드라큘라(양장본)

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4.2
(12867)

Language: 한국어 | Number of Pages: 686 | Format: idBinding_ | 다른 언어로: (다른 언어) English , Spanish , German , Portuguese , Japanese , Chi traditional , French , Italian , Russian , Chi simplified , Swedish , Catalan , Finnish , Greek , Czech , Galego , Polish , Danish , Basque , Hungarian , Dutch , Indian (Hindi) , Croatian , Indonesian , Farsi , Romanian , Turkish , Thai

Isbn-10: 8932902216 | Isbn-13: 9788932902210 | Publish date: 

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Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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  • 5

    Bello.Non ti molla mai,aspetti sempre che ti capiti qualcosa.La narrazione fatta di lettere e diari rende la lettura intrigante.

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  • 5

    Se qualche settimana fa qualcuno mi avesse detto che avrei perso il sonno per leggere la storia stranota del principe delle tenebre non ci avrei mai creduto. Pensavo che trattandosi di un romanzo racc ...계속

    Se qualche settimana fa qualcuno mi avesse detto che avrei perso il sonno per leggere la storia stranota del principe delle tenebre non ci avrei mai creduto. Pensavo che trattandosi di un romanzo raccontato in forma di diario sarebbe stato una noia mortale, ma quanto mi sbagliavo... e quanto sono felice di potermi ricredere! Bello, bello, cupo e inquietante quanto avvincente ed emozionante. Stoker nel 1897 (!) ha creato un personaggio straordinario, il padre (nonno?) di tutti i numerosissimi vampiri che lo hanno seguito. Non riesco ad immaginare lo shock suscitato nei lettori dell'epoca da un personaggio del genere! Sotto le sembianze del ricco e raffinato gentiluomo si cela uno spietato assassino assetato di sangue (nel vero senso della parola!), una creatura demoniaca e crudele. Niente a che vedere con le varie trasposizioni cinematografiche, credo che nessuna sia riuscita a catturare la vera essenza del personaggio di Stoker, per non parlare della resa del professor Van Helsing!
    Resta il fatto che, indipendentemente dagli adattamenti mal riusciti, questo romanzo è indubbiamente un capolavoro. Voto: 9/10
    Se vi va passate a trovarmi su Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

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  • 3

    Da tempo aspettavo di leggerlo, l'avevo comprato e iniziato, ma poi abbandonato perchè mi annoiavo terribilmente.
    Quest'anno mi è stato riproposto dal mio professore di italiano a scuola (è un grande! ...계속

    Da tempo aspettavo di leggerlo, l'avevo comprato e iniziato, ma poi abbandonato perchè mi annoiavo terribilmente.
    Quest'anno mi è stato riproposto dal mio professore di italiano a scuola (è un grande!), che scherzosamente ha giustificato la scelta di questo libro con: "Così facciamo vedere alle altre ragazze che Twilight non è niente!"
    Quando ho ricominciato a leggerlo, come la prima volta, procedevo a rilento per la scrittura piccola che mi faceva male agli occhi e per la storia che non mi aveva ancora catturata.
    A lettura finita ho diviso il libro in 4 sezioni: la prima che parla del giovane Harker nel castello del conte, la seconda quella che riporta la corrispondenda fra Mina e Lucy, la terza che narra delle vicende della povera Lucy e infine la quarta in cui tutti i personaggi si riuniscono per combattere il male comune.
    La 1° sezione è importante perchè introduce i personaggi di Jonatan Harker e del conte, oltretutto racconta una parte significativa, ma io l'ho trovata un po' noiosa.
    Non parliamo poi della 2°!
    Leggere le lettere che si spedivano le due fanciulle mi ha fatto passare pomeriggi tremendi...
    Con la 3° parte si comincia a ragionare, vediamo i veri avvenimenti, l'azione!
    La 4° sezione è definitivamente bella e il libro si conclude con una fine commovente quasi.
    Io attribuisco il progredire della narrazzione all'entrata in scena di Van Helsing (3° parte), il mio personaggio preferito!
    Dopo il suo arrivo sembra quasi di leggere un altro libro @_@
    In poche parole, se cominciate a leggerlo e non vi soddisfa, siate pazienti e andate avanti perchè intorno a pagina 80 è tutta un'altra storia =)

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  • 5

    Il giovane avvocato Jonathan Harker si reca in Transilvania al castello del Conte Dracula per riferire del lavoro svolto per lui e inerente all’acquisto di una casa in Inghilterra.

