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打鬼戰士Ⅱ

檔案Z

By

Publisher: 木馬文化

4.0
(1615)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Spanish , French , Portuguese , Korean , German , Czech , Dutch , Greek

Isbn-10: 9866973921 | Isbn-13: 9789866973925 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 趙德昌

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
檔案Z!檔案Z,是從台灣與以色列之間的通訊為起點。解放軍內部突然出現大量密碼傳輸訊息,台灣看不懂,於是請以色列協助解碼。以色列調查後發現,中國境內出現一種難以控制的新疾病…同時間,南非傳出「非洲狂犬病」,疫情立刻橫掃全球,美國在兩個月內火速通過新藥「方陣」上市,對抗「非洲狂犬病」。整個地球亂了。伊朗與巴基斯坦爆發短暫可怕的核戰,以色列宣布封鎖邊境,俄羅斯政府用殘酷的手段鎮壓境內的兵變,日本全國撤遷,大量美國難民湧入古巴後住在集中營裡。人類首度面臨滅絕的噩運。每一國的臨時政府都必須做出痛苦的決定:在資源不足的情況下,只能拯救一小撮人。南非甚至實施了人類歷史上最具爭議性的計畫:在幾個區域內留下活口,定期補給,充當人餌誘開危險,好讓政府在「安全區」內繼續運作…這是一部壯闊的史詩,從大中華地區打到巴勒斯坦,從美國內陸打到愛爾蘭,從地球水面打到外太空,參戰的單位有正規軍和善良平民組成的自衛武力,有男人有女人,有大人有少年,共同投入這場挽救人類文明的聖戰。使用的武器有坦克、飛機、竹竿、白刃……人類經歷了史無前例的悽慘遭遇。在這末日的劫難裡,帶小孩的、懷孕的、體弱多病的,你們有禍了!你們在逃跑的時候,如過遇到冬天、大風、飢荒,你們斷無一人能夠熬過這場末日災難……本書是全球頂尖生存專家麥克斯?布魯克斯繼《打鬼戰士:世界末日求生指南》之後又一巨著,以精細的遠見提醒當代世人:天國近了,你要先做準備!檔案Z 極神秘 內容記載最詳細活下去 照這裡 打鬼戰士第二集本書特色發揮群體力量、事前做好準備等等老生常談,在這本書裡面用最新、最新引人的方式加以呈現。對於目前銀幕上常見的殭屍主題,本書從大眾文化的角度加以成功詮釋,把殭屍拉近到「個人生活」的實用層次。《打鬼戰士》系列共有兩部作品,推出後持續暢銷不墜,解開了「殭屍」這個大眾文化主題背後的迷思:只要打法對,殭屍會被打死。
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  • 4

    Está bastante bien y contada de una forma muy original, a modo de entrevistas con los supervivientes de la guerra y los que participaron en ella. Aunque esta virtud también es un pequeño defecto porqu ...continue

    Está bastante bien y contada de una forma muy original, a modo de entrevistas con los supervivientes de la guerra y los que participaron en ella. Aunque esta virtud también es un pequeño defecto porque al saber que todo lo cuentan supervivientes le quita algo de emoción.

    Esta contada desde un punto de vísta de tanto realismo que sorprende, realmente parece una novela histórica, más que de ciencia ficción.

    Con ganas de leerme la guia de supervivencia del mismo autor.

    said on 

  • 4

    La geopolitica degli zombi

    Al fine di dare sollievo ai miei atrofici processi mentali messi a dura prova dallo studio ho scorso tutti i titoli del mio Kindle alla ricerca di un libro assolutamente non impegnativo.
    Trovato, una ...continue

