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Great Expectations

By Charles Dickens

(333)

| Paperback | 9780140620160

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Book Description

Pip doesn't expect much from life...His sister makes it clear that her orphaned little brother is nothing but a burden on her. But suddenly things begin to change. Pip's narrow existence is blown apart when he finds an escaped criminal, is summoned t Continue

Pip doesn't expect much from life...His sister makes it clear that her orphaned little brother is nothing but a burden on her. But suddenly things begin to change. Pip's narrow existence is blown apart when he finds an escaped criminal, is summoned to visit a mysterious old woman and meets the icy beauty Estella. Most astoundingly of all, an anonymous person gives him money to begin a new life in London. Are these events as random as they seem? Or does Pip's fate hang on a series of coincidences he could never have expected?

337 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Grandi Aspettative

    Con questo romanzo di Dickens torno alla scuola media, infatti l'ultimo e unico (ahimè) che avevo letto era "Le avventure di Oliver Twist", romanzo di formazione e, come sarà capitato spesso a molti di noi, anche compito per le vacanze della scuola m ...(continue)

    Con questo romanzo di Dickens torno alla scuola media, infatti l'ultimo e unico (ahimè) che avevo letto era "Le avventure di Oliver Twist", romanzo di formazione e, come sarà capitato spesso a molti di noi, anche compito per le vacanze della scuola media superiore. Prima di tutto però vorrei spendere due parole sul formato di questo libro e sull'edizione. Lo ho trovato infatti all'ingresso della libreria e sono rimasto subito colpito, non solo dal prezzo ma anche dal formato. L' editore è Newton Compton e la collana è i Mammut, hanno tutti una copertina rigida e sono tutte versioni integrali dei grandi classici. Li riconoscete facilmente perché in copertina hanno una caricatura dell'autore o del protagonista del romanzo. Inoltre il prezzo è veramente fantastico, solo 3,90 euro per un libro che non a nulla da invidiare agli omonimi più costosi (anzi, a mio avviso sono anche meglio). Il romanzo, come saprete, è stato scritto nel 1860 e cioè in piena epoca vittoriana, la borghesia ed il rapporto tra questa e le altre classi la fa da padrone nel romanzo (che è praticamente incentrato su questo) e anche qui il protagonista, come nelle avventure di Oliver Twist e David Copperfield, è un bambino. Il protagonista è il giovane Pip, orfano fin da piccolo e così allevato dalla sorella, donna severa e dai modi non molto teneri che lo tira su "con le mani". Il marito di Mrs. Gargery, il fabbro Joe, è invece l'opposto della moglie, buono e comprensivo con il giovane Pip e possiamo definirlo forse il suo primo vero amico. Pip cresce in un paesino di provincia e le sue aspettative non sono granché, finché un giorno non viene invitato da una vecchia e ricca signora a trascorrere del tempo nel suo castello. Qui Pip conosce Miss Havisham, ma soprattutto conosce Estella, una giovane della sua età ma più istruita e altolocata. La conoscenza (e l'innamoramento) di Estella hanno su Pip un effetto devastante, il nostro protagonista decide infatti che dovrà elevare la sua condizione sociale per poter ambire non solo a Estella ma anche ad una vita da gentiluomo, per fare questo ha però bisogno di una ingente somma di denaro. E la somma di denaro arriva. Arriva sotto forma di una grossa eredità lasciatagli da una persona sconosciuta, e veicolata a lui tramite la procura dell'attento avvocato Mr. Jaggers. Iniziano così le "grandi speranze" del nostro Pip, anche se onestamente avrei tradotto con "grandi aspettative". Pip si trasferisce a Londra da un suo coetaneo indicatogli da Mr. Jaggers, Herbert, ragazzo che già in precedenza Pip aveva conosciuto nella tenuta di Miss Havisham. Pip ed Herbert diventano subito grandi amici e tutto sembra andare a gonfie vele, Pip è lanciato verso il successo, finché un giorno non arriva l'imprevisto e questo imprevisto ho un nome Magwitch. Magwitch è un latitante ricercato dalla polizia che 15 anni prima Pip aveva aiutato a fuggire. Magwitch chiede aiuto a Pip e Pip anche se inizialmente cerca di rifiutare alla fine non riesce a tirarsi indietro, soprattutto quando il vecchio gli rivela che deve a lui la sua fortuna. Ed è qui che le grandi aspettative di Pip vengono puntualmente disattese, qui inizia un lento ritorno a casa e alle umili origine durante le quali, tra vari colpi di scena, fughe tentate ma non riuscite, tentati omicidi e disavventure varie, il nostro Pip scoprirà che alla fine il vero tesoro non sono i soldi o i beni materiali ma i legami affettivi con le persone che lo hanno sempre amato. Forse il finale è un pò scontato (bada bene, ce ne sono due, uno originale e uno revisionato, in questa edizione c'è il revisionato) lo stesso però non si può dire della storia e soprattutto dei legami di parentela che vengono fuori mano mano che si avanza con il racconto (che poi sono i veri colpi di scena). Un romanzo la cui storia di base (la ricerca dei beni materiali e della ricchezza che poi viene puntualmente disattesa contro la ricchezza dei sentimenti) è forse vista e rivista ai giorni nostri, era invece sicuramente originale nel 1860, inoltre la scrittura semplice e lineare e le trame intricate del romanzo lo rendono senza dubbio un grande classico degno di essere letto e riletto. Veramente un capolavoro.

