潮騷

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Publisher: 星光出版社

3.9
(1543)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 150 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Japanese , English , Italian , Korean , French , Catalan , Chi simplified , Portuguese

Isbn-10: 9576771455 | Isbn-13: 9789576771453 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    Retomo la novela japonesa para hablar de esta obra Mishima (cuya vida y muerte fueron cuanto menos extrafalaria) en la que indaga en la sociedad tradicional japonesa, esa alejada de las grandes socied ...continue

    Retomo la novela japonesa para hablar de esta obra Mishima (cuya vida y muerte fueron cuanto menos extrafalaria) en la que indaga en la sociedad tradicional japonesa, esa alejada de las grandes sociedades y de la influencia occidental, a la vez que de amores dificiles.

    La acción transcurre en una aldea situada en una pequeña isla de Japón que practicamente vive aislada de toda influencia del progreso. El protagonista, Shinji, es un joven pescador de 18 años que adora el lugar donde nació y que debe mantener a su madre y hermano pequeño. Con la llegada de Hatsue, hija de un cacique local, descubre por primera vez lo que es el amor. Pero en la sociedad donde viven las cosas no son tan fáciles.

    De hecho a partir de los protagonistas y de su historia de amor Mishima consigue crear una serie de secundarios y de situaciones que son las que dan vida a la historia. Una histora bonita sin duda, con una ambientación excepcional que te transporta directo a la costa del Pacífico en cada página.

    Es un libro que desde el principio me ha enganchado totalmente debido a su belleza y sencillez. Posee esa calma y sosiego tan característico de los autores japoneses y que tanto me gusta, esa forma de describir y de evocar lugares y situaciones. Esa forma de transmitir sentimientos sin que haga falta indagar en lo más profundo de la mentalidad de los personajes. Podriamos hablar de sensibilidad.

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  • 5

    Questo libricino è una piccola perla semplice e lucente quanto preziosa. Non ho molto da dire, o probabilmente non ne sono capace. Questa piccola storia d’amore racchiude in sé una dolcezza e naturale ...continue

    Questo libricino è una piccola perla semplice e lucente quanto preziosa. Non ho molto da dire, o probabilmente non ne sono capace. Questa piccola storia d’amore racchiude in sé una dolcezza e naturalezza disarmante, e il remoto isolino di pescatori che fa da sfondo (o meglio dire da sottofondo musicale) completa l’armonia dell’intero racconto. Una breve ma intensa lettura che ti culla e ti scalda il cuore.

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  • 3

    Trama e personaggi banali , semplici e stereotipati, il testo è privo di tensione ed è molto lontano dalla sua opera più famosa. Anche la chiusura del libro in cui si ha una morale e cioè l’importanza ...continue

    Trama e personaggi banali , semplici e stereotipati, il testo è privo di tensione ed è molto lontano dalla sua opera più famosa. Anche la chiusura del libro in cui si ha una morale e cioè l’importanza di contare solo sulle proprie forze per superare le avversità , è espressa in maniera piatta e stereotipata, come se nemmeno allo stesso autore ci credesse veramente. Rimango stupito ed esterrefatto, di sicuro è un pezzo minore nell’opera di Mishima, ma nonostante tutti i difetti sopra elencati la lettura può risultare piacevole, grazie allo stile, che riesce ad unire semplicità e profondità. Se lo si legge nel modo in cui si guarda un affresco, senza badare alla storia, allora "La voce delle onde" diventa un’esperienza apprezzabile.

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  • 4

    Contro il canto di Yukio ‘Sirena’ Mishima le docce gelate del disincanto, altrimenti andate a vivere in un villaggio di pescatori su un’isola rocciosa e poi mi dite quando dura lo struggimento testicolare.

    Il collega C., a pausa pranzo, dopo avergli detto che passati i quarant’anni mi ci vedrei a fare il boscaiolo (riflessione conseguente alla lettura de “La voce delle onde” di Mishima), mi dice la sua ...continue

