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Book Description
His Dark Materials • Book III
“IMPOSSIBLE TO PUT DOWN, SO FIRMLY AND RELENTLESSLY DOES PULLMAN DRAW YOU INTO HIS TALE . . . [A] gripping saga pitting the magnetic young Lyra Belacqua and her friend Will Parry against the forces of both Heaven and Hell.”
–Pittsburgh Post-Gazette
“BREATHTAKING ADVENTURE . . . A TERRIFIC STORY, ELOQUENTLY TOLD.”
–The Boston Sunday Globe
“HEARTSTOPPING PACE . . . CRACKLING ACTION . . . Pullman has created the last great fantasy masterpiece of the 20th century.”
–Cincinnati Enquirer
“TRIUMPHANT . . . MASTERFUL . . . A THOUGHTFUL, METICULOUSLY CRAFTED ADVENTURE.”
–San Francisco Examiner & Chronicle
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- Rating:



(355)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- School & Library Binding
- ISBN-10: 0613719271
- ISBN-13: 9780613719278
- Publisher: Rebound by Sagebrush
- Pub date: Sep 01, 2002
- Dimensions: 20 cm x 13 cm x 4 cm Just how big is that?
- Also available as: Mass Market Paperback, Paperback, Hardcover, Audio CD, Audio Cassette, Library Binding, Unbound and Others
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Der goldene Kompass.
(Deutsche Bücher)
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Un meraviglioso, sorprendente romanzi anti-fantasy.
Sottolineo ed evidenzio il prefisso anti, perché penso sia il nucleo centrale dell'intera trilogia, la primordiale idea che è balenata nella mente dell'autore.
Quando si parla di Queste oscure materie, spesso si pensa alla p ... Continue
Un meraviglioso, sorprendente romanzi anti-fantasy.
Sottolineo ed evidenzio il prefisso anti, perché penso sia il nucleo centrale dell'intera trilogia, la primordiale idea che è balenata nella mente dell'autore.
Quando si parla di Queste oscure materie, spesso si pensa alla polemica filo e anti religiosa tra il suo autore, Pullman, e il più celebre Lewis, autore delle Cronache di Narnia.
In effetti, al di là della polemica antireligiosa, qui si può notare un capovolgimento radicale di tutti i canoni del fantasy per ragazzi.
Tanto per cominciare, i buoni non sono mai veramente buoni, e lo stesso vale per i cattivi. Non c'è affatto una divisione tra bene a male (e non è casuale!!!), non c'è una schiera di buoni che lotta contro qualche entità malvagia, no. C'è l'avventura di una ragazzina, praticamente da sola contro tutti.
Già colpisce il particolare accanimento contro il mondo degli adulti: salvo qualche caso, i pochi eroici personaggi che affianco la protagonista, gli adulti sono in genere criticati per il loro comportamento nei confronti dei bambini. E non solo perché alcuni di loro li rapiscono e li sottopongono a strani esperimenti...
Ma la protagonista stessa è un anti-eroina. Non è una ragazzina che si fa strada perché crede nel Bene, perché dice sempre la verità, il suo cammino è illuminato, etc. etc... no, è una ragazzina che cerca di sopravvivere comportandosi da adulta, mentendo, ingannando. Colpisce il fatto che Lyra, per riuscire a cavarsela, deve sempre ricorrere al sotterfugio, alla menzogna, all'inganno. Eppure è lei la portatrice dell'alietometro.
E ancora: ad accompagnare la protagonista sono i gyptians, pirati dai buoni sentimenti, un orso corazzato, all'apparenza brutto e cattivo, e le streghe (o almeno, una buona parte di esse). Categorie genericamente negative, che qui invece assumono connotazioni altamente positive.
Già soltanto per il coraggio e l'originalità di questo capovolgimento, non si può non apprezzare il romanzo.
Ci si aggiunge una trama interessantissima, ben strutturata, che contamina fantasy e sci-fi in un prodotto originalissimo. Insomma: leggere di orsi corazzati parlanti, bellissime streghe centenarie, ma anche di particelle elementari ed universi alternativi in un solo libro non è cosa da poco!
Ad impreziosire il tutto, una cascata di dotti riferimenti alla cultura classica (fondamentalmente greca), a cominciare da quell'idea geniale che è l'esistenza degli daemon.
Il finale è sorprendente. Fino a quando non mi procurerò il seguito, continuerò a chiedermi E ora?!.
P.S. in inglese è proprio strano. Non so se ha lo scopo di meglio raffigurare un mondo alternativo al nostro, ma ci sono certe espressioni proprio strane. Interessante, comunque, sicuramente in italiano la cosa si è persa.
Per chi non vuole spoiler, posso dire che lo stile di Pullman in quest'ultimo libro si fa via via più pesante e ripetitivo. Il suo uso forsennato dell'avverbio "Presently" diventa così martellante da essere quasi insopportabile. Dal punto di vista della trama, quest'ultimo libro segue l'impianto dei ... Continue
Per chi non vuole spoiler, posso dire che lo stile di Pullman in quest'ultimo libro si fa via via più pesante e ripetitivo. Il suo uso forsennato dell'avverbio "Presently" diventa così martellante da essere quasi insopportabile. Dal punto di vista della trama, quest'ultimo libro segue l'impianto dei precedenti, ma 521 pagine sembrano in definitiva troppe, per dire quello che Pullman aveva in mente.
