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布拉格魔像

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4.1
(1166)

Language:简体中文 | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , French , Italian , Chi traditional

Isbn-10: 7807325194 | Isbn-13: 9787807325192 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
《巴特伊麦阿斯》三部曲之二
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  • 4

    Non credo stia inseguendo voi

    Oggi vi voglio parlare del secondo libro della Trilogia di Bartimeus intitolato ‘L’occhio del Golem’. Vi avevo parlato di questa trilogia creata da Jonathan Stroud già con una mia opinione precedente ...continue

    Oggi vi voglio parlare del secondo libro della Trilogia di Bartimeus intitolato ‘L’occhio del Golem’. Vi avevo parlato di questa trilogia creata da Jonathan Stroud già con una mia opinione precedente dove vi descrivevo che cosa avevo provato nella lettura del primo libro ‘L’amuleto di Samarcanda’.

    Ho letto ‘L’occhio del Golem’ in successione al primo libro e quindi ero davvero fresca nella lettura e particolarmente affezionata ad uno dei suoi protagonisti. Già nella prima opinione infatti, ricordo di avere stra adulato Bartimeus e la sua sarcastica ironia.
    Ma facciamo un breve ripasso, infatti, sono passati solo due anni da quando avevamo lasciato i nostri due protagonisti, al finale del primo libro e per Nathaniel, il giovane apprendista mago, le cose sono cambiate parecchio…Lo ritroviamo, infatti, come membro importante del governo di Londra e notiamo immediatamente come il suo potere sia aumentato grazie alla stima da parte del primo ministro e dei suoi diretti rappresentanti. Ovviamente tutta questa riconoscenza è soltanto apparente e nonostante Nathaniel sia realizzato e felice nella sua posizione, giornalmente si trova a fare i conti con i continui attacchi da parte dei suoi superiori e dei colleghi. I compagni di lavoro infatti non sono molto convinti delle capacità del mago, reputandolo semplicemente un ragazzino fortunato.

    Nathaniel collabora presso il Ministero degli Interni, dove il suo compito è tentare di sventare un organizzazione antigovernativa segreta chiamata ‘Resistenza’. Dalle sue informazioni la ‘Resistenza’ sembrerebbe essere composta da un gruppo di giovani che lottano contro il potere instaurato dalla magia. I ragazzi sembrerebbero dei ‘comuni’ nonostante siano in grado di utilizzare alcuni dispositivi magici.
    La Resistenza non è un movimento esageratamente violento, le azioni spesso si riconducono soltanto a furti di oggetti magici, che vengono poi utilizzati nelle missioni contro il governo. Missioni che, risultano tutte sventate dalle capacità o dalla fortuna del Ministero degli Interni e della Polizia.

    Nathaniel non ha alcuna pista da seguire, soltanto alcuni ricordi di qualche anno prima. Il giovane mago non conosce la ‘Resistenza’ ma ricorda di averla vista all’opera, durante un furto ai suoi danni. In particolare ricorda l’aspetto ed il nome di una ragazza:Kitty.
    Kitty è la vera novità di questo secondo libro. Infatti, nonostante facesse parte già del primo libro, in questo secondo romanzo il suo spazio aumenta essendo ‘coprotagonista’ con Nathaniel e Bartimeus. Bastano poche pagine per conoscere la sua storia e le ragioni del suo odio verso i maghi e la magia.

    Kitty è una ‘comune’ abituata alle prepotenze dei maghi. La ragazza è cresciuta in una famiglia sottomessa alle richieste dei maghi ma che però non è riuscita a trasmetterle la fiducia dei confronti del governo magico. Kitty odia la sopraffazione ma soprattutto odia la violenza immotivata e la supposta superiorità dei maghi rispetto ai comuni.
    Per la ragazza è molto semplice riuscire ad entrare nella ‘Resistenza’ mentre è più complesso seguire le regole che le vengono imposte all’interno di quest’organizzazione. Sebbene spesso ritenga inutili alcune azioni vi partecipa comunque nell’attesa che questi eventi portino ad un cambiamento nel governo.

