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飢餓遊戲三部曲

三冊套書

By

Publisher: 大塊文化出版股份有限公司

4.2
(336)

Language:繁體中文 | Number of Pages: 1264 | Format: Boxset | In other languages: (other languages) English , Swedish , Spanish , Russian , German , Czech , Italian

Isbn-10: 0991220013 | Isbn-13: 9780991220014 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 鄧嘉宛

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
我名叫凱妮絲。
為什麼我還沒死?
我應該要死的。

《飢餓遊戲》三部曲的內容介紹

那是未來的世界:施惠國,一個獨裁的都城統治十二個貧窮的行政區。每年,各區被迫推出一男一女的青少年,投入至死方休,只能有一人存活的競技遊戲。這是統治者娛樂都城市民、警告各區人民的節目,因此被當作電視實境秀播放,全國人必看。生死搏鬥、戰爭、政治、娛樂遂無從區別。

取代妹妹投入飢餓遊戲,準備赴死的凱妮絲,是改變遊戲的關鍵人物。她在遊戲中的叛逆行徑,激怒了都城,激勵了各區。據信早已消滅,潛藏七十餘年的第十三區浮上檯面,反抗軍的革命戰爭終於發動。但遊戲中真假莫辨的困擾,益發嚴重。凱妮絲總是面臨困難的抉擇。她對兩位深愛著她的男生,也始終無法釐清自己的感情。

電視實境秀、電視訪談,乃至於電視新聞,是「飢餓遊戲」系列裡的特殊「道具」。小說中的真實世界化為電視節目,而電視節目也成為真實事件的一部份和重要推動力量。革命前,電視系統完全在都城的掌控下。戰爭一旦爆發,反抗軍也利用電視號召各區人民,並與都城互相展開宣傳和心理戰。有些書評指出,作者把電視的未來可能發展推到極至,透露了她對某些現象的嘲諷和嚴厲批判。

在第一次參加飢餓遊戲,接受電視訪談之前,凱妮絲的導師黑密契苦思如何塑造她的形象,不知道該拿她怎麼辦,十分惱怒。最後,凱妮絲潛入都城,冒險藏匿她的虎娘子笑著告訴她:「沒有人知道該拿妳怎麼辦。」凡是想把凱妮絲當作一枚棋子利用的人,都將面臨這個困境。其實,愛上她的兩個男生也遭遇同樣的難題。

《飢餓遊戲》三部曲的驚人記錄

「飢餓遊戲」三部曲是2008年以來最令人驚奇的系列小說。每一部都登上紐約時報、美國今日報、華爾街日報、出版人週刊等全美暢銷書排行榜第一名,而且始終維持熱銷,佳評如潮,獲獎無數,猶不足以說明它的震撼力量。

2008年9月,平地一聲雷,首部曲《飢餓遊戲》出版,驚悚大師史蒂芬.金和《暮光之城》作者史蒂芬妮.梅爾都承認,他們無法停止閱讀。

2009年9月,第二部曲《星火燎原》出版,12月初獲「時代」雜誌選為年度十大小說之一,與《狼廳》等並列,其實也是對首部曲遲到的致意,對整個三部曲提早奉上的獻禮。

2010年5月,因為這個尚未出版完整的系列小說,作者蘇珊.柯林斯獲「時代」雜誌選為年度「百大影響力人物」。只是,她的官方網站沒有提這件事。

2010年8月初,美國專欄作家潘蜜拉.保羅(Pamela Paul)在紐約時報撰文承認,她三十好幾了,第三個孩子剛出世時,她還躺在醫院休養,卻急不可待地猛啃《飢餓遊戲》,根本沒注意兒子有沒有吃飽睡好。她只想知道,叛亂何時會發生,主角凱妮絲會選擇哪個追求者。她說,她不在乎別人怎麼看,而且她這種狀況不是個案。

撰寫那篇文章時,終曲《自由幻夢》尚未出版,潘蜜拉說,她和她參加的讀書會其他成員都急於知道凱妮絲將會遭遇怎樣的命運,都城何時會垮台,作者要如何超越前兩部曲的成就。這個讀書會的成員包括作家、書評家、出版社編輯和經理人、律師、歷史學家、版權經紀人等,都是一時俊彥。由於成員太多,分作三個小組。小說家兼書評家列夫.葛羅斯曼(Lev Grossman)說,不久前他們那個小組曾兩度討論「飢餓遊戲」,是「歷來討論最熱烈,激辯最大聲」的聚會。嗯,這些飽學之士爭辯的問題包括:凱妮絲是不是女性主義英雄?是不是國家機器的工具?這部作品是一般的羅曼史,抑或顛覆這個文類的小說?列夫說:「每個人都有話要說。」當時終曲尚未問世,但已經是亞馬遜網路書店的銷售排行第一名。

