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祕密花園

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4.2
(830)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 318 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Korean , German , Italian , Chi simplified , French , Spanish , Portuguese , Polish , Swedish , Dutch , Finnish , Danish , Czech , Greek , Farsi , Hungarian , Norwegian

Isbn-10: 957820227X | Isbn-13: 9789578202276 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Children , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    "Uno degli aspetti più strani della vita è che solo di tanto in tanto siamo sicuri di vivere a lungo, molto a lungo, forse anche per sempre. Qualche volta lo pensiamo quando ci svegliamo all'alba e us ...continue

    "Uno degli aspetti più strani della vita è che solo di tanto in tanto siamo sicuri di vivere a lungo, molto a lungo, forse anche per sempre. Qualche volta lo pensiamo quando ci svegliamo all'alba e usciamo da soli, alziamo lo sguardo al cielo pallido che lentamente si colora di rosa, finché ciò che scorgiamo a oriente quasi ci fa gridare e il cuore quasi si ferma dinanzi alla strana e immutabile maestà del sole che sorge; qualcosa che accade da migliaia, migliaia e migliaia d'anni, ogni mattina."

    said on 

  • 4

    "Ci devono essere molti incantesimi nel mondo, ma le persone non sanno di cosa si tratti o come realizzarli. Forse basterebbe ripetere continuamente che alcune cose buone devono accadere davvero, finc ...continue

    "Ci devono essere molti incantesimi nel mondo, ma le persone non sanno di cosa si tratti o come realizzarli. Forse basterebbe ripetere continuamente che alcune cose buone devono accadere davvero, finché non si riesce a farle accadere davvero."

    "Cose molto sorprendenti possono capitare a chi, avendo un pensiero sgradevole e sconfortante nella mente, abbia il buonsenso di accorgersene in tempo e di scacciarlo, sostituendolo con un pensiero piacevole. Due cose non possono stare contemporaneamente nello stesso posto. Dove coltivi la rosa, ragazzo mio, il cardo non può crescere."

    said on 

  • 5

    http://labibliotecadieliza.blogspot.it/2013/08/il-giardino-segreto-di-frances-hodgson.html

    In un mare di fantasy, urban fantasy, distopici, pseudo-distopici, e così via, cosa vi propongo io? Un classi ...continue

    http://labibliotecadieliza.blogspot.it/2013/08/il-giardino-segreto-di-frances-hodgson.html

    In un mare di fantasy, urban fantasy, distopici, pseudo-distopici, e così via, cosa vi propongo io? Un classico della letteratura per bambini...
    Il giardino segreto è un libro per l'infanzia, piccolo inno all'amicizia e alla fiducia in se stessi. Io non l'avevo ancora letto, ma ad inizio estate mi sono ritrovata a comprarne una copia in edicola, attirata anche dalla bella illustrazione in copertina (ad opera di Simona Bursi).
    E' un classico, uno di quei romanzi che non solo raccontano una bella storia ma che ti lasciano qualcosa su cui riflettere, che tu sia un bambino o un adulto.
    La storia in se è nota e stra nota, grazie anche al film che ogni tanto, di solito sotto Natale. viene riproposto in tv: Mary è una bambina altezzosa e antipatica che, rimasta orfana, si ritrova sotto la tutela del cupo zio Lord Craven. Mary si trasferisce dall'India alla tenuta di Misselthwaite nello Yorkshire e qui la sua vita, e quella del cugino Colin, cambia grazie ad un giardino.
    Quello che mi ha più colpita è sicuramente la descrizione dei luoghi. La casa, con le sue 100 e più stanze abbandonate, ferme ad un passato lontano, riflette chiaramente lo stato d'animo del suo proprietario, ma anche quello del figlio: è un luogo tetro, oscuro, una vera prigione fatta di aria stantia, dolori e rimpianti. Ciò che però maggiormente risalta durante la lettura è la Natura, con la N maiuscola. La brughiera che circonda la tenuta è resa in maniera vivida, quasi con delle vere e proprie pennellate su una tela bianca. Leggendo si immaginano i colori, ma anche i profumi e i suoni che la popolano. Il giardino è un co- protagonista del romanzo, che, insieme a Mary e Colin, nel corso della narrazione cambia, cresce, si trasforma: da grigio, spoglio e infestato di erbacce, diventa pian piano un manto verde puntellato qua e la dai colori dei fiori, da luogo di morte diventa luogo di vita, quella dei piccoli pettirossi, e di rinascita, quella di Mary, Colin e Lord Craven.
    Non è un romanzo zuccheroso, anzi non evita ai suoi lettori, grandi e piccoli, gli aspetti più tristi della vita, la malattia, la morte, la solitudine, la paura; tuttavia usa tutto ciò per arrivare all'insegnamento finale.
    I personaggi sono solo dei bambini, che però hanno già vissuto molto. Da una parte abbiamo Mary e Colin, che nella vita hanno avuto tutto, anche troppo, ma non hanno mai avuto l'amore di un padre e di una madre; da qui i loro caratteri, altezzosi, scorbutici, lagnosi; sono inizialmente dei bambini veramente detestabili. Dall'altra parte invece c'è Dickon, che viene da una famiglia povera e con troppe bocche da sfamare, ma ha tutto l'amore del mondo; se vogliamo è l'esatto opposto dei due cugini, ma nonostante questo si trovano e diventano amici.
    Sono proprio felice di aver letto il libro, anche perchè il film è molto carino, ma ho notato alcune differenze piuttosto importanti. Ad esempio nel film i genitori di Mary muoiono in un terremoto, mentre nel libro muoiono di colera, o ancora nel film la madre di Mary è la sorella gemella della madre di Colin, invece, in realtà, la madre di Mary è la sorella del signor Craven...
    E' uno di quei romanzi che vanno letti, anzi vanno letti e riletti, perchè un conto è leggerlo da piccoli, un conto è leggerlo da grandi. Forse leggendolo quando ero più piccina mi sarei sicuramente innamorata della storia e sarei rimasta affascinata dall'idea di un giardino segreto, chiuso da alte mura, un luogo da scoprire e in cui trovare un mondo tutto per se, in cui sparire e nascondersi come dei piccoli fantasmi. Leggendolo da grande ho invece trovato, oltre a tutto questo ( perchè in fondo il bambino che è in noi in questi casi vuole dire la sua!), un romanzo di formazione in piena regola, che parla di amicizia e fiducia, senza però cadere nello sdolcinato.

