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搏击俱乐部

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Publisher: 上海人民出版社

4.2
(9153)

Language:简体中文 | Number of Pages: 234 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , German , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Finnish , Dutch , Polish

Isbn-10: 7208083959 | Isbn-13: 9787208083950 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 4

    Se la gente pensa che stai morendo, ti da più attenzione!

    Il libro di Palahniuk secondo me più riuscito, sia perchè gira intorno ad un tema che riesce ad immedesimare la maggior parte dei lettori nel protagonista, stanco della vità che si trascina nella soci ...continue

    Il libro di Palahniuk secondo me più riuscito, sia perchè gira intorno ad un tema che riesce ad immedesimare la maggior parte dei lettori nel protagonista, stanco della vità che si trascina nella società occidentale, usando a pieno la sua rude filosofia, e sia perchè la sua trama intigra fino ad esplodere nell'ultimo colpo di scena davvero fantastico. Per chi si avvicina per la prima volta all'autore è sempre complicato mantenere una lettura priva di incomprensioni, dato che il genere di scrittura di Palahniuk non è sempre fluido.

    "Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l'ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori della finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare."

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    "Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te."

    2013:
    Palahniuk affronta il disagio che la realtà consumistica occidentale porta con sé, e lo fa con il suo inconfondibile stile provocatorio e tagliente. Il giovane protagonista anonimo, insoddisfatt ...continue

    2013:
    Palahniuk affronta il disagio che la realtà consumistica occidentale porta con sé, e lo fa con il suo inconfondibile stile provocatorio e tagliente. Il giovane protagonista anonimo, insoddisfatto e sfiduciato, tormentato dall'insonnia, cerca sollievo al suo malessere bazzicando per anni gruppi di sostegno per malati di cancro, tubercolosi o demenza celebrale, pur non avendo nessuna di queste malattie, senza però trovare sollievo, al punto di perdere la ragione e creare un suo doppio: Tyler Durden, che invece ha coraggio ed è astuto Tayler è divertente e spiritoso e forte e indipendente e gli altri uomini lo ammirano e aspettano che cambi il loro mondo. Tayler è abile e libero e io non lo sono. Fondano i fight club sparsi in diverse località americane, la cui prima regola è che non si parla dei fight club e la seconda regola è che non si parla dei fight club, perciò per rispetto della regola io qui lo dico e qui lo nego! In questi sotterranei dei bar di periferia, ogni sorta di uomini, poliziotti, giornalisti, impiegati e avvocati, si trovano settimanalmente e si picchiano a sangue sfogando così le loro frustrazioni. Ma non basta, vogliono distruggere la società contemporanea, vogliono liberare il mondo dalla storia e per questo, con i proventi della fabbricazione del sapone ( vi risparmio lo schifosissimo procedimento), avviano il Progetto Caos per salvare il mondo, arruolando persone fidate e devote, con il compito di scardinare la civiltà, perché forse abbiamo bisogno di spaccare tutto per tirar fuori qualcosa di meglio da noi stessi. Finale inevitabile.

    http://youtu.be/eoyyr1SFPCY

    Ps: Naturalmente dopo questa lettura eviterò di ordinare, in ristoranti e alberghi, minestre o creme di pomodoro, mousse all'arancia o meringhe; mi limiterò ad una zuppa di cipolle, servita nel tegamino e coperta da una crosticina di formaggio fuso.....Tyler Durden permettendo.

    said on 

  • 5

    La struttura:
    Tra le pietre miliari della fertile letteratura contemporanea americana c’è questo lavoro del 1996 firmato da Chuck Palahniuk, non il primo – anche se pubblicato prima di Invisible Monst ...continue

