鐘樓怪人

Notre-Dame de Paris

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Publisher: 遠流出版事業股份有限公司

4.3
(4677)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 780 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , French , Italian , German , Spanish , Romanian , Finnish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 9573254301 | Isbn-13: 9789573254300 | Publish date:  | Edition 2

Translator: 管震湖

Also available as: Others , Paperback , Hardcover

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 2

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi d ...continue

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi dell'epoca che risultano, molto spesso, prolisse, e fanno perdere la voglia di andare avanti e, addirittura, mi hanno quasi spinto ad abbandonare la lettura; in conclusione, sono caduta in un dei blocchi del lettore più grandi della mia vita.
    Non ho voluto demordere e credo sia stato un bene: la seconda parte è avvincente, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine perché volevo assolutamente sapere come si sarebbe conclusa la vicenda, mi ha appassionato il "mistero ma non troppo" delle origini di Esmeralda, lo studio accuratissimo della psicologia dei personaggi, ognuno con propri pregi e, per lo più, difetti, la contrapposizione tra la bellezza di Parigi e il "brutto" del popolino, quest'ultimo sempre ricorrente in Hugo. Insomma, ne è valsa la pena.
    Le due stelle sono dovute non solo alla prolissità delle descrizioni che ne hanno ritardato la conclusione della lettura, ma anche al finale che, purtroppo, non mi ha appagata per nulla.

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  • 5

    Capolavoro!

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profo ...continue

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profonda.

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  • 5

    forte il contrasto tra il popolino volgare ed una città pregna di bellezza, fasti ed opere d'arte. Sublime la descrizione di Esmeralda paragonata ad una libellula. Dettagliatissima la descrizione de ...continue

    forte il contrasto tra il popolino volgare ed una città pregna di bellezza, fasti ed opere d'arte. Sublime la descrizione di Esmeralda paragonata ad una libellula. Dettagliatissima la descrizione delle tre città in una. Interessante il concetto dell'architettura quale prima forma di scrittura nella storia del genere umano ora soppiantata dalla stampa inventata da Gutenberg. L'architettura è la prima forma di scrittura principale universale con cui gli artisti potevano esprimere la loro idea, no su carta ma su pietra. l'architettura quale testimonianza delle vicende storiche che rimangono impresse nei secoli in un dato luogo. l'autore constata però l'innovazione della scrittura...perché i libri possono essere ovunque rispetto ad un monumento, il manoscritto ha più potere ha un ruolo storico innovativo per la sua stessa natura di poter essere diffuso e tramandato. una storia struggente e devastante. lo struggimento di Pasquina la Cingallegra, che vive da esclusa in una cella per espiare il dolore per aver perso la figlia...toccante. Struggente storia e destino quelli di Quasimodo, deriso da tutti, disprezzato e messo alla gogna. Sublime immagine di pia carità umana quella di Esmeralda che gli porta una goccia d'acqua quando è messo alla gogna. La cattiveria e la stupidità del popolo parigino emerge in ogni dove. E la stessa condizione di abbandono e derisione e vissuta dalla stessa Esmeralda. Straziante è la descrizione della sua prigionia. Straziante il destino della madre di Esmeralda che dopo 15 anni di disperazione reclusa in una cella scopre che quella zingara odiata per tutto quel tempo è proprio sua figlia, riabbracciarla un breve istante per poi vederla messa alla forca. sopratutto ciò che emerge in un questo capolavoro, è l'amore non ricambiato. ...quello di Esmeralda per Febo per il quale lei era già morta da tempo e quello di Quasimodo e l' arcidiacono per Esmeralda. Entrambi impazziranno di dolore e finiranno male. l'atto finale lascia una piaga nel cuore; dopo due anni all'esecuzione di Esmeralda, ritroveranno due scheletri abbracciati...Quasimodo dopo averla vista morire la raggiunge dove è de posta per morire con lei è quando proveranno a staccare i due scheletri, quello di Quasimodo si sbriciola come a dire che anche da morto, separato dal corpo di Esmeralda, lui non può comunque esistere.