    Il collega C., a pausa pranzo, dopo avergli detto che passati i quarant’anni mi ci vedrei a fare il boscaiolo (riflessione conseguente alla lettura de “La voce delle onde” di Mishima), mi dice la sua con: “A me piacerebbe lavorare in un faro.” “Li hanno chiusi tutti. Di recente ho letto la notizia a proposito della dismissione dell’ultimo. Era in Gran Bretagna, mi ricordo una cosa del genere. Ho letto un romanzo, è pieno di navi, in un passaggio si parla del trasbordo di un carico dalle parti di Fukushima. Non so se intendesse la stessa Fukushima a cui si sono fusi i motori radioattivi. Il romanzo è degli anni in cui a Fukushima non c’erano ancora le centrali, credo, quando i fari funzionavano ancora, e non farti prendere dai romanticismi, lavorare in un faro potrebbe essere interessante se tu avessi una bella moglie e ti piacesse farci l’amore con la stessa intensità negli anni degli anni. Pensa se invece tua moglie fosse brutta o se le venisse a noia il non poter badare che a fare l’amore con te. Pensa se il brutto, l'abbrutito, fossi tu.” C.: “Sarebbero le donne a venire da te, il guardiano del faro ha sempre un certo fascino…”. “Le donne ci andrebbero coi loro uomini, a fare l’amore giù al faro. Al massimo tu potresti spiarli per sbrigare prima il tempo, gli punti addosso il faro per non perderti i particolari e intanti provochi qualche naufragio. Più che il guardiano saresti il guardone del faro.” Poi abbiamo proseguito parlando dei completi classici spezzati, del quarto capitolo di Mad Max, del contratto a tutele crescenti e di altre minchiate dello stesso tenore.

    Ne “La voce delle onde” andando verso il villaggio dell’isola si passa davanti alle casupole distaccate dei pescatori: il sole proietta l’ombra dei piccoli semini di sesamo sulle stuoie di paglia colorate all’ingresso, dove sono lasciati a essiccare, e bisogna avere questa capacità di attenzione e di descrizione, di precisione e di effetto, per raccontare la storia di un giovane pescatore e di una tuffatrice che va a caccia di ostriche, ambientata in un’isola abitata a stento degli uomini – bestiole non ce ne sono, al massimo qualche gatto, i gabbiani dal lato del porto e i pesci che, pescati, arrossano col sangue le loro carni bianche –, e renderla in maniera altrettanto spontanea e tradizionale, consueta e irripetibile.

    Un amore di una semplicità quasi raccapricciante, in un’isola dove manca di tutto tranne i pini marini e qualche tempietto e il cimitero di un personaggio leggendario, tagliata fuori dai libri, dai fumetti e dai cinema di Tokyo e dove nelle case aleggia costantemente il puzzo del gabinetto – tranne quando si cucina – e dove l’acqua si va a attingere rispettando i turni: l’acqua forma sulla pietra del ruscelletto come una superficie di smalto, che ricchezza per gli occhi, ma lo scomodo di andare a attingere alle due di notte resta, poca roba per chi magari è abituato a partire sui pescherecci prima dell’alba, e comunque non è che ogni volta ci può essere un calabrone pungitore per salvaguardare la virtù di una giovane donna se il figlio imbecillotto di un riccone dell’isola se ne è invaghito e le fa la posta lì.

    Gli elementi narrativi – oltre a quelli naturali e bellissimi dell’isola, e in un mondo letterario dove non se ne può più di fari e di onde a infrangersi contro le rocce; Mishima è riuscito a raccontare di un faro, delle onde e delle coste rocciose di un’isola come se fosse un soggetto trascurato, rarissimo – giocano un po’ troppo sfacciatamente a favore del protagonista: è onesto, nudo è uno spettacolo, il suo rivale è un grassottello figlio di papà smidollato, anche io infine se fossi stato il padre fattosì-da-sé di Hatsue l’avrei data in sposa al pescatore pezzente perlomeno capace di attaccare un grappino a una boa, ma se Yasuo fosse stato ben piazzato e onorevole anche lui, antipatico e sbruffoncello avrebbe potuto esserlo ma non sarebbe mica stato così semplice per Shinji guadagnarsi l’amore cioè l’attrazione della più bella ragazza dell’isola tornataci a vivere da poco.

    Alla trama del romanzo di Mishima però si lascia fare quel che vuole, se nel frattempo descrive la riunione delle tuffatrici di ostriche attorno a un fuoco sulla spiaggia, se riporta la descrizione degli scolari quando per la prima volta lasciano l’isola su un traghetto, offendendo finalmente le loro madri apprensive quando ormai non li distinguono più per la lontananza, e se dice delle loro peripezie, per esempio di quando per la prima volta hanno avuto a che fare con le poltroncine a ribalta di un cinema.

