最真實的感受只有「無聊」兩個字 我始終不明白這本書為什麼在網路上的評價這麼好 後來到了後1/2的部份開始有趣起來了 看書名像是在敎寫作技巧 不過我覺得性質比較接近自傳或是訪談 其中的核心思想就是「大量的閱讀和(寫作)練習」以及「享受過程的樂趣」 尤其享受寫作過程非常重要 史蒂芬金認為「故事」本身就存在在那裡 作家只是去把它們挖掘出來而已 因此不要擔心文筆辭藻、不要擔心文法結構、不要擔心寓意和內涵的問題 當你寫出一則好故事的時候 自然會有好事者幫你找出當中的象徵性 刻意裝深沉不會有什麼好下場 而且當你完成了你的作品之後回過頭來檢視 常常會找到意想不到的畫面能夠讓人放入隱喻 就算找不到可以提升「內涵」的象徵物 至少你還有一篇好故事

    來說說書中兩個令我印象深刻的要點 第一、「被動語態」和「副詞」是垃圾 不知道為什麼,看到這個要點時覺得忍浚不住 是在心裡覺得「他說得有道理」的那種想笑 第二、寫作的一開始只有靈感,沒有架構 打從一開始連史蒂芬金也不知道故事會往什麼走向 是任由故事中的腳色隨意發展把劇情給完成 他聲稱故事裡的腳色會「自行」完成故事 一切都是那麼自然而然 就好像腳色有自己的生命和生活 而作者也只是另一個期待故事進展的讀者 我覺得這一點在《戰慄遊戲》這部作品中有不經意的表現和說明

    這讓我想起大概是我國中的時候 當時我已經習慣直接在稿紙或是電腦上寫我的作文或報告 可是總有一些人會告訴你 「沒有先打草稿擬大綱怎麼可能寫得好?」 (我保證現在還有一狗票的人這麼認為,而且是真心相信) 這根本是鬼扯蛋!!!! 不然你以為鍵盤上的Delete鍵是做什麼用的? 不然你以為橡皮擦是用來幹什麼的? 我真心希望那些把小朋友送去上作文班、寫作課的爸媽趕快住手 或許你可以在作文課裡學到一些「作文公式」 或許會有人教你如何擬一個好大綱 但是你絕對不會因此立刻變成一個好寫手 因為你沒有東西可以寫 寫文章沒有方法、沒有規則、沒有SOP 唯一的途徑就是閱讀

    最後節錄本書一段話 我認為全世界的人都應該要了解的一段話 「我寫作是因為它充實了我自己。也許它幫我付了房貸,也讓孩子完成大學學業,但這些事都是次要的,我是為了感到興奮而寫作:我為求寫作中單純的快樂而寫。而如果你能為了樂趣而寫作,你就能夠永遠的寫下去。」--P285

    said on 

  • 4

    Se intendete scrivere in totale onestà, i vostri giorni come membro della buona società sono comunque contati.

    Non appena questo libro è tornato disponibile, l’ho acquistato. Di King in passato ...continue

    Se intendete scrivere in totale onestà, i vostri giorni come membro della buona società sono comunque contati.

    Non appena questo libro è tornato disponibile, l’ho acquistato. Di King in passato avevo letto “Misery” e “Dolores Clairbone” (niente titoli davvero truculenti quindi), e mi erano piaciuti. C’è mestiere, capacità di prendere per mano il lettore e condurlo lontano lontano (in realtà vicino vicino, a tu per tu con le paure più terribili). Adesso questo sul mestiere di scrivere.

