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Quella mattina di luglio

Le strade del giallo n. 50

By Corrado Augias

(193)

| Paperback | No ISBN

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Book Description

"Intorno a una donna così bella, come lei ben sa eccellenza, si creano parecchi interessi."

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  • Gialli davanti al camino - 11 dic 11

    Fortuna che viene dalla libreria di mamma, che fa piacere leggerlo ma non è un gran che (e si sono risparmiati i 6 euro). Augias continua a riproporre quella mescolanza tra avvenimenti storici e vita quotidiana, per lo più seguendo le tracce di qualche commissario o ispettore o comunque poliziotto. ... (continue)

    Fortuna che viene dalla libreria di mamma, che fa piacere leggerlo ma non è un gran che (e si sono risparmiati i 6 euro). Augias continua a riproporre quella mescolanza tra avvenimenti storici e vita quotidiana, per lo più seguendo le tracce di qualche commissario o ispettore o comunque poliziotto. Poliziotto che qui assume l’improbabile nome di Flaminio Prati. E con la vicenda che scorre nei giorni cruciali della storia italiana dal 19 al 26 luglio del 1943. Purtroppo qui la mescolanza si fa ardita, che narrare di quei giorni non è facile sia per il convulso scorrere degli avvenimenti, sia che gli avvenimenti stessi non sono così limpidi come si potrebbe credere. C’è quindi al solito la storia “gialla” (e ci mettiamo molte virgolette, che è solo un pretesto). La mattina del 19 luglio viene trovata morta una donna di facili costumi in uno stabile di via dei Reti a San Lorenzo. Qui, c’è l’unico momento di buon intreccio, che subito il quartiere viene bombardato, ed il corpo del reato sparisce sotto le macerie. Ma il commissario Prati l’ha visto, e, un po’ tirato per i capelli, comincia ad indagare. Risale così pian piano alla storia della donna, prostituta in un bordello di via degli Avignonesi, con un geloso infermiere che le fa la corte, ma anche con contorni di gerarchi del regime che le ronzano intorno. L’infermiere sembra un buon capro espiatorio comunque, che è socialista e sovversivo. Le autorità puntano molto sul diversivo dell’omicidio per distogliere l’attenzione dall’avanzata delle truppe alleate in Sicilia e per l’imminente riunione del Gran Consiglio del 24 luglio. Augias in tutta questa parte tenta di fare un parallelo con le vicende italiche attuali (anche se lo scritto è del ’95) dove già si vedeva la tendenza a usare media e “machismo” per distogliere l’attenzione dai problemi reali (ed è stato un buon profeta, che 15 anni dopo, anche le prostitute tornano in prima linea). Nel procedere del racconto, Augias inzeppa un bel po’ di topiche del regime: attrici che cercano di far fortuna mostrando il seno alla Carla Calamai, donnine di tutti i generi che si appiccicano ai potenti per un po’ di visibilità, giornalisti che cercano di farsi largo tra i proclami di regime (dicendo sempre di sì ai potenti) gerarchi e fascistelli vari, ognuno con le sue piccole mire ed i grandi naufragi. E poi c’è il popolo, la gente comune, che soffre per le bombe, per le tessere alimentari, per tutte le penurie di un regime arrivato alla frutta e che reagisce solo a colpi di feste rutilanti e grandi lustrini in Via Veneto e dintorni. Tra i vari personaggi emerge anche l’attricetta Doris, che aiuta il commissario ad annodare un po’ di notizie sparse, facendo poi emergere, come uomo-ombra della vicenda, un potente, un capo della milizia fascista. Alla fine, la pazienza del commissario farà in modo di dipanare i vari fili, ma non ci sarà “giustizia”, che senza il corpo del reato, non c’è reato, e sì, ci saranno giuste punizioni per i cattivi, ma sarà più la storia reale a comminarle che la storia minuta. Rimarrà il rimpianto, al commissario Prati che rincontriamo alla fine quasi ottantenne di non aver capito se amasse o no la bella Doris, e comunque di non aver fatto nulla per capirlo. Insomma, alla fine una storiella che si poggia su alcuni fatti reali, e li imbastisce con un po’ di decente finzione (ad esempio, il capo della Milizia viene additato come promotore di un ordine del giorno favorevole a Mussolini nella famosa riunione, dove, in effetti, l’allora segretario del Partito Fascista, tal Carlo Scorza, ne presentò uno che però non venne votato). Ma il risultato è un po’ moscio, neanche all’altezza delle pur non eccelse prove di Augias con la storia italica minuta dall’11 al 21 della prima trilogia. Non è un giallo, non è storia, non è avvincente, in fondo l’unico commento da fare è che non è.

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    Giogio53 said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Libri Italiani
  • Paperback 246 Pages
  • Publisher: Gruppo Editoriale L'Espresso
  • Pub date: Apr 01, 2005
  • Also available as: Hardcover and Others
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