    Come ci aveva abituati nel primo libro Stroud è molto bravo nel descrivere i vari punti di vista dei suoi protagonisti. Anche in questo romanzo infatti la narrazione si sposta in continuazione da un protagonista all’altro, e così in modo separato possiamo guardare la magia dal punto di vista di un ambizioso giovane mago, di una comune sottomessa a regole ingiuste e di uno spirito che deve obbedire agli ordini di un mago.

    Ovviamente anche in questo secondo romanzo Bartimeus rimane il mio personaggio preferito. Le parti in cui il narratore è Bartimeus, per me sono senza dubbio le migliori, e davvero sono quelle che ti tengono attaccata al libro anche se è notte fonda e si dovrebbe dormire. Bartimeus è spiritoso e sincero, ed è molto più umano di altri personaggi, prova affetto e simpatia ed è speciale proprio perché nonostante sia parecchio linguacciuto alla fine è il personaggio che agisce con buon senso, e questo avviene nonostante sia obbligato ad eseguire gli ordini di un mago.
    Migliore proprio per il rapporto che crea con gli altri personaggi. Bartimeus è vincolato alle scelte del proprio padrone temporaneo Nathaniel, che a causa della sua giovane età è spesso troppo avventato nelle sue decisioni. Bartimeus essendo uno spirito è più distaccato nelle sue considerazioni, e si non si lascia trascinare facilmente in azioni precipitose. Per sua natura è infatti indifferente agli esiti della storia, e spesso nonostante sia costretto ad eseguire gli ordini di un mago rimane comunque su un livello diverso. Lo spirito è ben conscio che a volte vince il bene ed a volte il male, conosce la storia ed ha già vissuto troppo a lungo per farsi prendere troppo dai sentimentalismi. Nonostante questa sua freddezza rispetto al termine della storia Bartimeus rimane un personaggio fondamentalmente corretto ed onesto nei ‘consigli’ che esprime verso il suo padrone. Lo spirito non può agire in autonomia, perché non dispone di libero arbitrio, ma nonostante svolga delle azioni che non approva, contesta gli ordini dimostrando anche una sorta di sensibilità (che non è da tutti gli spiriti).

    Il nuovo personaggio, Kitty mi è piaciuto davvero molto. E’ una protagonista differente dalla solita ragazzina perfetta in tutto cui ci hanno abituati altri romanzi. Kitty lotta per raggiungere i suoi obiettivi, ma non è un personaggio banale, sceglie con coraggio la propria strada e non si preoccupa delle difficoltà che dovrà affrontare. Kitty è una ragazza abituata a proteggere le persone accanto a se, ed è davvero degna di fiducia dalla prima fino all’ultima pagina.
    Nathaniel, è un personaggio un po’ particolare. Ritengo sia difficile emergere con due personalità come Kitty e Bartimeus, proprio perché è quasi impossibile non provare simpatia immediata per loro due. Come avevo già detto nell’opinione del primo libro ho apprezzato il fatto che Nathaniel sia un protagonista completamente diverso dal solito mago buono e perfetto. Finalmente ci ritroviamo un personaggio principale che non nasconde la propria ambizione e che lotta per affermarsi. Certo rispetto agli altri due il paragone è un po’squilibrato, Nathaniel non ha l’ironia, che rende vincente Bartimeus e nemmeno il coraggio di Kitty ma allo stesso tempo dimostra impegno e caparbietà. Nathaniel riesce nella magia perché studia con assiduità non è un talento naturale, è semplicemente una persona che si impegna e questo davvero mi è piaciuto molto soprattutto perché lo differenzia dai protagonisti di altri romanzi. Mentre altri protagonisti farebbero della loro bontà una bandiera da esporre, Nathaniel non si maschera dietro delle ragioni inesistenti, non nasconde la sua ambizione e agisce per surclassare gli altri, in qualche modo questa sua ‘sincerità’ lo rende vincente rispetto ai soliti ragazzini che agiscono soltanto per il benessere altrui.

