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貧民窟宅男的世界末日

奧斯卡.哇塞短暫奇妙的一生

By

Publisher: 漫遊者文化事業股份有限公司

4.0
(1633)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Spanish , Swedish , French , Portuguese , Korean , German , Dutch , Czech

Isbn-10: 9866858995 | Isbn-13: 9789866858994 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 何穎怡

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
奧斯卡的個性甜蜜、浪漫多情,卻是美國紐澤西州貧民窟裡的超級巨胖大宅男,鎮日沉迷於科幻奇幻作品與角色扮演遊戲,外加暗戀女生。他不是典型的多明尼加男生,球場和情場上的打擊率都是零,倒楣的日子大概過了廿多年,以為自己到死都會是一枚處男。

  他老姊的男朋友尤尼爾,自告奮勇替奧斯卡展開改造人生計畫。他發現奧斯卡家族的幾代成員,個個孤單、固執、瘋狂,而且,他們的愛情只會開出惡果。在多明尼加過著上流生活的外祖父阿貝拉,為了保護妻女被打入黑牢;脾氣火爆的美麗老媽貝麗因為愛上壞男人而慘遭痛毆、火燒,只得逃亡到美國。奧斯卡在大學校園結識了投緣的女孩,原以為幸福唾手可得,不到三個月內即慘遭分手。尤尼爾與奧斯卡不得不相信,這一切是傳說中的敗亡惡咒作祟。

  尚未嘗過初吻滋味的奧斯卡,在那個失意的夏天回到多明尼加,奇蹟似地愛上鄰家的妓女。他湧生出空前的勇氣和力量,準備破繭而出,他是否能夠順利擺脫、並終止綿延家族三代人的詛咒?

  本書藉由怪咖男主角奧斯卡,帶出橫跨三代家庭成員的喧鬧人生,也輻射出現代美國跨文化∕跨語言的樣貌。作者朱諾.迪亞茲在小說中大量運用街頭俚語、新世代語言、電玩遊戲與奇幻科幻文學典故,下筆富含幽默與洞見,營造出獨特的語言趣味,令人目眩神迷。評者以為,這部作品確立了迪亞茲是當代最令人興奮的優秀作家之一。
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Con La breve favolosa vita di Oscar Wao Junot Diaz ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2008. E al di là dell'ufficiale riconoscimento, il romanzo è davvero straordinario, fortunatamente non breve e davvero favoloso per la sua capacità di narrare una storia di crescita, di formazione, ...continue

