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Duma Key

By Stephen King, Tullio Dobner (Translator)

(1191)

| Paperback | 9788860615107

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Critics

  • Duma Key

    La trama e le recensioni di Duma Key, romanzo di Stephen King edito da Sperling & Kupfer. Dopo che una gru si abbatte sul suo pickup, Edgar Freemantle deve far fronte a una vita diversa. Devastato nel fisico, e non solo, dapprima cerca di accoltellar ... (read full critics)

    Qlibri published on Wed, 24 Nov 2010

  • DUMA KEY

    Duma Key , like the best of King’s horror derives its shocks from the elements that usually make everyday life unremarkable. Enter Edgar Freemantle, the wealthy owner of a Minneapolis based construction company that he built up from scratch with his ... (read full critics)

    shotsmag published on Wed, 29 Sep 2010

7 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Edgar Freemantle sopravvive ad uno spaventoso incidente, ma la sua vita non sarà mai più la stessa. Non tanto per i danni riportati, quanto per le conseguenze che l'incidente ha avuto sulla sua visione del mondo e sui suoi rapporti con gli altri. Ritiratosi a vivere a Duma Key inizia a disegnare la ... (continue)

    Edgar Freemantle sopravvive ad uno spaventoso incidente, ma la sua vita non sarà mai più la stessa. Non tanto per i danni riportati, quanto per le conseguenze che l'incidente ha avuto sulla sua visione del mondo e sui suoi rapporti con gli altri. Ritiratosi a vivere a Duma Key inizia a disegnare la vista del golfo su cui la sua casa si affaccia e, nel frattempo conosce i suoi vicini. Ben presto gli sarà chiaro che anche se nell'incidente ha perso qualcosa, il soggiorno a Duma gli aprirà le porte di un nuovo talento. Ma non sarà un regalo.

    Duma Key non è solo un luogo. Trovandoci in una storia di King, Duma Key è innanzitutto una porta. La vetrata che si apre sul golfo del Messico in realtà ci mostra anche "altro". Un nave, ad esempio. O i suoi strani passeggeri, chissà.
    Eddie si scopre pittore e nello stesso tempo gli appare chiaro che la sua nuova dote non è soltanto quella di saper disegnare bene. Le sue scoperte capacità lo portano in contatto con il passato della casa, e della sua strana vicina. E quello che emergerà alla fine, come il lettore di King ormai sa bene, non sarà affatto piacevole. Ma quello che sarà evidente sin da subito, è che la presenza di Eddie sulla penisola farà da catalizzatore di cose che sarebbero dovute restare sepolte per sempre.
    Leggermente ispirato ad un vecchio racconto dello stesso King, Il Virus della strada va a nord, questo Duma Key rende avvincente un tema non originalissimo, quello del talento per la pittura che nasconde altro. Già Palahniuk lo aveva esplorato nel suo Diary, ma qui King sfrutta a dovere l'idea di base e, con la consueta maestria accompagna il lettore in una riflessione amara circa il destino ultimo di ciascuno.
    La storia prende le mosse dall'ormai arcinoto incidente in cui King stesso anni fa riportò seri danni fisici, e con il talento che ha reso famoso il suo lavoro in tutto il mondo egli ne fa la base per le sue personali divagazioni sull'orrore. Appare subito chiaro al lettore che King ha un modo tutto suo di elaborare i ricordi dolorosi: li mastica fino a renderli materia per il suo lavoro e solo allora, forse, se ne libera. Il lento emergere di Eddie nel letto dell'ospedale dove sorprendentemente si è risvegliato da un incidente che lo avrebbe dovuto uccidere, è la parte più avvincente. Senza neanche un'ombra del soprannaturale che prenderà possesso in seguito della storia, questa parte ci porta ad attraversare tutto l'orrore che deve aver significato per King la sua lunga convalescenza. Eddie si sveglia arrabbiato, talmente furioso da prendere per il collo sua moglie, che a questo punto si affretta a divenire ex. Su consiglio del suo terapeuta Eddie si trasferisce sulla costa, e là si dedica ad una sua vecchia passione, il disegno. Il panorama sembra ispirare il suo lavoro e quando arriverà a dipingere quadri che addirittura meriteranno una mostra, il lettore ha già abbondantemente capito che la storia ha preso una piega inquietante.
    L'intero racconto è sottolineato dal ritmico frangersi delle onde sotto la vetrata della casa, e tutto quello che Eddie disegnerà avrà un suo significato. Dapprima saranno solo cose che non potrebbe conoscere, e poi cose che sarebbe meglio non accadessero. King usa tutto il suo talento per avvincere il lettore, e la prima parte, lenta e descrittiva rimane la migliore, dal momento che viaggiare in alcuni casi è assai più interessante dell'approdo stesso. Anche se in questo caso l'epilogo del lungo viaggio non è che una conclusione come un'altra tesa a sottolineare, semmai ce ne fosse bisogno, il fatto che King è cresciuto davvero. I suoi ultimi lavori hanno qualcosa in più rispetto ai precedenti, sono maturi. Come già in La storia di Lisey King privilegia il racconto in sè, e le trovate linguistiche, come anche i contenuti personali, hanno la meglio sulla trama tout court.
    L'orrore che permeava i suoi precedenti lavori, ultimamente è divenuto più sottile, ma non per questo meno terribile. Se dapprima un libro di King poteva esser agevolmente definito sanguinolento, adesso quello che contraddistingue i suoi romanzi è il continuo strisciare alle spalle del lettore di orrori tanto più sottili perchè molto più quotidiani. E se la parte meno avvincente è proprio il finale, deve essere perchè tutto il fascino sta nel seguire il dipanarsi di una storia che alla fine non è che un pretesto per l'espressione del vero talento che è dietro ogni grande scrittore, quello per la narrazione.

