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曼谷的發條女孩

The Windup Girl

By

Publisher: 晨星出版有限公司

4.1
(115)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 495 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , French , Italian

Isbn-10: 986177176X | Isbn-13: 9789861771762 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 王寶翔

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
在浩劫襲捲的世界中,泰國成為最後的人間樂園,諸神之城--曼谷半埋在海水當中…

  安德森.雷克是一位外國熱量販子,藉彈簧工廠老闆的掩護身分,希望在泰國掘出泰國人抵擋變種疾病的祕方;他的祕書陳福成是馬來西亞華人難民,家人與事業於排華運動中毀於一旦,輾轉淪落至此,處心積慮想重建氏族;賈迪.羅傑納薩卡夏上尉是泰國環保部的「白襯衫」,人稱「曼谷之虎」,嚴厲執法取締非法貨物,不惜槓上勢力龐大的攝政王與貿易部部長;賈迪的副手坎雅是個面無笑容的女人,背負著無人知曉的「業」(註:即宗教名詞Karma),發現曼谷的命運終將落至她手中。

  在權力風暴的外圍,有一位從日本來的「發條女孩」,她是出身京都的高科技產物,集合基因操縱與合成細胞技術而誕生的人造人--惠美子。像他們這樣的新人類可以解決年輕勞動力亟度缺乏的問題,有完美的視力、絕佳的皮膚,還有抗疾病跟癌症的基因,攬鏡自照時永遠不會驚覺青絲如雪。這樣一個女孩,又為什麼出現在曼谷、在眾多眼底灼燒著火焰的尋歡男子們之中徬徨?

  一個寫實、維妙、瀕臨災難邊緣的未來曼谷,一群各異的角色,從政府高層到低賤庶民,都在這不宜居住的環境算計著如何生存。


作者簡介

保羅.巴奇加盧比(Paolo Bacigalupi)

  一九七三年出生於科羅拉多泉市,在俄亥俄州上歐柏林學院(Oberlin College)時認識妻子安裘拉(Anjula,兩人於一九九八年結婚)並主修東亞研究。一九九四年畢業後,他在中國擔任外國企業進入中國市場的顧問(於昆明和北京學過中文),接著一九九六年返回美國替波士頓一家早期網路發展公司服務。他目前與妻兒住在科羅拉多的帕歐尼亞(Paonia),替雙周刊環境議題報紙《高鄉新聞》(High Country News)工作。

譯者簡介

王寶翔

  兼職譯者,長年從事科幻小說翻譯,並於個人部落格上發表;近期譯作有《方舟浩劫》、《替身天使》、《永生宣言》等小說。
Sorting by
  • 4

    Titolo irrinunciabile per gli appassionati di fantascienza e consigliabile a ogni lettore adulto, The Windup Girl è l'ennesimo grande romanzo corale dall'ambientazione "esotica" (Bangkok), incentrato ...continue

    Titolo irrinunciabile per gli appassionati di fantascienza e consigliabile a ogni lettore adulto, The Windup Girl è l'ennesimo grande romanzo corale dall'ambientazione "esotica" (Bangkok), incentrato sulla competizione internazionale scatenata dalla scarsità di risorse (in questo caso, anche alimentari).

    In un futuro in cui la manipolazione genetica ha distrutto la biodiversità e la fine dell'era del petrolio ha ridotto drasticamente le risorse energetiche, la nuova valuta con cui si misura la ricchezza e persino la sopravvivenza delle persone è la caloria. In una Bangkok assediata dalle acque e percorsa dalla paura di nuove carestie, si muovono i protettori della popolazione thailandese e coloro che vogliono sfruttarne le risorse, gli emissari delle grandi corporazioni occidentali.

    I personaggi di Bacigalupi, spietati, malvagi, impegnati in una lotta senza esclusione di colpi per la sopravvivenza, sono il quid che rende più appassionante e godibile un romanzo che vanta già una visione futuristica tra le più celebri del decennio e un intreccio geopolitico così incalzante da dare al libro sfumature da thriller.

    Una volta fatto il callo con tutto il glossario scientifico/biologico che il romanzo biopunk si porta dietro, non è una lettura troppo impegnativa nemmeno in lingua originale. Fortunatamente ora è disponibile anche una traduzione italiana intitolata "La ragazza meccanica".