    Al fine di dare sollievo ai miei atrofici processi mentali messi a dura prova dallo studio ho scorso tutti i titoli del mio Kindle alla ricerca di un libro assolutamente non impegnativo.
    Trovato, una bella storia di zombi: ti rilassa, ti distrae, magari devia l' "ansia da prestazione d'esame" verso l' "ansia da zombi nascosto nel buio del sottoscala che aspetta il momento buono per ghermirti alla caviglia". Perfetto!
    Solo che è successa una cosa strana: la trama mi ha avvinta, ma non per le vicende avventurose e mozzafiato dei vari eroi di turno che mi aspettavo da una storia del genere (queste componenti ci sono anche, ma per la curiosa struttura narrativa emergono poco, lasciando tutto lo spazio al reportage sulla guerra mondiale contro Zom, l'esito di un virus che fa sì che il tuo vicino di casa non più umano abbia voglia di rosicchiarti vivo). Quello che mi ha sorpresa è stato altro.
    Diciamo che il libro espone i risultati di una survey basata su interviste biografiche che raccontano i fatti e ci offrono un bello scorcio della nostra società. Lo Zombi c'entra con le analisi sociologiche come il cavolo a merenda? Questo pensavo io prima di leggere questo libro; poi l'amico simil-intellettualone a cui parlo dei pensieri che questo libro mi ha suscitato mi indica il film culto di George Romero, nota metafora della degenerazione della nostra società, asservita al consumismo e desiderosa di trovare punti di riferimento e senso di appartenenza al punto che i non-morti tornano al centro commerciale che frequentavano da vivi: urca, mi si è aperto un mondo!

    Nel libro emergono aspetti di "business estremo" che appartengono al nostro bel mondo civilizzato quando si spiega come è iniziata l'infestazione in Cina: "Pochi di voi yankee chiedevano da dove veniva il nuovo rene o il pancreas, che fosse di qualche ragazzo di strada della Città di Dio o di qualche sfortunato studente rinchiuso in una prigione politica cinese. Non lo sapevate, non ve ne importava. Vi limitavate a firmare i vostri traveler's cheque, andavate sotto i ferri, poi tornavate a casa a Miami, a New York o chissà dove. "

    Poi la reazione al Grande Panico che attanaglia il mondo e che, come sempre, fa inizialmente emergere il peggio di ciò che può essere l'uomo: "Il denaro aveva ancora un valore? Il denaro, il cibo o qualsiasi cosa considerassero preziosa. Vidi l'equipaggio di una nave che voleva solo donne, solo donne giovani. Su un'altra lasciavano salire solo profughi dalla pelle chiara. I bastardi illuminavano con le torce la faccia delle persone, per poter scartare quelli scuri come me. Vidi addirittura un capitano, in piedi sul ponte della lancia della sua nave, che agitava la pistola e diceva: «Nessuna delle caste elencate, non prendiamo gli intoccabili!». Intoccabili? Caste? Chi diavolo la pensa ancora così? E, questa è la parte folle, alcuni dei più anziani uscirono addirittura dalla fila! Riesce a crederci?"
    (cosa vi ricorda un tizio con la pistola in mano che fa imbarcare dei disgraziati che sperano di salvarsi la vita?)

    La modernità come ambito in cui l'organizzazione e la specializzazione del lavoro ci trasforma da individui a mera funzione lavorativa:
    "La nostra era un'economia post-industriale, basata sui servizi, così complessa e specializzata che ogni individuo poteva essere funzionale solo all'interno della sua piccola struttura ben divisa in compartimenti. ... .... Si potevano attraversare interi sobborghi di quartieri dell'alta borghesia, abitati da professionisti che non sapevano nemmeno sostituire una finestra rotta."

