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The Chamber

By John Grisham

(76)

| Mass Market Paperback | 9780440220602

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Book Description

58 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Decisamente non il libro da leggere se come me vi trovate nel profondo baratro che è la crisi del lettore.

    Nonostante ciò, è un bel libro. Un libro che fa pensare.
    Il personaggio di Sam lo ho trovato incredibile. A volte sembra non dica niente di l ...(continue)

    Decisamente non il libro da leggere se come me vi trovate nel profondo baratro che è la crisi del lettore.

    Nonostante ciò, è un bel libro. Un libro che fa pensare.
    Il personaggio di Sam lo ho trovato incredibile. A volte sembra non dica niente di lui, ma alla fine ti ritrovi a conoscerlo nel profondo, quasi a capirlo ed apprezzarlo.

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    Beaa said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non uccidere

    Sam Cayhall è un condannato a morte. Ha quasi 70 anni e da 9 è rinchiuso in una cella nel Braccio della Morte. Più volte, nel corso di questi nove anni, i suoi avvocati hanno cercato di rimandare il più possibile l'esecuzione della sentenza.
    Fino al ...(continue)

    Sam Cayhall è un condannato a morte. Ha quasi 70 anni e da 9 è rinchiuso in una cella nel Braccio della Morte. Più volte, nel corso di questi nove anni, i suoi avvocati hanno cercato di rimandare il più possibile l'esecuzione della sentenza.
    Fino al momento in cui la sospensione della stessa viene revocata.
    A Sam rimarrà solo un mese di vita prima di finire nella camera a gas.
    Un giovane avvocato deciderà di farsi carico della sua difesa.
    Questo giovane avvocato si rivelerà esserne il nipote.
    E non ci sono scuse: Sam Cayhall è colpevole. Assolutamente colpevole. Ha piazzato una bomba in uno studio legale di un avvocato ebreo ammazzandone i gemellini che, per un maledetto e infame destino, si sono trovati in quello studio nel momento esatto in cui la bomba è esplosa.
    Non solo; Sam Cayhall era un membro attivo del Ku Klux Klan, ha partecipato a linciaggi e ammazzato a sangue freddo un suo dipendente nero.
    Quando ho iniziato "L'appello" ero assolutamente certa di ciò che pensavo sulla pena di morte, convinta che un libro non mi avrebbe fatto cambiare idea. Pensavo che, per certi crimini, fosse una giusta soluzione.
    Ma più andavo avanti con la lettura più mi trovavo a dispiacermi per Sam, a sperare in una grazia, ad incitare l'avvocato-nipote a trovare un'altra soluzione.
    Quello che ha commesso Sam ti fa incazzare, ma tanto. Il primo istinto è quello di volerlo vedere morto. Ma è un istinto, appunto.
    Grisham qua e là nel libro pone diversi interrogativi: cambierebbe qualcosa se Sam morisse? Questo posto diventerebbe migliore? Quale sarebbe la differenza tra un assassino come Sam e lo stato che abbassa la leva delle capsule di cianuro e lo gassa?
    A tutte queste domande non ho potuto fare a meno di rispondermi che non serve a nulla. Le vittime non verranno riportate indietro. La vendetta non darà nessuna soddisfazione.
    Chi può dire quando è giusto uccidere e quando non lo è? Se è giusto (dal punto di vista dello stato che condanna a morte) uccidere un assassino, perchè non dovrebbe essere giusto per un membro del Klan uccidere un nero solo perchè nero? Dal loro punto di vista è più che giusto!
    Ciò che è giusto o sbagliato è soggettivo e, a questo punto, mi sono trovata a chiedermi: se chiunque di noi fosse in diritto di uccidere per ciò che ritiene giusto, quanti motivi ci sarebbero per uccidere? Dopo quanto tempo ragioni apparentemente giustificate si abbasserebbero a pure provocazioni?
    Lo stato, nel momento in cui uccide, non si abbassa forse allo stesso livello del condannato?
    Non so ancora bene cosa pensare della pena di morte, ma Grisham con questo libro è riuscito a spostare la mia idea un pochino più a favore del suo punto di vista e, per un libro, non è poco.

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    Pitulina (ex Lucy in the sky...) said on Mar 24, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'appello
    Un vero legal thriller. La tensione , la speranza, le angosce, la delusione, il rimorso, la solidarietà, la giustizia, l'ingiustizia, e' tutto qui in queste 600 pagine che si leggono senza mai stancarsi.
    Ogni personaggio , ogni situazione e ...(continue)

    L'appello
    Un vero legal thriller. La tensione , la speranza, le angosce, la delusione, il rimorso, la solidarietà, la giustizia, l'ingiustizia, e' tutto qui in queste 600 pagine che si leggono senza mai stancarsi.
    Ogni personaggio , ogni situazione e' raccontata con particolari mai noiosi.
    600 pagine che ti tengono inchiodata in attesa di una fine.
    Da queste pagine caratterizzate da grande l'umanità, tante sono le domande che emergono, perché si diventa autori di crimini così efferati, perché' accade? tante volte dobbiamo chiedercelo, e' sufficiente una pena aspra per evitare un delitto, e' sufficiente reprimere per salvare. O forse dobbiamo avere la forza di capire ed educare, di annullare i disagi sociali, formare la nostra anima e quella della nostra società.' Recuperare e non distruggere. Durante la lettura, ho avuto modo di scambiare alcune opinioni sulla pena di morte, ho spiacevolmente constato che tanti sono favorevoli. Il senso dello stato di diritto dov'è? La cultura sui diritti civili e' molto bassa, e mi meraviglia ancor di più l'assenza di misericordia cristiana.
    No alla pena di morte perché la vendetta non ci da' pace. No alla pena di morte perché compito di uno stato e' recuperare.
    No alla pena di morte.
    Art.27 Costituzione Italiana : "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
    Non è ammessa la pena di morte. "

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    Mariuccia said on Aug 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Diciamo tre stelline più e non perchè non mi sia piaciuto ma perchè mi ha veramente angosciato!! D'accordo, sarebbe stato troppo scontato che Sam venisse graziato ma ho provato un'ansia tale, della quale ho fatto fatica a liberarmi anche dopo la fine ...(continue)

    Diciamo tre stelline più e non perchè non mi sia piaciuto ma perchè mi ha veramente angosciato!! D'accordo, sarebbe stato troppo scontato che Sam venisse graziato ma ho provato un'ansia tale, della quale ho fatto fatica a liberarmi anche dopo la fine del libro. Sicuramente fa molto riflettere sulla pena di morte.

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    Elisa said on Jun 25, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Uno dei libri più belli sulla pena di morte

    A essere contro la pena capitale quando l'imputato è un innocente accusato ingiustamente sono capaci tutti, anche il più forcaiolo dei cow boy texani.

    Ma cosa ne pensate se il condannato è un vecchio spregevole razzista del Ku Klux Klan il quale, ne ...(continue)

    A essere contro la pena capitale quando l'imputato è un innocente accusato ingiustamente sono capaci tutti, anche il più forcaiolo dei cow boy texani.

    Ma cosa ne pensate se il condannato è un vecchio spregevole razzista del Ku Klux Klan il quale, nel 1967, ha ucciso due bambini che non avevano compiuto dieci anni perché ne odiava il padre, un avvocato ebreo impegnato nella lotta per i diritti civili?

    Uno dei romanzi più riusciti, coinvolgenti e appassionanti di Grisham, con un finale di quelli che lasciano un marchio nella coscienza. E anche uno dei libri più belli che abbia mai letto sulla pena di morte.

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    Massimo said on Jan 7, 2013 | 6 feedbacks

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