2010年8月24日,終曲《自由幻夢》美國版上市,各大書店門口,讀者從前一晚就大排長龍,急於第一時間拿到書。美國今日報指出:「這是繼『哈利波特』和『暮光之城』之後,第一次有一部小說這麼受眾人期待,無數年輕(以及成年)的讀者徹夜排隊等待。」一向低調的作者,午夜選擇在紐約市曼哈頓的「奇妙書屋」(Books of Wonder)露面,陪伴讀者。美聯社的報導說,擠在門口排隊的書迷,包括十五歲的女演員印蒂雅.昆布斯(India Coombs)。她遠迢迢從賓州艾倫城來,只為了見蘇珊一面,親口告訴她,她是飾演「飢餓遊戲」電影女主角的理想人選。

在接受亞馬遜網路書店專訪時,蘇珊表示,雖然不是每個細節一開始都已構思妥當,三部曲漫長的寫作過程始終維持當初的基本架構:從類似古羅馬格鬥競技的飢餓遊戲,到革命,到戰爭,乃至於最後的結局。

書評和讀者反應一再指出,「飢餓遊戲」的吸引力跨越年齡層。美國出版者Scholastic Press說,臉書上的書迷,成年人和青少年各佔一半。書評家Lizzie Skurnick在「時代」雜誌上讚揚作者身手撟捷一如凱妮絲,「短短幾個章節的篇幅,就輕易跨越驚悚、浪漫與奇幻的文類,若無其事地創造了一部威力十足的創新作品」。這套三部曲抗拒歸類,一如凱妮絲,觸動人心,發人深省,但任誰都拿她/它沒轍。凱妮絲在計畫之外,「飢餓遊戲」的結局不在預期之中。

「飢餓遊戲」三部曲售出26種語言版權,在38個國家發行。迄2010年11月,光美國版,前二部曲印量已超過兩百九十萬冊,第三部曲初版印量一百六十萬冊,包括稍後加印的四十萬冊。從首部曲問世以來,連續在紐約時報暢銷排行榜上已一百多週。

「飢餓遊戲」電影正在籌備中,由蓋瑞.羅斯(Gary Ross)執導,蘇珊親自編劇,比利.雷(Billy Ray)修稿, Color Force公司製作,Liongate Entertainment全球發行。爭取擔綱演出凱妮絲的眾多年輕女演員,除了上面提到的印蒂雅,還有琳西.馮塞卡(Lyndsy Fonseca)、卡雅.斯考達裡奧(Kaya Scodelario)、克蘿伊.摩蕾茲(Chloë Moretz)、瑪萊斯.裘(Malese Jow)、裘黛兒.佛蘭(Jodelle Ferland)等人。只不知你看到這篇介紹「飢餓遊戲」的文字時,會不會主要演員人選碰巧已經定案。

順便一提--在被問到如果被迫參與飢餓遊戲,她最擅長的技能是什麼時,蘇珊答稱:「躲起來。」

■作者簡介

蘇珊.柯林斯(Suzanne Collins)
暢銷系列小說「地底紀事」(Underland Chronicles)初試啼聲即備受讚譽。「飢餓遊戲」系列更成為2008年以來最受肯定的三部曲小說。每一部都登上各大暢銷書排行榜榜首,作者更因這個系列作品獲選《時代》雜誌2010最具影響力的人物。目前與家人住在美國康乃迪克州。
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  • 4

    Tre recensioni per tre libri...

    Libro I
    Lo avevo tralasciato, quasi a non volerlo leggere, dopo l’uscita dei film, anche se non hanno ancora terminato la storia cinematografica. Ma poi l’ho visto occhieggiarmi dalla libreria e l’ho ...continue

