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Love in the Time of Cholera

By Gabriel Garcia Marquez

(40)

| Paperback | 9780141032429

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Book Description

Nobel prize winner and author of "One Hundred Years of Solitude Gabriel Garcia Marquez" tells a tale of an unrequited love that outlasts all rivals in his masterpiece "Love in the Time of Cholera". "It was inevitable: the scent of bitter almonds alwa Continue

Nobel prize winner and author of "One Hundred Years of Solitude Gabriel Garcia Marquez" tells a tale of an unrequited love that outlasts all rivals in his masterpiece "Love in the Time of Cholera". "It was inevitable: the scent of bitter almonds always reminded him of the fate of unrequited love". Fifty-one years, nine months and four days have passed since Fermina Daza rebuffed hopeless romantic Florentino Ariza's impassioned advances and married Dr Juvenal Urbino instead. During that half-century, Flornetino has fallen into the arms of many delighted women, but has loved none but Fermina. Having sworn his eternal love to her, he lives for the day when he can court her again. When Fermina's husband is killed trying to retrieve his pet parrot from a mango tree, Florentino seizes his chance to declare his enduring love. But can young love find new life in the twilight of their lives? "The most important writer of fiction in any language." (Bill Clinton). "An exquisite writer, wise, compassionate and extremely funny." ("Sunday Telegraph"). "An amazing celebration of the many kinds of love between men and women." ("The Times").
As one of the pioneers of magic realism and perhaps the most prominent voice of Latin American literature, Gabriel Garcia Marquez has received international recognition for his novels, works of non-fiction and collections of short stories. Those published in translation by Penguin include "Autumn of the Patriarch", "Bon Voyage Mr.President", "Collected Stories", "Chronicle of a Death Foretold", "The General in his Labyrinth", "Innocent Erendira and Other Stories", "In the Evil Hour", "Leaf Storm", "Living to Tell the Tale", "Memories of My Melancholy Whores", "News of a Kidnapping", "No-one Writes to the Colonel", "Of Love and Other Demons", "One Hundred Years of Solitude", "The Story of a Shipwrecked Sailor" and "Strange Pilgrims".

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    "Gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma [...] la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé." (p. 178)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

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    La Dea Incoronata

    Questa è la meravigliosa opera sull'amore. Cosa c'è di più forte ed unico dell'amore? Cosa c'è di più coinvolgente e poetico della passione che Gabriel García Márquez immette nelle sue dettagliate descrizioni? Ci sono i nostri potenti pensieri che as ...(continue)

    Questa è la meravigliosa opera sull'amore. Cosa c'è di più forte ed unico dell'amore? Cosa c'è di più coinvolgente e poetico della passione che Gabriel García Márquez immette nelle sue dettagliate descrizioni? Ci sono i nostri potenti pensieri che assumono le minuziose parole del romanzo e seguono il suo filo poetico, coinvolgente, unico e forte vincendolo. Lo scrittore parla delle infinite sfumature di quell'enorme e complesso sentimento in cui <<lo svago si trasforma in ansia e il sangue diviene schiuma per l'urgenza di vedersi>>. Improvviso è il modo in cui trasmette le emozioni:<<Ma nel disordine dell'uscita lo sentì così vicino, così nitido nel tumulto, che un potere irresistibile la costrinse a guardare da sopra la spalla mentre lasciava il tempio passando per la navata centrale, e allora vide a due palmi dai suoi occhi gli altri occhi glaciali, il viso livido, le labbra pietrificate dalla paura dell'amore>>.
    Una squarciante analessi compone la corposa struttura del libro e viene creata una catena di personaggi che consente di esprimerli ordinatamente: una complessa tela di ragno. Il personaggio esemplare è Florentino Ariza. Egli, con <<il suo dominio invincibile>> ed <<il suo amore impavido>>, spera per <<cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni con le loro notti>> di coronare il suo solo sogno con Fermina Daza

    L'amore è come il colera.