    Il viaggio si prese ...계속

    Il giovane avvocato Jonathan Harker si reca in Transilvania al castello del Conte Dracula per riferire del lavoro svolto per lui e inerente all’acquisto di una casa in Inghilterra.

    Il viaggio si presenta alquanto misterioso; diverse persone cercano di convincere Jonathan a ritardare l’arrivo al castello, altre addirittura si fanno il segno della croce appena saputa la sua destinazione ed altri ancora gli fanno dei piccoli regali, tra cui aglio e crocifissi, contribuendo in questo modo, a rendere Jonathan piuttosto inquieto e perplesso.

    L’arrivo al castello non è meno curioso del viaggio: il Conte appare subito un uomo inusuale e la sua casa, per quanto enorme, sembra completamente disabitata. Il resoconto dei giorni trascorsi insieme al Conte viene immediatamente appuntato su un diario personale, nel quale Jonathan racconta tutte le stranezze rilevate e le crescenti inquietudini alla sua promessa sposa, Mina.

    Ben presto i sospetti di Jonathan diventano realtà: il conte non è una persona come le altre, ma è una strana creatura che vive nella cripta del castello e si nutre di sangue umano. Jonathan è sconvolto da questa verità e si ritrova al limite della follia.

    Intanto in Inghilterra Mina attende l’arrivo del suo promesso sposo, ma comincia a temere che gli sia successo qualcosa di grave. A questa inquietudine si aggiunge la preoccupazione per la sua amica, Lucy, che sembra deperire di istante in istante.

    Mentre Mina parte per raggiungere Jonathan, Lucy è affidata alle cure di due importanti medici, Seward e Van Helsing. Nonostante tutti gli sforzi dei due medici, le trasfusioni attuate e l’intuizione della verità da parte di Van Helsing, la giovane non riesce a sopravvivere.

    Ma il vecchio medico ha capito bene che Lucy è diventata un vampiro, che è entrata a far parte del regno dei Non-Morti e che non troverà pace finchè il suo corpo non verrà distrutto. Ed è così che comincia una lunga caccia al vampiro che si concluderà in Transilvania, lo stesso luogo da cui egli era andato via dentro una cassa di legno…

    Una storia intrigante al limite tra regno di vivi e regno dei morti, che non credevo mi avrebbe conquistata facilmente.

    Invece mi sono dovuta ricredere già dai primi capitoli.

    Penso che la parte migliore, quella che coinvolge pienamente e fa partecipare con le emozioni il lettore, sia la prima parte, quella in cui il protagonista assoluto è Jonathan Harker alle prese con una sconvolgente e delirante verità.

    Unica pecca è la lunghezza eccessiva della caccia al Conte. Dopo la morte di Lucy, mi pare che ci sia un calo notevole di ritmo, tutto si svolge in modo molto rallentato e, a tratti, noioso.

    Nell’insieme comunque è un ottimo libro.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    L'eterno conflitto... tra civiltà e bestialità

    E' quasi naturale che la storia di Dracula sia interpretata come esempio classico di lotta assoluta tra il bene e il male: il vampiro ha apparenza umana e il male è purtroppo umano. Ma vorrei riportar ...계속

    E' quasi naturale che la storia di Dracula sia interpretata come esempio classico di lotta assoluta tra il bene e il male: il vampiro ha apparenza umana e il male è purtroppo umano. Ma vorrei riportare lo scontro di cui parla Bram Stoker al "semplice" e più gestibile confronto tra l'umano civile e beneducato e la bestia bruta e irragionevole. Nel libro Mina chiede agli altri di non odiare il Conte, anzi di averne pietà e quando lui viene distrutto lei nota per un attimo il volto che si distende: l'anima del voivoda è libera. Van Helsing basa le strategie dei buoni sui limiti intellettuali del vampiro che in passato è stato guerriero e stratega ma ora, abitato dalla cosa non-morta sembra non riesca ad avere nuove idee ma solo a ritoccare quelle già sperimentate. Anche Renfield è civile e colto quando la presa ipnotica del vampiro si allenta e bestiale quando invece è più forte. Il vampiro è quindi un animale, un predatore che sfrutta qualcosa del corpo e della mente che ha conquistato ma che sa solo cacciare e non ha nulla di umano. Trovo questa versione del mito più logica e interessante di quelle successive che degenerano fino a Twilight.

