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海边的卡夫卡

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Publisher: 上海译文出版社

4.1
(7249)

Language:简体中文 | Number of Pages: 521 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Catalan , German , Italian , French , Swedish , Dutch , Portuguese , Slovenian , Czech , Finnish , Danish

Isbn-10: 7532743004 | Isbn-13: 9787532743001 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Mi convinco sempre più che e' difficile stabilire quale sia il suo libro piu' bello, la questione sembra essere piuttosto se piace o no, in caso positivo ogni suo libro diventa un po' di poesia in più, qualche giorno trascorso nel suo mondo magico. Come in Kafka sulla spiaggia dove il quadro di u ...continue

    Mi convinco sempre più che e' difficile stabilire quale sia il suo libro piu' bello, la questione sembra essere piuttosto se piace o no, in caso positivo ogni suo libro diventa un po' di poesia in più, qualche giorno trascorso nel suo mondo magico. Come in Kafka sulla spiaggia dove il quadro di un ragazzo solitario davanti al mare e' il centro di un libro i cui protagonisti viaggiano in luoghi predestinati e dentro se stessi, e come sempre, ti mancano quando il libro finisce e loro se ne vanno.

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    3

    Murakamismi

    Un adolescente in fuga, dimensione onirica e realtà che si compenetrano a vicenda, citazioni di canzoni americane, trama contorta, personaggi che compaiono e scompaiono senza spiegazioni. Ci sono tutti gli ingredienti dell'universo di Murakami in questo libro. Ma dopo quattro suoi libri letti in ...continue

    Un adolescente in fuga, dimensione onirica e realtà che si compenetrano a vicenda, citazioni di canzoni americane, trama contorta, personaggi che compaiono e scompaiono senza spiegazioni. Ci sono tutti gli ingredienti dell'universo di Murakami in questo libro. Ma dopo quattro suoi libri letti in meno di un anno, comincio ad averne abbastanza...

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ciò che conta è il viaggio

    Ho finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" già da qualche mese, e da allora rimando e rimando il momento di parlarne.
    Ma Haruki Murakami, da buon maratoneta, dà il meglio sulla lunga distanza. Non è che, non parlandone, non ci abbia pensato. Il maturo adolescente Kafka e il vecchio bambin ...continue

    Ho finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" già da qualche mese, e da allora rimando e rimando il momento di parlarne.
    Ma Haruki Murakami, da buon maratoneta, dà il meglio sulla lunga distanza. Non è che, non parlandone, non ci abbia pensato. Il maturo adolescente Kafka e il vecchio bambino Nakata non mi hanno più lasciata del tutto, e ancora vagano nella mia testa che non sa bene dove collocarli, se nel bosco della morte da cui Kafka ha fatto ritorno o nell'appartamento isolato dove Nakata ha concluso il suo percorso terreno.
    Il tempo trascorso dalla fine della lettura mi fa però dubitare. Davvero sono piovuti dei pesci dal cielo? Veramente Nakata conosceva il linguaggio dei gatti? E Kafka, ha fatto sul serio l'amore con la madre e ha ucciso suo padre secondo la profezia che lo perseguita?
    Non è la soluzione a queste domande quello che importa, come non è essenziale la destinazione finale dei personaggi. Quello che conta è il viaggio, e il percorso che abbiamo fatto con Murakami, attraverso il magma mutevole delle parole che ribollono e di continuo si, e ci, trasformano.
    "Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato".

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  • 3

    Kafka sulla spiaggia è uno di quei casi in cui fa bene avvicinarsi a un libro con nulla di più che una vaga curiosità. Mi ha fatto soprassedere su tutti quei difetti che normalmente mi avrebbe fatto storcere il naso.


    È troppo lineare, del tipo che non succede niente di che e — come ...continue

    Kafka sulla spiaggia è uno di quei casi in cui fa bene avvicinarsi a un libro con nulla di più che una vaga curiosità. Mi ha fatto soprassedere su tutti quei difetti che normalmente mi avrebbe fatto storcere il naso.