    said on 

  • 5

    La pregevole edizione illustrata da INGA MOORE

    “Il giardino segreto” è uno dei più grandi classici per l’infanzia d’ogni tempo e mi ci è voluto un bel po’ per racimolare il coraggio di illustrarlo. Cosa mi faceva pensare che il mio lavoro avrebbe ...continue

    “Il giardino segreto” è uno dei più grandi classici per l’infanzia d’ogni tempo e mi ci è voluto un bel po’ per racimolare il coraggio di illustrarlo. Cosa mi faceva pensare che il mio lavoro avrebbe reso giustizia al libro? Ero consapevole del fatto che un approccio meramente decorativo non avrebbe reso la profondità di significato del testo, così decisi di far emergere questo significato il più possibile attraverso i miei disegni, accostandoli con cura alle parole che illustravano nella speranza che combinati insieme avrebbero reso il tutto più vivido.

    Eseguii un gran numero di disegni – è un libro veramente lungo – e mano a mano che mi avvicinavo alla fine ero anche esausta. Ma mai ho provato stanchezza per la meravigliosa storia di Frances Hodgson Burnett. Ho letto alcuni brani più e più volte per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo, qualcosa che prima, invece, mi era sfuggito.

    Inga Moore, Introduzione al libro “The secret garden”, WALKER BOOKS
    _____________________________

    Rimasta orfana a causa di un’ epidemia di colera, Mary Lennox è costretta a trasferirsi dall’India nello Yorkshire. Ad ospitarla è lo zio Archibald Craven, un uomo misterioso e solitario, proprietario dell’imponente dimora di Misselthwaite Manor. Sarà proprio questa dimora con i suoi abitanti, i suoi giardini e la brughiera circostante ad operare un profondo cambiamento in Mary e a far sì che la bambina guardi con occhi nuovi al mondo, agli altri e alla vita.

    La figura di Mary Lennox è ben diversa da tutti gli altri personaggi presenti nei libri di Burnett ( “Il piccolo Lord” e “La piccola principessa” ):

    “Quando Mary Lennox fu mandata a vivere con lo zio a Misselthwaite Manor, tutti dissero che era la bambina più brutta che si fosse mai vista. Ed era proprio vero. Aveva un faccino piccolo e scavato, un corpicino esile e un’espressione scostante. I capelli, sottilissimi, erano di un biondo giallastro, come giallastro era il viso, perché era nata in India e, per un motivo o per l’altro, era sempre stata ammalata”.

    La malattia, l’indifferenza dei propri genitori, la solitudine sono le realtà che la piccola Mary deve affrontare a soli dieci anni. Nella stanza da letto più nascosta dei corridoi di Misselthwaite Manor, il cugino coetaneo di Mary, Colin, soffre gli stessi problemi e vive nell’incessante timore di dover morire ancora bambino. Le sofferenze patite hanno reso sia Mary che Colin due persone provate, annoiate, arrabbiate nei confronti della vita. In loro è già presente quel disincanto purtroppo tipico dell’età adulta e che solo pochi riescono ad evitare.