    I personaggi giovani di Stoker sono quasi eccessivi nel loro essere civili e ancorati ai valori vittoriani. Van Helsing è un personaggio più articolato, ma non meno buono e compito. Li ho trovati tutti un po' piatti e noiosi, per questo non assegno cinque stelline a una lettura che è comunque stata una bella sorpresa: rapido e dettagliato allo stesso tempo, la struttura epistolare funziona benissimo nell'alternare le voci e i punti di vista, le donne sono rappresentate molto meglio dello standard dell'epoca...
    Il piacere di questa lettura è cresciuto anche grazie alla vecchia edizione illustrata con mirabile commento psicanalitico-sessuale da parte di Leonard Wolf che si è preso anche la briga di segnalare con ironia le imprecisioni di Stoker e di chiarire un po' di geografia.

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  • 4

    Peccato

    Approcciarmi ai libri dopo i film ha sempre rappresentato un'ulteriore scoperta, una più ricca meraviglia. Ma non questa volta. Sarà stato il genio di Coppola o un Gary Oldman straordinariamente perfe ...계속

    Approcciarmi ai libri dopo i film ha sempre rappresentato un'ulteriore scoperta, una più ricca meraviglia. Ma non questa volta. Sarà stato il genio di Coppola o un Gary Oldman straordinariamente perfetto Conte Dracula... Boh! Leggendo aspettavo, aspettavo quel fascino, il tormento della dannazione, la mostruosità di una non-vita eterna, l'amore straziante che oltrepassa ogni limite, insomma tutto quello che del film ho adorato. Invece niente! Invece leggendo ho visto Dracula evaporare come quando nel film si tramuta in nebbia. Nel libro Dracula è lo scricchiolio sinistro nell'oscurità, è l'ombra che si allunga minacciosa, è il brivido di terrore lungo la schiena, ma rimane impalpabile sullo sfondo, liquido protagonista. Ma ho ritrovato tutti gli altri personaggi immeritatamente sovradimensionati (o forse nel film immeritatamente sottodimensionati? dipende dai punti di vista) e un Van Helsing sicuramente più protagonista (ciò mi è piaciuto). Meno di 4 stelle non posso proprio: simbolo del gotico, idolo della dannazione dell'animo umano. Peccato però non aver potuto darne 5.

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  • 0

    https://ilrifugiodellircocervo.wordpress.com

    Mi sono avvicinato a questo libro quasi per caso o meglio per gioco, affascinato un po’ dalla fama dell’opera, ed è forse per la leggerezza con cui mi sono approcciato, per la mancanza di eccessive s ...계속

    Mi sono avvicinato a questo libro quasi per caso o meglio per gioco, affascinato un po’ dalla fama dell’opera, ed è forse per la leggerezza con cui mi sono approcciato, per la mancanza di eccessive speranze che il romanzo mi ha sconvolto.

    “Sconvolto” lo dico non a caso, ma con assoluta cognizione di causa: ogni pagina, ogni capitolo mi hanno dato emozioni e sorprese che mai mi sarei aspettato, al punto da sconvolgermi. Ero convinto di star per leggere una cosa (che m’illudevo già di conoscere) ed invece reggevo tra le mani tutt’altro, ben più lodevole e grandioso di ogni mia aspettativa, di ogni luogo comune.

    Il problema di fondo è forse proprio questo: il Dracula (uso il corsivo per distinguere l’opera dal personaggio) di Bram Stoker è un romanzo offuscato da una nebbia fitta di pregiudizi. “ Ah ciao, cosa leggi?” “Be’, per la verità sto leggendo Dracula” e il nostro interlocutore si farà perplesso e “Dracula?!” ripeterà attonito e interdetto, mentre alla mente gli verranno tutti i luoghi comuni del caso: [provo a elencarli con ordine]

    – Transilvania oscura, eppure l’opera, per circa l’80%, è ambientata a Londra e dintorni.
    – Succhiasangue, senza sapere che il personaggio di Dracula va ben oltre la banalità del vampiro medio. Per causa degli innumerevoli film e per gli indegni successori letterari del genere, il vampiro ha perso tutto il fascino, il mistero e la psicologia del Dracula di Stoker (l’unico vampiro!), fino a sfiorare il ridicolo e il grottesco.
    – Macabro horror, ignorando che nulla è più sbagliato per catalogare l’opera. C’è del psicologico, più che dell’orrore.
    – La solita tiritera, sottovalutando che Stoker abbia impiegato sette anni a scriverla, ponderando con arguzia ogni particolare, e che l’opera va ben oltre quello che ci aspetteremmo dall’idea che ognuno di noi, per un’esperienza od un’altra, ha del conte Dracula.