    Anna Maria Pelella

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    Mircalla64 said on Dec 2, 2010 about the Hardcover edition | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Ecco l'impianto narrativo con cui il Re gioca sul sicuro: il protagonista affronta una tragedia reale e spaventosa (qui è un incidente d'auto), quando finalmente riesce a risollevarsi si trova faccia a faccia con il soprannaturale ( un'entità prende possesso dei quadri che dipinge).
    Già visto in "I ... (continue)

    Ecco l'impianto narrativo con cui il Re gioca sul sicuro: il protagonista affronta una tragedia reale e spaventosa (qui è un incidente d'auto), quando finalmente riesce a risollevarsi si trova faccia a faccia con il soprannaturale ( un'entità prende possesso dei quadri che dipinge).
    Già visto in "Il cimitero degli animali" e "Mucchio d'ossa" eppure il clichè non annoia.
    La parte del dramma reale spaventa così tanto che rifugiarsi nella cara vecchia paura dei fantasmi diventa una consolazione. E King scrive sempre da dio.

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    LeggErika said on Jan 17, 2012 about the Hardcover edition | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    attraverso lo specchio rotto.

    Sono Stephen King, ed ho appena avuto un incidente. La cosa mi ha scosso molto, tanto che ho deciso di….Ma no, un attimo: io non sono King, sono il protagonista del suo ultimo romanzo, mi chiamo Edgar Freemantle, lavoro nell’edilizia, e non ho mai scritto un libro in vita mia. E’ solo che ho avuto q ... (continue)

    Sono Stephen King, ed ho appena avuto un incidente. La cosa mi ha scosso molto, tanto che ho deciso di….Ma no, un attimo: io non sono King, sono il protagonista del suo ultimo romanzo, mi chiamo Edgar Freemantle, lavoro nell’edilizia, e non ho mai scritto un libro in vita mia. E’ solo che ho avuto questo incidente, ecco, in cui ho perso un braccio, e sono andato un po’ fuori di testa, perché dopo gli incidenti a volte succede: quando quel furgoncino mi è venuto addosso mentre passeggiavo vicino a casa mia…
    Ma no, un attimo, ferma tutto: il furgoncino è venuto addosso a King, non a me. A me è cascata in testa una gru, e nell’incidente ho perso un braccio.
    Ora però va meglio.
    Si, va bene, lo ammetto: in fondo io e King siamo un po’ uguali. Credo che abbiamo la stessa età, siamo un po’ lo stesso tipo di persona, chi lo sa, e soprattutto siamo due reduci, se così si può dire. Reduci dalla morte, o dalla sua vicinanza. Ma una differenza, e grossa, tra noi due c’è eccome. Volete sapere quale? Presto detto: King, dopo il suo incidente è stato all’ospedale, ha penato alla grande, poi ne è uscito ed ha ripreso la sua vita. Io, dopo l’incidente, sono stato all’ospedale, ho penato alla grande, poi ne sono uscito (senza un braccio, ma questo al limite mi può anche stare bene) e sono andato fuori di testa, e ho provato a strangolare mia moglie, tanto che alla fine ho dovuto andarmene di casa.
    Questo perché King è King, e io sono dentro un suo libro. Il che fa di me una specie di specchio distorto della sua vita, giusto?
    Quindi ho dovuto mollare tutto, e andarmene, perché in testa avevo un tarlo che non mi dava pace. Ed ho trovato un posto sulla costa, una casa proprio in riva all’oceano. E in quella casa – dopo aver incontrato la mia razione di gente particolare (ma me lo aspettavo: sono in un libro di King) – ho scoperto di punto in bianco che ero diventato capace di dipingere, e di farlo addirittura col braccio che ho perso.
    Tutto il resto, come si suol dire, è storia.
    Ho visto gente, ho fatto cose, ho atteso che la Presenza Passiva-Aggressiva di turno mostrasse il suo brutto muso, e non mi sono stupito neppure quando ho visto che era la solita Presenza Malvagia Non Poi Così Interessante (PMNPCS). Allora l’ho combattuta, un po’ ho vinto e un po’ ho perso, ho capito il senso del mio vagare, ma alla fine l’ho sconfitta.
    In tutto ciò, ci metterei anche i miei fantasmi interiori, il dolore, il senso di perdita, la scoperta dell’amicizia, del senso della vita…sai, tutte quelle cose che a King piacciono tanto – insieme alle descrizioni fottutamente lunghe – e che cerca di trovare mandando in avanscoperta noi.
    Il viaggio è stato….ragguardevole, direi. Sapevo di essere a bordo di un autobus della linea King, per cui sapevo già dall’inizio che non sarebbe stato un bolide; per cui mi sono messo buono ad aspettare che uscisse dalla stazione, facesse lentamente manovra, si mettesse nella direzione giusta, e partisse a passo d’uomo, per dare il tempo a tutti noi passeggeri di guardare per bene il paesaggio.
    io un pò ho guardato, un po’ ho dormito.
    Riguardo alla fine, ho poco da dire. Sapete come vanno queste cose: quando sei un personaggio di King sai già che se hai fortuna prendi qualche calcio e poi te la cavi, e se ti va proprio ma proprio male prendi un sacco di calci, sputi tutti i denti, ma poi alla fine te la cavi lo stesso. Quindi un po’ di terrore addosso lo avevo, ovvio. Mi chiedevo: che cazzo mi tocca perdere? Ma alla fine sapevo che da qualche parte sarei arrivato, con addosso più panni – metaforicamente parlando – di quelli che avevo quando sono partito.
    Mi poteva andare meglio, ma anche molto peggio. In fin dei conti, l’unica cosa che posso fare è accontentarmi. Con la vita, di solito, si fa così.