    Interessante leggere come la Zombi-catastrofe ribalta questo tipo di organizzazione socioeconomica: all'improvviso chi sa organizzarsi con la manualità diventa uno "che conta".
    "Molti dei nostri istruttori erano immigrati di prima generazione. Erano persone che sapevano prendersi cura di sé, che sapevano sopravvivere con pochissimo e sfruttare tutto quello che avevano. Donne e uomini che curavano un piccolo orto nel giardino dietro casa, che eseguivano da sé le riparazioni domestiche, che facevano funzionare gli elettrodomestici fin quando era meccanicamente possibile. Era di importanza cruciale che queste persone ci insegnassero ad accantonare il nostro stile di vita agiato da consumatori usa e getta, nonostante fosse stato proprio il loro lavoro manuale a permetterci di mantenere questo stile di vita. Certo, c'era del razzismo, ma c'era anche classismo. Sei l'avvocato di una potente multinazionale. Hai passato gran parte della vita a rivedere contratti, a mediare affari, a parlare a telefono. È in questo che sei bravo, è questo che ti ha reso ricco e ti ha permesso di chiamare un idraulico perché ti aggiustasse il gabinetto. .... Così funziona il mondo. Ma un bel giorno, non funziona più così. Nessuno ha più bisogno di farsi rivedere un contratto, non ci sono più affari da mediare. C'è bisogno di aggiustare gabinetti. E all'improvviso quel manovale diventa il tuo istruttore, magari addirittura il tuo capo. Per alcuni questo era più spaventoso dei morti viventi.

    Eppure si intravede la possibilità di una rinascita, che è esterna ed implica la sopravvivenza in un mondo ostile, ma è anche una rivoluzione interiore, l'adattamento a un equilibrio sconvolto per sempre e la riscoperta di qualcosa di essenziale.
    "Sì, era molto difficile per alcuni, ma molti più in là ammisero che traevano più soddisfazioni emotive dai nuovi lavori che da qualsiasi cosa somigliasse alle loro vecchie occupazioni"
    "Vede queste scarpe? Le ho fatte io», «Quel maglione, lana della mia pecora», «Le piace il grano? Viene dal mio campicello». Era il prodotto di un sistema più decentrato. La gente aveva la possibilità di vedere i frutti delle proprie fatiche, la possibilità di provare un senso di orgoglio personale sapendo che tutti stavano dando un contributo chiaro e concreto alla vittoria".

    Penso che questo libro possa essere gradito a chi è vicino al pensiero della decrescita felice.
    Concordo, quella degli zombi è una metafora veramente potente e spaventevole e mi auguro che il mondo non debba affrontare, nè metaforicamente nè letteralmente, una lezione di questo genere per operare la sua rinascita (Zombi, vi prego, restate nelle pagine dei libri e nei film horror, grazie).

    " I morti viventi non ci avevano tolto solo la terra e i nostri cari. Ci avevano tolto la sicurezza che ci veniva dall'essere la forma di vita dominante sul pianeta."

    Quattro belle stelle convinte.

    said on 

  • 4

    挺有意思的一本書
    用訪談的架構,去除掉講故事所會產生的廢話
    這個假想實踐得相當徹底,比電影版好看很多....

    said on 

  • 4

    Destinato alla gloria.

    Dopo aver letto praticamente qualsiasi cosa nel panorama della letteratura Z, posso affermare con certezza che quest'opera è destinata a rimanere la migliore di sempre, almeno fino a quando qualcuno d ...continue

    Dopo aver letto praticamente qualsiasi cosa nel panorama della letteratura Z, posso affermare con certezza che quest'opera è destinata a rimanere la migliore di sempre, almeno fino a quando qualcuno di veramente talentuoso non sfornerà un capolavoro senza precedenti (ed in tal caso, fatico ad immaginare come possa riuscirci).
    Dimenticate il mediocre "Manuale per sopravvivere agli Zombie" e l'orribile trasposizione cinematografica di Bad Pitt (che ha poco a che vedere con quest'opera): in World War Z c'è tutto, dai sentimenti forti alle ripercussioni inaspettate.
    La scelta dello stile "da giornalista" è azzeccatissima, ed il libro è pieno di nozioni tecniche e militari, punti di vista e racconti nostalgici. Se al posto della parola "zombie" ci avessero messo qualcosa come "i soldati", sarebbe stato tutto perfettamente plausibile e realistico.
    E' un libro da leggere e da consigliare anche a chi non ama il genere, e non gli ho attribuito la quinta stellina per il semplice fatto che alcune testimonianze mi sono sembrate meno godibili e appropriate del resto, e le pagine finali non le ho ritenute all'altezza della filosofia e della suspance di tutto il romanzo.