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    Albatross said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

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    Leggere Márquez in edizione economica è forse stato un sbaglio. Concentrare una storia di così ampio respiro in un cofanetto tascabile di circa cinquecento pagine (493 per la precisione) ha avuto l’effetto di renderla in un certo senso "affollata". M ...(continue)

    Leggere Márquez in edizione economica è forse stato un sbaglio. Concentrare una storia di così ampio respiro in un cofanetto tascabile di circa cinquecento pagine (493 per la precisione) ha avuto l’effetto di renderla in un certo senso "affollata". Mi chiedo se anche la traduzione abbia risentito di una scelta editoriale precisa, che come la precedente ripropone in copertina "Il tempio di Flora" di Thornton: un cupido in procinto di scoccare una freccia nel folto di una natura lussureggiante. Immediati i richiami al continente sudamericano, popolato da una vegetazione intricata e umida, gravida di vita e di una forma primitiva di sensualità. Si direbbe uno scenario adatto ad una storia d’amore. Al contrario, il romanzo di Márquez sembra tradire le aspettative di copertina e lo fa prendendosi tutto il tempo necessario. Il racconto è intriso a tal punto da un senso di decadenza e rovina, che parrebbe di trovarsi in un freddo racconto inglese di fine ottocento piuttosto che in un esotico romanzo colombiano.

    Complice il passaggio di secolo, che suona come una campana a morto per quella folta umanità in via d’estinzione, i protagonisti sembrano la fedele incarnazione dei malati di colera: non quello che uccide dopo atroci dolori corporei, ma quello che logora l’animo e ha gli stessi sintomi di una malattia epidemica. Così, mentre la società muta il suo aspetto e si appresta ad entrare nella modernità, Florentino Ariza e Fermina Daza, accompagnati dalla loro corte di servi, padroni e "puttane tristi", restano isolati in una quarantena fatta di convenzioni, pregiudizi, attese e premonizioni che li rendono i dinosauri del proprio tempo:"il XIX secolo cambia per tutti, meno che per noi" sosterrà Juvenal Urbino con lucida preveggenza.

    Sullo sfondo, una Colombia devastata dalle guerre civili e dal colera, che si spartiscono la stessa scia di cadaveri: i corpi gonfi e deformati scorrono lungo il corso del fiume Magdalena o giacciono riversi al suolo nelle piantagioni di banano, visibili anche dall’alto di un moderno pallone aerostatico. Non è però l’amore a fare da cornice allo spaccato storico e sociale dipinto dall’autore, bensì lo scorrere del tempo che cadenza le vicende umane e le rende fragili e transitorie, volubili e imperfette. Compreso l’amore.

    Un Márquez che mi si rivela diverso da come lo avevo immaginato, forse un po’ ostico da digerire per le prime 250 pagine, ma che alla fine non delude e lascia in chi legge il sapore delle cose che muoiono ma che tentano disperatamente di restare vive.

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    Evey said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

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    Tre pinte fuori dall'ordinario ed un calice di vino bianco - decisamente superfluo- mi hanno permesso di recensire a viva voce, di fronte ad un caro quanto ubriaco amico, il da me sottotitolato Sono il guerriero dell'amore, aspetterò la donna dell ...(continue)

    Tre pinte fuori dall'ordinario ed un calice di vino bianco - decisamente superfluo- mi hanno permesso di recensire a viva voce, di fronte ad un caro quanto ubriaco amico, il da me sottotitolato Sono il guerriero dell'amore, aspetterò la donna della mia vita per cinquant'anni nel nome della Luna; nel frattempo, ti dispiace se inganno l'attesa con qualunque essere con un funzionante apparato respiratorio che incappi per la mia via?.

    Ai posteri non potranno mai arrivare le parole pronunciate in quella novembrina sera di fine agosto milanese, a proposito del succitato capolavoro caraibico, in quanto le illustri menti attive nella discussione non hanno avuto la prontezza di fissare i concetti base delle rispettive filippiche. Lato mio, suonava come un "solo un idiota degno di cadere sotto i colpi dell'evoluzione della specie può aspettare per mezzo secolo un qualcosa, donna od oggetto chessia, in una specie di sfida contro il proprio ego gonfiato a dismisura, per poi essere a malapena in grado di ricordarsi perché si è iniziata questa lenta agonia di sentimenti e rotturedigonadi".
    Lato suo, la decantata teoria delle vestali di Marquez, di un sentimento che va al di la di ogni continuum spaziotemporale, il bene trionfa sulla sfiga, viva l'amore viva il vino trallallà.

    Per stavolta, nessuna ardua sentenza per voi, posteri.

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    Valzer said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Nulla a questo mondo era più difficile dell’amore.


    "Era inevitabile:l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati." Si apre così questo capolavoro che dalla prima pagina mi ha incantata. Un incontro con vari tipi di amore, tutti però costretti a misurarsi con i ...(continue)


    "Era inevitabile:l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati." Si apre così questo capolavoro che dalla prima pagina mi ha incantata. Un incontro con vari tipi di amore, tutti però costretti a misurarsi con i tarli della realtà: convenzioni sociali, pregiudizi,la morte, il tempo che scorre. E come l’amore non è perfetto, al punto che gli stessi effetti sono presentati come sintomi del colera, anche i personaggi di questo capolavoro non sono eroi ma umani nella loro misura, in preda a vizi, tentazioni, ossessioni.