    Più che consigliato, è quasi inevitabile per gli appassionati del genere. Se la brutalità del futuro descritto e la violenza di alcuni interscambi sessuali non vi spaventano, è un gran bel libro con cui avere a che fare per qualsiasi lettore adulto in vena di sfide.

    said on 

  • 4

    快來人把《曼谷的發條女孩》拍成電影

    各懷鬼胎的(新)人類、改造象、藍黑色水牛、基因柴郡貓、硃砂色變種家禽、基因竄改象鼻蟲、疥瘡黴菌、松皰鏽和赤病,讓曼谷城看起來就像基因科技的馬戲團。可惜,雖然設定令人耳目一新,劇情鋪陳得宜,氛圍也有如電影《銀翼殺手》(Blade Runner)般陰鬱低迷,我卻忍不住不耐煩起來——故事到底還要多久才結束啊啊啊!

    http://www.dejamisvu.com/windup-girl/ ...continue

    各懷鬼胎的(新)人類、改造象、藍黑色水牛、基因柴郡貓、硃砂色變種家禽、基因竄改象鼻蟲、疥瘡黴菌、松皰鏽和赤病,讓曼谷城看起來就像基因科技的馬戲團。可惜,雖然設定令人耳目一新,劇情鋪陳得宜,氛圍也有如電影《銀翼殺手》(Blade Runner)般陰鬱低迷,我卻忍不住不耐煩起來——故事到底還要多久才結束啊啊啊!

    http://www.dejamisvu.com/windup-girl/

    said on 

  • 4

    Buen contexto mala historia

    Tiene un contexto estupendo, aunque deja muchísimas cosas sin explicar precisamente sólo contextualizando los hechos, el problema es que como sucesión de hechos deja mucho que desear.
    Prosa regular, c ...continue

    Tiene un contexto estupendo, aunque deja muchísimas cosas sin explicar precisamente sólo contextualizando los hechos, el problema es que como sucesión de hechos deja mucho que desear.
    Prosa regular, con altibajos.
    Si la costumbre se volvió leer por "entretenimiento" este libro no es recomendable, si buscas en cierta forma un pretexto para visualizar el futuro o un entorno específico este libro es, sin duda una delicia. Para mi quedó en un término medio muy justito.

    said on 

  • 5

    La ragazza meccanica è un libro bellissimo, un libro di fantascienza che potrebbero leggere anche quelli che "io leggo solo mainstream" senza rimanere delusi, personaggi a tutto tondo, moralmente ambi ...continue

    La ragazza meccanica è un libro bellissimo, un libro di fantascienza che potrebbero leggere anche quelli che "io leggo solo mainstream" senza rimanere delusi, personaggi a tutto tondo, moralmente ambigui ma per il cui destino, nonostante tutto, non puoi non trepidare, un mondo delineato nei dettagli senza bisogno di Infodump e il destino di una nazione, gli intrighi di potere che si incrociano con le vite dei personaggi permettendo all'autore di raccontare sia l'interiorità di questi che l'evoluzione di un "mondo", descrizioni dure che fanno soffrire il lettore e gli si imprimono nella memoria. Consigliatissimo

    said on 

  • 4

    Paolo Bacigalupi è un autore che, almeno in Italia, è salito agli onori della cronaca solo in occasione della vittoria del Premio Hugo, proprio con questo “La Ragazza Meccanica”. In realtà Bacigalupi ...continue