    Libro I
    Lo avevo tralasciato, quasi a non volerlo leggere, dopo l’uscita dei film, anche se non hanno ancora terminato la storia cinematografica. Ma poi l’ho visto occhieggiarmi dalla libreria e l’ho letto (tutti e tre i libri, visto che avevo la versione flipback) tutto d’un fiato. Però le recensioni le dividerò per i tre libri, visto che sarebbe troppo lungo farne una unica, e si potrebbe cadere nel mero riassunto della storia. La trama penso che a grandi linee la conosciate un po’ tutti, ma comunque un riassunto non fa mai male, anche per chi ancora non lo ha letto. Il romanzo è ambientato a Panem, una sorta di Stati Uniti post-apocalittici in formato ridotto. Il potere è accentrato nella capitale, e il resto del territorio è suddiviso in 12 Distretti, ognuno con caratteristiche particolari. A seguito di una rivolta fallita, tutti i distretti sono costretti ad inviare, ogni anno, un ragazzo e una ragazza a partecipare agli Hunger Games, un reality show, in cui 24 ragazzi chiamati “tributi” si affrontano in una particolare arena, finché non resta un unico sopravvissuto. Il racconto si rifà al mito del Minotauro. Minosse, Re di Creta, pretendeva ogni anni 7 fanciulli e sette fanciulle dalla città sottomessa di Atene, per darli in pasto al Minotauro. Gli Hunger Games si rifanno ai giochi circensi dei gladiatori. Katniss Everdeen, la nostra protagonista, ha sedici anni e vive nel Distretto 12, uno dei più poveri, e si ritrova ad offrirsi volontaria al posto della sua sorellina dodicenne, Prim, sorteggiata come tributo. L’altro tributo che viene scelto, è Peeta Mallark, l’incarnazione del bravo ragazzo. Katniss e Peeta vengono spediti nella capitale, viaggiando tra lussi mai visti, ma con l’animo distrutto, si dovranno uccidere tra di loro, ma soprattutto riusciranno a sopravvivere? In questo romanzo, che dovrebbe essere un New Adult, vista l’età dei protagonisti, è la brutalità della storia che sciocca il lettore, ma più che altro è la reazione che hanno i personaggi di contorno ad un programma dove si vedono morire altre persone in diretta. Gli Hunger Games, infatti, sono per gli abitanti di Capitol City un gioco, una festa spettacolare, in cui autori e produttori fanno a gara per creare rivalità tra i partecipanti e anche love story, come quella fasulla che si ritroveranno incollata addosso i nostri eroi. Stimolano i partecipanti all’azione, ad uccidere, e questo viene premiato con l’aiuto da parte di vari sponsor. Quello che sconcerta è anche la passività di tutti i partecipanti al “macabro rito”, perché è come se avessero un destino segnato e non si possa fare altrimenti. Gli Hunger Games, sono nel loro DNA, e per questo accettati. Ogni romanzo è figlio del proprio tempo, e il modo in cui Hunger Games pone l’accento sulla strumentalizzazione della violenza e della sofferenza realizzata dalla società per mero intrattenimento, è in un certo senso, un elemento innovativo. Diciamo che il romanzo è suddiviso nella prima parte nella critica della società in cui sono costretti a vivere i nostri protagonisti, e nelle altre due parti, dove tutto è un concentrato di azione e suspense che si legge tutta d’un fiato. Non manca, come già detto, la love story. Anche se all’inizio costruita a tavolino, avrà i suoi sviluppi, perché è impossibile per la nostra eroina dal cuore tenero, non accorgersi del ragazzo dagli occhi azzurri che è al suo fianco. Non è una storia perfetta. Ma in generale è ben scritta e la trama è ben congeniata. C’è un buon senso del ritmo e una buona gestione dei tempi narrativi. I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto quelli di Katniss, di Peeta e di Haymitch. Katniss non è proprio un personaggio positivo, perché spesso è indisponente, contraria ad ogni forma di regola, egoista e disposta comunque ad uccidere a sangue freddo. Hunger Games è un buon romanzo d’avventura con un sottotesto non banale e che guarda con occhio critico alla società contemporanea. E’ angosciante e spietato, ma anche dolce e quasi commovente. Voto: 7/8
    Libro II
    “La Ragazza di Fuoco” riprende dove il filo narrativo del primo volume Hunger Games. Peeta e Katniss sono tornati a casa dove li dovrebbe aspettare una vita finalmente tranquilla, da vincitori degli Hunger Games. Ma Capitol City e il suo presidente Snow, si sono veramente infuriati per il modo in cui Katniss ha forzato loro la mano. Durante quello che dovrebbe essere il Tour della Vittoria, Katniss deve dimostrare che tutta la storia dei due innamorati è vera, e dovrà essere molto convincente. Il presidente Snow le fa sapere che tiene la sua famiglia e Gale sotto costante minaccia. Lei deve diventare veramente l’innamorata di Peeta, e deve far sembrare che quello è accaduto nell’arena è stato per amore di Peeta! Quindi