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    Giovannino said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Non so perchè, a parte Canto di Natale, avessi sempre messo da parte Dickens.
    Forse a causa di giudizi come quello di Carlo Fruttero -di cui comunque comprendo il senso-, autore della nota introduttiva dell'edizione Einaudi, che prima di affermare ch ...(continue)

    Non so perchè, a parte Canto di Natale, avessi sempre messo da parte Dickens.
    Forse a causa di giudizi come quello di Carlo Fruttero -di cui comunque comprendo il senso-, autore della nota introduttiva dell'edizione Einaudi, che prima di affermare che Dickens è un grande scrittore, dice che "la sua opera ricorda uno di quegli incredibili monumenti vittoriani [...] solo che oggi il passante sa che si tratta di mostruosità, di relitti irrecuperabili...".
    E dopo questa premessa sono stata ancora più piacevolmente colpita dal romanzo.
    Ciò che inizialmente mi è piaciuto molto, è stato il modo di raccontare l'infanzia di Pip -il protagonista-. L'autore, infatti, è riuscito a calarsi nei panni di un bambino, a vedere il mondo con i suoi occhi, e a giudicare gli adulti guardandoli forzatamente "dal basso in alto", come succede appunto ai bambini.
    E questo non è un dono che possiedono tutti gli scrittori, i quali a volte fanno esprimere i piccoli personaggi come persone adulte, o sono completamente avulsi dal mondo dell'infanzia.
    Riguardo la storia, potremmo dire che Grandi speranze è il racconto della crescita, sociale e sentimentale, di Pip.
    Una crescita che sarebbe stata lineare e tranquilla, se non si fossero intromesse, nella vita e nella mente del ragazzino, proprio le "grandi speranze" del titolo.
    Grazie ad un benefattore sconosciuto, il piccolo Pip comincia a coltivare l'illusione di poter uscire dal suo villaggio, di avere una vita diversa da quella che aveva immaginato, e, ammettiamolo, di diventare migliore di tutte le persone che lo circondano, comprese quelle che ama di più.
    E' così che il ragazzo si trasferisce a Londra -per altro in un quartiere non certo signorile-, dove però, in realtà, non fa nulla per costruirsi un futuro. Aiuta il suo amico col quale divide il piccolo appartamento a crearsi una professione, ma per sé non fa nulla.
    Sono solo le grandi speranze a farlo andare avanti, l'assegno che riceve periodicamente, questo sogno che lo ha imprigionato e, secondo il mio parere, rovinato.