    Con La breve favolosa vita di Oscar Wao Junot Diaz ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2008. E al di là dell'ufficiale riconoscimento, il romanzo è davvero straordinario, fortunatamente non breve e davvero favoloso per la sua capacità di narrare una storia di crescita, di formazione, di educazione sentimentale, tessendo il tutto con riferimenti e citazioni alla cultura popolare in cui i protagonisti - e i lettori - sono immersi in questo processo di formazione della propria vita, e con un linguaggio intenso ed espressivo.
    Te ne offro un breve assaggio:
    "Cercai di aiutarlo con le ragazze? Condivisi con lui i miei trucchetti da scopatore?
    Certo che sì. Il problema era che, quando si trattava di mujeres, il mio compagno di stanza era unico al mondo. Soffriva del peggior caso di aficasia che avessi mai visto. L'unica persona che poteva reggere il confronto con lui era un mio compagno delle superiori, un povero salvadoregno con la faccia completamente ustionata, che non avrebbe mai trovato una ragazza perché sembrava il Fantasma dell'Opera. Ebbene: Oscar era addirittura peggio. Almeno Jeffrey poteva dare la colpa a un'effettiva menomazione fisica. A cosa poteva darla Oscar? A Sauron? L'amico pesava 140 chili, porca puttana! Parlava come un computer di Star Trek! Ma la vera tragedia era che non avevo mai conosciuto nessuno che sbavasse tanto dietro alle ragazze. Cioè, cazzo, credevo che a me piacessero le femmine, ma a nessuno, e intendo dire a nessuno, piacevano quanto a Oscar. Per lui erano l'inizio e la fine, l'Alfa e l'Omega, DC e Marvel. Era ridotto così male che appena vedeva una tipa carina gli veniva la tremarella. Si prendeva una cotta dopo l'altra: se ne prese almeno due dozzine, e belle toste, solo in quel primo semestre. Ma finiva sempre col beccarsi una botta nei denti. E vi stupite? Per lui, stare con una ragazza voleva dire parlare di giochi di ruolo! Che razza di stronzata! (Non dimenticherò mai il giorno in cui, sull'autobus E, lo sentii dire a una bella morena: Se fossi nel mio gioco, ti assegnerei diciotto punti carisma!).
    Provai a dargli qualche consiglio, davvero. Niente di troppo complicato. Tipo: Smettila di chiamare le sconosciute per strada, e non nominare Beyonder più del necessario. Mi ascoltò? No, ovviamente! Cercare di farlo ragionare sulle ragazze era come prendere a sassate Unus l'Intoccabile. L'amico era impenetrabile. Mi ascoltava e poi scrollava le spalle. Se nient'altro ha efficacia, tanto vale essere me stesso.
    Ma il tuo te stesso fa schifo!
    È tutto quello che ho, disgraziatamente.
    Ma il nostro dialogo migliore è questo:
    Yunior?
    Cosa c'è?
    Sei sveglio?
    Se riguarda Star Trek...
    Non riguarda Star Trek. Tossì. Ho saputo da fonte certa che nessun maschio dominicano è mai morto vergine. Tu che hai esperienza in queste cose... pensi che sia vero?
    Mi drizzai a sedere. L'amico mi scrutava nel buio, serissimo.
    Oscar, è contro le leggi di natura che un dominicano muoia senza aver scopato almeno una volta.
    È questo che mi preoccupa, sospirò".
    E ancora:
    "E nel caso crediate che la sua vita non potesse diventare peggio di così: un giorno entrò alla Game Room e scoprì con stupore che la nuova generazione di nerd aveva smesso da un giorno all'altro di comprare giochi di ruolo. La nuova ossessione erano le carte Magic! Nessuno l'aveva previsto. Niente più personaggi o campagne, solo battaglie infinite tra mazzi di carte. Il gioco era stato spogliato di ogni elemento narrativo, di ogni spazio per la bravura individuale, e ridotto a pura, disadorna meccanica. Quegli stronzi di ragazzini andavano matti per quella roba! Oscar cercò di dargli una possibilità, cercò di mettere insieme un mazzo decente, ma Magic non faceva per lui. Perse tutte le carte con un teppistello undicenne, e scoprì che non gli importava. Il primo segno che la sua Epoca volgeva al termine. Ben presto avrebbe smesso di considerare irresistibile l'ultima trovata nerd, e avrebbe cominciato a preferire il Vecchio al Nuovo".
    Un po' come la nonna de Le notti bianche di Dostoevskij, che "avrebbe voluto che tutto fosse come ai suoi tempi! Ai suoi tempi lei era più giovane, ai suoi tempi il sole era più caldo e persino la panna, ai suoi tempi, non diventava acida così presto!". C’è sempre qualcuno pronto a criticare, contestare e magari contrastare la personalissima traiettoria di crescita e formazione di qualcun altro, perché le cose devono rimanere come erano, come sono sempre(?) state.

    said on 

  • 4

    Oscar è un ragazzo che per fisico e mentalità non corrisponde al cliché del maschio dominicano. E' grasso, ama i giochi di ruolo, scrive romanzi e non riesce ad avere una donna tanto da essere sicuro che sarà l'unico dominicano a morire vergine. Sulla diversità di Oscar e sulla sua ossessione per ...continue

    Oscar è un ragazzo che per fisico e mentalità non corrisponde al cliché del maschio dominicano. E' grasso, ama i giochi di ruolo, scrive romanzi e non riesce ad avere una donna tanto da essere sicuro che sarà l'unico dominicano a morire vergine. Sulla diversità di Oscar e sulla sua ossessione per le donne che non ha si basa la trama sottile del libro che descrive attraverso la vita dei parenti passati e presenti la crudele dittatura di Trujillo e la realtà dell'inserimento dei caraibici negli Stati Uniti. La voce narrante è quella di Yunior, amico di Oscar e innamorato della sorella Lola, questa tecnica porta il lettore a diventare un osservatore e quindi a distaccarsi un po' dal coinvolgimento che il racconto con la sua implicita crudeltà avrebbe su chi legge. Si raccontano quindi tutte storie tristissime ma con distacco. Consigliato.

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  • 3

    Ce l'ha fatta!!!

