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戴洛維夫人

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Publisher: 志文出版社

4.0
(4014)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 250 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Portuguese , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Polish , Czech , Dutch , Turkish

Isbn-10: 9575456998 | Isbn-13: 9789575456993 | Publish date:  | Edition 第1版

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 1

    La signora Dallonia di Busto Arsizio, zona residenziale.

    Ho adocchiato il nome del traduttore, Pier Francesco Paolini, e mi sono detto così: questo sarà stato un contemporaneo di De Roberto (De Roberto è morto a Catania nel 1927) che tra le sue ultime attiv ...continue

    Ho adocchiato il nome del traduttore, Pier Francesco Paolini, e mi sono detto così: questo sarà stato un contemporaneo di De Roberto (De Roberto è morto a Catania nel 1927) che tra le sue ultime attività da lucido mica tanto avrà tradotto il romanzo della Woolf (La signora Dalloway è del 1925), per questo la traduzione sa di Statuto Albertino, sa di “non puoi dargli tutti i torti a quei dilettanti sbaragliati dei futuristi”; la Newton avrà approfittato del copyright scaduto sulla traduzione e via: pubblicato. Allora lo cerco su wiki e scopro che Paolini è nato nel 1928, a Senigallia, e che è morto da pochissimo, a marzo di quest’anno, a Roma, e mi sono sentito carogna, fosse morto da un dieci anni mi sarei sentito meno carogna, ma è morto tre mesi fa. Oltre alla Woolf per la Newton (nel 1992) Paolini ha tradotto Vonnegut per la Feltrinelli (2007), Capote per la Mondadori (2004), Irving per la Rizzoli (2000) e Pynchon, Pynchon!, nel 1991 per la Rizzoli: e io “Vineland” di Pynchon per la Rizzoli l’ho letto e è tradotto benissimo! Non che io conosca gli originali, ma la qualità dell’italiano e dei suoi registri nella traduzione merita, e è credibile, che sia un lavoro di fino da una lingua all’altra. Invece “La signora Dalloway” nella traduzione di Paolini è insopportabile da leggere, la sostanza per carità resta, ma più la leggevo più mi dicevo “Che la Woolf scrivesse così non ci può credere nessuno, la piazzano tra Proust e Joyce e il suo inglese sarebbe il corrispettivo della ferragine sintattica avanzata da Paolini?” Ho resistito, in letteratura l’abnegazione ci vuole, facendomi andar bene i ‘cosunque’, i ‘leggiera’ con quelle i in mezzo come le sorelle minori che si mandavano a far da candela quando le sorelle maggiori uscivano con i fidanzanti (il ménage à trois diventava una necessità, oltre che un must), il “Palazzo Buckingham” come non si sarà mai più detto dopo l’invenzione del televisore, ho accettato persino la coniugazione verbale ‘evoluisce’ ma sull’attacco di frase “Lunghesso tutto il Viale(…)” ho mollato, pensando che se Paolini fosse mai capitato tra le mani di Virginia Woolf, la Woolf lo avrebbe spellato vivo a mani nude, e hai voglia, da parte di Paolini, di spiegarle che la Newton per le traduzioni pagava una miseria e non si meritava di meglio, la Woolf certe ambage economiche non avrebbe potute afferrarle, come la sua snob signora Dalloway, che tra le mani di Paolini è diventata più una sciura rincoglionita che una altolocata nevrastenica londinese.

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  • 3

    Ma la Woolf

    Finalmente mi sono cimentata con la Woolf per la prima volta in questa vita... Non è stata una passeggiata, questo libro non fila liscio come una coda tedesca alle poste, è tuttavia un gran romanzo, s ...continue

    Finalmente mi sono cimentata con la Woolf per la prima volta in questa vita... Non è stata una passeggiata, questo libro non fila liscio come una coda tedesca alle poste, è tuttavia un gran romanzo, seppur piccolo in quanto a dimensioni. Due mondi, o forse più, che corrono paralleli senza mai incontrarsi, non direttamente almeno... Quello dei ricchi viziati alla Fitzgerald, e quello della classe media, mista e non perfettamente in bolla dal punto di vista psicologico. Che poi... sono pronta ad andare immediatamente contro questa mia ultima affermazione.. è tutto da stabilire che semplicemente perché uno vede la realtà più chiaramente di altri possa essere considerato "non in bolla". In ogni caso, un romanzo all'apparenza pigro, buono per gli amanti veri della letteratura ben progettata e scritta, raffinato cinico e profondo. Buona lettura..