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    EVOCUOCO said on Jan 15, 2012 about the Hardcover edition | 3 feedbacks

  • Spiaggia stregata, mare stregato/Haunted beach, haunted sea

    Un thriller paranormale che riprende l’idea della casa stregata ampliandola a un’intera zona, spiaggia e tratto di mare. Questa volta il protagonista coinvolto nella follia è un pittore non uno scrittore: ma poco importa, la follia di una influenza malefica ben presto si fa sentire trascinando il le ... (continue)

    Un thriller paranormale che riprende l’idea della casa stregata ampliandola a un’intera zona, spiaggia e tratto di mare. Questa volta il protagonista coinvolto nella follia è un pittore non uno scrittore: ma poco importa, la follia di una influenza malefica ben presto si fa sentire trascinando il lettore in una storia che si legge tutta d’un fiato. Un romanzo che attanaglia, perché il mistero è un’ombra sempre presente che diviene sempre più buia durante la lettura, fino ad avvolgere il lettore completamente.

    english version

    A paranormal thriller that incorporates the idea of the haunted house more broadly to an entire zone, beach and sea area. This time the protagonist involved in the madness is a painter not a writer: but no matter, the folly of an evil influence was soon felt by dragging the reader into a story that we read all in one go. A gripping novel, because the mystery is a shadow that becomes more and more dark during reading, to embrace the reader completely.

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    Debora said on Feb 14, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Premessa: è da poco che mi sono lasciato trasportare da King nel suo mondo, quindi non ho grossi termini di paragone con altre sue opere.
    Detto questo, l'ho trovato semplicemente magnifico.
    King riesce a mettere in atto una capacità tale che sembra disegnare le scene con parole. Inoltre, le sensazio ... (continue)

    Premessa: è da poco che mi sono lasciato trasportare da King nel suo mondo, quindi non ho grossi termini di paragone con altre sue opere.
    Detto questo, l'ho trovato semplicemente magnifico.
    King riesce a mettere in atto una capacità tale che sembra disegnare le scene con parole. Inoltre, le sensazioni vissute dai personaggi attraversano le pagine e mi sono arrivate addosso come l'acqua alla fine di un tuffo, nel bene e nel male.
    Ogni volta che riprendevo la lettura, la salivazione aumentava, come se con una fame da lupo mi trovassi di fronte a una tavola imbandita con ogni cazzo di ben di Dio.
    E' fortuna che abbia ancora molti suoi libri da leggere...

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    Jasonb said on Jan 11, 2012 | Add your feedback

  • Non sono riuscito a finirlo. Ci ho provato più volte, riprendendolo a distanza di tempo , ma inutilmente. Un libro che proprio non mi ha preso.

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    Contusu Antigusu said on Dec 16, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

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