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Quell'orribile forza

Una favola moderna per adulti

By C.S. Lewis

(167)

| Paperback | 9788845914348

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Book Description

Ne ha attraversati di mondi, il professor Elwin Ransom, nei primi due volumi della "trilogia cosmica" di C.S. Lewis, che qui si conclude. E i racconti delle sue avventure si sono intrecciati, per gli amici riuniti ogni giovedì sera nell'appartamento Continue

Ne ha attraversati di mondi, il professor Elwin Ransom, nei primi due volumi della "trilogia cosmica" di C.S. Lewis, che qui si conclude. E i racconti delle sue avventure si sono intrecciati, per gli amici riuniti ogni giovedì sera nell'appartamento dell'autore al Magdalen College di Oxford, con i capitoli del "Signore degli Anelli" che J.R.R. Tolkien sta contemporaneamente componendo. Ma ora Ransom, dopo tanti viaggi in universi misteriosi e remoti, è tornato sulla Terra, nel microcosmo apparentemente ristretto e realistico di una piccola università... E proprio qui si svelerà il vero tema magico di tutta la trilogia: il risveglio di Merlino.

12 Reviews

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    That Hideous Strength: A Modern Fairy-Tale for Grown-Ups, 1945

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    Thalita said on Apr 5, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Privo della freschezza avventurosa di "Lontano dal pianeta silenzioso" e della fantasia straripante di Perelandra, questo terzo e ultimo volume della trilogia fantascientifico-metafisica di C.S. Lewis non ha neppure come protagonista il Professor Ran ...(continue)

    Privo della freschezza avventurosa di "Lontano dal pianeta silenzioso" e della fantasia straripante di Perelandra, questo terzo e ultimo volume della trilogia fantascientifico-metafisica di C.S. Lewis non ha neppure come protagonista il Professor Ransom (presente, ma che agisce da dietro le quinte), bensì una coppia di marito e moglie che proprio non riesce a suscitare la minima simpatia.

    Inoltre l'elemento cristiano, che nelle opere precedenti ben si integrava, qui diviene assai pedante e a volte abbastanza gratuito e fuori contesto.

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    Lucius Venator said on Nov 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bella per la qualità della scrittura, ammirevole per la solidità e l'originalità della struttura epica e mitologica, interresante per le questioni filosofiche e religiose che pone.
    La scrittura: disse Tolkien che l'amico C.S. Lewis era uno scrittore ...(continue)

    Bella per la qualità della scrittura, ammirevole per la solidità e l'originalità della struttura epica e mitologica, interresante per le questioni filosofiche e religiose che pone.
    La scrittura: disse Tolkien che l'amico C.S. Lewis era uno scrittore migliore di lui. Sono confronti sempre difficili da fare, anche in rapporto a due scrittori di fantasy che comunque intendono e lavorano la materia in modo molto differente. In ogni caso in questa saga Lewis dimostra (come anche ne Le Cronache di Narnia) di saper sviluppare un racconto di tipo fantasy avendo padronanza di tutte le problematiche (la creazione di un background e di un mito che giustifichino e rendano accettabile ciò che è narrato, lo sviluppo della storia all'interno di vincoli e regole imposti dal mondo che si è creato) e di tutte le potenzialità che ciò comporta: le creature aliene di Lewis sono del tutto originali e presentate al lettore con una precisione e una profondità che le rende del tutto vere, vive, così come così come nello sviluppo dei suoi mondi inventati Lewis non si risparmia ne in fantasia ne in poesia.
    Mito: a differenza di Tolkien, Lewis non costruisce un mondo da nuovo. La mitologia che fa da sfondo a questa trilogia è quella che forma la nostra cultura occidentale: la mitologia greca e romana, quella celtica, e soprattutto quella cristiana. Rileggendo, rivisitando, rimescolando queste fonti l'autore inglese trae un nuovo ordine e nuove creature nell'universo. Dio, il diavolo, gli angeli, Venere, Merlino, Adamo e Eva, con nomi diversi o sotto diverse forme sono tutti presenti, così come i pianeti del sistema solare, o meglio i loro spiriti...per non parlare di un richiamo addirittura a numeannor (erano proprio amiconi quei due). L'impianto che sorregge questa trilogia è davvero importante anche perché Lewis si compiace nel giustificare tutto il possibile, nel dimostrare che se è vero che la sua storia è pura finzione...è una finzione tanto ben costruite da essere perlomeno verosimile. Così un viaggio su un altro pianeta non è un semplice viaggio tipo in macchina da una città al paese vicino, ma si descrivono le influenze sul corpo e sulla mente del viaggiatore; oppure un essere alieno che presenta proprietà fisiche inspiegabili non viene semplicemente liquidato con un "era un essere di pure energia senza un corpo", ma per quello che sono le conoscenze dell'uomo si discutono comunque delle ipotesi.
    Temi: filo conduttore di tutta la saga è la critica dell'uomo "scientifico" in favore di un ritorno all'uomo "naturale".
    Da una parte stanno coloro che ritengono che per mezzo della conoscenza e della ragione una classe superiore di uomini possa elevarsi ad una altezza per cui tutto gli è permesso e dovuto, un'altezza che sta al di sopra delle leggi della natura e di quelle di Dio.
    Dall'altra parte stanno coloro che senza disprezzare l'intelligenza dell'uomo lo ritengono però un abitante privilegiato della natura, natura da rispettare in quanto tale e nei suoi limiti e regole, imposti ad essa e all'uomo dal volere di Dio (l'uomo "naturale" crede con convinzione in Dio e nel rispetto delle sue parole, delle sue regole e e delle sue leggi).
    Lo scontro fisico e filosofico tra queste due visioni è il nucleo attorno al quale si snodano le vicende narrate.
    Ho trovato tutti e tre i libri bellissimi, e al di là della piacevolezza generale della saga in ognuno dei tre ho apprezzato qualcosa di particolare. In Lontano dal pianeta silenzioso mi è piaciuta soprattutto la finezza e l'umanità ( anche se non è il termine adatto) delle creature di Malacandra. In Peralandra sono rimasto ammaliato dall'immaginazione di Lewis nella creazione del pianeta e della sua regina. In Quell'orribile forza, a differenza dei primi due completamente ambientato sulla terra (tra la campagna inglese e un campus universitario), mi sono ritrovato immerso in alcune atmosfere da 1948 (il libro di Orwel, che tra l'altro è di pochissimi anni dopo visto che il libro di Lewis è del 1945).

