玫瑰的名字注

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Publisher: 上海译文出版社

4.4
(22885)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 80 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , Italian , German , French , Catalan , Russian , Finnish , Polish , Dutch , Portuguese , Hungarian , Norwegian , Slovak , Slovenian , Swedish , Czech , Greek , Turkish , Romanian , Korean

Isbn-10: 753274891X | Isbn-13: 9787532748914 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 王东亮

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
《玫瑰的名字注》是翁贝托·埃科关于他的代表作《玫瑰的名字》的创作谈。《玫瑰的名字》出版后,受到读者的狂热追捧。他们经常借各种机会就书中的问题向埃科提问。比如,为什么叫“玫瑰”的名字?玫瑰与书中情节有什么关系?是否真的存在一触摸就致人于死地的毒药?迷宫是否有原型?到底谁是真正的罪犯?埃科被这些问题折磨得不胜耐烦,只好撰文为读者解惑。
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  • 5

    Eccezionale sia per la trama che per la ricchezza dell'ambientazione. L'ho letto tutto d'un fiato, per vedere come andava a finire. L'ho poi riletto con calma per gustare i riferimenti culturali. ...continue

    Eccezionale sia per la trama che per la ricchezza dell'ambientazione. L'ho letto tutto d'un fiato, per vedere come andava a finire. L'ho poi riletto con calma per gustare i riferimenti culturali.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Originale, nonostante i molti prestiti.

    Il nome della rosa è uno dei miei libri preferiti di sempre. Amo i libri che parlano di libri e questo ne é stato il precursore per me. Da qui sono partite altre letture su libri maledetti, libri scom ...continue

    Il nome della rosa è uno dei miei libri preferiti di sempre. Amo i libri che parlano di libri e questo ne é stato il precursore per me. Da qui sono partite altre letture su libri maledetti, libri scomparsi, libri che uccidono o per cui si uccide.
    E proprio questo il tema conduttore dell'opera: un libro segreto che uccide chi lo sfoglia in un'abbazia del nord Italia (che forse si riferisce alla sagra di san Michele in provincia dei Torino).
    La struttura del libro non é proprio originalissima, Eco prende in prestito molti elementi letterari, quali l'espediente del manoscritto ritrovato, un libro maledetto, una biblioteca in fiamme.
    Ma il prestito forse più eclatante è la descrizione di Frate Guglielmo da Baskerville, copiata di sana pianta da "Uno studio in rosso" di Arthur Conan Doyle, da un'edizione Mondadori degli anni '70.

    Nonostante tutto, Eco è riuscito a creare un'opera originale, l'atmosfera del libro è ipnotica. I capitoli dedicati alla scoperta alla biblioteca segreta sono forse i più riusciti. Come non condividere "l'estasi" di Frate Guglielmo di fronte a una delle più grandi collezioni dell'antichità.

    L'unica nota deludente è l'identità del libro che uccide: un volume della poetica di Aristotele dedicata alla commedia e al riso. Il frate assassino infatti teme il riso quale strumento del diavolo che mina il "timor di Dio" e allontana dalla vera fede. Dopo quasi 500 pagine di lettura, mi aspettavo magari qualcosa di più "proibito".

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  • 3

    Bel libro, indubbiamente ben scritto. A tratti lento perché si addentra in complesse questioni storiche. Pur preferendo una scrittura più asciutta la trama è avvincente e complessivamente lo consiglie ...continue

    Bel libro, indubbiamente ben scritto. A tratti lento perché si addentra in complesse questioni storiche. Pur preferendo una scrittura più asciutta la trama è avvincente e complessivamente lo consiglierei essendo ormai un classico:)

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  • 0

    Per quello è un libro davvero molto bello, ma soffre della solita sindrome di Umberto Eco, che non resiste alla tentazione di fare (continuamente) la lezione di storia e cultura ai suoi lettori. ...continue

    Per quello è un libro davvero molto bello, ma soffre della solita sindrome di Umberto Eco, che non resiste alla tentazione di fare (continuamente) la lezione di storia e cultura ai suoi lettori.