    Paolo Bacigalupi è un autore che, almeno in Italia, è salito agli onori della cronaca solo in occasione della vittoria del Premio Hugo, proprio con questo “La Ragazza Meccanica”. In realtà Bacigalupi è piuttosto noto oltreoceano ed è autore di diversi libri, sia per adulti che per young-adult.
    Sono rimasto un po’ sorpreso che un libro come “La Ragazza Meccanica”, vincitore del Premio Hugo (cioè la più alta e importante onorificenza per la letteratura fantastica in lingua inglese), sia stato acquistato e pubblicato in Italia da Multiplayer Edizioni. Sia chiaro, non ho nulla contro la casa editrice, ma sfogliandone il catalogo si può vedere come sia specializzata soprattutto in novelisations di videogiochi, quindi pubblicazioni con un tenore ben diverso da questo romanzo. Soprattutto a sorprendermi è stato il fatto che un libro che tanto interesse ha suscitano oltreoceano, presentato come una vera e propria rivoluzione nella fantascienza, non fosse uscito ben prima presso altre case editrici più specializzate, come Urania Mondadori, Fanucci, Editrice Nord, etc. di solito molto attente al mercato nord-americano.
    Ma veniamo al libro in questione.
    Personalmente non ho particolarmente amato lo stile di Bacigalupi, ma, qui, bisogna purtroppo aprire una nuova parentesi. Avendo avuto tra le mani solo l’edizione italiana e non potendola confrontare con l’originale, non posso dire fino a che punto alcune scelte siano opera dell’autore e quali, invece, non magari frutto della traduzione. Il dubbio mi viene soprattutto a causa di una serie di scelte dell’editore italiano che mi vedono del tutto in disaccordo.
    La carta con cui è realizzato il libro è molto dura, così come la rilegatura. L’impressione è di avere tra le mani un volume che sarebbe andato benissimo se avesse avuto la metà della pagine, ma che con queste dimensioni diventa troppo rigido, difficile da aprire senza il rischio di spaccare la colla della rilegatura. Una critica, inoltre, è necessario farla alla fase di controllo dei refusi prima di andare in stampa che, ci sembra, in questo caso è evidentemente stata del tutto assente. Non c’è praticamente pagina in cui non vi sia un errore di battitura, una parola storpiata, uno spazio in più o in meno, qualche accento o apostrofo dimenticato per strada. Infine, ma questo è gusto piuttosto personale, anche la scelta dei caratteri dell’impaginazione (titolo, autore, numero delle pagine in alto e in basso) è stata sbagliata.
    Tutte scelte che, di per sé, sarebbero un difetto minimo, ma sommate insieme comunicano una certa mancanza di cura del prodotto.
    Cosa non è una scelta, ma un errori veri e propri, però, sono diversi passaggi della traduzione del libro. Per fare un esempio su tutti, il personaggio di Kanna rimane per praticamente tutto il libro in una sorta di limbo sessuale, passando spesso e volentieri da femmina a maschio e viceversa. Succede subito all’inizio, in cui si è quasi portati a pensare che sia una scelta stilistica voluta in attesa di scoprire qualche rivelazione su di lei, quasi scompare nella parte centrale del libro, per poi riappare di nuovo alla fine. Quel continuo riferirsi a lei con “gli” invece di “le”, inoltre, fa pure temere che chi ha eseguito la traduzione non sappia fino in fondo l’italiano.
    Non sappiamo, invece, se è una scelta della traduzione o dell’autore la scrittura tutta al presente, una scelta che ai più potrebbe far storcere il naso in quanto sembra togliere pathos a tutta la narrazione. Sospettiamo, comunque, che di chiunque sia stata la decisione, sia probabilmente stata influenzata dal notevole successo che stanno riscuotendo negli ultimi tempi diversi young-adult scritti proprio con questo stile (come la trilogia di “Hunger Games”, etc.).
    Dal punto di vista dei contenuti, invece, bastano poche pagine per capire cosa abbia colpito i giudici del Premio Hugo per deliberare il vincitore. “La Ragazza Meccanica” è un fuoco di fila di invenzioni, di concetti e di situazioni effettivamente originali e innovativi. Il mondo in cui si viene sbalzati è ampissimo, complesso, estremamente realistico nelle descrizioni e plausibile nelle dinamiche che descrive. Risulta fin da subito evidente che prima della stesura del libro deve esserci stato un enorme impegno in fase di documentazione, in primis sulla Tailandia, e, a seguire, un grande lavoro per incastrare e far combaciare tutti i pezzi di quel gigantesco affresco che è la realtà del futuro de “La Ragazza Meccanica”.
    La storia in sé, con i suoi tanti colpi di scena, ma, soprattutto, con i suoi tanti tradimenti, riesce a tenere attaccati al libro, mai certi di cosa succederà in seguito. Più volte, infatti, la vicenda sembra instradarsi in percorsi già tracciati, classici, quasi scontati, ma solo per essere ben presto capovolta. Lo stesso dicasi per i personaggi sia principali che secondari. Di stereotipati ce ne sono ben pochi, tutti quelli che agiscono attivamente, anche se a una prima occhiata appaiono piatti e bidimensionali, ben presto mostrano una complessità e tutta una serie di motivazioni che giustificano le loro azioni. Per quanto per alcuni risulti sempre difficile riuscire a parteggiare, a un certo punto non si può negare che abbiano uno scopo e che, guardando le cose dal loro punto di vista, tutto sommato ciò che fanno non è il male.
    Per assurdo, tra tanti personaggi tridimensionali, l’unica a sembrare meno caratterizzata, per buona parte del libro, è proprio colei che dà il titolo al romanzo. Emiko sembra la classica ragazza debole e indifesa, in grado di riscattarsi da una vita di soprusi solo attraverso l’intervento salvatore di un uomo che si innamori di lei, capace di vedere oltre le apparenze.
    Le cose non andranno esattamente così, per fortuna, ma preferiamo non rivelare di più per non togliere la sorpresa ai lettori.
    In definitiva “La Ragazza Meccanica” è un gran bel romanzo, pieno di idee e di inventiva che non meraviglia abbia vinto il Premio Hugo. L’edizione italiana è, purtroppo, falcidiata da diverse pecche, sia nella cura editoriale che meramente realizzativi, ciò nonostante non possiamo assolutamente esimerci dal consigliarne la lettura.