Katniss si ritrova di nuovo nell’angoscia di dover salvare la sua famiglia, in un modo o in un altro per lei gli Hunger Games non avranno mai fine. I suoi comportamenti, quelli avuti nell’arena con Rue e con Peeta, hanno destabilizzato Panem e alcuni dei distretti stanno iniziando a ribellarsi al controllo di Capitol City, quindi, secondo a come andrà il Tour della Vittoria, il presidente Snow l’avrà nelle sue mani. Ciò che attende Katniss e Peeta, all’insaputa di quest’ultimo, è ancora più spaventoso dei giochi stessi. Nuove sfide che nessuno vorrebbe accettare, minacce che mettono in pericolo qualsiasi forma di sicurezza i due abbiano mai avuto, un popolo che guarda a loro come due possibili leader contro il sistema, un primo vagito di rivoluzione che infiamma gli animi della gente allo stremo, una guerra all’orizzonte che non fa altro che riaprire per i nostri eroi le porte dell’Arena, in quella che dovrebbe essere l’edizione della Memoria che si tiene ogni venticinque anni, sotto lo scrupoloso controllo del presidente Snow, che vuole Katniss, la Ghiandaia Imitatrice, fuori dai giochi a tutti i costi. Per quanto asciutta e sferzante, la narrazione della Collins riesce a penetrarti dentro, regalando un crescendo di emozioni. La trama si arricchisce e si complica, i personaggi crescono nell’arco del racconto. Cresce Katniss, l’eroina che a stento si capacita delle responsabilità che ha acquisito con il gesto compiuto involontariamente; cresce Peeta, il ragazzo con un cuore grande, che farebbe di tutto per salvare katniss, anche se sa che il sentimento che lei prova per lui non è vero, ma solo una finzione. Questo cambiamento si nota fin dalle prime pagine. Gli Hunger Games hanno fatto cambiare molto Katniss. Se all’inizio è solo una ragazza spaventata che reagisce per sopravvivere, nel corso del libro diventa una combattente che decide di sacrificarsi per la causa. La trasformazione di Peeta è invece più disarmante. La sua determinazione a salvare Katniss, la sua devozione per lei e il destino a lui avverso, sono le cose che colpiscono di più. Per quanto Gale sia bello e combattivo e Finnick affascinante, è Peeta il vero uomo di questa serie. Un eroe senza gloria, ma con molto onore. Anche i co-protagonisti, in questo libro, molto più che nel precedente, fanno sentire le loro voci e ci mostrano le loro emozioni. Uno fra tutti è Haymitch, uno dei personaggi che ho amato di più. Si capisce il perché del suo obnubilarsi la coscienza con il bere, fino allo sfinirsi. Lui è uno dei personaggi più complessi della storia, che nel primo libro è stato un po’ un’ombra, ma che in questo romanzo si mostra completamente. Ci fa capire quali sono i fantasmi che tormentano la sua anima, il modo in cui si deprime per i suoi sensi di colpa, rendendolo più umano agli occhi dei lettori. Molto vive e concrete sono le descrizioni che la Collins fa del suo stile di vita nel degrado più completo e ci fa capire il suo comportamento quando si scopre l’uomo dietro la facciata. Un altro dei co-protagonisti molto forte per presenza e carattere è Finnick Odair, che oltre ad essere bellissimo e sfacciato, colpirà i lettori con le sue confessioni e con dei segreti che sconvolgeranno. Sebbene alcune scelte della Collins possano sembrare prevedibili, non sono forzate o scontate. Sono perfette. Tutto va nell’unico verso possibile. Tutti gli ingranaggi girano per il giusto verso, per consentire il crescendo della storia e la sua esplosione. Non sono i colpi di scena a rendere il libro bello, bensì quello che causano: la crescita dei personaggi, l’evoluzione della ribellione, le svolte psicologiche di ogni scelta che i personaggi compiono, sia essi primari o secondari, e le ripercussioni che hanno sulla trama. “La Ragazza di Fuoco” non è più il romanzo di Katniss, bensì la cronaca di tutto ciò che succede intorno a lei e alle cause che le sue azioni portano. La Collins ha uno stile scorrevole, anche se in questo secondo libro la prima parte è decisamente più noiosa, con meno patos del libro precedente. Il personaggio di Katniss diventa sempre più complicato e difficile da comprendere. Il suo carattere è pieno di sfaccettature, che spesso vengono fuori in modo quasi crudo e freddo, quasi fosse un’egoista. Delle volte sembra pensare solo a se stessa e delle volte troppo agli altri. Ma katniss è Katniss, nel bene e nel male. Voto: 7
    Libro III