    L’isola eroticamente incantata di Mishima, lontana dalla civiltà e dai suoi presumibili guasti e brutture innaturali, è parte della sua invenzione intrinsecamente conservatrice. Solitudine e passione, inesperienza e autencità, gioventù e bellezza, uno stile classico che rende indiscutibile ogni suo ritratto, osservazione, suggestione.

    La letteratura di Mishima è pericolosamente seducente, trasforma una condizione di isolamento e dissociazione in un eden eccitante e desiderabile. Quando comincio a leggerlo mi torna la voglia di procurarmi tutti i suoi libri per divorarmeli in successione, e dunque mi torna la necessità del disciplinarmi per sapermene staccare, per saperlo alternare al molto altro che c’è e che Mishima vorrebbe relegare a superflua corruzione, per non lasciarmi ingannare dalla letale semplicità della sua scrittura diabolicamente naturale e esatta.

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  • 5

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament des ...continue

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament descriptiu sense fer-se pesat ni per un segon, narrant coses petites amb tacte i amb metàfores naturalistes.

    La remor de les onades narra la història d'amor entre en Shinji i la Hatsue, un pescador humil i una noia de casa bé, respectivament, a la petita illa d'Utajima, dedicada a la pesca completament. La Hatsue arriba al poble després de molt temps fora i es converteix en el centre d'atenció per la seva bellesa i la seva edat casadora. Però com sol passar en aquests casos, el seu pare no vol a qualsevol com a gendre, així que la relació amb en Shinji no és ben rebuda.

    Amb l'encant d'una història humil i el romanticisme pur de la joventut, juntament amb una narrativa exquisida i cuidada, però simple, la novel·la és un bri d'aire fresc en el gènere romàntic. La seva innocència no es pot comparar amb els relats romàntics d'avui dia, i això la fa destacar en el que podríem considerar un argument fressat.

    A l'autor li recomanaria: Res a recomanar a aquest difunt geni de les lletres japoneses. Ja té una lectora assídua més.

    Als lectors els recomano: Aquesta novel·la és un rabeig de pau en les nostres vides atrafegades. Sovint cal gaudir de la senzillesa i de la puresa d'una narració com aquesta. La recomanaria a qualsevol adult amb falta de pau i esperança. Transmet una força i una il·lusió profundes. Petita obra mestra.

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  • 5

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament des ...continue

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament descriptiu sense fer-se pesat ni per un segon, narrant coses petites amb tacte i amb metàfores naturalistes.

    La remor de les onades narra la història d'amor entre en Shinji i la Hatsue, un pescador humil i una noia de casa bé, respectivament, a la petita illa d'Utajima, dedicada a la pesca completament. La Hatsue arriba al poble després de molt temps fora i es converteix en el centre d'atenció per la seva bellesa i la seva edat casadora. Però com sol passar en aquests casos, el seu pare no vol a qualsevol com a gendre, així que la relació amb en Shinji no és ben rebuda.

    Amb l'encant d'una història humil i el romanticisme pur de la joventut, juntament amb una narrativa exquisida i cuidada, però simple, la novel·la és un bri d'aire fresc en el gènere romàntic. La seva innocència no es pot comparar amb els relats romàntics d'avui dia, i això la fa destacar en el que podríem considerar un argument fressat.

    A l'autor li recomanaria: Res a recomanar a aquest difunt geni de les lletres japoneses. Ja té una lectora assídua més.

    Als lectors els recomano: Aquesta novel·la és un rabeig de pau en les nostres vides atrafegades. Sovint cal gaudir de la senzillesa i de la puresa d'una narració com aquesta. La recomanaria a qualsevol adult amb falta de pau i esperança. Transmet una força i una il·lusió profundes. Petita obra mestra.

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  • 4

    La trama può sembrare la più scontata e la meno appassionante, Mishima invece riesce a catturare il lettore, a farlo entrare in un mondo "altro" forse anche per i lettori dell'epoca di uscita, il Giap ...continue

    La trama può sembrare la più scontata e la meno appassionante, Mishima invece riesce a catturare il lettore, a farlo entrare in un mondo "altro" forse anche per i lettori dell'epoca di uscita, il Giappone rurale degli anni '50, ancora stordito dal conflitto mondiale. Tutto si tiene magnificamente, il nitore e la semplicità dei personaggi, l'autenticità dei sentimenti, la durezza della vita.

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