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  • 3

    Il teatro trabocca fuori dal Palais de Justice e riempie Parigi in quest'opera di Hugo, il teatro che non si nutre di persone, ma di maschere, che trasfigura tutto in creature grottesche e formidabili ...continue

    Il teatro trabocca fuori dal Palais de Justice e riempie Parigi in quest'opera di Hugo, il teatro che non si nutre di persone, ma di maschere, che trasfigura tutto in creature grottesche e formidabili, mostruose e ammalianti.
    Si potrebbe pensare che un gioco del genere, un distacco così spudorato e marchiano dalla realtà non sia proprio della letteratura cosiddetta "alta" e che i Quasimodo, le Esmeralde, gli arcidiaconi e le caprette non siano adatte a trasmettere emozioni profonde con le loro storie, siano più sagome di cartone buone per film d'animazione, favolette per bambini, gag d'avanspettacolo.
    No, Hugo non racconta la vita di Parigi in Notre-Dame de Paris, non racconta la gente che ha intorno, Hugo evoca le sue figure per raccontare qualcosa di più piccolo e di immensamente più profondo, ovvero il cuore di un uomo, probabilmente il suo.
    Per questo motivo la Esmeralda appare come qualcosa di lontano, altro e il lettore si trova invece quasi circondato dai tre aspetti dell'amore: la passione che brucia e distrugge dell'arcidiacono Frollo, il sentimento che consola e si sacrifica del deforme Quasimodo, la contemplazione che eleva e consola del filosofo Gringoire. Allegorie che però sono rappresentate come carne e sangue dell'autore stesso, vibranti, pulsanti, pieni di energia.
    Hugo è un mezzo politico e un uomo della città, in molte parti indugia a raccontare Parigi e tira frecciatine ai suoi contemporanei, la cattedrale su cui si concentra e a cui dedica il romanzo però è un'altra, è la cattedrale costituita da una storia d'amore, le cui fondamenta sono un sentimento profondissimo e crudele, le sue mura le fatalità e le scelte degli uomini, le sue guglie e i suoi ornamenti le confessioni più profonde che ci si può fare tra esseri umani.
    E' una storia tragica Notre-Dame, un palazzo così mirabile e imponente non si può costruire senza enormi sacrifici, una passione estrema non può che pretendere estreme conseguenze. Non è un libro che consola, non è un libro che conforta, ma è un libro che può aiutare l'orgoglio di noi tutti, perché afferma che tutti noi possiamo avere nel cuore qualcosa carico della vertiginosa bellezza del gotico al suo massimo splendore.

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  • 4

    Letto dopo "I miserabili", "Notre-Dame de Paris" mostra tutti i segni di un'opera giovanile. Forse è un po' riduttivo condensare un romanzo di tanto successo (e tante pagine) in una sola frase, ma non ...continue

    Letto dopo "I miserabili", "Notre-Dame de Paris" mostra tutti i segni di un'opera giovanile. Forse è un po' riduttivo condensare un romanzo di tanto successo (e tante pagine) in una sola frase, ma non posso dire altrimenti. Se "I miserabili" si era rivelato un capolavoro su tutti i fronti, dagli indimenticabili personaggi ad una trama che parte da questi e si fonde magistralmente con le vicende storiche di Parigi, lo stesso non si può dire di questo primo romanzo di Hugo, iniziato quando aveva appena 26 anni e pubblicato tre anni dopo. Prendendo in prestito le parole dell'introduzione di Eco, questo "Notre-Dame..." pare effettivamente un mostro shelleyiano, un "Frankenstein letterario" formato da tanti pezzi che spesso non riescono a rimanere saldamente legati fra loro. Lo Hugo ancora non trentenne (e decisamente lontano dal sessantenne autore de "I miserabili") aveva dalla sua una grande ispirazione (non si può dire altrimenti davanti a personaggi come il deforme Quasimodo, l'incantevole Esmeralda, il poeta/filosofo Gringoire, o la misteriosa e attraente Corte dei Miracoli) ma non ancora i mezzi per raccontarcela adeguatamente.

