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Slaughterhouse 5

The Children's Crusade - A Duty-dance with Death

By Kurt Vonnegut

(240)

| Paperback | 9780099800200

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Book Description

Prisoner of war, optometrist, time-traveller - these are the life roles of Billy Pilgrim, hero of this miraculously moving, bitter and funny story of innocence faced with apocalypse. Slaughterhouse 5 is one of the world's great anti-war books. Centri Continue

Prisoner of war, optometrist, time-traveller - these are the life roles of Billy Pilgrim, hero of this miraculously moving, bitter and funny story of innocence faced with apocalypse. Slaughterhouse 5 is one of the world's great anti-war books. Centring on the infamous fire-bombing of Dresden in the Second World War, Billy Pilgrim's odyssey through time reflects the journey of our own fractured lives as we search for meaning in what we are afraid to know.

993 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    stupore

    mi ha stupita, e divertita, e commossa...
    bellissimo

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    Lacecca Sara said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Questo libro, sghangherato come il suo autore, che ti constringe a seguirlo nei suoi salti temporali, nei suoi vaneggiamenti e nella sua saggezza sulla natura del tempo, parla poco -in termini quantitativi- del bombardamento di Dresda.
    Ma ha il pote ...(continue)

    Questo libro, sghangherato come il suo autore, che ti constringe a seguirlo nei suoi salti temporali, nei suoi vaneggiamenti e nella sua saggezza sulla natura del tempo, parla poco -in termini quantitativi- del bombardamento di Dresda.
    Ma ha il potere di riuscire a pervadere, con quel bombardamento, tutto il libro. E di farti sentire nello stomaco la mancanza di quella meravigliosa città e della storia che riguarda lei e la sua distruzione, misconosciuta e quasi sotterrata.

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    Dani Torakiki said on Jul 21, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Billy Pilgrim, assurdo, grottesco, commovente Billy Pilgrim.
    Billy si fa strada tra i dettagli di una vita difficile da raccontare, in punta di piedi, bisbigliando per non svegliare il dolore, sorridendo per velare l'intensità del ricordo. Per affron ...(continue)

    Billy Pilgrim, assurdo, grottesco, commovente Billy Pilgrim.
    Billy si fa strada tra i dettagli di una vita difficile da raccontare, in punta di piedi, bisbigliando per non svegliare il dolore, sorridendo per velare l'intensità del ricordo. Per affrontarlo senza farsi male.
    Meraviglioso.

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    Maliviò said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho inserito un breve commento qui: http://leonardocolombi.blogspot.it/2014/07/mattatoio-n-5.html

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    Leonardo Colombi said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Così va la vita.

    "Fingerà che eravate degli uomini anziché dei bambini, e poi ne tireranno fuori un film interpretato da Frank Sinatra e John Wayne o da qualcun altro di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni che vanno pazzi per la guerra. E la guerra sembrerà qu ...(continue)

    "Fingerà che eravate degli uomini anziché dei bambini, e poi ne tireranno fuori un film interpretato da Frank Sinatra e John Wayne o da qualcun altro di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni che vanno pazzi per la guerra. E la guerra sembrerà qualcosa di meraviglioso, e così ne avremo tante altre. E a combatterle saranno dei bambini come quelli che ho mandato di sopra!"

    Kurt Vonnegut porta all’estremo la tendenza iniziata con “Comma 22”. Se il romanzo di Joseph Heller aveva sovvertito le regole del romanzo di guerra, creando situazioni ridicole e assurde ma sempre in un’ambientazione di guerra, “Mattatoio n.5” diventa romanzo di guerra che non parla di guerra.
    O quasi.

    Inevitabilmente Vonnegut dice qualcosa che ha a che fare con la sua testimonianza del bombardamento di Dresda.
    Ma lo fa attraverso Billy, personaggio picaresco e mite che, con l’auto degli extraterrestri di Tralfamadore ha la possibilità di viaggiare in un tempo che è ridotto a un’entità unica, dove passato presente e futuro coesistono e nessuno è mai veramente morto, per chi ha la possibilità di vedere il tempo nel suo insieme.

    Là nell’ospedale, Billy stava passando per un’avventura che capita di frequente a chi si trova indifeso in tempo di guerra: stava cercando di dimostrare a un nemico ostinatamente sordo e cieco che lui e le cose che diceva potevano essere interessanti.

    Il problema è sempre lo stesso: raccontare, testimoniare, far sapere che qualcosa è davvero successo. Soprattutto a chi non vuole sentire, per dimenticare, per non essere disturbato.
    Vonnegut evita il racconto diretto, rinuncia al realismo che potrebbe essere paradossalmente ambiguo, permettendo al lettore di esprimere un giudizio suo.
    Perché è chiaro che l’autore non vuole essere oggettivo, ma vuole esporre la sua opinione, supportata dall’esperienza vissuta. Vuole esprimere la sua protesta contro l’assurdità della guerra, che prende i semplici come Billy e li scaraventa in una realtà più grande di loro.

    Inevitabilmente le disgrazie di una vita vengono continuamente rapportate all’episodio storico, che nella sua violenza diventa paradigma di quanto di male può capitare a un uomo.
    Ma per Billy ci sono anche i momenti sereni, la costruzione di una vita malgrado tutto, con la possibilità grazie all’insegnamento dei Tralfamadoriani di arrivare a intravvedere un senso.

    Leggendo questo romanzo del 1969 è curioso trovare riferimenti alla vita reale destinati a diventare anche più importanti in futuro, come l’adesivo che inneggia a Reagan presidente! o il richiamo a David Irving, che aveva cominciato la carriera di storico “controcorrente” proprio criticando il bombardamento di Dresda, per finire tristemente nel negazionismo e nella giustificazione delle azioni di Hitler – cosa che Vonnegut, pur con la sua critica radicale alla guerra americana, mai avrebbe fatto.

    ---

    Scriveva come se a livello di coscienza non ci fosse soluzione di continuità fra l’uomo che era prima e dopo il Fatto Terribile.
    Mattatoio n.5 sembrava dire: le nostre esperienze più profonde potrebbero richieder questo sganciamento dal reale.
    (George Saunders, “Il signor Vonnegut a Sumatra”, da “Il megafono spento”)

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    F.Ramone said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

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