    Storia di una famiglia dominicana sotto la dittatura di Truillo, una storia alla Marquez con un tocco di J.K. Toole e un finale quasi surreale come quello di Toole.
    Il protagonista, Oscar non ha un gran successo con le donne:

    "Oscar, lo ammoniva Lola, morirai vergine se non cominci a ...continue

    Storia di una famiglia dominicana sotto la dittatura di Truillo, una storia alla Marquez con un tocco di J.K. Toole e un finale quasi surreale come quello di Toole.
    Il protagonista, Oscar non ha un gran successo con le donne:

    "Oscar, lo ammoniva Lola, morirai vergine se non cominci a cambiare.
    Credi che non lo sappia? Ancora cinque anni così e credo che mi dedicheranno una chiesa.

    Il libro ci racconta la vita della madre e della sorella di Oscar ma soprattutto quella di Oscar, tutti accomunati dalla sfortuna più nera.

    (Oscar) ogni giorno vedeva i ragazzi fichi tormentare violentemente i grassi, i brutti, gli intelligenti, i meticci, i neri, gli antipatici, gli africani, gli indiani, gli arabi, gli immigrati i diversi, gli effemminati, i gay e in ognuno di quei conflitti vedeva se stesso.

    Il romanzo come spesso mi capita con i romanzi del centro-sud America non mi ha entusiasmato. Però, anche se la maggior parte del libro non ha lasciato il segno, il finale mi è sembrato esplosivo e geniale, ricco di idee ma anche di poesia per cui vale la pena di leggere il libro anche solo per le bellissime pagine finali.

    Nel suo libro preferito: Watchmen, Oscar che non aveva mai imbrattato un libro in vita sua, ha cerchiato tre volte una tavola in cui Veidt, personaggio del libro, dice: "Ho fatto la cosa giusta, vero? Ha funzionato alla fine"
    E Manhattan prima di svanire dal nostro universo risponde:
    " Alla fine? Non esiste la fine Adrian. Non finisce mai niente."

    Naturalmente anche il titolo del libro è geniale.

    said on 

  • 4

    Così è la vita. Tutta la felicità che riesci a mettere insieme viene spazzata via come se niente fosse. Se volete la mia opinione, non credo esistano le maledizioni. La vita, da sola, basta e avanza.

    Quante emozioni in questo libro, quante storie di vita appassionanti e appassionate! Impossibile non lasciarsi coinvolgere da Oscar stesso, re dei nerd, dei pensieri contorti e dell'innamoramento facile (non ricambiato ahimè) o da sua sorella Lola o, ancora, dalla storia della ricca famiglia di s ...continue

    Quante emozioni in questo libro, quante storie di vita appassionanti e appassionate! Impossibile non lasciarsi coinvolgere da Oscar stesso, re dei nerd, dei pensieri contorti e dell'innamoramento facile (non ricambiato ahimè) o da sua sorella Lola o, ancora, dalla storia della ricca famiglia di sua madre figlia di un dottore e si una infermiera caduti poi in disgrazia, di sua nonna e di suo nonno. Tutto sullo sfondo di una santa Domingo sotto la dittatura di Trujillo. Una lettura scorrevole, una prosa leggera e ironica a raccontare quanto invece nulla ha di ironico come la dittatura, il disagio, l'abbandono, l'amore non corrisposto, il tradimento, il suicidio. Così bello e toccante da tenersi dentro per un bel pò

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  • 3

    alla faccia della vita favolosa!!

    le aspettative erano alte, e come al solito, sono state deluse! l'idea originale, l'ambientazione e il periodo storico interessanti per tutto quello che normalmente sappiamo della dittatura di Truijllo - che, ignoranza mia, nemmeno conoscevo - dialoghi e storia ricca e piena di ritmo, ma.. il tro ...continue

    le aspettative erano alte, e come al solito, sono state deluse! l'idea originale, l'ambientazione e il periodo storico interessanti per tutto quello che normalmente sappiamo della dittatura di Truijllo - che, ignoranza mia, nemmeno conoscevo - dialoghi e storia ricca e piena di ritmo, ma.. il troppo stroppia sempre. Oscar è troppo sfigato, un po' inverosimile come personaggio troppo fiacco, troppo grasso, troppo emarginato.. e va bene il fukù, la maledizione, ma le scelte pessime le fa tutte lui!! e poi troppe note, troppi riferimenti incomprensibili in lingua madre, che interrompono sempre la lettura e costringono ad andarne a leggere il significato, tanto che a un certo punto ci si stanza e li si sorvola allegramente, togliendo bellezza alla narrazione. un libro che narra deve narrare, non deve rimandare alle spiegazioni come un testo scolastico!! no, decisamente mi ha infastidito, benché la storia familiare in sé sarebbe stata anche bella. no, decisamente questo modo di scrivere non fa per me.