    La struttura:
    Tra le pietre miliari della fertile letteratura contemporanea americana c’è questo lavoro del 1996 firmato da Chuck Palahniuk, non il primo – anche se pubblicato prima di Invisible Monster – ma di sicuro il più famoso grazie all’ottima pellicola di Fincher con un Edward Norton e un Brad Pitt a impreziosire il tutto.
    Chi non conosce né libro né film, farebbe bene a correre ai ripari.
    Innanzitutto per il bene di quelli che cercano un testo da studiare, Fight Club è un documento importante. Vi è una struttura narrativa fatta di continui flashback, il libro è scritto in prima persona e la narrazione è al presente. La struttura narrativa del romanzo è capace di descrivere il tutto utilizzando degli sbalzi temporali che danno continue sensazioni di rottura, fondamentali per concepire e comprendere bene il romanzo.
    Importante è l’uso dei “ritornelli” da parte dell’autore, ossia quelle ripetizioni durante il romanzo che hanno il compito di richiamare immagini nella mente del lettore, post it disseminati lungo la lettura messi in zone cruciali della narrazione. Rappresenta uno spaccato della società moderna, un disegno di quella Generazione X che schiacciata dall’angoscia, cerca valvole di sfogo che nel libro sono proprio gli incontri del Fight Club, una società alternativa formata da impiegati, di cui è paladino incontrastato Tyler Durden, guru che il protagonista del romanzo – di cui non viene mai rivelato il nome – incontra durante un viaggio in aereo.
    I personaggi:
    Il protagonista principale: Impiegato, assicuratore, uomo normale che soffre di un’insonnia cronica. Viaggia per lavoro e, ormai diventato narcolettico, si sveglia in un posto per addormentarsi in un altro, perde intere giornate in una consueta confusione. “Nulla con l’insonnia è reale”, dice il protagonista parlando della sua situazione. Scoprirà di poterla curare partecipando a centri di sostegno dove si raduno persone, malati terminali di cancro o comunque affetti da malattie più o meno gravi.
    Chi è Tyler Durden, lo scopriamo andando avanti in un continuo fare uso da parte di Palahniuk di flashback estremi (il libro inizia proprio da un flashback) che rendono la lettura estraniante, capace di colpire e assorbire tutta l’attenzione del lettore. Il genere è noir con venature da black comedy e rientra in quel movimento, il post modernismo, capace di stupire e sparare in mezzo alla fronte della società odierna, creando immagini altamente disturbanti e personaggi al limite della realtà.
    Marla Singer, femme fatale ricoperta di ustioni di sigaretta, che il protagonista conosce mentre partecipa agli incontri nei centri di sostegno, i quali lo aiutano a guarire dall’insonnia che lo affligge da parecchio tempo; tutto questo fino a quando, per l’appunto non conosce Marla Singer, una che come lui, non è malata di cancro ai testicoli, non sta morendo, non è affetta da batteri al cervello, ma ha bisogno dei centri di sostegno.
    Conclusioni:
    In Fight Club è facile trovare spunti e riferimenti, manifesto politico anarchico, forse, critica alla società (il grasso recuperato attraverso la liposuzione con cui Tyler fa saponette che rivende per finanziare il fight club), documento nichilista fuori dagli schemi capace di dare ispirazione e rendere a Fincher l’idea per anticipare i tempi. Famosa è la scena finale del film in cui le due torri del centro economico del paese crollano. Non è il 2001 ma solo il 1999 e soprattutto è solo l’antipasto di quello che da Lehman Brothers in poi sarebbe successo. Probabilmente è un documento che apre spiragli, dubbi, squarcia la realtà del lettore trasportandolo in un mondo che cova dentro, non è mai uscito ma che, tuttavia, può manifestarsi da un momento all’altro proprio come nelle corde di questo bellissimo libro.
    Curiosità:
    Chuck Palahniuk, che per un periodo ha fatto il camionista, ha rivelato come il testo sia frutto del lavoro svolto con i suoi ex colleghi con cui aveva creato un gruppo di scrittura. Altresì ha specificato di aver frequentato qualcosa di simile al fight club narrato nel libro.

    said on 

  • 5

    Nothing's shocking

    La storia è bella, il ritmo serrato, sincopato, punk come un pezzo dei suicide. È impietoso e violento, e ripetitivo e mai consolatorio. La morte con le sue metamorfosi. La morte con i suoi avatar: il ...continue

