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戰火下的小花

世界兒童小說館

By ,

Publisher: 台灣東方

3.9
(415)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Spanish , Portuguese , Basque , German , Catalan

Isbn-10: 9575707516 | Isbn-13: 9789575707514 | Publish date:  | Edition 第1版

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Sono i secondi anni Novanta e i talebani sono al potere in Afghanistan. Kabul è devastata dalle bombe e disseminata di mine antiuomo. Le donne non possono lavorare e nemmeno studiare, sono costrette a indossare il burqa e non possono uscire senza essere scortate da un uomo.
    Parvana ha undic ...continue

    Sono i secondi anni Novanta e i talebani sono al potere in Afghanistan. Kabul è devastata dalle bombe e disseminata di mine antiuomo. Le donne non possono lavorare e nemmeno studiare, sono costrette a indossare il burqa e non possono uscire senza essere scortate da un uomo.
    Parvana ha undici anni e vive a Kabul, nei secondi anni Novanta. Lei sa leggere e scrivere e ogni giorno va al mercato con suo padre, che legge e scrive lettere per chi non sa farlo. È quando suo padre viene arrestato per aver studiato in Inghilterra molti anni prima che Parvana si ritrova un peso enorme sulle spalle: guadagnare abbastanza per sfamare sua madre, le sue sorelle, suo fratello e sé stessa. Si trasforma in un ragazzo e ogni mattina va al mercato a leggere e scrivere lettere per i suoi clienti, ritorna a casa per il pranzo e poi torna al mercato per lavorare di pomeriggio, quando il coprifuoco si avvicina raccoglie le sue cose e rincasa, poi esce per prendere l’acqua al pozzo e la porta nella stanza spoglia in cui vive tutta la famiglia. Tutti i giorni ripete le stesse cose e presto iniziano a mancarle le noiose giornate trascorse a scuola a studiare, ma incontra Shauzia una sua vecchia compagna travestita da ragazzo che vende il tè al mercato.
    I giorni trascorsi con lei a lavorare sono un po’ più leggeri, ma più il tempo passa e più i problemi aumentano, fin quando Parvana non sa più dove si trovino sua madre e tutti i suoi fratelli.

    “Sotto il burqa” mi ha sorpresa perché mi aspettavo un libro completamente diverso. In poche pagine Deborah Ellis è riuscita a raccontare una storia ricca di tantissimi particolari.
    Il modo in cui vivono le donne, e gli afghani in generale, è così diverso da come viviamo noi che non l’avevo mai immaginato così prima di leggere il libro. Il passaggio che mi ha segnata di più è il dilemma su cosa sia giusto e cosa no tra lasciare l’Afghanistan perché si ha il diritto di vivere liberamente o restare perché si ha il dovere di provare a cambiare il proprio paese. Ci vuole tanto coraggio per entrambe le scelte, forse più per rimanere, ma non ce n’è una giusta e una sbagliata. Con questa lettura ho capito cosa voglia dire non avere la libertà di stampa e di parola. Inoltre sapevo che una grande parte della popolazione afghana fosse analfabeta, ma non avrei mai immaginato che persino i soldati talebani non sapessero leggere e scrivere. Con la stessa sorpresa di Parvana ho scoperto che anche i soldati talebani hanno dei sentimenti e ho smesso di identificarli solamente come sono visti dall’Occidente: fondamentalisti islamici che opprimono la popolazione afghana e che hanno nascosto per anni Osama Bin Laden. Questo è vero, ma è quello che fanno, non quello che provano nel farlo.
    “Sotto il burqa” tratta dei temi molto complessi con una scrittura semplice da comprendere e molto scorrevole ed è per questo che lo consiglio alle ragazze di tutte le età che vivono nei paesi in cui si sa poco e niente della realtà dell’Afghanistan e anche a tutte le Parvana del mondo.