    Pip non è un protagonista che si fa amare. Da bambino forse ha qualche possibilità, ma credo che nessuno possa in seguito perdonargli lo snobismo che gli deriva da qualcosa che gli è stato concesso gratuitamente -e, scopriremo in seguito, per gratitudine- ed il modo in cui tratta l'uomo che lo ha amorevolmente cresciuto, Joe. Pip infatti si sente davvero superiore a chiunque abbia popolato il suo passato, eppure non lo è abbastanza per il grande dolore della sua vita: Estella, di cui è innamorato da ragazzino.
    E il lettore non può amare nemmeno lei, che ci viene presentata come una piccola dal cuore di pietra, educata per far soffrire gli uomini, e solo nell'ultimo capitolo del romanzo possiamo forse averne compassione, quando la vita vera l'ha "piegata e spezzata" e l'orgoglio e la fierezza sono scomparsi per far posto alla tristezza e alla dolcezza.
    Autrice di questo "piccolo mostro" è forse il personaggio più estremizzato della storia, Miss Havisham, che indossa da quarant'anni l'abito da sposa che non la vide mai andare all'altare, e che vive in una casa dove tutto si è fermato e non entra più la luce.
    E' a lei che Pip crede per anni di dovere la sua fortuna, e una delle più grandi delusioni del protagonista, è proprio quella di scoprire che deve tutto ad un uomo che disprezza e che ha popolato di incubi e sensi di colpa le sue notti di bambino.
    Facciamo così la conoscenza di Magwitch, che in principio ci infastidisce, ma che poi riusciamo ad apprezzare, ed il cui ultimo sorriso è uno degli elementi commoventi del romanzo, alla fine del quale, per una casualità forse troppo forzata, tutti o quasi i personaggi risultano legati gli uni agli altri.

    E così come avrebbe fatto l'orgoglio di Estella in seguito, così le grandi speranze di Pip si schiantano contro la vita vera, e tutti i suoi anni passati assumono un nuovo significato visti da una prospettiva differente.
    E' il crollo di tutto, il crollo di un sogno che poggiava sul nulla, la fine dello snobismo e del rispetto reverenziale da parte dei suoi vecchi concittadini.

    Alla fine del romanzo, la crescita del protagonista è compiuta, tutti i suoi errori acquistano visibilità ai suoi occhi, e Pip finalmente prende in mano la sua vita.
    E' come se chiunque occupasse finalmente il proprio posto sullo scacchiere della vita: Pip ed Estella si sono liberati dalla loro presunzione; Joe ha finalmente una famiglia da amare e da cui è amato; Wemmick -uno dei miei personaggi preferiti- accresce la sua felicità domestica; l'avvocato Jaggers continua a difendere la malavita londinese circondato dalla sua aura di superiorità, mentre i due outsider della storia, Magwitch e Miss Havisham, lasciano che siano le altre pedine, a continuare la partita.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

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    Carmen said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

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    Di solito non faccio fatica a leggere Dickens, ma quest'opera, anche se non manca l'ironia, si trascina un po' troppo pesantemente.

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    Kate901 said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

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    Altro feuilleton dickensiano di questo inverno: "Grandi speranze" ha tutti i pregi della mirabile scrittura del grande autore inglese, ma mi ha appassionata meno rispetto a Casa desolata. Potrebbe avere la sua importanza il fatto che sono due libroni ...(continue)

    Altro feuilleton dickensiano di questo inverno: "Grandi speranze" ha tutti i pregi della mirabile scrittura del grande autore inglese, ma mi ha appassionata meno rispetto a Casa desolata. Potrebbe avere la sua importanza il fatto che sono due libroni letti in troppo rapida successione. Comunque ci sono tutte le caratteristiche per leggere questo autore: la storia avvincente, i personaggi (nessuno escluso) ben descritti dal punto di vista psicologico, la grande capacità di raccontare una società che stava cambiando e che stava già anticipando i nostri comportamenti e i nostri pensieri. Ancora un grande Dickens.

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    JaneAusten said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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    Oh, Dickens, dovrei leggere molto altro scritto da te...

    Grandi Speranze va letto.
    Non mi dilungherò sui perchè e sui percome questo dovrebbe accadere. Voi fatelo.
    E' un classico che vi farà pensare quanto i desideri sul cambiare la propria vita possano, quando realizzati, farti perdere proprio quello che ...(continue)

    Grandi Speranze va letto.
    Non mi dilungherò sui perchè e sui percome questo dovrebbe accadere. Voi fatelo.
    E' un classico che vi farà pensare quanto i desideri sul cambiare la propria vita possano, quando realizzati, farti perdere proprio quello che ti ha spinto a desiderare di avere una vita diversa.

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    Mauro Sanfilippo said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

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