    La storia è bella, il ritmo serrato, sincopato, punk come un pezzo dei suicide. È impietoso e violento, e ripetitivo e mai consolatorio. La morte con le sue metamorfosi. La morte con i suoi avatar: il cancro, la morte dentro, il lavoro, le cose. E se ci si vuole sottrarre alla morte bisogna uccidere o uccidersi. Ribellione e anarchia. E non c'è proprio differenza tra rubare le monete di un parchimetro e sparare nella nuca a qualcuno. Ci sono l'ansia e l'angoscia. Soprattutto ci sono il nichilismo e l'autodistruzione. Non sono solo,gli uomini che non imparano. È Dio che non impara mai nulla. A Dio non si riesce mai ad insegnare nulla. Ci mette qui a morire, ci dimentica, e pretende che ci comportiamo come si deve. Ci mette qui a morire, perché, "dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero"

    said on 

  • 4

    Desperate Club

    Avete mai detto una bugia per apparire più acculturati su un certo argomento? Oh, andiamo, lo so che l’avete fatto. Ecco, a me è successo lo stesso quando un prof mi chiesto se avevo letto Fight Club ...continue

    Avete mai detto una bugia per apparire più acculturati su un certo argomento? Oh, andiamo, lo so che l’avete fatto. Ecco, a me è successo lo stesso quando un prof mi chiesto se avevo letto Fight Club.
    Specifico che voleva farmi capire con che spirito allegro dovevo valorizzare un progetto… E io ho detto di sì, anche se non ho nemmeno visto il film.
    Perché si sa… Se c’è Brad Pitt, quel film improvvisamente diventa: Brad Pitt che fa cose. E la trama svanisce.
    Ad ogni modo, ho annuito mentre il criceto dentro il mio cervello s’ingozzava di arachidi per combattere la depressione invece di correre nella ruota per cui… eccomi qui.
    Ammetto che all’inizio ero un po’ titubante per via dello stile e poi non è il mio genere.
    Insomma, non vado matta per le storie di disperati, tossici, depressi e cose varie, perché basta vedere il mondo di oggi per spararsi un colpo in testa. Basta uscire e osservare i ragazzini di adesso. Quelli del 95 hanno vent’anni! C’è abbastanza disperazione da piangere sangue e fustigarsi in nome di dei babilonesi.
    Degrado sociale a parte, la storia mi ha sorpreso.
    Ripeto, non ho visto il film, per cui pensavo che si parlasse solo del Fight Club e invece… Sorpresina! È solo la punta dell’iceberg.
    Anche la scelta dello stile in realtà si è rivelata azzeccata e oltre la metà si capisce davvero quanta disperazione c’è nella vita del protagonista.
    Dire che mi ha fatto una pena assurda è un eufemismo.
    È totalmente inerme verso il mondo che lo circonda e ciò che ha trasformato la sua vita in un inferno fatto di risse da bar, saponette, e piani suicidi.
    Ma, se il protagonista ha risvegliato la mia voglia di abbracciare qualcuno, Tyler l’ho trovato davvero geniale. Perché quelle regole hanno un senso e combinate insieme sono una trappola mortale. La sua ossessione per il sapone è da vero feticista, ma ognuno ha i propri problemi.
    Non mi dilungo moto su Maria perché alla fine del libro volevo buttarla giù da un grattacielo.
    Anche se ero partita scettica, devo ammettere che questo libro mi è piaciuto molto. Palahniuk si dimostra una mente geniale e sadica, degna del panorama contemporaneo.
    Probabilmente leggerò altri suoi libri.
    Mi ha davvero incuriosita.

    said on 

  • 2

    Decisamente non l'ho capito. O meglio, ok il tema della schizofrenia underground, ma ho trovato lo stile pesante e noioso: sono arrivato alla fine con grande sforzo.

    said on 

  • 4

    Libro interessante anche dopo aver visto il film. La trama è leggermente diversa, soprattutto nel finale, il che apre percorsi di riflessione del tutto diversi. Forse un po troppo stringato anche se i ...continue

    Libro interessante anche dopo aver visto il film. La trama è leggermente diversa, soprattutto nel finale, il che apre percorsi di riflessione del tutto diversi. Forse un po troppo stringato anche se in questo modo riesce a mio avviso a trasmettere bene la follia che si aggira nella mente dei personaggi.

    said on 

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