    In questo ultimo capitolo della saga pensavo di trovare tanta azione, tanta guerra e tanta gloria per i nostri eroi. Invece no. Dalle prime pagine si avverte il clima freddo e angosciante e una malinconia crescente, come in un’asfissiante prigione. Sì una prigione, quella che sembra a Katniss il Distretto 13, il luogo dove è stata portata dopo il “salvataggio” dall’arena dei Giochi della Memoria. Ma la “Ghiandaia Imitatrice” non è più la stessa e lo capiamo immediatamente. Le torture psicologiche, le lotte e le battaglie che ha dovuto affrontare l’hanno cambiata esteriormente, ma soprattutto psicologicamente. La prima parte del libro, un po’ come negli altri due volumi, parte un po’ lenta. E’ come sempre quella che la Collins dedica alla riflessione. Abbiamo modo di conoscere la nuova katniss. Quella impaurita, stanca e distrutta interiormente e fisicamente e la centro della narrazione ci sono i suoi pensieri. I maggiori esponenti del Distretto 13, Plutarch e la Coin, sembrano avere una doppia faccia, e si percepisce da subito qualcosa di sbagliato. Il ritmo diventa più serrato dopo la riapparizione di Peeta, che viene liberato da Capitol City, ma è profondamente provato e inesorabilmente diverso. Non c’è più il dolce ragazzo del pane, è stato spezzato. La guerra ci viene mostrata con lunghi flash che ci mostrano soprattutto i danni della stessa, che colpiscono sia i vincitori che i vinti, ma soprattutto la popolazione inerme, e mai come prima si ha uno spaccato reale della potenza che ha in Panem la televisione con la sua forza mediatica e la Collins questo lo sottolinea in modo particolare, tanto potente da muovere le file della rivolta. E se da un lato ne emerge una critica alla società attuale, dall’altro ci fa capire l’importanza che un mezzo del genere può acquistare, e come l’uso delle parole può essere uno strumento per far muovere le masse. La parte avvincente e più ricca di azione inizia con la seconda parte del libro, ed è molto più cruda e drammatica e profonda che nei due precedenti capitoli. La corsa alla vendetta di katniss riporterà il lettore nell’arena degli Hunger Games, come se non ci si fosse mai allontanati abbastanza. Ne “Il canto della rivolta” l’autrice abbandona l’ideale eroico dei primi due volumi. Mette a nudo le mostruosità che può compiere l’essere umano dipingendo un chiaroscuro di eventi e personalità. Vengono mosse coscienze e sollevate discussioni. Tutti i personaggi principali, si spostano dalle loro posizioni iniziali, Katniss più di tutti. Perde il suo smalto da eroina impavida e diventa più umana fino a raggiungere un atteggiamento egoistico. Non è più la Ragazza di Fuoco, è il fantasma di ciò che è stata nei precedenti volumi, ha perso la sua purezza d’animo e si trova davanti a giochi di potere che le fanno capire che non c’è un vero nemico, perché in ogni essere umano c’è una parte malvagia. La ultime pagine del romanzo sono da togliere il fiato, a volte disturbano e agghiacciano. L’autrice vuole allo stesso tempo dare e togliere speranza. Non c’è possibilità di cambiamento, perché come dice Plutarch a katniss, “è l’essere umano che stupido e incostante, e ha la memoria corta e un grande talento per l’autodistruzione”. La ragazza che è sopravvissuta a due edizioni dei Giochi, che ha sfidato Capitol City è ormai una giovane donna, fredda e distante. Ha lottato e ha perso. L’unico motivo per cui si era offerta volontaria, che l’aveva spinta a combattere, sua sorella Prim, è morta. In effetti era forse l’unica ad aver avuto il suo amore incondizionato. Con la sua morte, tutto il mondo di Katniss è andato in frantumi, ma contro ogni aspettativa, come la Ghiandaia Imitatrice, Katniss sopravvive, anche se il suo universo interiore è ormai spento e perso per sembra. Katniss sembra senza anima, vuota, ma c’è sempre un piccolo frammento di vitalità che Peeta, tornato al distretto 12, riesce a tirare fuori. Entrambi non sono più “Gli sfortunati amanti del Distretto 12” del primo libro, sono adulti e sono distrutti dagli orrori che hanno vissuto. Il fatto che Katniss scelga Peeta non è frutto di un vero amore, ma il risultato di un ragionamento anche egoistico se si vuole. Lei vede in Peeta l’unica speranza di sopravvivere. Il finale è freddo. Il monologo di Katniss mentre racconta dei suoi figli, ci fa capire quanto lei, sia ormai fredda e vuota. Sembra che non riesca a provare nessuna emozione nemmeno nel veder crescere i propri figli che sono nati solo per il desiderio di Peeta, non certo il suo. “Il canto della rivolta” è il finale perfetto per questa saga che non condivide la tradizione fantasy, dove il finale si chiude con un lieto fine ricco di buoni sentimenti. Al contrario la Collins non mente e nonostante la vittoria contro Capitol City, il racconto si sofferma sui dolori e sulle conseguenze che i combattenti hanno subito e che si porteranno dietro per il resto della vita. Questa è la conclusione migliore per questa saga, l’autrice si dimostra fino alla fine una narratrice in grado di sorprendere, esaltare e commuovere, spaventare e far riflettere. L’ultimo capitolo è straziante. Straziante perché vero e doloroso, ma perfetto! Voto: 8