    "Notre-Dame..." si rivela così un romanzo disorganico, dove spesso il ritmo viene spezzato da lungaggini descrittive o da avvenimenti solo lontanamente inerenti la storia narrata, e anche lì dove sono i personaggi ad essere al centro dell'attenzione, ci si perde per strada e si sorvolano dettagli che avrebbero ulteriormente accresciuto il fascino della cupa e gotica Parigi messa in scena. Un esempio su tutti: la Corte dei Miracoli, uno dei luoghi più misteriosi e interessanti nell'invenzione di Hugo, viene trattata in appena un paio di capitoli. Di questi mendicanti/truffatori che vivono alla giornata ne abbiamo un ritratto solo fugace, li vediamo usati come una massa indistinta da cui solo due o tre personaggi riescono a venir fuori, e solo allo scopo di una trama più articolata anziché per raccontarci chi effettivamente sono. Ma anche lì dove i personaggi principali vengono a lungo trattati, Hugo non riesce a dargli una personalità un minimo sfaccettata: ognuno agisce dall'inizio alla fine con la sua idea fissa. Non ci sono ripensamenti, non ci sono cambiamenti di idee, non ci sono avvenimenti che possano turbare il loro animo: sembra di essere davanti ai personaggi di una commedia, i quali non possono uscire dal personaggio che gli è stato cucito addosso. Prendendo sempre a prestito le parole dell'introduzione, questi protagonisti sembrano "tagliati con l'accetta", o scolpiti nella dura pietra e impossibilitati a uscire dalla forma che gli è stata data. Il personaggio di Esmeralda, tanto intrigante nelle prima pagine, ha per il resto del libro una sola idea: quella di sposare il capitano Phoebus. Intorno a lei può succede di tutto, dal tradimento del detto Phoebus all'assalto di Notre-Dame da parte di un battaglione di mendicanti, ma per lei c'è solo quell'idea. Per Frollo è uguale: dipinto nelle prima pagine come un uomo intelligentissimo e sempre alla ricerca di conoscenza, di colpo tutto il suo mondo gira intorno a Esmeralda e tutti i suoi studi alchemici vengono tralasciati come se mai fossero esistiti, rendendo il personaggio piatto e incolore. Quasimodo, l'unico che dimostra di avere un cuore da qualche parte, è anch'esso un personaggio quasi abbozzato, di cui il lettore fa fatica a seguire una parabola che vorrebbe essere ascendente ma che rivela fin troppo poco del deforme protagonista. È come se l'autore, man mano che l'opera prendeva forma sotto la sua penna, si fosse liberato di tutta la caratterizzazione dei personaggi costruita nelle prime pagine, facendoli sembrare dei burattini in legno assoggettati alla sua trama.

    "Notre-Dame de Paris" è un'opera contraddistinta da delle ottime idee raccontate in maniera inadeguata, quasi ancora in fase abbozzata. Il fascino della Parigi di Hugo è altissimo, così come l'idea di porre questa enorme cattedrale come un metaforico occhio sulle vicende del periodo, ma l'inesperienza di un autore ancora giovane l'ha trasformata in un romanzo leggibile, ma che non sorprenderà chi di suo ha già letto altro. Leggibile anche perché, ad eccezione di alcuni capitoli, il romanzo scorre facilmente e invoglia alla lettura, cosa che con Hugo succede costantemente. Sono quattro stelle, con l'indicazione che chi ancora non ha letto "I miserabili" può partire da Quasimodo e farsi poi sorprendere dalle opere mature di Hugo, mentre chi invece avesse già letto le vicende di Jean Valjean non dovrà affrontare questo "Notre-Dame..." con la speranza di ritrovarci le stesse sensazioni: ne rimarrebbe deluso almeno quanto il sottoscritto.

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  • 4

    Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
    Ho appena finito di leggere questo romanzo... Ho il cuore spezzato. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo modo di ...continue

    Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
    Ho appena finito di leggere questo romanzo... Ho il cuore spezzato. Non avevo mai letto nulla di questo autore e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo modo di scrivere. Pur usando molti aggettivi e paragoni per descrivere situazioni e personaggi, l ho trovato abbastanza scorrevole. Dico abbastanza perché nella prima parte con tutti i nomi si persone e luoghi ho avuto qualche momento di confusione, andando avanti invece la nebbia si é dissipata. La storia é molto coinvolgente e ho trovato alcuni personaggi per cui ho davvero fatto il tifo e altri ( soprattutto uno) che avrei volentieri strozzato con le mie mani. In questo romanzo ho trovato anche temi attuali come per esempio la paura per il "diverso" che spesso porta le persone a fare cose stupide, il poco rispetto per la figura della donna che viene vista come oggetto e non come persona, ho trovato conferma che l abito non fa il monaco ( per chi lo ha letto capirà di certo la battuta). Insomma scritto parecchio tempo fa ma davvero attuale. Per chi ama Parigi e per chi vuole immergersi in un' atmosfera semi fatata.