    Il libro è da leggere, e se avete già letto il primo vi posso anticipare che il secondo è, a mio parere, molto più bello. Ad essere sincera non sono un appassionata delle saghe, amo molto cambiare le mie letture, e quindi spesso e volentieri mi trovo ad affrontare generi e testi molto differenti senza soluzione di continuità. Amo aprire un libro e non sapere nulla di quello che troverò al suo interno. Aprendo il secondo di Bartimeus e conoscendo i personaggi fondamentali la mia paura era quella che alla fine mi sarei annoiata un pochino. In realtà questo non succede, grazie al ‘L’Occhio del Golem’ il mondo creato da Stroud diventa più reale, agli occhi del lettore ed i tre personaggi riescono a descriverci meglio la situazione in cui vivono.
    A mio parere questo libro rende giustizia al primo. Mentre nell’’Amuleto di Samarcanda’ la narrazione era quasi totalmente incentrata sul mondo dei maghi in questo secondo romanzo la narrazione si completa con uno sguardo sul mondo dei comuni. L’incontro dei due mondi ci fa capire parzialmente quanto siano forti le differenze e come probabilmente sarà difficile giungere ad una soluzione finale equa per entrambe le parti. A mio parere non ha senso leggere il primo libro se si esclude il secondo e questa mia opinione mi porta diritta alla lettura del terzo ed ultimo romanzo della saga. Al momento non ho nemmeno ancora aperto il terzo libro, e quindi sono ancora un po’ in attesa, ma sicuramente inizierò a leggerlo e vi aggiornerò quanto prima in modo da vedere se giustificata o meno, anche la lettura del terzo libro.

    Ps. il titolo rimane un mistero fino alla prossima opinione sulla trilogia...

    said on 

  • 4

    Secondo capitolo della trilogia dedicata a Bartimeus e devo dire che è un romanzo riuscito più del primo. Qui gli intrecci si moltiplicano, la trama si complica, tanto da diventare impossibile tentare ...continue

    Secondo capitolo della trilogia dedicata a Bartimeus e devo dire che è un romanzo riuscito più del primo. Qui gli intrecci si moltiplicano, la trama si complica, tanto da diventare impossibile tentare di prevedere il finale. E, nonostante tutti questi colpi di scena, la storia scorre lineare e ad alto ritmo. Ritrovare i personaggi lasciati nel primo volume è un piacere (ammetto che mi erano mancati i battibecchi fra il pericolo demone e il suo maldestro evocatore), mentre quelli presentati in questo nuovo capitolo sono ben descritti e uno più misterioso dell'altro. Una particolare lode a Stroud per i suoi finali: se per molti autori è la parte più ostica da scrivere e spesso è punto debole di molti romanzi, lui riesce a tesserli con grande maestria senza mai abbassare il ritmo o deludere le aspettative.

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  • 4

    questo capitolo e' piu bello del primo ...piu coinvolgente...e con molti spunti nuovi...non mi piace molto il modo di scrivere ma potrebbe essere benissimo una traduzione approsimativa

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  • 5

    Uno dei rari casi in cui il secondo volume è addirittura più eccezionale del primo!!! Sono stupefatta, felice e senza parole (in senso buono :3)
    Ci vorrebbero più Jonathan Stroud nelle librerie e meno ...continue

    Uno dei rari casi in cui il secondo volume è addirittura più eccezionale del primo!!! Sono stupefatta, felice e senza parole (in senso buono :3)
    Ci vorrebbero più Jonathan Stroud nelle librerie e meno autoruncoli da due soldi che scrivono sempre le stesse noiosissime cose.. E quanto sono felice che ancora devo esplorare il suo genio *_*
    Bartimeus rimane il personaggio preferito incontrastato, con le sue risposte taglienti e ironiche (che spesso però non sono comprese da maghi e umani :D): un potentissimo Jinn che si trova nuovamente, suo malgrado, al servizio di Nathaniel.
    Nathaniel.. Stroud è un genio: è un personaggio principale, quindi un po' si fa anche il tifo per lui pur essendo più volte che no sgradevolissimo.. Mi ha fatto prudere tantissimo le mani certe volte, giuro!!
    I maghi nel mondo di Bartimeus sono esseri odiosi, saccenti, pigri, avidi, crudeli e chi più ne ha e più ne metta! Ho davvero fatto il tifo per la loro distruzione, lo ammetto :3
    Grandi descrizioni, grandi personaggi e una grande storia: se avete iniziato la trilogia, mollate quello che state leggendo e recuperate questo volume il più presto possibile.. Se non l'avete iniziata.. MALE! Interrompete ciò che state facendo e iniziate seduta stante "L'amuleto di Samarcanda"!!!!!!

