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The House of Mirth

By Edith Wharton,Louis Auchincloss

(7)

| Paperback | 9780451523624

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Book Description

Born in 1862 into an exclusive New York society -- against whose rigid mores she often rebelled -- Edith Wharton bridged the literary worlds of two continents and two centuries in her rich and glamorous life. The House of Mirth (1905), her tenth book Continue

Born in 1862 into an exclusive New York society -- against whose rigid mores she often rebelled -- Edith Wharton bridged the literary worlds of two continents and two centuries in her rich and glamorous life. The House of Mirth (1905), her tenth book, is the story of young Lily Bart and her tragic sojourn among the upper class of turn-of-the-century New York, touching upon the insidious effects of social convention and the sexual and financial aggression to which free spirited women exposed

52 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    una palla terrificante

    era effettivamente da tempo che non mi capitava di leggere niente di così noioso, didascalico, moralistico, prevedibile, inutile.

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    sarapuck said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente sono riuscita a finire questo libro: ho fatto davvero fatica perché è molto prolisso e questo dilungarsi distoglie dalla storia, costituita da pochi elementi importanti!
    Peccato!!

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    Ella Turner said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    la gioia cercata

    bella, raffinata, educata, gentile, vuole fare una bella vita ed invece , nonostante tutto, non accetta compromessi e quindi soffre. Una lettura datata, una scrittura antica, a volte noiosa, forse l'edizione economica ha contribuito , la protagonista ...(continue)

    bella, raffinata, educata, gentile, vuole fare una bella vita ed invece , nonostante tutto, non accetta compromessi e quindi soffre. Una lettura datata, una scrittura antica, a volte noiosa, forse l'edizione economica ha contribuito , la protagonista si fa amare i libro meno

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    Cesare (Lilli ) said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Lily Bart è una stupenda creatura letteraria così perfettamente innocente e ammantata di candore quanto maliziosa e calcolatrice. E' il prodotto artificiale di un entourage dedito al piacere e all'inattività, una casta di aristocratici fannulloni e n ...(continue)

    Lily Bart è una stupenda creatura letteraria così perfettamente innocente e ammantata di candore quanto maliziosa e calcolatrice. E' il prodotto artificiale di un entourage dedito al piacere e all'inattività, una casta di aristocratici fannulloni e narcisisti attaccati ad un vuoto bon ton dai confini mutevoli e ad un'etica dell'adulazione che respinge ogni forma d'intimità, ma Lily pur conoscendo perfettamente i meccanismi di quel mondo, anzi plasmata dall'educazione materna al solo scopo di fornire il perfetto ornamento di grazia e bellezza ai salotti più sfarzosi, non ha le armi emotive per nuotare in quelle acque. E' Selden a "vedere" la vera Lily prima ancora che vi riesca lei che pure finisce per sabotare ogni singola occasione accuratamente studiata per "sistemarsi", preferendo, in modo del tutto inconsapevole, non tradire quell'idea di se stessa che gli arriva attraverso gli occhi di lui.
    E' la storia di un fiore reciso a colpi di fioretto narrata con eleganza e felicità austeniana nei dettagli ambientali che immortalano spietatamente il jet set newyorchese di inizio secolo e nell'accuratezza psicologica che sa cogliere ogni respiro e movente senza dissimulare la brutalità e la vacuità di un gruppo sociale privo di etica sentimentale e inutilmente vanesio. Pure nel rigore di una scrittura raffinata il romanzo tradisce una forte passionalità, si respira un'affezione particolare della Warthon per questa piccola donna travolta dall'opportunismo altrui e tradita dal suo stesso cuore a cui troppo tardi riesce a concedere di amare. Bello da spezzare il cuore.

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    audrey said on Jul 1, 2014 | 3 feedbacks

  • 8 people find this helpful

    Orgoglio e sentimento.

    Una Wharton che non ha ancora trovato la sua cifra stilistica, una storia e una scrittura che comunque, anche se ancora imbrigliate da sovrastrutture manieristiche, fanno de La Casa della gioia una lettura intensa e appassionante; soprattutto ...(continue)

    Una Wharton che non ha ancora trovato la sua cifra stilistica, una storia e una scrittura che comunque, anche se ancora imbrigliate da sovrastrutture manieristiche, fanno de La Casa della gioia una lettura intensa e appassionante; soprattutto nella seconda metà del romanzo, quando la storia di Lily Bart, giovane benestante caduta in disgrazia alla morte della madre, in età da marito ma a un passo dall'essere considerata zitella a tutti gli effetti, si scontra con tutti i limiti del suo progetto di realizzare un matrimonio capace di restituirla al suo ambiente (il milieu), e alle sue molte esigenze materiali, e con le ipocrisie e le maldicenze della alta società newyochese di fine ottocento (l'haute) dalla quale vorrebbe essere accettata.
    Ho la sensazione che Edith Wharton, in questa prima fase del suo percorso di romanziera, abbia strizzato parecchio l'occhio ai grandi romanzi inglesi dell'Ottocento e fatto tesoro del loro insegnamento, ma che abbia faticato a staccarsene nella scrittura di quest'opera.
    Non ancora implacabile come in "Ethan Frome" o spietata come in "L'età dell'innocenza", pur drammatica e in un crescendo di pathos che aumenta con l'aumentare dell'indecisione che pone la protagonista in un pericoloso bilico fra l'amore per Sedon e il matrimonio di interesse con Rosedale, la storia di Lily Barth riassume nel personaggio molte delle caratteristiche delle eroine austeniane, senza possedere però il dono della leggerezza e dell'ironia che caratterizzano le storie del Thackeray di "Falò delle vanità“, prima, o di Jane Austen, poi.
    Penso che l'opera di Edith Wharton acquisti spessore e profondità man mano che lo stesso registro di scrittura dell'autrice abbandoni questo tentativo di 'fare commedia' sulla società newyorchese e sulle sorti della protagonista (e attraverso di essa della condizione femminile dell'epoca) per attestarsi sul dramma vero e proprio. È proprio quando Lily Bart inizia la sua discesa inesorabile, infatti, e quando non c'è più niente da sorridere, che La Casa della gioia tocca le più alte vette del romanzo.
    Tre stelle a Edith Wharton sarebbero state giustificate dalle altre sue opere citate, ma qui su aNobii non sarebbero state comprese. Quindi quattro, perché leggere Edith Wharton, anche se non al massimo (ma insisto, questa è un'opinione del tutto personale) è sempre un piacere e un privilegio che non bisognerebbe mai negarsi.

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    Piperitapitta said on Jun 23, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    NY elites at the beginning of XX century - a field study

    I love the way Wharton describes NY high society. She pins down the conventions and unwritten rules with the precision of the ethnographer

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    Cinnah9 said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

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