    said on 

  • 4

    Visone inquietante di un futuro prossimo?!?!?!...ma quanto?

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della s ...continue

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della storia) alle storie dei protagonisti che si intersecano in quello che è un quadro generale di una società ancora più allo sbando della nostradove le malattie genetiche sono il nemico peggiore!!!
    Mi ha ricordato molto le atmosfere di Blade Runner e nel finale un pò il Matheson di Io sono leggenda....ma un gran bel libro con una visione veramente inquietante del futuro....speriamo che nella realtà sarà completamente diverso...il problema che le avvisaglie per finire nel mondo raccontato da Bacigalupi ci sono tutte e questa è la cosa che mette i brividi addosso!!!

    VOTO: 8.5/10

    said on 

  • 4

    Ds:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html

    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua c ...continue

    Ds:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html

    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua considerazione nell'ambiente letterario della fantascieza è in rapida ascesa e da tempo volevo leggere qualche suo romanzo. Avevo raccolto i suoi romanzi e molti racconti, in lingua originale, ben classificati e controllati, ma non mi decidevo mai a leggerli. Alla fine anche la stagnante editoria italiana ha avuto un sussulto di orgoglio ed è riuscita a presentare questa traduzione di The Windup Girl, e io ho finito per leggere la versione italiana, per comodità come spiegherò poi.
    Le ragioni per cui non ho iniziato prima la lettura sono diverse. A parte ovviamente le tantissime cose che avrei voluto leggere e il tempo per farlo che non è mai stato sufficiente (ma ho fortemente recuperato nell'ultima estate), c'erano anche delle perplessità che mi hanno fatto passare avanti altre letture. Innanzitutto leggere in lingua originale un nuovo autore è sempre un'incognita: la lettura può filare via liscia e soddisfacente o può arrotolarsi in un continuo ricorso al dizionario (qui l'ebook reader potrebbe aiutare molto, ma troppo spesso le parole per cui ho bisogno di aiuto non sono nemmeno contenute nei dizionari elettronici, e inoltre quasi sempre non è la singola parola che importa, ma il suo significato nel contesto, che richiede dizionari più imponenti) rendendo la lettura ben poco soddisfacente. Per cui una certa cautela indotta anche dalle informazioni sull'autore raccolte in rete: vissuto a lungo nel sud est asiatico, ne conosce perfettamente i costumi, e nei suoi romanzi usa abbondantemente parole e concetti tipici della zona. Onestamente, quando ho potuto lasciare il compito di gestire il tutto ad un traduttore professionista, ne ho approfittato ben volentieri. Inoltre i giudizi che potevo raccogliere dai lettori di lingua inglese erano contrastanti: da ampiamente positivi, a molto dubbiosi, principalmente per un eccesso di "raccontato", cioè di narrazione indiretta, rispetto al "mostrato", cioè la illustrazione di azione, di eventi diretti.
    Lo scontro tra "mostrato" e "raccontato" è un vecchio dissidio che domina il giudizio dei romanzi "di genere", cioè tipicamente mistery e fantastico nelle loro varie esplicazioni. E' però abbastanza riconosciuto che per queste categorie di romanzi il "mostrato" debbe prevalere, per tenere agganciata l'attenzione del lettore ed aiutarlo a superare l'incredulità nei riguardi dei fatti narrati.
    Dopo averlo letto, devo convenire che alcune delle critiche avevano delle ragioni oggettive su cui basarsi. L'inizio è sicuramente molto ricco di parti raccontate, sia come lunghi ricordi dei vari Punti di Vista (PoV), che sono diversi ma non troppi da perderne il controllo, sia come spiegazioni dell'osservatore onnisciente che appare forse troppo spesso. Come in altre situazioni analoghe, la ragione è nella complessità ed estraneità dello scenario che Baciglupi ci sta presentando, per cui è "costretto" ad abbondare nel raccontato, fino a sfiorare l'infodump (eccesso di informazioni non strettamente necessarie). Sicuramente