    said on 

  • 0

    極力推薦給小讀者

    當香港十一歲的小朋友還過著無憂無慮的生活時,居住在阿富汗的十一歲女孩Parvana卻已是家裡的生活支柱--Breadwinner--也是女兒最近在讀Deborah Ellis 所著之兒童小說的書名。
    該書描寫在塔利班統治下,十一歲的女主角Parvana由於爸爸無緣無故被抓去坐牢,哥哥誤踏地雷身亡,但礙於所有女子嚴禁外出,以致媽媽和姐姐都不能踏出家門工作,她唯有矯裝成男孩子,挑起爸爸原本在市場給人讀信寫信的工作,扛起一家幾口的生活重擔。 
    見女兒看得津津有味,便翻來一讀,怎知一讀則不能釋卷,,一頭栽進Parvana的世界,與她經歷那每分每秒都處於恐懼和未知的生活,暗 ...continue

    當香港十一歲的小朋友還過著無憂無慮的生活時,居住在阿富汗的十一歲女孩Parvana卻已是家裡的生活支柱--Breadwinner--也是女兒最近在讀Deborah Ellis 所著之兒童小說的書名。
    該書描寫在塔利班統治下,十一歲的女主角Parvana由於爸爸無緣無故被抓去坐牢,哥哥誤踏地雷身亡,但礙於所有女子嚴禁外出,以致媽媽和姐姐都不能踏出家門工作,她唯有矯裝成男孩子,挑起爸爸原本在市場給人讀信寫信的工作,扛起一家幾口的生活重擔。 
    見女兒看得津津有味,便翻來一讀,怎知一讀則不能釋卷,,一頭栽進Parvana的世界,與她經歷那每分每秒都處於恐懼和未知的生活,暗暗為她的勇敢歡呼,為她的不幸遭遇慨嘆。
    書本用字顯淺,情節緊湊,難怪自二零零年出版後至今已再版了三十九回,還屢獲文學殊榮。通過主人翁一家人的經歷,將活在塔利班極權統治下一般人民的生活面貌呈現在讀者面前,女孩子必須要有男性帶領才可出門,不可外出工作上學,由於Parvana的爸爸不良於行,最小的弟弟在出生後也鮮有踏出家門。原本的大好家園也因遭受轟炸而盡毀,一家人只能窩居於狹小危樓內。像Parvana還未有顯出女性身體特徵的小女孩,都不得已矯裝成男孩出外謀生,為了賺取更多金錢,更不惜大著膽子去墓園挖掘死人骸骨變賣。
    此書不單令生活在富裕社會的小讀者認識戰火中其他同齡孩子的生活,也會讓他們進行不同反思。相對Parvana的辛酸生活,相信女兒知道她的煩惱只是微不足道,更加感恩自己當下已擁有的生活,更引導她去深思更廣泛的社會議題如極權統治、人權、婦女權益等,因為Parvana心底最卑微的願望只是可過著平淡的上下日子,但是甚麼令她這個願望如此遙不可及呢?
    Breadwinner是作者三部曲的第一本,還有兩本,很期待再買來看。

    said on 

  • 4

    "Gli afghani sono sparpagliati sulla Terra come le stelle nel cielo."
    Una di queste stelle, molto luminosa, è stata mia allieva, una di quelle che ti lasciano il segno, tenace, testarda, dolcissima, malinconica ma dal sorriso incantevole.
    È grazie a lei che ho letto questo libro che n ...continue

    "Gli afghani sono sparpagliati sulla Terra come le stelle nel cielo."
    Una di queste stelle, molto luminosa, è stata mia allieva, una di quelle che ti lasciano il segno, tenace, testarda, dolcissima, malinconica ma dal sorriso incantevole.
    È grazie a lei che ho letto questo libro che nel 2002 ha vinto il premio Andersen come miglior libro per lettori da 10 a 12 anni, da leggere secondo me a tutte le età.

    La protagonista è Parvana, undici anni, coraggiosa, e come altre ragazzine ha il diritto di avere una vita migliore. Si travestirà da maschio per poter uscire di casa e per aiutare la famiglia...