    Florentino Ariza, per tutta la sua vita non ha smesso di tormentarsi dal febbrile amore per la bellissima Fermina, conosciuta durante l’adolescenza, uno “sguardo casuale (che) fu l’origine di un cataclisma d’amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato”: un amore contrastato che persuade la stessa Fermina ad arenarsi nel disincanto e a convincerla di aver nutrito nel cuore nient’altro che una chimera e a respingere dopo tre anni il devastante amore di colui che ora ai suoi occhi appare come un pover’uomo ponendo così fine a quella relazione giovanile retta da una tenera corrispondenza. Ha inizio così una lunga separazione.
    Fermina sposerà l’attraente e prestigioso dottor Juvenal Urbino, il loro è un amore diverso, meno febbrile e immediato ma lentamente costruito e forse più maturo, da allora in poi la sua vita andrà avanti per il suo corso accompagnata dal latente fantasma delle sue nostalgie che a tratti alterni l’assalirà, non di rimorso si tratta ma di rimpianto per qualcosa che avrebbe potuto essere.
    Da allora in poi la vita di Florentino andrà avanti mossa dall’obiettivo di riconquistarla, smettendo di essere quello che era prima dell’ infortunio mortale d’amore e migliorando la sua posizione sociale diventando proprietario della CFC. Con smisurata devozione e speranza, Florentino attende il ricongiungimento con la sua dea incoronata senza privarsi del calore di molte altre donne, amandole tutte e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, perché il cuore ha più stanze di un casino. Clandestine relazioni (alcune talvolta dai risvolti drammatici) ora fugaci, ora durature tra cuori feriti o solitari con le quali egli alleggerisce la sofferenza d’amore perché tutto passa, tutto meno lei.

    “Ricordati sempre che la cosa più importante di un buon matrimonio non è la felicità ma la stabilità”, che di fatto Fermina e il dottor Urbino riescono a raggiungere solo dopo aver affrontato varie difficoltà e delusioni della vita matrimoniale quando ormai la vecchiaia è lì pronta a sottrarre i giorni all’esistenza. Dopo cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni, il dottor Urbino muore e il settantaseienne Florentino non può più trattenersi, con la stessa foga d’adolescente finalmente concretizza la sua cocciuta ambizione di vederla da sola e parlarle, scegliendo però il momento più inopportuno per incontrarla e rinnovarle il suo infinito amore durante la sua prima notte di vedova. Soltanto una presa di distanza dalla realtà mondana che fino a quel momento non ha fatto altro che tenerli lontani, in una cabina di un battello della CFC, la caparbietà del sentimento si è spinto oltre i limiti stessi posti dal tempo che scorre, vincendo tutte le convenzioni dell’alta società: dopo cinquantatre anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese, saltano l’abisso per andare dritti all’essenza dell’amore, “passavano il tempo in silenzio come due vecchi sposi scottati dalla vita, al di là delle trappole della passione, al di là degli scherzi brutali delle illusioni e dei miraggi dei disinganni: al di là dell’amore. Perché avevano vissuto insieme quanto bastava per accorgersi che l’amore era l’amore in qualsiasi tempo e in qualsiasi parte, ma tanto più denso quanto più era vicino alla morte”.
    Lo stile impiegato è un marchio di fabbrica marqueziano. Il cuore si spalanca leggendo le descrizioni degli ambienti e dei caldi paesaggi delle Caribe. Il concatenamento degli eventi raccontati, non segue una sequenza cronologica lineare ma Marquez dimostra di mantenere il lettore “incollato” alle pagine del romanzo col fiato sospeso, gestendo il tempo con il sapiente ricorso a digressioni, flashback, anticipazioni e colpi di scena.
    Ho trovato particolarmente commovente quel passato che non si dissolve ma continua a resistere nel presente di una vecchiaia paragonata ad una cisterna sfondata da dove scivola via la memoria.
    Tra le varie riflessioni è d’obbligo soffermarsi se può essere reale un amore così cosmico e controcorrente come quello provato per mezzo secolo da Florentino? e ammettendone anche la possibilità, può davvero essere possibile amare contemporaneamente più persone senza tradirne nessuna?

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    Leonilde said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

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