    Ps: Voglio davvero conoscere il personaggio di Tolomeo *__*

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  • 5

    Anche il secondo libro presenta i caratteri che, secondo me, distinguono il fantasy di serie A: irresistibile umorismo, profonda analisi psicologica dei personaggi (umani e maghi)e soprattutto vicende ...continue

    Anche il secondo libro presenta i caratteri che, secondo me, distinguono il fantasy di serie A: irresistibile umorismo, profonda analisi psicologica dei personaggi (umani e maghi)e soprattutto vicende che diventano metafora della vita e della realtà attuale. Il tutto condito da una fantasia davvero geniale.

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  • 3

    Carino, ma niente di speciale

    Devo dire che il primo volume della serie mi aveva positivamente impressionato per la ventata di novità che sembrava aver portato nel genere fantasy, con una nota di ucronia che non mi dispiaceva affa ...continue

    Devo dire che il primo volume della serie mi aveva positivamente impressionato per la ventata di novità che sembrava aver portato nel genere fantasy, con una nota di ucronia che non mi dispiaceva affatto.
    Purtroppo questo secondo volume mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca, poichè pecca di originalità e la trama è abbastanza scontata.
    Buone le note di sarcasmo che spezzano la (poca) tensione in più parti del romanzo, ma nel complesso niente di particolarmente entusiasmante.
    Il libro comunque si legge bene e non è impegnativo.

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  • 4

    Oh, sì.

    Prima impressione del primo libro riconfermata ed aumentata.

    Niente note: non si possono riportare tutti i dialoghi di Bartimeus! Leggetevi il libro e basta.

    Ne voglio ancoraaaa...! ...continue

    Oh, sì.

    Prima impressione del primo libro riconfermata ed aumentata.

    Niente note: non si possono riportare tutti i dialoghi di Bartimeus! Leggetevi il libro e basta.

    Ne voglio ancoraaaa...!

    said on 

  • 4

    Migliorato

    Devo dare ragione all'amico anobiiano Beps: il secondo libro della trilogia di Bartimeus è sicuramente migliore del primo e anche la storia cresce risultando meno Teen, anche se rimane comunque adoles ...continue

    Devo dare ragione all'amico anobiiano Beps: il secondo libro della trilogia di Bartimeus è sicuramente migliore del primo e anche la storia cresce risultando meno Teen, anche se rimane comunque adolescenziale (d'altronde il taglio dell'opera è rivolto a quella età).
    Nonostante questo non posso dirmi completamente soddisfatto del libro perchè nonostante il protagonista assoluto sia Bartimeus la società dei maghi così boriosa, arrogante e malvagia mi ammorba la lettura e non mi fa gustare pienamente quel fatastico personaggio che è il jinn.
    Altro punto negativo, ma solo dal mio punto di vista, mi sembra già di capire dove andrà a parare l'autore nel libro finale con un convergere dei destini di Bartimeus, Mandrake-Nathaniel e Kitty verso la caduta dell'impero, la liberazione dei demoni dalla schiavitù e un riscatto morale del mago Mandrake.... ma spero che il finale non sia così scontato.
    Comunque la storia rimane bella e sufficientemente avvincente con un personaggio come Bartimeus fermamente sopra le media.
    Libro consigliato che si legge bene, ma si divora solo sotto una certà età...

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  • 5

    Se nel primo libro l'attenzione era tutta concentrata sui personaggi, in questa seconda avventura ci si concentra sull'universo narrativo in cui i personaggi agiscono. E risulta davvero sorprendente. ...continue

    Se nel primo libro l'attenzione era tutta concentrata sui personaggi, in questa seconda avventura ci si concentra sull'universo narrativo in cui i personaggi agiscono. E risulta davvero sorprendente. Un mondo, per certi versi simili al nostro, ma in cui i maghi sono al potere. Seguire le avventure di Bartimeus è davvero un piacere!!!

    said on 

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