    "-Gli afghani amano le cose belle- disse, -ma hanno visto così tanti orrori che a volte dimenticano quanto può essere bello un fiore.-"

    said on 

  • 4

    中亞的喪鐘

      讓人聯想到電影《少女奧薩瑪》,相似的場景、同調的悲劇,我們對爭戰的中亞有多少認識?看不見不代表沒有,聽不見不代表不存在。
      太陽出來的時候,煎蛋的聲音、培根的香味,祥和的社區裡敲的是學校的鐘聲,幸福的孩童們轉動著地球儀認識世界、練習拼字、知道植物的晨芳晚吐,那仰角十度、一半緯度的中亞呢?代換的是槍鳴喪鐘,缺乏食物和水,只有陽光是免費的恩澤。我們的遮陽帽擋住太強的紫外光,也拒絕接受這些悄悄發生的悲劇,我們在恆溫的沙發間裡盤算著小孩要學些甚麼才藝,習書練字對那邊的孩子卻是不存在的夢想,男人死在沙場,女人、女孩都成了財產。
      少女奧薩瑪,如果你沒有拿著女孩唯一性 ...continue

      讓人聯想到電影《少女奧薩瑪》,相似的場景、同調的悲劇,我們對爭戰的中亞有多少認識?看不見不代表沒有,聽不見不代表不存在。
      太陽出來的時候,煎蛋的聲音、培根的香味,祥和的社區裡敲的是學校的鐘聲,幸福的孩童們轉動著地球儀認識世界、練習拼字、知道植物的晨芳晚吐,那仰角十度、一半緯度的中亞呢?代換的是槍鳴喪鐘,缺乏食物和水,只有陽光是免費的恩澤。我們的遮陽帽擋住太強的紫外光,也拒絕接受這些悄悄發生的悲劇,我們在恆溫的沙發間裡盤算著小孩要學些甚麼才藝,習書練字對那邊的孩子卻是不存在的夢想,男人死在沙場,女人、女孩都成了財產。
      少女奧薩瑪,如果你沒有拿著女孩唯一性徵的抵押,你怎麼知道話語和文字本是不可分割的夫妻,可是女孩你會長大,你的跨間會有代謝的生命,代替槍彈下塔利班的排泄,所以妳是女人、你是財產。沒有這場紗布下的革命妄想,水之於你,只是桶子和雙手的差別。
      女孩-奧薩瑪你提著水桶在磚瓦殘破的巷道奔馳,自由對你來說是跑出來的;女人-奧薩瑪你掬著水的時刻,是你上崗前唯一自由的時刻,你可以用一千零一種方式掬水,另一種意義的食用的水,那是你的自由,也是你唯一的自由,你那雙手很快的將要撫慰著男性的脆弱和殘暴。帕瓦娜你也在奔馳著嗎?有一天你也將出落成池中掬水的蓮?帕瓦娜、奧薩瑪...不要看啊!殘瓦下的小花向陽,那只是拉扯的時空流瀉出來的假象,牆後失去雙眼的老人這麼絕望的說。

    said on 

  • 4

    cavolo....

    i talebani avevano ordinato a tutte le donne e le ragazze afgane di rimanere chiuse in casa. Avevano persino proibito alle ragazze di frequentare la scuola.
    "Questa ragazza mi aiuta a camminare" spiegava il Papà. Aveva perso la gamba.

    Entrambi i suoi genitori erano stati all'universi ...continue

    i talebani avevano ordinato a tutte le donne e le ragazze afgane di rimanere chiuse in casa. Avevano persino proibito alle ragazze di frequentare la scuola.
    "Questa ragazza mi aiuta a camminare" spiegava il Papà. Aveva perso la gamba.

    Entrambi i suoi genitori erano stati all'università e credevano che tutti, comprese le donne, avessero diritto a ricevere un'istruzione.
    la loro casa era stata distrutta da una bomba.
    Sua madre e Nooria passavano regolarmente in rassegna quello che restava dei loro beni e decidevano di cosa potevano privarsi.

    per tratti di strada più lunghi doveva sorreggersi a Parvana.
    "sei dell'altezza giusta" le diceva.
    "Cosa faremo quando crescerò?"
    "Crescerò anch'io con te!"
    suo padre aveva una protesi una volta, ma l'aveva venduta.
    Da quando i talebani avevano ordinato alle mogli di restare in casa, molti mariti avevano portato via alle loro mogli le gaambe artificiali.

    quello è il monte Parvana.
    sono le persone che danno il nome alle montagne. io sono una persona e voglio chiamare quella montagna Monte Parvana.