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  • 0

    estratto dal libro..

    Guardo la mia sorellina e penso che ha ereditato le migliori qualità che la nostra famiglia aveva da offrire: le mani risanatrici di mia madre, il sangue freddo di mio padre, la mia combattività. C'è ...continue

    Guardo la mia sorellina e penso che ha ereditato le migliori qualità che la nostra famiglia aveva da offrire: le mani risanatrici di mia madre, il sangue freddo di mio padre, la mia combattività. C'è anche qualcos'altro, qualcosa che è interamente suo. La capacità di esaminare il complesso caos della vita e vedere le cose per quello che sono.

    said on 

  • 2

    Delusione totale.

    Sarò la voce fuori dal coro, quella discordante dagli altri, eppure a me questa trilogia non è piaciuta.
    Partendo dalla scrittura inespressiva della scrittrice, non adatta a mio parere a una storia in ...continue

    Sarò la voce fuori dal coro, quella discordante dagli altri, eppure a me questa trilogia non è piaciuta.
    Partendo dalla scrittura inespressiva della scrittrice, non adatta a mio parere a una storia introspettiva che è suonata tanto impersonale da lasciarmi il nulla totale nel cuore, passando ai personaggi piatti e ben poco caraterizzati e finendo con "E questa sarebbe una trilogia distopica? DAVVERO?".
    Molti sono stati i momenti deludenti, unica cosa che si salva a mio parere è la fantasia della scrittrice.

    said on 

  • 4

    Romanzo denuncia rivolto ad un pubblico giovane, ma posso confermare che hanno lo stesso effetto travolgente anche sudi un pubblico adulto. Panem la capitale futuristica, forse non troppo dato che ris ...continue

    Romanzo denuncia rivolto ad un pubblico giovane, ma posso confermare che hanno lo stesso effetto travolgente anche sudi un pubblico adulto. Panem la capitale futuristica, forse non troppo dato che rispecchia in maniera realistica la società attuale, è costruita sulla stravaganza della gente persuasa dalla prepotenza di chi è al vortice del potere, dominando per anni sui 13 distretti che costituiscono Capitol City, ognuno dei quali si differenzia per le attività utili nonché necessarie per la vita quotidiana lasciandoli esistere di fame e stenti, nasce una rivolta in cui il distretto 13 viene disintegrato dalle autorità della capitale e per ricordare la potenza di chi comanda e cercare in effetti di scoraggiare eventuali rivolte future vengono imposti gli Hunger game, giochi in cui vengono scelti due tributi per distretto un maschio e una femmina tra i 12 e i 18 anni che saranno letteralmente chiusi in arene video sorvegliate. Una volta dentro dovranno affrontare tutti gli altri concorrenti in duri scontri mortali per poter sopravvivere, solo l’ultimo rimasto in vita potrà tornare nel proprio distretto ricco e libero… Ma dopo ben 74 edizioni di Hunger game qualcosa cambia, quest’anno i tributi scelti dal 12 saranno modelli che accenderanno un fuoco di passione nel lettore, di curiosità e di insaziabilità che porta a divorare sempre più capitoli, pagine, libri.
    La narrativa è tutt’altro che lineare, direi più un intruglio di azioni non ragionate e colpi di scena singolari che l’accattivante protagonista Katniss una giovane ragazza di 16 anni, mossa dal valore della famiglia e da sentimenti nuovi come l’amore, mette in atto per affondare un sistema corrotto.
    Personalmente non avevo ancora avuto l’occasione di leggere un romanzo distopico e vi consiglio vivamente di trovare tre sere libere della vostra vita, si solo tre sere, perché sono sicura che finirete i tre libri quanto prima. Aggiungo per concludere che ognuno di noi può sentirsi ogni giorno una ghiandaia imitatrice, volendo, nei piccoli gesti anche inconsapevoli della vita quotidiana si possono abbattere dottrine di sistema apparentemente imbattibili., non dimentichiamoci che “c’è sempre una falla nel sistema” .

    said on 

  • 4

    fantascienza post apocalittica e distopica

    Serie promossa, senza dubbio e purtroppo classificata per adolescenti solo perché la protagonista lo è – o forse solo per motivi di markètting – ma la violenza che permea tutta la serie non è adatta a ...continue

    Serie promossa, senza dubbio e purtroppo classificata per adolescenti solo perché la protagonista lo è – o forse solo per motivi di markètting – ma la violenza che permea tutta la serie non è adatta ad un pubblico sensibile.

