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I Capture the Castle

By Dodie Smith

(43)

| Paperback | 9780312316167

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Book Description

Seventeen-year-old Cassandra Mortmain wants to become a writer. Trouble is, she's the daughter of a once-famous author with a severe case of writer's block. Her family--beautiful sister Rose, brooding father James, ethereal stepmother Topaz--is barel Continue

Seventeen-year-old Cassandra Mortmain wants to become a writer. Trouble is, she's the daughter of a once-famous author with a severe case of writer's block. Her family--beautiful sister Rose, brooding father James, ethereal stepmother Topaz--is barely scraping by in a crumbling English castle they leased when times were good. Now there's very little furniture, hardly any food, and just a few pages of notebook paper left to write on. Bravely making the best of things, Cassandra gets hold of a journal and begins her literary apprenticeship by refusing to face the facts. She writes, "I have just remarked to Rose that our situation is really rather romantic, two girls in this strange and lonely house. She replied that she saw nothing romantic about being shut up in a crumbling ruin surrounded by a sea of mud."

Rose longs for suitors and new tea dresses while Cassandra scorns romance: "I know all about the facts of life. And I don't think much of them." But romantic isolation comes to an end both for the family and for Cassandra's heart when the wealthy, adventurous Cotton family takes over the nearby estate. Cassandra is a witty, pensive, observant heroine, just the right voice for chronicling the perilous cusp of adulthood. Some people have compared I Capture the Castle to the novels of Jane Austen, and it's just as well-plotted and witty. But the Mortmains are more bohemian--as much like the Addams Family as like any of Austen's characters. Dodie Smith, author of 101 Dalmations, wrote this novel in 1948. And though the story is set in the 1930s, it still feels fresh, and well deserves its reputation as a modern classic. --Maria Dolan

30 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Inconcludente, freddo e prolisso

    La sensazione è che questo libro duri un'eternità, non tanto perché sia noioso o difficile, ma perché il numero di pagine è enormemente sproporzionato rispetto alla quantità e qualità degli eventi. Tutto è un'occasione sprecata, dalle innumerevoli so ...(continue)

    La sensazione è che questo libro duri un'eternità, non tanto perché sia noioso o difficile, ma perché il numero di pagine è enormemente sproporzionato rispetto alla quantità e qualità degli eventi. Tutto è un'occasione sprecata, dalle innumerevoli sottotrame tutte incompiute alla protagonista, che all'inizio sembra la solita ragazza intelligente del romanzo inglese classico, una che vuole vivere di avventure. Poi ti rendi conto che vuole fare la scrittrice, ma nomina tipo due libri in tutta la storia, non dice granché sullo scrivere o sui suoi piani per il futuro (non avendone...), e la cosa di gran lunga più importante è "trovare un marito ricco dalle nebulose tendenze intellettuali". Mentre l'unico personaggio che mostra applicazione costante in attività artistiche o intellettuali viene bidonato perché non abbastanza fuffos-EHM-affascinante. Bello il ritratto del padre creativo bloccato e inconcludente, ma non si vede il bisogno di trascinarlo per tutta la durata del libro. E poi pippe moderniste sulla letteratura, descrizioni infinite e alquanto tediose della campagna inglese e del castello, la psicoanalisi, persone che si amano ma non troppo. Avrei sopportato di buon grado se ci fosse stato almeno un finale che... finisca qualcosa. Ma così non è, quindi alla fine del libro è rimasto solo l'eco dei miei poderosi sbadigli.

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    Summerhill87 - Resonarefibris su Goodreads said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che peccato! Mi aspettavo moltissimo da questo libro, visto i voti alti qui su anobii e invece... Ho fatto una fatica pazzesca a finirlo e mi è sembrato un po' insipido, senza quell'English humor che mi aspettavo di trovare. Dopo 500 pagine di lettur ...(continue)

    Che peccato! Mi aspettavo moltissimo da questo libro, visto i voti alti qui su anobii e invece... Ho fatto una fatica pazzesca a finirlo e mi è sembrato un po' insipido, senza quell'English humor che mi aspettavo di trovare. Dopo 500 pagine di lettura, mi è rimasto poco e niente.

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    Lightblue said on Apr 18, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ho un libro nel cuore

    «This book has one of the most charismatic narrators I've ever met.» -
    J.K. Rowling

    Era tanto che questo libro mi chiamava a gran voce dallo scaffale della biblioteca - qualsiasi cosa abbia a che fare con la campagna inglese mi attrae irresi ...(continue)

    «This book has one of the most charismatic narrators I've ever met.» -
    J.K. Rowling

    Era tanto che questo libro mi chiamava a gran voce dallo scaffale della biblioteca - qualsiasi cosa abbia a che fare con la campagna inglese mi attrae irresistibilmente, non posso farci niente - ma ho sempre resistito, fino a quando non ho letto l'incipit, a quel punto sono stata sua:

    «Scrivo seduta nel lavandino della cucina. O meglio, i miei piedi sono dentro il lavandino; il resto è sullo sgocciolatoio, che ho foderato con la coperta del cane e il copriteiera. Non posso dire di stare proprio comoda, e c'è un odore deprimente di sapone fenico, ma questa è la sola parte della cucina in cui entra ancora la luce del giorno.»