    La Mamma e Nooria stavano pulendo la credenza, ancora una volta.

    Consumavano tutta l'acqua che lei andava a prendere.

    "DObbiamo mantenere le distanze. è più sicuro stare per conto nostro."
    era di certo più sicuro, ma ci si sentiva molto soli. Magari c'era una ragazza della sua età proprio lì vicino, e lei non l'avrebbe mai scoperto.

    "Perché sei andato a studiare a Londra?" gridarono i soldati a Papà.
    Vedere la Mamma per terra spinse finalmente Parvana ad agire.
    "Prenditi cura degli altri, mia piccola Malali". E scomparve.

    i libri del Papà! Non poteva permettere che trovassero i libri del Papà!
    "fuori da casa mia!" urlò.

    La Mamma non avrebbe dovuto uscire di casa senza essere accompagnata da un uomo o senza il permesso scritto di suo marito.
    "Nooria, scrivi il permesso per la Mamma".
    all'improvviso Nooria fece qualcosa di molto insolito. Abbracciò sua sorella. "Torna presto" le sussurrò.
    Malali non avrebbe avuto paura, pensava.
    "Sono qui per mio padre!" gridò.

    "noi siamo afgani. Questa è la nostra casa. Se tutte le persone istruite se ne vanno, chi ricostruirà il paese?"

    "in questa casa tutti si appoggiano a qualcun altro" disse Parvana. "e io a chi mi appoggio?" chiese Nooria.

    Era strano essere al mercato senza il Papà.
    Le donne dovevano restare fuori dal negozio e chiedere quello di cui avevano bisogno.
    Pagò senza alzare lo sguardo.

    finalmente qualcuno che potesse occuparsi di loro, che potesse in parte toglierle dalle spalle il peso della responsabilità.

    Volevano farla diventare un ragazzo.
    “come ragazzo sarai libera di andare e venire dal mercato, potrai comprare quello che ci serve e nessuno ti fermerà”.
    “Volete tagliarmi i capelli!” Parvana si coprì la testa con le mani.
    “Sappiamo che ti stiamo chiedendo un grosso sacrificio, ma io credo che tu ne sia capace. Cosa ne dici?”
    “ho un bel nastro da parte, possiamo intrecciarli e tenerli per ricordo”.
    Parvana guardò i capelli in mano a sua madre. In testa le erano sembrati importanti, ma ora non più.
    “No grazie, buttali via”.
    Via via che i capelli cadevano, cominciava a sentirsi una persona diversa.
    Sto bene, decise.
    C'era un'altra tasca. Era bello avere delle tasche.
    Si mise i sandali e fece per prendere lo chador.
    “quello non ti serve”. Parvana se n'era dimenticata. Ad un tratto si sentì nuda.

    Quando era stata al mercato con suo padre era rimasta in silenzio e si era coperta il viso il più possibile. Aveva fatto del suo meglio per essere invisibile. Adesso, col viso scoperto, era invisibile in un modo diverso.
    “ce l'ho fatta! Ho fatto la spesa e nessuno mi ha fermato per strada!”

    mentre andava al mercato sentiva la testa leggera senza il peso dei capelli e del chador.
    Sentiva il sole sul viso e una brezza lieve.

    “se ci mettiamo sempre nello stesso posto, la gente saprà dove trovarci, e si ricorderà di noi quando avrà bisogno di leggere o scrivere” diceva sempre il Papà. A Parvana piaceva quel parlare al plurale, come se anche lei fosse parte del lavoro.
    Il soldato talebano sospirò. “quanto ti devo?”
    “paga quanto ritieni giusto” disse Parvana. Era quello che avrebbe detto suo padre.
    Fino a quel momento aveva visto i talebani soltanto come gli uomini che picchiavano le donne e che avevano arrestato suo padre. Provavano anche loro dei sentimenti.