    È troppo lineare, del tipo che non succede niente di che e — come dicevo anche per La fine del mondo e il paese delle meraviglie — il pericolo c'è per sfizio? Vabe', però mi piace questo ritmo, mi sono affezionato alla biblioteca e alla casa in montagna, non mi ha mica annoiato.
    Ci sono troppe descrizioni di azioni identiche e/o fini a se stesse? Vabe', non mi disturba, contribuiscono alla creazione del ritmo tranquillo.
    I personaggi a ogni piè sospinto si riversano addosso conoscenze più o meno note? Vabe', mi fa piacere sentir parlare di qualcosa che già so e di qualcosa che non so, che male fa.
    Tutto il lato fantastico si basa sul nulla, si va avanti a forza di deus ex machina e non viene data nessuna spiegazione ai misteri? Vabe', è dalla prima pagina che ero convinto non si sarebbe capito nulla, me ne sono fatto subito una ragione.

    Delle due parti quella che ho preferito è quella di Kafka e il suo rapporto con Ōshima e anche, perlomeno fino a un certo punto, con la signora Saeki. Non che la parte di Nakata sia brutta, però alla fine è Kafka quello che ha un percorso quasi da romanzo di formazione ed è la sua parte di storia quella che potrebbe stare in piedi da sola.

    Inspiegabilmente è il terzo libro di Murakami che leggo ed è il primo con cui non fatico per nulla (è che ho nuove abitudini di lettura? è che l'ho letto perlopiù in treno?), però lo consiglierei meno di Norwegian Wood e La fine del mondo e il paese delle meraviglie. L'ho trovato piacevole, tutto qui, e tanto mi basta.

    said on 

  • 5

    Delicato e onirico, capace di affrontare anche temi e tabù complessi e sconvenienti. Splendidamente scritto e narrato. In effetti mi chiedo come sia possibile che Murakami non abbia ancora ricevuto il nobel per la letteratura. Consigliato a tutti quelli che amano la Letteratura, sconsigliato a ch ...continue

    Delicato e onirico, capace di affrontare anche temi e tabù complessi e sconvenienti. Splendidamente scritto e narrato. In effetti mi chiedo come sia possibile che Murakami non abbia ancora ricevuto il nobel per la letteratura. Consigliato a tutti quelli che amano la Letteratura, sconsigliato a chi non è capace di uscire dai canoni della narrazione occidentale per immergersi in un mondo e un modo di pensare alieni al nostro.

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  • 2

    Dopo tanto girare in tondo, m'aspettavo un finale degno di tal nome. Aspettativa delusa: questo romanzo, per quanto ben scritto e con personaggi interessanti, non conduce da nessuna parte e, pagina dopo pagina, Murakami pare imitare se stesso.

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  • 0

    Senso del libro non pervenuto.

    “il bello della vita è che le cose non vanno come le vorresti tu” dice Murakami e lo dimostra continuamente.
    E sì, perché condizionata dalle critiche positive, apri il libro sperando ti stupisca per la sua grande bellezza fin dall’incipit…e non va così.
    Ti lasci guidare dalle parole n ...continue

    “il bello della vita è che le cose non vanno come le vorresti tu” dice Murakami e lo dimostra continuamente.
    E sì, perché condizionata dalle critiche positive, apri il libro sperando ti stupisca per la sua grande bellezza fin dall’incipit…e non va così.
    Ti lasci guidare dalle parole nella speranza che ti conducano in una storia godibile quel tanto da non sentire di aver sprecato il tuo tempo…e non va così.
    Continui la lettura sperando di trovare qui o là qualche perla che ti faccia dire, "ne è valsa la pena anche solo per questa frase"…e non va così.
    Allora perseveri pensando che magari il finale ti stupirà spiegando tutto l’inspiegabile disseminato nelle precedenti innumerevoli pagine …e non va così. :(

    Sconsiglio vivamente di perder tempo con questo libro e non credo che leggerò altro di questo autore.

    said on 

  • 5

    Davvero bellissimo.

    Senza fare commenti di alcun genere, perchè rovinerebbe la bellezza di questo capolavoro, mi chiedo: che il Nobel a Murakami sia un po' come l'Oscar a DiCaprio?

    said on 

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