    C’è un altro problema intorno a quest’opera, oltre a quello appena esposto, e tale problema affligge e soprattutto conduce all’oblio il suo autore (il cui nome, affinché sia bene impresso nella memoria,oltre che per dargli il rispetto e l’encomio che merita, ripeterò ogni volta ne capiti occasione), Bram Stoker.

    Supponendo un altro non tanto improbabile dialogo:
    “…Bram Stoker”
    “ Momento, momento, momento: Bram chi? Chi era costui?”
    “ Bram Stoker, quello di Dracula”
    “ Aaaaah, Dracula!! E di’ Dracula!, no? È tanto più facile!”
    ( Piccola parentesi: tutto ciò non avverrebbe mai con un altro importante scrittore del genere:
    “…Edgar Allan Poe”
    “ Momento, momento, momento: Edgar chi? Chi era costui?”
    “ Edgar Allan Poe, quello di Auguste Dupin”
    “Aaaaah, Auguste Dupin!! E di’ Auguste Dupin!, no? È tanto più facile!”)

    Il fatto di quanto il primo dialogo sia possibile e al tempo stesso di quanto il secondo, identico, sia assurdo e impossibile, rende chiaro ciò ch’è successo a Stoker e al suo personaggio Dracula.

    La fama del libro, negli anni, ha corso più veloce della fama del suo autore, tant’è che, ad oggi, in questa ipotetica ed eterna gara di velocità, Dracula è infinitamente più avanti, ormai anni luce, rispetto al suo creatore, rimasto in fondo chissà dove, al punto che guardando dietro di sé, il Dracula corridore non riesce più a vedere il suo sfidante. È così che Dracula, sfuggendo al suo creatore, ha smesso di essere un personaggio di Stoker ed è diventato il personaggio di nessuno. E di conseguenza Stoker, obnubilato dalla fama della sua creatura, rimane celato in una nebbia d’oblio ed è ormai il creatore di nessuno.

    QUALCOS’ALTRO SU BRAM STOKER: Nato nel 1849, Irlandese con il look che, per via della barba, oggi non esiteremmo a definire Hipster, Stoker, se pensiamo alBram_Stoker_CLAIMA20121224_0113_14 già citato Poe, ha vissuto una vita completamente diversa, differente anche da quel che ci potremmo aspettare.
    Se Poe ha avuto una vita travagliata, colma di lutti, disperazioni, povertà e inquietudini, al contrario Stoker ha vissuto come qualunque altro rispettabile scrittore (rispettabile perché s’è sempre convinti che se uno scrittore crea un personaggio malvagio e contorto, egli stesso è malvagio e contorto): laureato in matematica, critico letterario per il The Evening Mail, amico di Conan Doyle e dell’attore Henry Irving e direttore del teatro londinese Lyceum Theatre. Vita, la sua, abbastanza comune, senza l’ombra di omicidi o crimini efferati come qualcuno ancora crede.

    MA PASSIAMO ALL’OPERA: “DRACULA”:
    Dracula rappresenta e incarna l’eterna lotta tra il bene e il male (solo il finale saprà dire quale tra le due fazioni vincerà e quindi se la visione di Stoker sia ottimista o pessimista).
    Da una parte abbiamo il conte Dracula e la sua schiera di alleati – le tre mogli e le bestie demoniache che rispondono ai suoi ordini.
    Dall’altra cinque nobiluomini (nobili d’animo, non di sangue – tranne uno) e due giovani donne: Jonathan Harker, il dottor Seward, il professor Van Helsing, Lord Arthur Holmwood, Quincey P. Morris, Mina Murray e Lucy Westenra.

    Sono questi sette personaggi gli eroi che si mettono in gioco per combattere il male. Ma non sono i classici e banali eroi delle fiabe o dei poemi epici e cavallereschi: sono eroi a modo loro, senza orgoglio né pretese di gloria; eroi non attraverso la forza, come le Chanson de geste, bensì attraverso l’arguzia della mente e la nobiltà d’animo; sono intelligenza e sagacia le loro armi, i sentimenti e i buoni intenti il combustibile che alimenta il loro coraggio. Sono personaggi caratterizzati dalla semplicità, e, si noti bene!, la semplicità non è mai banalità, bensì, in questo caso, naturalezza, veridicità.