    “papà, torna da noi!” sussurrò guardando verso il cielo.
    Il sole brillava. Come poteva il sole brillare così quando suo padre era in prigione?

    “mamma posso portare Maryam con me fino alla fontana?”
    la mamma esitò.
    “lasciala andare. Parvana ora è un ragazzo. Maryam sarà al sicuro”.
    È più di un anno che non esce. Tutto fuori era nuovo per lei. I suoi muscoli non erano abituati al minimo esercizio. Parvana dovette aiutarla a salire e scendere i gradini come faceva con il Papà.

    “Allora posso essere la tua scorta” disse Parvana.
    Guadagnava meno soldi di suo padre, ma la sua famiglia continuava a mangiare.

    Parvana era contenta di avere la mamma tutta per sé, anche se parlavano solo di quanto olio comperare o discutevano se potevano permettersi il sapone quella settimana.
    A Parvana piaceva il mercato. Le piaceva guardare la gente che si muoveva per le strade, ascoltare i frammenti di conversazione che le arrivavano all'orecchio, leggere le lettere che la gente le portava.

    Quindi c'erano altre ragazze come lei a Kabul!

    Tutti litigano sempre. È una fortuna poter uscire per andare a lavorare.

    Stai attento alle mine.

    “Ecco cosa siamo diventati! Dissotterriamo le ossa dei nostri antenati per sfamare le nostre famiglie!

    Nooria era cambiata. Non diceva niente di brutto a Parvana. O forse sono io a essere cambiata. Litigare con Nooria semplicemente non aveva più senso.

    “Sto cominciando a crescere. Non pensi che crescerò troppo in fretta, vero? Forse dovrei partire prima della primavera.”
    “io vorrei soltanto tornare ad essere una bambina normale” disse Parvana.
    “voglio andare a scuola, tornare a casa e mangiare del cibo che qualcuno ha comprato per me. Rivoglio mio padre. Voglio una vita normale e noiosa”.
    Non voleva saperne più niente di sangue, morte e dolore.
    Il mercato aveva smesso di essere interessante.
    Ovunque guardasse, vedeva persone affamate e malate. E non c'era fine a tutto questo.

    “adesso sei sia mia figlia che mio figlio” le disse il Papà.
    La signora Weera consigliò alcune medicine.
    “ora so di lavorare per un buon motivo” disse a Shauzia un giorno.

    Non aveva il diritto di cercare una vita migliore? Parvana non riusciva a decidere chi avesse più ragione.
    “Gli afgani amano le cose belle, ma hanno visto cosi tanti orrori che a volte dimenticano quanto può essere bello un fiore”.
    “non sono morti, sembrano sofferenti adesso, ma le radici sono sane”.

    “ci incontreremo il primo giorno di primavera tra vent'anni esatti”.
    “Va bene. Dove?”
    “In cima alla torre Eiffel.”
    “Ci sarò.”

    said on 

  • 5

    Letto in terza media, mi ha davvero straziato col suo doloroso realismo. Spessissimo durante la lettura mi capitava di chiamare mia mamma per raccontarle tutte le cose assurde che mi si presentavano davanti. E' scorrevole e molto utile in quanto vera e propria testimonianza della vita quotidiana ...continue

    Letto in terza media, mi ha davvero straziato col suo doloroso realismo. Spessissimo durante la lettura mi capitava di chiamare mia mamma per raccontarle tutte le cose assurde che mi si presentavano davanti. E' scorrevole e molto utile in quanto vera e propria testimonianza della vita quotidiana in certi paesi del mondo, è un "libro allarme", potremo dire. Non è una lettura col fine di divertire o far passare il tempo, bensì di sconcertarci, quasi farci provare paura e "traumatizzarci" così da riuscire a lasciare il segno e ad aprirci gli occhi. E' un libro scritto con la testa e con tatto, lo consiglio sìsignore.

    said on 

  • 4

    un mondo del tutto diveso...

    il libro mi è piaciuto tantissimo, non penso che ci siano molti libri che ti fanno riflettere su realtà meno fortunate quanto questo, anche se il finale lascia un po' troppo col fiato sospeso

    said on