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  • 0

    My Personal Italian Book Challenge : un classico che avresti dovuto leggere alle superiori
    Ogni tanto un classico ci vuole.
    40 giorni per leggerlo, una quaresima!

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  • 5

    Preso in mano quasi di malavoglia in assenza di altro, da anni in attesa sugli scaffali impolverandosi, lo credevo un lungo e noioso feuilleton ottocentesco, verboso e pregno di romanticismo da poco ...continue

    Preso in mano quasi di malavoglia in assenza di altro, da anni in attesa sugli scaffali impolverandosi, lo credevo un lungo e noioso feuilleton ottocentesco, verboso e pregno di romanticismo da poco.

    Dio mio se mi sbagliavo...

    Banalmente un capolavoro, senza molto da dire e commentare. Meraviglioso l'intreccio, ricco di colpi di scena; stupendamente caratterizzati i personaggi, soprattutto per quel che riguarda i loro lati negativi che li fanno apparire miserevoli attori nel complesso gioco che è la commedia umana; superbo l'inquadramento storico della Parigi di fine Quattrocento e le digressioni, giustamente celebri, sulla sua architettura: particolarmente riuscito l'elogio del gotico che fa Hugo (in grande anticipo sui tempi, dato che l'epoca in cui scrive è quella del Neoclassico e dell'accademismo più banale, in nettissimo contrasto con la verticalità e l'esuberanza del gotico).

    Sui protagonisti del romanzo, si stagliano principalmente le figure di Quasimodo, il gobbo deforme che è con Esmeralda l'unica anima candida della storia, e di Claude Frollo, suo padrino e arcidiacono di Notre Dame e che, lungi dall'essere un banale malvagio senza sfaccettature, è di gran lunga la personalità più complessa, viva, reale, umana (intendendo con umana non un sinonimo di caritatevole - come erroneamente spesso noi usiamo darle - ma semplicemente descrivendo con essa la natura dei percorsi contorti, sublimi e terribili insieme, che la mente del prete fa nel corso della storia, che è poi ciò che di grandioso e di terribile c'è nell'uomo - gli aneliti di sapere, gli slanci di amore fraterno, i rantoli disperati dell'innamoramento, i tarli della gelosia e del rifiuto, i piani estremi e amorali di vendetta).

    In Frollo, insomma, ci sono tutte le contrastanti sfaccettature dell'uomo, spesso violente e incontrollabili; all'opposto, ci sono Quasimodo e Esmeralda, che per motivi diversi rappresentano ciò che c'è di buono e compassionevole nell'animo umano: l'uno buono perché orrendo a vedersi, solo per necessità rimasto lontano dalla bassezza del resto degli uomini; l'altra buona perché innocente, pura, ingenua, agnello fra i lupi. In mezzo, mezze figure superbamente tratteggiate da Hugo, che rappresentano tutti noi esseri mediocri: Phoebus, il nobile egoista e donnaiolo di cui Esmeralda si innamora; Gringoire, il poeta vigliacco, incostante e sarcastico che apre la storia; Jean, il fratello scapestrato e inconcludente dell'arcidiacono. E poi tutto il codazzo di giudici, boia, togati, cortigiani e re che gestivano malamente le cose di quei tempi e a cui Hugo, figlio e padre delle due Rivoluzioni (quella del 1789 e quella del 1830), farà preconizzare la prossima fine dei loro privilegi e la riscossa del popolo.

    Ribadisco: trattasi di un vero capolavoro, in tutto e per tutto. Mi rimane la perplessità che una tale grandiosità sia da molti conosciuta attraverso un cartone animato che ne ha totalmente stravolto trama, contenuti e messaggio. Purtroppo la gente non legge e si accontenta dei buoni sentimenti di un film a lieto fine per bambini.

    Già, il lieto fine. Qui non c'è, per niente: ma la conclusione è una delle più commoventi e struggenti che abbia mai letto e, credo - pur avendo sfogliato solo una miserevole parte di quell'immensa biblioteca che è la letteratura mondiale - alcune delle pagine più grandi che siano mai state scritte.

    Chapeau, monsieur Hugo.

    said on 

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