    È a questi cinque nobiluomini, eleganti e cortesi per valori ormai perduti, e a queste due dolci donne che Stoker, facendosi da parte, lascia raccontare la storia. Sì, perché lo stile del romanzo è quello epistolare: i protagonisti scrivono il loro diario, perché consapevoli dell’unicità delle loro vicende; e oltre alle pagine dei loro diari troviamo articoli di giornale, l’analisi psichiatrica del paziente Renfield (intrigante, affascinante e di cui parlerò meglio tra poco), lettere, telegrammi e quant’altro. (Se state pensando: “Ah, no, s’è così allora non lo leggerò. Non mi piace il romanzo epistolare,” allora smettete subito di pensarlo. Io stesso, approcciandomi a quest’opera, ho pensato la stessa identica cosa, perché mal sopporto il romanzo epistolare. Ma Dracula fa eccezione, e scoprirete, leggendolo, che davvero è lo stile migliore possibile per questa storia, e capirete che scelta geniale sia stata per Stoker.)

    Questa tecnica da la possibilità di ampliare incredibilmente gli orizzonti della storia, che non verte esclusivamente sul Conte Dracula, ma narra tantissime altre vicende interessanti (che capitolo dopo capitolo si scoprirà come siano magistralmente collegate):
    – la pazzia del paziente Renfield, zoofago in cura presso il dottor Seward, il quale si nutre di uccelli a cui ha dato in pasto ragni a cui, a loro volta, ha dato in pasto un esercito di mosche catturate con lo zucchero, perché, per vivere, deve nutrirsi di vita;
    – il mistero di una goletta, che viene ritrovata dopo un naufragio priva di equipaggio e con il capitano legato al timone, morto, e, grazie al giornale di bordo postumo dello stesso capitano, si scopre come durante il viaggio, giorno dopo giorno, ad uno ad uno, svanivano misteriosamente i membri dell’equipaggio;
    – la vicenda dei bambini che scomparivano e venivano dopo giorni ritrovati tra i campi, e ciascuno diceva di essere stato da “una bella signora”;
    – l’enigmatico sonnambulismo di Lucy Westenra e la sua amicizia fraterna con Mina Murray;
    – l’oscura fuga delle bestie dallo zoo;
    Tutte queste vicende a contorno della vicenda cardine del conte Dracula.

    I PERSONAGGI FEMMINILI: i personaggi femminili sono nettamente inferiori in numero rispetto a quelli maschili, ma la loro importanza è fondamentale. Alle due donne, Lucy e Mina, Stoker attribuisce sagacia e genialità in contrasto con i valori dell’epoca, al punto che sono esse a muovere le vicende dei personaggi maschili più di quanto siano costretti a fare per causa del Conte Dracula, finanche a divenire, in molte parti del libro, grazie alla loro intelligenza, vere deus ex machina.

    A volte, nei confronti delle donne, Stoker preannuncia già, profeticamente, la rivoluzione emancipatrice che avranno solo nei decenni a venire. Faccio solo un esempio:
    Capitolo 8. “Ritengo che la donna moderna del futuro non sarà disposta ad aspettare una proposta, preferirà farla lei stessa. Se la caverà bene, ne sono sicura.” Tutto questo in un libro pubblicato nel 1897!
    Che visionario, Stoker!

    CONCLUDO: Sono orgoglioso di dire che questo romanzo, a cui, ripeto, mi sono approcciato per gioco e senza aspettative, sia stato tra quelli –pochi!- che mi ha entusiasmato ed emozionato di più, al punto che terminando l’ultima pagina, i peli mi si rizzavano. Ecco, aggiungo questo tra i numerosi meriti di Stoker: è capace di emozionare senza alcun parossismo di sentimentalismo. Si viene coinvolti nei drammi di questi personaggi, che man mano diventano amici nostri e nei quali nutriamo profonda stima e ammirazione, come travolti da una tempesta, e si provano quasi le stesse emozioni, gli stessi timori che provano loro. E ripeto, senza alcun sentimentalismo o parossistici sensazionalismi. È un romanzo che sono certo mi resterà dentro per tantissimo tempo, e difficilmente mi scrollerò di dosso quello che ho vissuto leggendolo.

