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The Blind Assassin

By Margaret Atwood

(115)

| Paperback | 9780385720953

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Book Description

The Blind Assassin opens with these simple, resonant words: "Ten days after the war ended, my sister Laura drove a car off a bridge." They are spoken by Iris, whose terse account of her sister's death in 1945 is followed by an inquest report p Continue

The Blind Assassin opens with these simple, resonant words: "Ten days after the war ended, my sister Laura drove a car off a bridge." They are spoken by Iris, whose terse account of her sister's death in 1945 is followed by an inquest report proclaiming the death accidental. But just as the reader expects to settle into Laura?s story, Atwood introduces a novel-within-a-novel. Entitled The Blind Assassin, it is a science fiction story told by two unnamed lovers who meet in dingy backstreet rooms. When we return to Iris, it is through a 1947 newspaper article announcing the discovery of a sailboat carrying the dead body of her husband, a distinguished industrialist. Brilliantly weaving together such seemingly disparate elements, Atwood creates a world of astonishing vision and unforgettable impact.

179 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l'auto giù da un ponte."

    Così si apre il romanzo, con parole semplici e dirette che ci anticipano il dramma che la voce narrante, Iris Chase, si appresta a raccontarci. Ma il ...(continue)

    "Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l'auto giù da un ponte."

    Così si apre il romanzo, con parole semplici e dirette che ci anticipano il dramma che la voce narrante, Iris Chase, si appresta a raccontarci. Ma il romanzo riserva diverse sorprese, sia perché la storia viene raccontata con sbalzi temporali avanti e indietro nel tempo, sia perché è un romanzo nel romanzo, ovvero i capitoli sono intervallati da un altro romanzo intitolato “L’assassino cieco”, una scabrosa storia d’amore, scritta da Laura e pubblicata postuma con un gran successo di pubblico e di critica, la storia d’amore è a sua volta intervallata da un’altra storia che l’amante, un uomo in fuga per motivi politici, racconta alla sua amata, ed è una storia “pulp” di fantascienza. Sono quindi tre i livelli narrativi, e se all’inizio la lettura risulta difficoltosa, poi ci si appassiona a tutte e tre le storie che seppure apparentemente slegate danno una chiave di lettura alla storia principale. Iris ormai ottantenne decide di raccontare la storia vera della sua famiglia, e parallelamente racconta la verità ufficiale, nell’arco di tempo che abbraccia le due guerre mondiali, in un Canada provinciale e benpensante, chiuso e un po’ bigotto.
    Anche in questo romanzo come per il precedente che ho letto “L’altra Grace” l’autrice torna sul tema del femminile e dell’autorità paterna e patriarcale che richiede alle donne di non pensare, di essere buone figlie, poi buone spose e brave mamme.
    Iris e Laura sono molto diverse fra loro, la prima passiva alle pressioni sociali, fa quello che deve e che ci si aspetta da lei, l’altra indifferente alle regole sociali, ma nessuna delle due avrà quel riscatto e quella liberazione che si aspettano, entrambe deboli in maniera diversa, entrambe incapaci di soffocare i propri sentimenti per veicolarli a beneficio di una giusta emancipazione.
    Inutile dire che la scrittura della Atwood è straordinariamente limpida e fluente e che ci sono pagine di altissima vena poetica, liriche, così come ci sono pagine ciniche (L’assassino cieco) e brutali (del racconto di fantascienza), con una grande capacità di armonizzare il tutto.

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    Itaca said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pubblicato nel 2000, L’assassino cieco è tra i libri più famosi di Margaret Atwood; ora la casa editrice Ponte alle Grazie lo ripropone nella traduzione di Raffaella Belletti. E’ un romanzone: dal punto di vista della mole, del dispendio di tecniche ...(continue)

    pubblicato nel 2000, L’assassino cieco è tra i libri più famosi di Margaret Atwood; ora la casa editrice Ponte alle Grazie lo ripropone nella traduzione di Raffaella Belletti. E’ un romanzone: dal punto di vista della mole, del dispendio di tecniche letterarie, della leggibilità. Tre i fili narrativi principali: quello che riguarda Iris, una signora nata nel 1916 in Canada, che a ottant’anni passati scrive un memoriale destinato alla nipote; la storia di un coppia clandestina contenuta nell’Assassino cieco, romanzo postumo attribuito alla sorella di Iris, Laura, morta suicida a venticinque anni; e la storia truce che all’interno dell’Assassino cieco l’uomo racconta alla sua compagna. E’ un libro iperletterario in cui abbondano gli echi dei classici, a partire dalle Mille e una notte, ed è insieme un libro appassionante ricco di colpi di scena e di personaggi forti e stravaganti. La parte più bella della narrazione è per me l’infanzia di Iris e Laura. Traumatizzate dalla morte della madre, semiabbandonate dal padre che fatica a occuparsi della sua fabbrica di bottoni, le due bambine crescono affidate a una domestica sentenziosa e a una serie di istitutori di bassa lega (dal peggiore di loro le discepole imparano la menzogna, l’imbroglio, l’insolenza malcelata, la resistenza silenziosa: la narratrice osserva, con l’ironia che la contraddistingue, che anche questi insegnamenti non previsti nel curriculum scolastico hanno la loro rilevanza nella vita). C’è il Novecento visto dal Canada, c’è un rapporto simbiotico tra due sorelle; c’è un magnifico ritratto di una cognata che è l’incarnazione della perfidia. Un romanzone, lo ripeto.