GLI SPOILER COMINCIANO QUI
Per il resto, non ci siamo. Il secondo libro aveva posto premesse a dir poco eccezionali: una seconda rivolta degli uomini e degli angeli contro il dio dei Cristiani che si rivela essere un tiranno malvagio e mentitore.
Il terzo libro, rovina tutto. Dio, qui noto anche col nome di "The Authority", si rivela essere un debole e avvizzito vecchietto tenuto imprigionato dal malvagio "vice-dio" Metatron; a un soffio di vento "L'Autorità" si dissipa nell'aria. Suggestivo ma piuttosto timido. Avrei preferito che Pullman avesse avuto il coraggio di andare fino in fondo nell'intento di lottare contro dio, invece di prendersela con un insignificante personaggio biblico di secondo piano come Enoch attribuendogli la vera responsabilità dell'oscurantismo della Chiesa.
Le cose si aggravano quando Pullman sembra asserire che la fondazione della Royal Society di Londra abbia qualcosa a che fare con la fuga della polvere. La Royal Society di Londra è il faro della civiltà che ha illuminato il cammino dell'umanità lungo la strada della rivoluzione scientifica - senza la Royal Society saremmo dei barbari rozzi e primitivi, e il fatto che Pullman l'abbia messa in discussione dimostra subito che la sua idea non era quella di un mondo positivista libero dall'oscurantismo clericale. Una stellina l'ha persa qui.
L'altra stellina l'ha persa nell'orribile finale di questa storia. Che Lyra e in misura maggiore Will fossero personaggi improbabili era evidente fin dall'inizio. Tuttavia, se possibile, lo erano in modo relativamente poco fastidioso. Nel finale invece, questi due bambini, perché di due bambini si tratta, a mala pena tra i dodici e tredici anni, si dimostrano esageratamente troppo maturi per la loro età.
Ma andiamo! Due bambinetti ignoranti che si giurano amore eterno e si baciano e si promettono fedeltà per tutta la vita? Che sciocchezza! Che colossale stupidaggine!! E questa dichiarazione d'amore, tra due tredicenni totalmente incoscienti della realtà della vita, sarebbe il "grande gesto" che salva il mondo? Ma andiamo!! un po' di serietà, santi dei! Sembrava di leggere una storia scritta da un pedofilo!
Se si vuol raccontare una storia di bambini, questi vanno trattati come tali, e non investiti di responsabilità e infarciti di ragionamenti che nemmeno i trentenni sarebbero in grado di fare! Pullman, con questo finale, ha rovinato tutto, completamente.
Aveva l'occasione di fare una grande battaglia epica dell'Uomo Libero contro il dio malvagio e oscurantista di certa Chiesa, e invece la battaglia (che c'è) è abbozzata in modo goffo e confuso, e nemmeno se ne vede veramente la fine. Dio se ne va con un soffio di vento e non sembra neanche tanto malvagio, solo un povero vecchio con tanta voglia di morire. Meglio che niente, ma più coraggio ci sarebbe stato bene. Ma che poi tutto si risolva in un'improbabile dichiarazione di amore eterno tra due bambinetti è totalmente ridicolo. Era questa la grande tentazione che Mary Malone doveva proporre a Lyra Silvertongue?
Che devastante delusione... E' chiaro che Pullman prende i bambini per adulti e crede che l'amore eterno che si giurano due tredicenni possa veramente essere tale.
Shakespeare ha scherzato in modo beffardo sull'amore di Giulietta quattordicenne per Romeo, e Pullman prende sul serio due bambini tredicenni?
Che totale, devastante dellusione, da un romanzo che poteva essere un capolavoro anticlericale.
Alla fine, viene perfino messo in discussione il fatto che il mondo sia inconsapevole di sé! Perfino le nuvole hanno coscienza, per Pullman...
Rimangono due stelline, anziché una sola, perché il secondo libro era molto bello. Ma la mia opinione, se dovesse essere limitata a questo solo romanzo, sarebbe di dargliene una sola.
Bambini innamorati... che fesserie...!
在電影版上映前,先借原著來看。
劇情緊湊刺激,故事的舖排及人物描寫都很不錯,雖然是兒童文學,不 過可能更適合年齡較大的人看?
書中提到的黑暗面滿多的,除了教會的陰謀、女主角的父母那段情、女 巫及人類之間這些兩性之間的相處及其他種種陰暗面描述之外;幸好還 有armored bear 對女主角Lyra的忠誠令人感到希望,非常喜歡這隻大北極熊Ior ek Byrnison啊~~~~
Ho davvero faticato per arrivare alla fine di questo ultimo libro della trilogia. Una narrazione frammentata, piena di premesse disattese e affermazioni smentite, scritta con uno stile a tratti veramente indigesto.