    La scoperta e la cura assidua da parte dei due amici di un giardino segreto offre la guarigione a tutto questo. Assistere e osservare i piccoli germogli e i boccioli di rosa spuntare dal terreno e dai rami nonostante le erbacce soffocanti, mostra agli occhi dei due protagonisti la tenacia della vita. La bellezza delle piante, l’amicizia con gli animali e la comunione con la natura offre ai loro occhi quella meraviglia che avevano perduto e fa maturare nei loro cuori un’assoluta fede nella forza buona e sanatrice che tutto e tutti sostiene e governa: la Magia.

    Pur essendo relegato nello scaffale dei “libri per l’infanzia”, “Il giardino segreto” di Burnett è un libro dotato di tale forza e di tale fascino delicato da incantare più gli adulti che i bambini; è un libro capace di guarire anche noi dalle ferite del nostro egoismo e dalla nostra cecità, portandoci a vedere l’intrinseca bellezza del mondo e aprendo i nostri cuori alla gioia e alla speranza:

    “Cose molto sorprendenti possono capitare a chi, avendo un pensiero sgradevole e sconfortante nella mente, abbia il buon senso di accorgersene in tempo e di scacciarlo, sostituendolo con un pensiero piacevole. Due cose non possono stare contemporaneamente nello stesso posto.
    Dove coltivi la rosa, ragazzo mio,
    il cardo non può crescere”.

    said on 

  • 5

    Rimasta orfana a causa di un’ epidemia di colera, Mary Lennox è costretta a trasferirsi dall’India nello Yorkshire. Ad ospitarla è lo zio Archibald Craven, un uomo misterioso e solitario, proprietario ...continue

    Rimasta orfana a causa di un’ epidemia di colera, Mary Lennox è costretta a trasferirsi dall’India nello Yorkshire. Ad ospitarla è lo zio Archibald Craven, un uomo misterioso e solitario, proprietario dell’imponente dimora di Misselthwaite Manor. Sarà proprio questa dimora con i suoi abitanti, i suoi giardini e la brughiera circostante ad operare un profondo cambiamento in Mary e a far sì che la bambina guardi con occhi nuovi al mondo, agli altri e alla vita.

    La figura di Mary Lennox è ben diversa da tutti gli altri personaggi presenti nei libri di Burnett ( “Il piccolo Lord” e “La piccola principessa” ):

    “Quando Mary Lennox fu mandata a vivere con lo zio a Misselthwaite Manor, tutti dissero che era la bambina più brutta che si fosse mai vista. Ed era proprio vero. Aveva un faccino piccolo e scavato, un corpicino esile e un’espressione scostante. I capelli, sottilissimi, erano di un biondo giallastro, come giallastro era il viso, perché era nata in India e, per un motivo o per l’altro, era sempre stata ammalata”.

    La malattia, l’indifferenza dei propri genitori, la solitudine sono le realtà che la piccola Mary deve affrontare a soli dieci anni. Nella stanza da letto più nascosta dei corridoi di Misselthwaite Manor, il cugino coetaneo di Mary, Colin, soffre gli stessi problemi e vive nell’incessante timore di dover morire ancora bambino. Le sofferenze patite hanno reso sia Mary che Colin due persone provate, annoiate, arrabbiate nei confronti della vita. In loro è già presente quel disincanto purtroppo tipico dell’età adulta e che solo pochi riescono ad evitare.

    La scoperta e la cura assidua da parte dei due amici di un giardino segreto offre la guarigione a tutto questo. Assistere e osservare i piccoli germogli e i boccioli di rosa spuntare dal terreno e dai rami nonostante le erbacce soffocanti, mostra agli occhi dei due protagonisti la tenacia della vita. La bellezza delle piante, l’amicizia con gli animali e la comunione con la natura offre ai loro occhi quella meraviglia che avevano perduto e fa maturare nei loro cuori un’assoluta fede nella forza buona e sanatrice che tutto e tutti sostiene e governa: la Magia.

    Pur essendo relegato nello scaffale dei “libri per l’infanzia”, “Il giardino segreto” di Burnett è un libro dotato di tale forza e di tale fascino delicato da incantare più gli adulti che i bambini; è un libro capace di guarire anche noi dalle ferite del nostro egoismo e dalla nostra cecità, portandoci a vedere l’intrinseca bellezza del mondo e aprendo i nostri cuori alla gioia e alla speranza:

    “Cose molto sorprendenti possono capitare a chi, avendo un pensiero sgradevole e sconfortante nella mente, abbia il buon senso di accorgersene in tempo e di scacciarlo, sostituendolo con un pensiero piacevole. Due cose non possono stare contemporaneamente nello stesso posto.
    Dove coltivi la rosa, ragazzo mio,
    il cardo non può crescere”.

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