    said on 

  • 5

    che meraviglia la scrittura della Woolf, che ti travolge ricchissima di particolari, di sensazioni, così da rendere un percorso di pochi passi, ad esempio, pieno di avvenimenti, di cose che succedono ...continue

    che meraviglia la scrittura della Woolf, che ti travolge ricchissima di particolari, di sensazioni, così da rendere un percorso di pochi passi, ad esempio, pieno di avvenimenti, di cose che succedono tutto intorno alla protagonista. E poi il suo amore passato, e la sua vita presente, le altre donne, gli uomini. Tutto così ben delineato e descritto, in modo appassionante e completo.
    "...connetteva le varie sue parti assieme, quanto diverse solo lei sapeva, quanto incompatibili, e riunite così, per il mondo soltanto, intorno ad un unico centro, in un unico prisma, in un'unica donna che , assisa in salotto, costituisce un punto d'incontro, un polo d'attrazione radioso per alcune oscure vite..."
    Così in un giorno d'estate, le onde si rigonfiano, si frangono e ricadono; si raccolgono e cadono; e il mondo intero sembra dire "questo è tutto" sempre più ponderosamente, finchè persino il sole, dire anch'esso: questo è tutto. Più non temere, dice il cuore, fear no more, dice il cuore, affidando il suo fardello al mare, che sospira collettivamente per tutti i dolori, e si rinnova, ricomincia, raccoglie, lasciare cadere."

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  • 0

    Scusa Virginia, è colpa mia ma non ce l'ho fatta. Dopo 30 pagine senza punteggiatura ho rinunciato. Magari un giorno, con più tempo e più calma, ci riproverò...

    said on 

  • 5

    "In the triumph and the jingle and the strange high singing of some aeroplane overhead was what she loved; life; London; this moment of June.”

    "Did it matter then, she asked herself, walking towards Bond Street, did it matter that she must inevitably cease completely? All this must go on without her; did she resent it; or did it not become c ...continue

    "Did it matter then, she asked herself, walking towards Bond Street, did it matter that she must inevitably cease completely? All this must go on without her; did she resent it; or did it not become consoling to believe that death ended absolutely?”

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  • 5

    è il cuore che conta

    Questo libro descrive una giornata - dalla mattina alla sera - di una signora dell'alta società inglese, Clarissa Dalloway, che sulla soglia dei cinquantanni decide di dare un party. Clarissa, però, n ...continue

    Questo libro descrive una giornata - dalla mattina alla sera - di una signora dell'alta società inglese, Clarissa Dalloway, che sulla soglia dei cinquantanni decide di dare un party. Clarissa, però, non è l'unica protagonista del libro. Septimus Warren Smith - un reduce di guerra - incontra tre volte Clarissa o persone del suo ambito nel corso della giornata. E' proprio dalla relazione tra la ricca nobildonna piena di charme e l'uomo dai nervi distrutti che esce fuori la verità ultima del libro - la bellezza della vita che trae la sua linfa proprio dalla sua fragilità. Al centro della riflessione della Wolf la natura ultima della vita - e dell'amore - in un libro in cui solide realtà si mischiano a speranze distrutte, in cui sono proprio le persone più vicine a farci soffrire, al punto che a volte dobbiamo tenerle a distanza. Un libro sulla fragilità umana. E curiosamente l'autrice ci avvisa proprio alla fine, dopo aver parlato tutto il tempo di relazione inconcludenti, sbagliate, 'What the brain matter compared to the heart?' (che cosa importa il cervello comparato al cuore?). Questa frase, collocata proprio alla fine della giornata, in un tempo di bilanci stupisce doppiamente perché chi l'ha scritta ha disquisito per duecento pagine sulla natura conflittuale dei sentimenti ed è una delle più cervellotiche e brillanti scrittrici del XX secolo.... Un libro bellissimo, davvero bellissimo

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  • 5

    Adaltavoce, legge magnificamente Paola Pitagora. Un giorno a Londra dopo la grande guerra, con le solite cose, le solite azioni, i soliti volti, e soprattutto ricordi, pensieri, sofferenza. Alta borgh ...continue

    Adaltavoce, legge magnificamente Paola Pitagora. Un giorno a Londra dopo la grande guerra, con le solite cose, le solite azioni, i soliti volti, e soprattutto ricordi, pensieri, sofferenza. Alta borghesia in particolare, ma non solo.

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  • 0

    Pensa tu che penso anch'io...

    Troppo pensierosa questa signora. Capisco che è bello, in certi momenti, leggere quei pensieri e lasciarsi trasportare con lei in giro per Londra e per la sua mente, per la sua memoria ecc.
    Io però ad ...continue

    Troppo pensierosa questa signora. Capisco che è bello, in certi momenti, leggere quei pensieri e lasciarsi trasportare con lei in giro per Londra e per la sua mente, per la sua memoria ecc.
    Io però adesso non me la sento, nel senso che non ce la faccio proprio, non devo passare un esame, non devo dimostrare a me stesso qualcosa, e siccome ho molti altri libri in attesa, preferisco alzare bandiera bianca assai presto, cioè dopo una ventina di pagine (e un'occhiata al prosieguo, nel libro stesso e nei commenti online).
    Addio Virginia, non sei la mia donna ma ti ammiro lo stesso e con un po' d'invidia per chi ti sa apprezzare.

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  • 5

    L'avevo dovuto leggere per un esame di letteratura inglese. Conoscevo già l'autrice dal liceo. Meraviglioso ed intenso, come tutto ciò che scrive la Dalloway.

    said on 

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