Ci sono momenti in cui l'autore sembra non essere convinto neppure lui di quello ... Continue
Ho davvero faticato per arrivare alla fine di questo ultimo libro della trilogia. Una narrazione frammentata, piena di premesse disattese e affermazioni smentite, scritta con uno stile a tratti veramente indigesto.
Ci sono momenti in cui l'autore sembra non essere convinto neppure lui di quello che sta scrivendo e finisce per far dire o fare ai suoi personaggi cose che sono in netto contrasto con altre stabilite in precedenza.
Il finale, poi, è terribilmente insulso, con Will e Lyra costretti a separarsi perché tutte le finestre aperte con il "subtle knife" devono essere chiuse. In realtà questo sarebbe anche accettabile se non fosse per la serie di scuse patetiche per costringerli a separarsi:
- le finestre tra i mondi aperte in altri modi potrebbero anche restare aperte, ma no, verranno chiuse perché altrimenti loro passerebbero la vita a cercarle.
Eh???
Dirgli dove sono in modo che non debbano passare la vita a cercarle no, eh?
- non è possibile aprire una finestra ogni tanto per vedersi perché ogni volta che si apre una finestra si crea uno spettro.
UNO spettro.
Uno spettro che per inciso può essere distrutto seduta stante col coltello...
È molto seccante poi che diversi spunti ed eventi nel corso del libro si rivelino totalmente irrilevanti nel finale, o vengano risolti con dei deus ex machina davvero ridicoli.
Nel complesso, avrei speso meglio il mio tempo leggendo altro, ma ormai avevo iniziato...
Sono ancora a circa un quarto, quindi questo "pre-commento" è più che altro un piccolo sfogo... Se leggo ancora una volta "Serafina Pekkala" urlo!
Ma perché chiunque parli con questa tizia sente l'irrefrenabile bisogno di continuare a ripetere il suo nome, e per di più completo? È terribilmente ... Continue
Sono ancora a circa un quarto, quindi questo "pre-commento" è più che altro un piccolo sfogo... Se leggo ancora una volta "Serafina Pekkala" urlo!
Ma perché chiunque parli con questa tizia sente l'irrefrenabile bisogno di continuare a ripetere il suo nome, e per di più completo? È terribilmente fastidioso!
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Dopo averlo terminato, il primo commento è che no, proprio non mi piace lo stile di Pullman, e se già l'avevo notato nel primo libro, questo non ha fatto che confermarmelo.
La vicenda, rispetto a "The Golden Compass" è più confusa, saltella da un personaggio all'altro senza una vera necessità, si frammenta e si spezza nel corso della narrazione, introducendo talmente tanta carne al fuoco che non è possibile girarla tutta... e quel che è peggio è che è carne insipida.
Sì, la trama ha senso, l'idea è anche buona, ma il modo in cui tutto viene portato avanti è contorto, e i personaggi sono quasi sempre piatti, o meglio caratterizzati in maniera monolitica, senza sfaccettature.
Cosa ancora peggiore, il libro non ha una vera conclusione. Sì, lo so, è il secondo di una trilogia, ma questo non significa che si debba concludere nel mezzo di un evento. Non ho dubbi che tutti i fili verranno riannodati nel terzo libro, che ovviamente leggerò per sapere come si conclude la storia, ma vedere la parola fine subito dopo un "cliffhanger" è qualcosa che mi può star bene in un telefilm, non in un romanzo.
Ci sono anche delle evidenti incoerenze negli eventi.
Nel primo libro, la sola idea di viaggiare tra i mondi sembra una leggenda, fino a quando Lord Asriel non scopre come fare (e non è facile). All'inizio del secondo viene fuori che esistono dei passaggi e che c'è uno strumento per aprirli, cosa che ci può anche stare, ma poi nel resto del libro, e a seguire nel terzo che ho iniziato a leggere, sembra che tutti si spostino beatamente da un mondo all'altro senza il minimo sforzo e senza che si capisca mai come abbiano fatto.
Mi hanno parlato bene di questo libro, ma più che altro ero curioso di leggerlo per cercare di rimediare a quella sensazione di incompletezza che mi era stata lasciata dal film. In questo ho avuto successo (non c'è davvero paragone con la pellicola), ma per il resto la lettura non mi ha molto soddis ... Continue
Mi hanno parlato bene di questo libro, ma più che altro ero curioso di leggerlo per cercare di rimediare a quella sensazione di incompletezza che mi era stata lasciata dal film. In questo ho avuto successo (non c'è davvero paragone con la pellicola), ma per il resto la lettura non mi ha molto soddisfatto.
Buone le idee, originale la trama, narrazione però troppo frammentata, specie nella parte iniziale in cui sembra composta da una serie di flash disconnessi. Andando avanti il tutto migliora, iniziando a seguire un filo ben preciso, ma l'insieme non è mai riuscito a prendermi pienamente, non saprei spiegarne con esattezza la ragione.
Nel complesso un libro discreto, leggerò anche i due successivi, ma meno di quanto mi sarei atteso.