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  • 5

    Capolavoro

    Romanzo denso e ricchissimo dal quale si potrebbe dire che scaturisca tutto il filone letterario del thriller di ambientazione medievale, o perlomeno della sua persistente fortuna tra il pubblico dei ...continue

    Romanzo denso e ricchissimo dal quale si potrebbe dire che scaturisca tutto il filone letterario del thriller di ambientazione medievale, o perlomeno della sua persistente fortuna tra il pubblico dei lettori.
    'Il nome della rosa' si presenta come un giallo ambientato in un monastero del 1300, ma i temi sono numerosi ed Eco li svolge con una maestria impareggiabile.
    Innanzitutto c'è lo scontro tra l'approccio razionale dell'indagine del frate inquirente Guglielmo e le spiegazioni dei monaci ispirate alla mistica del millenarismo.
    Un altro tema affrontato da Eco è il rapporto tra l'ortodossia cattolica e i movimenti ereticali, che all'epoca erano davvero improntati alla violenza da ambo le parti.
    Ed è in questo clima teso che il monastero è stato scelto come sede per ospitare il confronto tra una delegazione pontificia ed una rappresentanza di frati francescani.
    Questi ultimi rischiano tutto, l'esito infausto dell'incontro potrebbe relegare i 'fratres minorum' tra gli eretici allontanandoli dal seno della chiesa romana.
    La pressione è tanta e Guglielmo è messo alle strette perchè concluda al più presto la ricerca del colpevole.
    Oltre al contesto storico si aggiunge la superba ambientazione del monastero e della sua biblioteca, un edificio labirintico estremamente misterioso.
    Altrettanto ben approfondito è l'aspetto della cultura monastica, cultura che ha permesso la conservazione e la trasmissione dei testi dell'antichità.
    Eco mescola sapientemente tutti questi ingredienti ed il lettore, piacevolmente coinvolto nella vicenda del giallo, viene immerso in una fase storica poco conosciuta dal grande pubblico, ma davvero intrigante.
    Un'epoca dove, a mio avviso, risalta il contrasto tra le difficoltà del vivere quotidiano e le raffinatissime distinzioni delle dispute intelletuali.
    Davvero una lettura ricca di fascino e suggestione.

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  • 5

    Deltti in abbazia...

    ...ma sarebbe riduttivo concentrare l'attenzione solo sulla trama poliziesca di questo romanzo, anche se è quella che sicuramente è stata motivo del grande successo di pubblico . Certo Guglielmo ed Ad ...continue

    ...ma sarebbe riduttivo concentrare l'attenzione solo sulla trama poliziesca di questo romanzo, anche se è quella che sicuramente è stata motivo del grande successo di pubblico . Certo Guglielmo ed Adso ci ricordano Sherlock Holmes e il fido ed ingenuo Watson, la biblioteca rappresenta il labirinto ( fisico e mentale) in cui i due protagonisti si perdono, l'assassino segue lo schema apocalittico alla stregua di un serial killer moderno, ma è evidente come tutto questo sia solo lo strato superficiale di un romanzo che ha diversi e più profondi livelli di lettura.
    Talvolta il gusto per la ricerca retorica ( erano anni che non mi ritrovavo a cercare il significato di parole a me sconosciute sul Devoto Oli) può risultare un po' tedioso, come le lunghe tirate sulle differenze tra le diverse correnti eretiche , ma tant'è Eco è uno storico prima che un romanziere. Capace altresì di momenti altamente poetici:
    " Mi inoltrerò presto in questo deserto amplissimo, perfettamente piano e incommensurabile, in cui il cuore veramente pio soccombe beato. Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile, e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni uguaglianza e ogni disuguaglianza, e in quell'abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerà né l'uguale né il disuguale, né altro: e saranno dimenticate tutte le differenze, sarò nel fondmento semplice, nel deserto silenzioso dove mai si vide diversità, nell'intimo dove nessuno si trova nel proprio luogo. Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c'è opera né immagine."
    Che perfetto epitaffio tombale!
    NB: e non dimenticate di leggere la postilla dell'Autore. Aiuta a comprendere quanta fatica e quanto lavoro stanno dietro alla composizione di un romanzo che si rispetti.

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  • 5

    Splendido romanzo storico, ma per chi vuole intraprenderne la lettura consiglio una piccola ricerca preventiva sulla storia della Chiesa e delle eresie medievali.

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