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    volevoesserejomarch said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo molto particolare, non facile a leggere in prima lettura ,perchè la storia si evolve in maniera un pò contorta e si entra contemporaneamente in due racconti, che sembrano non avere niente in comune. Ben scritto, interessante, da consigliare.

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    Mariluca05 said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    precisione e potenza

    ambiguo e complicato. Tre nuclei narrativi che percorrono un secolo di storia senza mai perdersi e senza cadere in virtuosismi noiosi.
    I ricordi di Iris, memorie di un' ottantenne che sono insieme atto di accusa e desiderio di riscatto, in primis. Po ...(continue)

    ambiguo e complicato. Tre nuclei narrativi che percorrono un secolo di storia senza mai perdersi e senza cadere in virtuosismi noiosi.
    I ricordi di Iris, memorie di un' ottantenne che sono insieme atto di accusa e desiderio di riscatto, in primis. Poi, "l'assassino cieco", libro scritto dalla sorella Laura, ma pubblicato dopo la sua morte e infine il racconto di un altro mondo narrato dal protagonista maschile del libro durante gli incontri clandestini con la sua amante.
    E ognuno è imprescindibile dall'altro.
    Magnifico.

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    Nut45 said on Jul 22, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    un libro davvero "mio"

    Faccio ammenda per non aver recensito prima questo romanzo che tanto amo e mi accingo al compito dopo averlo letto per la seconda volta.
    Margaret Atwood ha scritto tanti romanzi, tutti molto diversi tra loro. In questo caso si è cimentata con il feu ...(continue)

    Faccio ammenda per non aver recensito prima questo romanzo che tanto amo e mi accingo al compito dopo averlo letto per la seconda volta.
    Margaret Atwood ha scritto tanti romanzi, tutti molto diversi tra loro. In questo caso si è cimentata con il feuilleton conferendo però a questa creazione una dignità tutta sua.
    Il romanzo è articolato su più piani. Una donna anziana, sola e ormai consapevole dell'approssimarsi della fine, racconta la sua storia e quella della sorella minore, morta giovanissima in un incidente ed autrice di un best seller postumo. Una giovane coppia clandestina viene spiata nella breve stagione di un amore febbrile ed impossibile. Tra questi due intrecci narrativi fa capolino un racconto, una favola che presto sconfina in un racconto fantascientifico. Qual è il filo che unisce questi tre percorsi? Ce lo spiegherà Iris Chase mentre lentamente e dolorosamente ripercorre la sua storia, le sue scelte, gli errori che l'hanno condotta ad una vecchiaia di rimpianto e solitudine.
    Il frettoloso riassunto non rende l'idea di quanto questo romanzo sia congegnato magnificamente e quanto riesca ad avvincere e, alla fine, a strappare qualche lacrima di commozione. Almeno a me che sono, nonostante tutto, una inguaribile romantica.
    Nella mia top 5.

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    Adri Bras said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come scrive bene la Atwood! Ho apprezzato molto il suo stile, le sue descrizioni realistiche e visionarie, che accostano tocchi poetici a dettagli crudi.

    Claustrofobico in modo diverso da “Il racconto dell'ancella”, ripropone una protagonista femmi ...(continue)

    Come scrive bene la Atwood! Ho apprezzato molto il suo stile, le sue descrizioni realistiche e visionarie, che accostano tocchi poetici a dettagli crudi.

    Claustrofobico in modo diverso da “Il racconto dell'ancella”, ripropone una protagonista femminile intrappolata dalle circostanze, dalle regole che la portano alla passività e ad un'analisi minuziosa e profonda delle proprie motivazioni e dei propri atti.

    E' proprio questo investigare, questo scavare, questo definire, questo ammettere che mi ha colpita più di ogni altro aspetto del romanzo, al di là di un intreccio che spinge a voler leggere fino in fondo anche quando le carte sono ormai scoperte.

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    Amalia La Strega said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

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