    Ambientato negli anni '30, in Inghilterra, parla di una pazza, sgangherata, poverissima, romantica famiglia che vive in un magnifico castello medievale. La voce narrante, Cassandra, è la protagonista perfetta per questo glorioso romanzo - appassionata e passionale, ingenua ma disincantata - il genere di persona così piena di deliziosi difetti, tutti mostrati con meravigliosa spontaneità, da sembrare perfetta.
    Verrebbe da dire che si tratta di una storia d'amore, ma sarebbe molto riduttivo: è anche un romanzo di formazione, una saga famigliare, una deliziosa commedia, una dichiarazione d'amore per un Paese (la Smith, tra l'altro autrice de La carica dei 101, - che sicuramente leggerò ora che so di cosa è capace - inglese, ha iniziato a scrivere questo libro spinta dalla nostaglia per il suo paese, dopo essersi trasferita in America con il marito).
    Da noi pressappoco sconosciuto (e svalutato da titolo e cover troppo infantili), in Inghliterra è considerato - a ragione - un classico della letteratura femminile, spesso paragonato ai lavori della Austen.
    Sarà anche un luogo comune, ma, davvero, avrei voluto che non finisse mai.
    E poi, ha anche il miglior excipit che io abbia mai incontrato:

    «Ormai per scrivere resta solo il margine. Ti amo, ti amo, ti amo.»

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    Ghi said on Sep 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La prova provata che senza gli altri non si è niente. Senza la recensione di regina (si va bene lo so che mi piace vincere facile) mai avrei comprato un libro (caro) dal nome tanto insulso. E dopo averlo comprato mai avrei scorperto che Dodie Smith h ...(continue)

    La prova provata che senza gli altri non si è niente. Senza la recensione di regina (si va bene lo so che mi piace vincere facile) mai avrei comprato un libro (caro) dal nome tanto insulso. E dopo averlo comprato mai avrei scorperto che Dodie Smith ha scritto, udite udite, la carica dei 101 e come tale sarebbe dovuta entrare in automatico nell'Olimpo degli scrittori di fiducia di casa mia. E dopo aver letto la quarta di copertina probabilmente non mi sarei accorta della carineria del libro, della sua semplicità e della sensazione di serenità che mi ha trasmesso leggendolo. Ho messo tanti condizionali (tutti rigorosamente a caso) ma posso fieramente dire che l'ho preso, comprato, letto e goduto. God save the Queen and aNobii.

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    Elutari said on May 6, 2012 | Add your feedback

  • 15 people find this helpful

    Ho bisogno di letture demenziali

    Mi ricordo quando un ragazzo di terza liceo tornò in biblioteca poco dopo che, dietro mio consiglio, aveva preso in prestito "La fattoria degli animali" che aveva in copertina un bel maialino rosa e un cavallone ecc. - Questo è un libro da bambini ha ...(continue)

    Mi ricordo quando un ragazzo di terza liceo tornò in biblioteca poco dopo che, dietro mio consiglio, aveva preso in prestito "La fattoria degli animali" che aveva in copertina un bel maialino rosa e un cavallone ecc. - Questo è un libro da bambini ha detto la prof. Me lo cambi perchè non va bene -
    La copertina di Ho un castello nel cuore, susciterebbe, ottimisticamente, qualche smania solo fra adolescenti particolarmente immature.
    Ma è una copertina farlocca. Perchè il libro, legggggero leggggero, per carità, è però godibile e fa passare il tempo e allontana un po' i brutti pensieri anche a una sessantacinquenne ( e passa) come ahimè io sono.
    Intanto non è scritto male. Poi la trama è accattivante. Poi c'è traccia di quella ironia che specialmente vo cercando quando sono così assillata da tutte le mie Meniere, bradicardie, analisi accertamenti degli accertamenti e palle varie.

    ...Ci sono due suoi ritratti alla Tate Gallery...Indossa [solo] una magnifica collana di giada; uno è di...che la mostra nuda su un vecchio divano foderato di cavallino che, dice lei, era molto ispido. S'intitola "Composizione"; ma siccome A... l'ha dipinta ancora più pallida di quanto non sia, "Decomposizione" sarebbe il titolo più giusto...

    Protagonista una famiglia sgangherata. E siccome me ne intendo...

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    regina said on Oct 18, 2011 | 7 feedbacks

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