    Di che parla? Per non rivelarvi troppo della trama, scriverò solo due righe sull’ambientazione.

    In un futuro post-apocalittico (non si sa cosa sia successo: una terza guerra mondiale o un effetto serra più intenso del previsto) lo stato di Panem governa quello che è rimasto del Nord America. La capitale è Capitol City, ricca e benestante. I 13 distretti che governa sono invece lasciati in miseria e soggiogati. Una prima ribellione ha portato alla distruzione del tredicesimo distretto e all’istituzione di un gioco sanguinario. Per ricordare la superiorità della capitale, ogni anno da ogni distretto vengono sorteggiati (la mietitura) un ragazzo e una ragazza fra i 12 e i 18 anni (i tributi). Questi ragazzi vengono messi in un’arena e costretti ad uccidersi fra di loro. Vince l’ultimo che rimane vivo: sono gli Hunger Games.

    I giochi, se per molti distretti sono motivo di angoscia, per altri sono motivo di gloria: i vincitori infatti portano benessere al distretto di appartenenza. Per Capitol City, invece, è solo un grande spettacolo da seguire in TV. I tribuni vengono truccati e vestiti da professionisti con costumi di scena, ci sono interviste prima dei giochi e gloria, onore (e soldi) al vincitore dopo; tutto dà spettacolo e divertimento alla capitale.

    Ai 74esimi Hunger Games, nel dodicesimo distretto, vengono estratti Primrose Everdeen e Peeta Mellark. La sorella di Primrose, Katniss, si offre volontaria al suo posto. Katniss è un’abile cacciatrice con l’arco, spirito indomito; Peeta Mellark è segretamente innamorato di Katniss e ha l’aria da bravo ragazzo, affabile e simpatico. Questa edizione non finirà come le altre.

    La storia è tutta raccontata in prima persona da Katniss in modo semplice e diretto. La storia d’amore – che c’è sempre la storia d’amore – non è banale né lineare, e per sapere come va a finire bisogna arrivare fino alla fine. (Quindi non sbirciate l’ultimo capitolo.) Il ritmo è serrato, la tensione narrativa costante. Non ci si annoia un secondo.

    I tre romanzi non sono da considerarsi indipendenti. Vanno letti nella giusta sequenza.

    Dalla trilogia sono stati tratti cinque film, con Suzanne Collins fra gli sceneggiatori. I primi due trattano dei primi due romanzi della serie. L’ultimo è stato trattato in due film, uno già uscito il novembre scorso, il prossimo è previsto per novembre di quest’anno. Io ho visto i primi due. Se non avete letto la serie vi perderete molti dettagli, se l’avete letta potreste rimanere delusi dalle semplificazioni o dai cambiamenti introdotti. Io l’ho trovati comunque interessanti, se non altro per visualizzare come è fatta l’arena. Non capolavori, ma buon intrattenimento.

    E dopo avervi fatto 5 recensioni in una (tre romanzi e due film), se vi piace il genere, vi invito ad andare in libreria o in biblioteca.

    said on 

  • 3

    Il primo libro è molto piacevole, come del resto il film. Poi si incanala in un crescendo di violenza e battaglie che non fa per me.
    Bello il formato estremamente piccolo del volume, che racchiude le ...continue

    Il primo libro è molto piacevole, come del resto il film. Poi si incanala in un crescendo di violenza e battaglie che non fa per me.
    Bello il formato estremamente piccolo del volume, che racchiude le tre puntate in 12x8 cm scarsi. Da portare comodamente in borsetta sempre con sé. Mi piacerebbe trovare altri libri in formati così.

    said on 

  • 5

    ⊙死,都要推薦的小說⊙

    電影和原著都看了,一字不漏的。
    因為題材很特別,讓原來就處弱勢的女性角色有機會出頭,蠻好的。
    過去類似的電影都喜歡弱化女性,以為只有男性可以當英雄,殊不知女性也能在冒險犯難的過程中,改變觀眾以往的印象。
    不是只有肌肉大塊的男性角色才叫英雄?!
    這書裡給我很大的感觸時,即便家庭四分五裂,相隔兩地,一樣可以因為愛把彼此連結在一起,那是件多棒的事。
    至於政府的無能與專政,讓更多人民願意表達不滿心 ...continue