    Perché acquistare libri del genere? Per vedere il dietro le quinte. Ci si può sedere al buio di un cinema e gustarsi la pellicola. Oltre a questo, si può decidere di saperne di più, e recarsi su un teatro di posa, per conoscere il lavoro dei fonici, dei truccatori, degli operatori delle luci, eccetera. In questo libro King fa qualcosa del genere, compresa una parte dedicata all’incidente che quasi lo ammazzò, e una dedicata all’infanzia, al “come sono arrivato qui”. Il risultato che si ottiene (se si legge davvero), è la consapevolezza della fatica che occorre, e di come non esiste pianificazione, marketing, strategia alcuna per arrivare a ottenere certi risultati. Talento, e duro lavoro, nient’altro. È come scalare il Monte Bianco a mani nude: se qualcuno cammin facendo, si avvicinerà (non chiedetemi come), e ci fornirà corde, ganci, piccozze, zaino eccetera eccetera, probabilmente arriveremo in cima. Non è detto che accada.

    Da King ci si aspetta per esempio, che abbia scientificamente deciso di diventare lo scrittore che sappiamo. A parte che nemmeno si ricorda di aver scritto “Cujo” (era strafatto di droghe). Niente di tutto questo. Talento e duro lavoro. Basta. Quello che balza agli occhi è l’onestà che costui dimostra. Al di là dei consigli pratici (niente forme passive, l’avverbio è uno dei nemici di chi scrive), King preferisce indicare quali sono le motivazioni che ogni giorno lo spingono a sedersi davanti a un Mac, e scrivere ancora.

    Non è detto che debbano essere le medesime anche per gli altri che si cimentano con la scrittura. Lo scopo è indurre l’aspirante scrittore a interrogarsi sul perché lo fa. In fondo, là fuori ci sono un milione di buone ragioni per NON scrivere. Una giornata di sole per esempio, ne contiene almeno 752.000. Non solo sul perché. Anche sul metodo di lavoro, che come ciascuno sa, non è mai uguale per tutti. Si tratta di indicazioni che hanno il vantaggio di indicare, in un’epoca dove con un clic si pubblica tutto con facilità, la fatica della scrittura. La figura di scrittore che ne esce è un po’ diversa da quella che siamo abituati a conoscere: che crediamo di conoscere. King viene considerato un caterpillar, uno che sforna capolavori a getto continuo.

    La verità? Lui stesso giudica severamente alcuni suoi libri. Si intravede un uomo pervaso da dubbi, perplessità, che ha bisogno di lettori esterni (la moglie prima di tutto), di un editor (all’inizio ringrazia il suo, Chuck Verrill: quanti scrittori italiani lo fanno? Quanti sono disposti ad ammettere pubblicamente di aver bisogno di questa figura?). Stephen King di oggi non è molto diverso dallo Stephen King degli esordi. Non è meraviglioso? La scrittura resta sempre un apprendistato, e anche se hai venduto milioni di copie e hai nella sede della casa editrice un paio di uffici a te dedicati (sto fantasticando, ma non credo nemmeno troppo), ogni volta che ricominci, sei un esordiente che devi re-imparare tutto.

    “On writing” merita il posto accanto a “Nel territorio del diavolo” di Flannery O’Connor, oppure “Il mestiere di scrivere” di Raymond Carver. Non perché racchiudano segreti e strategie di marketing per il successo garantito. Al contrario, indicano come talento e fortuna siano spesso due compagni che non amano frequentarsi troppo. È terribile, ma è tutta la verità di cui uno scrittore esordiente ha bisogno.

    said on 

  • 4

    non il solito saggio sulla scrittura, ma un libro indispensabile per chiunque voglia provarci; il "re" non si smentisce mai!

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  • 3

    occasione sprecata

    Bello, a volte appassionante per chi conosce lo zio Stevie come le sue tasche, visti gli aneddoti personali elencati, ma la funzione narrativa della sua biografia non è convincente, e qui, di ...continue

    Bello, a volte appassionante per chi conosce lo zio Stevie come le sue tasche, visti gli aneddoti personali elencati, ma la funzione narrativa della sua biografia non è convincente, e qui, di lezioni sulla scrittura, c'è troppo poco. utile solo parzialmente, da avere solo per gli appassionati.

    said on 

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