    Mi si conceda, allora, un ultimo elogio di Bram Stoker, fin troppo bistrattato e sottovalutato dalla critica, altrettanto troppo obliato dai lettori: se proverbialmente è vero che si debba dare a Cesare quel che gli appartiene, allora sia diano a Stoker i meriti sacrosanti che gli sono dovuti: prima ancora del merito d’aver creato Dracula, quello più importante d’essere stato un grandissimo ed eccellente scrittore.

    https://ilrifugiodellircocervo.wordpress.com/2015/08/19/quello-che-non-sapevo-sul-conte-dracula/

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  • 5

    Dracula, storia di un incompreso

    Classico della letteratura gotica, Dracula ha avuto la capacità di fissare nell’immaginario collettivo la figura del vampiro, rilanciata tempo prima da Polidori. Dracula è un romanzo epistolare, quind ...계속

    Classico della letteratura gotica, Dracula ha avuto la capacità di fissare nell’immaginario collettivo la figura del vampiro, rilanciata tempo prima da Polidori. Dracula è un romanzo epistolare, quindi abbiamo la possibilità di vedere la vicenda da vari punti di vista. Il primo a parlare è Jonathan Harker, giovane avvocato, figlio dell’epoca moderna, incapace, inizialmente, di concepire l’esistenza di un mostro come Dracula. Poi abbiamo gli altri personaggi: Mina, la sua fidanzata, che lo attende, innamorata e preoccupata, Lucy, la bella amica di Mina, corteggiata da tutti, destinata a un finale tragico, Jack Seward, medico che dirige un manicomio, primo ad accorgersi che qualcosa non va, Van Helsing, anziano medico che sa dell’esistenza dei vampiri. Non conosciamo però il punto di vista di Dracula, un grande assente, a parer mio, e così siamo costretti a ricavare i suoi pensieri dalle sue azioni. A me è parso, tutto sommato, un essere solo, costretto a vivere avvolto nelle tenebre, nell’anonimato. Indimenticabile come inizialmente accoglie Jonathan, s’impegna perché si senta bene al castello, ma alla fin fine la sua natura diventa impossibile da sconfiggere. Cattivo memorabile, rappresenterebbe la tentazione sessuale in epoca vittoriana, periodo in cui ogni genere di riferimento alla sessualità era bandito. Dracula seduce prima Lucy e poi Mina, si prende la colpa del loro desiderio, diventa capro espiatorio perfetto e come ogni capro espiatorio deve essere sacrificato, in questo caso alla morale, perché non è accettabile che una signorina per bene si lasci andare a certi atteggiamenti di propria spontanea volontà. Anche le tre vampire che vivono con Dracula, chi siano non ci viene detto ma noi possiamo ipotizzare che siano donne perdute, precedentemente sedotte e trasformate dal vampiro, sono seduttrici, seducono Jonathan ed è solo l’interveneto del conte che lo salva (senza contare, aggiungo una mia opinione, che in realtà il giovane avvocato era stato messo in guardia dal non visitare il castello di notte, quindi tutto innocente non era!). Anche Lucy dopo la trasformazione cambia, vaga di notte alla ricerca di sangue. Il finale è la chiara vittoria del Bene sul Male, della Scienza sulla Superstizione, se solo poco tempo prima il vampiro di Polidori continuava a vivere tranquillo dopo aver distrutto la vita del protagonista, a fine Ottocento questo non è più possibile e Dracula, essere appartenente al passato e alle leggende, è costretto a chinare il capo davanti al mondo in via di cambiamento.

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    Ho trovato questo libro molto interessante e devo dire che mi è piaciuto non poco, la forma letterale del diario l'ho trovata una scelta ottima che mette in luce gli aspetti psicologici di ogni person ...계속

    Ho trovato questo libro molto interessante e devo dire che mi è piaciuto non poco, la forma letterale del diario l'ho trovata una scelta ottima che mette in luce gli aspetti psicologici di ogni personaggio, così da caratterizzarli bene e non renderli superficiali!
    Se devo essere sincero, non ho percepito troppa suspense, seppure il personaggio principale, il conte, presenzia poco nel libro e quindi si crea una sorta di mistero attorno alla sua figura, a me questo non ha dato l'effetto che mi immaginavo!
    Ho trovato invece assai più interessante i rapporti sociali tra i vari personaggi, il modo rispettoso che hanno di rivolgersi, la tutela l'uno verso l'altro/a, l'amicizia e l'amore, in modo non superficiale, certo ormai sembrerebbe preistoria se osserviamo il nostro modo di interloquire o comportarsi, però devo ammettere che mi ha colpito non poco!

    Non di meno sono rimasto colpito da tutte quelle metafore che si possono ricavare da questa lettura, l'eterna lotta tra bene e male, il tema del sesso, sempre presente e tutta la metafora che ci gira attorno etc etc.
    Se uno si aspetta un libro sui vampiri, pieno di azione e spargimento di sangue, sappiate che non è così, anzi è proprio tutt'altro e potreste rimanere delusi!

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