sarebbe stato meglio se avesse saputo trovare una soluzione diversa e più diretta, ma se penso ad altri autori che si sono trovati di fronte ad un problema analogo e hanno evitato di abbondare in ricordi e osservatore onnisciente, non posso che osservare che tutti hanno dovuto allungare massicciamente la narrazione per far capire completamente l'ambientazione attraverso l'azione diretta dei personaggi, con la trilogia quasi un punto di minimo assoluto. Volendo rimanere in un volume unico, di dimensioni ampie ma non esagerate, è difficile trovare una soluzione diversa. Però indubbiamente alcune parti risultano un po' pesanti, e anche l'uso di alcuni termini tailandesi è fastidioso.
    Ma poi, con il proseguire della storia, con l'ambientazione generale ormai consolidata, la narrazione scorre decisamente meglio, e devo dire che a me il romanzo è piaciuto molto.
    Per quanto riguarda la gestione dei PoV Bacigalupi segue quella che, credo da Martin in poi, sta diventando sempre più la moda: un racconto corale di molti Punti di Vista alternati da un capitolo all'altro. Non sono sicuro che sia stato Martin il primo ad usare questa strategia narrativa, ma è sicuramente stato quello che l'ha fatta diventare di moda. Ora molti autori specialmente Fantasy, dove i personaggi abbondano, cercano di seguire questo modalità narrativa, ma non tutti con un risultato davvero soddisfacente. Bacigalupi secondo me si posiziona a metà classifica, perché usa bene i suoi, non troppi, PoV, ma cade troppo spesso nella trappola dell'Osservatore Onnisciente, e qualche volta esagera nell'immersione nei pensieri del PoV, scivolando in un evidente infodump. Però stiamo parlando del suo primo romanzo, anche se preceduto da molti racconti, e quindi magari non ancora in grado di gestire al meglio questo aspetto.
    L'ambientazione mi è piaciuta davvero molto, ed è stata resa bene, eccesso di descrizioni e infodump a parte, con una buona dose di evidenze mostrate attraverso l'azione dei personaggi. La crisi energetica è vissuta attraverso il ritorno dei risho e delle biciclette di ordinanza, il contingentamento del metano e quindi il suo mercato illegale, lo sviluppo di tecnologie innovative per l'accumulo di energie con il tocco del computer a pedali, ma è l'esplosione anche fuori controllo delle tecnologie biologiche che è l'argomento fondamentale del romanzo. Non solo nel campo alimentare, che è poi il tema principale e la base del nucleo centrale della storia, ma anche nei settori collaterali, con lo sviluppo di animali geneticamente adattati ad un massimo rendimento meccanico (anche se qui probabilmente con una seria analisi scientifica qualche errore si potrebbe trovare). Lo sviluppo delle multinazionali caloriche (questo termine per la misura dell'energia incomincia ad essere usato in ambienti specialistici, e forse Bacigalupi ha solo anticipato la sostituzione del Barile di Petrolio come unità generica di energia) ma sopratutto l'incapacità di controllare la mutazione genica, che passa da essere uno strumento utile ad essere assolutamente indispensabile ma anche estremamente pericoloso.
    Un romanzo ricco di spunti, molti probabilmente già presenti nei racconti che lo hanno preceduto e che non ho letto, non ultimo dei quali la creazione dei Neo-Umani, come la ragazza del titolo, cioè degli esseri sostanzialmente umani, completamente programmati nel loro codice genetico, e con difetti volutamente introdotti per rendere evidente la loro natura, che accompagnano discretamente lo sviluppo della vicenda, fino al finale che non è una fine. E forse è un inizio.

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  • 4

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli s ...continue

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli scienziati semi-dei e le malattie genetiche risuonano di P.Dick, Platoon e steampunk, e lo fanno meravigliosamente, nei dettagli e nell'insieme, ma sarebbe servita una trama più consistente ed energica.
    Una splendida scenografia a cui manca una storia.

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