    Come ogni persona Lewis aveva le proprie idee e le proprie convinzioni. Più ancora che ne Le Cronache di Narnia in questa trilogia l'autore inglese non nasconde la sua fede e anzi non si contano i riferimenti espliciti alla storia della religione cristiana e i richiami alla sua dottrina. E a volte si ha proprio l'impressione che calchi un po' troppo la mano (il finale di Peralandra ad esempio non mi sorprenderebbe sentirlo in una chiesa come professione di fede). In ogni caso io in questi tre libri ho trovato tanti pregi da valere sicuramente la pena di qualche tirata moralista o moraleggiante.

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    DP81 said on Aug 10, 2011 | Add your feedback

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    Di nuovo un libro dalla doppia lettura: la lotta tra bene e male (anzi, tra buoni e cattivi) e la visione del mondo di Lewis.
    Un inizio stentato, un prologo interminabile, fino a quando ci si rende conto che il libro è cominciato dalla prima pagina, ...(continue)

    Di nuovo un libro dalla doppia lettura: la lotta tra bene e male (anzi, tra buoni e cattivi) e la visione del mondo di Lewis.
    Un inizio stentato, un prologo interminabile, fino a quando ci si rende conto che il libro è cominciato dalla prima pagina, anzi dalla prefazione.
    Del resto non è una novità che succeda poco, che quello che succede non sia poi così importante e che il nodo del libro sia quello che viene detto più che quello che viene fatto.
    Ultimo atto della trilogia spaziale (che nonostante ciò che dica l'autore andrebbe letta con ordine), la conclude in maniera discontinua nel tono e progressiva nei contenuti. La morale non è ora capire la propria posizione nel mondo (Lontano dal pianeta silenzioso) o la scelta (Perelandra), ma le relazioni tra le persone (per come la vedo io ora, almeno; del resto quando un messaggio è così implicito ognuno può arguire quello che vuole da ciò che intravede...).
    Il tutto come al solito fiabescamente reso nel contrasto tra il modo "giusto" e quello "sbagliato" di affrontarle.

    PS. Questa trilogia NON è fantascienza!!!

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    Nebula said on Jun 28, 2011 | Add your feedback

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    Comincia in modo avvincente ma si perde strada facendo, fino a una conclusione da dimenticare, anche se la scena del banchetto in cui le lingue umane si perdono e gli animali mostruosi si rivoltano contro chi li ha creati in laboratorio è assolutamen ...(continue)

    Comincia in modo avvincente ma si perde strada facendo, fino a una conclusione da dimenticare, anche se la scena del banchetto in cui le lingue umane si perdono e gli animali mostruosi si rivoltano contro chi li ha creati in laboratorio è assolutamente imperdibile. Il titolo italiano traduce male l'originale "That Hideous Force", ossia letteralmente "Quella forza repellente, schifosa". Il Male non ha fascino (l'aveva già capito Dante descrivendo Lucifero). Forse nella stanchezza finale di questo libro Lewis sentiva già l'avvicinarsi della morte che lo avrebbe colto di lì a poco.

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    Giovann Roman said on Dec 28, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (167)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 506 Pages
  • ISBN-10: 8845914348
  • ISBN-13: 9788845914348
  • Publisher: Adelphi (Biblioteca, 369)
  • Publish date: 1999-02-01
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Margin notes of this book

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