    電影和原著都看了,一字不漏的。
    因為題材很特別,讓原來就處弱勢的女性角色有機會出頭,蠻好的。
    過去類似的電影都喜歡弱化女性,以為只有男性可以當英雄,殊不知女性也能在冒險犯難的過程中,改變觀眾以往的印象。
    不是只有肌肉大塊的男性角色才叫英雄?!
    這書裡給我很大的感觸時,即便家庭四分五裂,相隔兩地,一樣可以因為愛把彼此連結在一起,那是件多棒的事。
    至於政府的無能與專政,讓更多人民願意表達不滿心聲,雖說權貴勢力龐大,但人民的力量更大, 它能帶來革命,即便流血也能改寫歷史。
    看見人性貪婪冷酷的一面,不過愛永遠立於不敗之地。
    對人的信賴與支持,才是打敗惡勢力最主要的關鍵。

    這書賣得嚇嚇叫,也捧紅的女主角,她的美可豔麗也可清純,是美國好萊塢年輕一輩的女星中少有的。
    她的個性美讓她的演藝之路更為亮眼,這也是我特別喜歡這小說和電影的原因之一。

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  • 4

    Mi è piaciuta questa trilogia, mi è piaciuto poter leggere i tre libri come fossero uno (grazie a questa specie di breviario che è il flipback), anche se a volte ho faticato a girare le sottilissime p ...continue

    Mi è piaciuta questa trilogia, mi è piaciuto poter leggere i tre libri come fossero uno (grazie a questa specie di breviario che è il flipback), anche se a volte ho faticato a girare le sottilissime pagine.
    Forse guarderò anche i tre film, ma per ora mi godo il piacevole retrogusto che questa lettura mi ha lasciato.

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  • 4

    Non il solito best seller

    Cos’è che mi ha spinto a legger questo libro? Domanda semplice, con risposta altrettanto banale. Ho comprato questo libro per un duplice motivo, innanzitutto perché volevo provare a leggere un flipbac ...continue

    Cos’è che mi ha spinto a legger questo libro? Domanda semplice, con risposta altrettanto banale. Ho comprato questo libro per un duplice motivo, innanzitutto perché volevo provare a leggere un flipback, questa nuova edizione cartacea ideata dalla Mondadori, e poi perché il New York Times esprimendo il suo giudizio sul libro ha citato grandi capolavori come “1984”, “Arancia meccanica” e il “Signore delle mosche”. Non so voi, ma io un libro con un giudizio così non lo rimetto sullo scaffale della libreria! Devo dire che riguardo al flipback non sono molto contenta, a mio avviso non è un formato agevole per la lettura, invece, riguardo al libro, devo ammettere che non è affatto male, lo testimonia il fatto che io l’abbia finito di leggere in una sola notte, cosa che non mi succede spesso. Il libro non ha pause, non ci sono tempi morti e la scrittura rapida e lineare della Collins permette di andare avanti pagina dopo pagina senza fatica. Mi sono piaciuti diversi aspetti del libro, partendo dalla stessa protagonista, un’eroina forte, cinica, calcolatrice, a tratti spietata, non si sa mai ciò che pensa realmente, solo noi conosciamo i suoi pensieri e, devo dire, l’autrice non censura nulla, nemmeno i pensieri che la rendono antipatica al pubblico. L’arena, le condizioni in cui si vive nei distretti, Capitol City, l’organizzazione generale di Panem mi ha fatto subito pensare ad un’allegoria della vita, alle disuguaglianze esistenti, accettate, ai paradossi insiti nel vivere civile. Tanti sono gli spunti di riflessione se si scava sotto la superficie del libro, ma è quasi impossibile parlarne senza anticipare qualcosa, quindi buona lettura!

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  • 3

    Confesso: di essere stata attratta dall'oggetto, questo assurdo breviario orizzontale;
    di aver pensato che leggere il breviario potesse essere un peccato veniale.
    Comunque: la valanga di pagine sottil ...continue

    Confesso: di essere stata attratta dall'oggetto, questo assurdo breviario orizzontale;
    di aver pensato che leggere il breviario potesse essere un peccato veniale.
    Comunque: la valanga di pagine sottili scorre alla velocità della luce.
    L'idea è notevole, se fosse stata sviluppata da uno scrittore notevole sarebbe stata un'avventura memorabile. E sfrondando un po', della trilogia si poteva fare un tomo unico, a beneficio di molti.

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