    said on 

  • 4

    很有趣的一本書

    該怎麼說,所謂的很認真的去豪洨應該就是這麼一回事吧XD

    前作作者很認真地去探討頗析殭屍災難的應對之道。而這本書更是直接把殭屍災難具現化,用記錄檔案的手法來描述虛構的殭屍戰爭。認真的考究,推論以及充實的背景資訊讀起來很有真實感。

    電影版本雖然精彩但是整體氛圍還是小說略勝一籌!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un libro da mordere

    World War Z è l'avvincente resoconto di una guerra mondiale fondata sull'assunto esposto plausibilmente ed in via del tutto teorica anche possibile, che un ignoto virus, trasmettendosi attraverso il m ...continue

    World War Z è l'avvincente resoconto di una guerra mondiale fondata sull'assunto esposto plausibilmente ed in via del tutto teorica anche possibile, che un ignoto virus, trasmettendosi attraverso il morso, possa provocare la rianimazione dei morti trasformandoli in animali assetati del sangue di qualsiasi creatura vivente.
    Il libro è strutturato (idea che ho trovato decisamente originale) come una sorta di reportage con le interviste fatte dal cronista/io narrante che raccoglie in tutto il mondo le testimonianze di alcuni reduci della guerra mondiale contro gli zombi con l'intento originario di produrre un report sulla guerra per le Nazioni Unite.
    Quindi ogni capitolo del libro è una mini-intervista che descrive la guerra mondiale contro Zom (nomignolo che identifica il nemico) dall'inizio, con la comparsa dei primi focolai in Cina, alla fine ossia con l'amaro trionfo dell'umanità sull'orlo dell'estinzione, con i punti di vista dei vari reduci che l'autore si sforza di rendere plausibili, variandoli in relazione al luogo di provenienza, alle usanze, alla religione, ecc.
    In tal modo Brooks avvolge il lettore in un autentico caleidoscopio di eventi tutti più o meno concatenati tra loro, la battaglia di Yonkers con la sconfitta dell'esercito più potente del mondo, la guerra atomica Iran-Pakistan, la scomparsa della Corea del Nord, la trasformazione di Cuba nel più ricco stato del Pianeta, la storia del sopravvissuto di Hiroshima, la trasformazione della portaerei USS Saratoga in una barca a vela, la riscoperta delle tattiche militari di fanteria in uso nel XVII° - XVIII° sec., giusto per citare alcuni degli episodi che mi sono rimasti più impressi, tutti analizzati e spiegati in maniera credibile e realistica.
    Mancano dei veri e propri protagonisti cui affezionarsi, ma in realtà, in questo libro, l'unica protagonista è la Storia in sé, la pura e semplice cronaca degli eventi, per cui lo ritengo una lettura più che consigliabile per qualche ora di divertimento ed inquietudine miscelati in parti uguali.

    said on 

  • 5

    La crónica que se quedó para siempre.

    Ahora sólo intentamos enmendar lo que provocamos en algún lado. Los supervivientes cuentan lo atestiguado. Los gobiernos quizá continuen como si nada hubiera pasado. Una crísis mas que tuvo que pasar. ...continue

    Ahora sólo intentamos enmendar lo que provocamos en algún lado. Los supervivientes cuentan lo atestiguado. Los gobiernos quizá continuen como si nada hubiera pasado. Una crísis mas que tuvo que pasar. Max Brooks plantea que no importa lo que se avecine. Estamos hechos a prueba de casi todo.

    said on 

  • 3

    Ho letto gli altri libri di Brooks tempo fa. In questo avevo delle aspettative...deluse.
    Mi aspettavo una storia più strutturata, un po meno yankee. Soprattutto questo aspetto è pesante alle volte e n ...continue

    Ho letto gli altri libri di Brooks tempo fa. In questo avevo delle aspettative...deluse.
    Mi aspettavo una storia più strutturata, un po meno yankee. Soprattutto questo aspetto è pesante alle volte e non me lo aspettavo.

    said on