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  • 4

    Consiglio di lettura di ottobre 2014

    L'Oscar Wao del titolo è un ragazzino dominicano sovrappeso, incapace di adattarsi alla realtà ed emarginato dagli altri, ma a differenza di quanto faccia supporre il titolo il libro non narra solo la sua storia bensì anche quella della sorella, che si ribella ad una madre-padrona, quella della m ...continue

    L'Oscar Wao del titolo è un ragazzino dominicano sovrappeso, incapace di adattarsi alla realtà ed emarginato dagli altri, ma a differenza di quanto faccia supporre il titolo il libro non narra solo la sua storia bensì anche quella della sorella, che si ribella ad una madre-padrona, quella della madre, ultima infelice rampolla di una ricca casata dominicana decaduta e quella del nonno, che aveva provato invano ad opporsi al terribile dittatore Trujillo. Su tutti sembra aleggiare il fukù, la terribile maledizione dominicana, ma anche una misteriosa presenza benevola...
    Davvero un bel libro che mi ha permesso di conoscere di più la storia di un paese che conoscevo solo come ambita meta vacanziera!^^'
    I nerd lo adoreranno: io invece, dei numerosissimi riferimenti a film e libri di fantascienza/fantasy sono riuscita a capire giusto quelli al Signore degli anelli! xD

    said on 

  • 5

    A great book, with a common theme (the history of some second generation children in USA) treated in an original and compelling way. The language is very seductive and evocating, especially if you understand some spanish :)

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  • 4

    A small pearl which mixes Dominican Republic History, Southamerican Magical Realism and Geekism...

    Absolutely lovely and new!

    said on 

  • 4

    "Così è la vita. Tutta la felicità che riesci a mettere insieme viene spazzata via come se niente fosse. Se volete la mia opinione, non credo che esistano le maledizioni. La vita, da sola, basta e avanza."

    Questo libro racconta la storia di Oscar Wao, ma anche quella della madre Belì e del nonno Abelard, ambientato nella Repubblica Dominicana sotto la dittatura di Trujillo.
    Oscar è un ragazzo che ama tutte le donne, ma le donne non amano affatto lui a causa dei suoi chili eccessivi e del suo ...continue

    Questo libro racconta la storia di Oscar Wao, ma anche quella della madre Belì e del nonno Abelard, ambientato nella Repubblica Dominicana sotto la dittatura di Trujillo.
    Oscar è un ragazzo che ama tutte le donne, ma le donne non amano affatto lui a causa dei suoi chili eccessivi e del suo linguaggio ricercato e complicato che prende spunto dalla sua passione per i fumetti, libri e film fantasy, lui è un ragazzo nerd, che vive da escluso, rigettato dalla società, la cui famiglia è stata colpita da un orribile FUKU'(sfiga), ogni componente della sua famiglia, mamma e nonno, vivranno grandi passioni, ma alla fine la morte arriverà.
    Un libro dalla scrittura veloce, serrata, diviso in capitoli, dove vengono raccontate le storie di Oscar, della madre Belì, della sorella Lola, del fidanzato della sorella Yunior, del nonno Abelard e della sua famiglia, peccato per i continui richiami al fantasy, per chi non è appassionato come me in fondo al libro c'è il glossario, ci sono varie appendici in fondo alle pagine durante il racconto per richiami storici sui vari crimini e misfatti del dittatore Trujillo e il linguaggio a tratti per i miei gusti è stato veramente troppo scurrile.
    Un libro comunque che non mi è dispiaciuto perchè in fondo racconta che la vita (fukù o no), non è mai troppo semplice, soprattutto se vissuta in regime di dittature e da emarginati, ma alla fine l'autore inneggia alla vita che va vissuta sempre e comunque fino alla fine.
    In definitiva La meravigliosa vita di Oscar Wao sorprende e diverte, mi sono immaginata di godermelo all’ombra del banano e sorseggiando rum, indossando un costume anni '50 con in testa un grande cappello di paglia.

    said on 

  • 5

    A distanza di più di un anno da quando l'ho letto mi rimane ancora l'impressione di aver preso in mano uno dei migliori libri degli ultimi anni, fresco, scritto in maniera leggera, ma con argomenti pesanti e tragici.
    Uno di quei libri che ti lascia un sapore dolce-amaro in bocca.

    said on 

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