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Il cerchio celtico

By Björn Larsson, De Marco K. (Translator)

(472)

| Others | 9788870910872

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Book Description

Se leggere vuol dire aprirsi a un'avventura, con i romanzi di Bjorn Larsson non ci sono dubbi: all'avventura veniamo trascinati, spinti di pagina in pagina da una storia che ci avvince, un ritmo incalzante, una suspense abilmente tenuta, e da quella sete di libertà e verità che anima i suoi protagonContinue

Se leggere vuol dire aprirsi a un'avventura, con i romanzi di Bjorn Larsson non ci sono dubbi: all'avventura veniamo trascinati, spinti di pagina in pagina da una storia che ci avvince, un ritmo incalzante, una suspense abilmente tenuta, e da quella sete di libertà e verità che anima i suoi protagonisti rendendoceli così attraenti. Nel fluido e mobile elemento del mare, con i suoi "orizzonti infiniti, la leggerezza sconfinata e la voglia di vivere", e la sua lezione di umiltà e rispetto, come in quello altrettanto esigente della parola, Larsson si muove con la sicurezza di un navigato skipper, conducendoci lungo le sue rotte con gli strumenti più appropriati. Qui non è più il mondo dei pirati, degli arrembaggi, della tratta degli schiavi, di personaggi resuscitati dai magici ricordi d'infanzia di Long John Silver, ma una storia dei giorni nostri, un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d'acqua, in inseguimenti e fughe senza tregua, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e di quell'organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico. Se le trame e gli ideali politici del misterioso Cerchio Celtico ci sono lontani, resta il fascino di una civiltà millenaria che crede a tal punto nella parola da rifiutare la scrittura per non toglierle potere vitale. E al di là delle sfide e dei pericoli, degli amori e delle passioni, è il tema di fondo che sentiamo nostro, quello che Larsson pone sempre al centro delle sue storie: la libertà dell'avventura per riappropriarci di quella vita che ci lasciamo sfuggire misurando il tempo con il cartellino da timbrare.

5 Reviews

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    Fin che la barca va.....

    Per acquistare un e-book è molto importante leggere le recensioni di chi ha letto il libro prima di te, non c'è altro modo per capire se potrà piacerti o meno. Nel caso del cerchio celtico mi ha stupito la coesistenza di soli due tipi di commento: bellissimo od orrendo. Niente vie di mezzo. Ho azza ... (continue)

    Per acquistare un e-book è molto importante leggere le recensioni di chi ha letto il libro prima di te, non c'è altro modo per capire se potrà piacerti o meno. Nel caso del cerchio celtico mi ha stupito la coesistenza di soli due tipi di commento: bellissimo od orrendo. Niente vie di mezzo. Ho azzardato di poter essere tra coloro che l'avrebbero amato senza riserve e ho avuto fortuna.
    Faccio parte degli appassionati di mare e di vela che, per vari motivi, non hanno mai passato una notte a bordo. E' una cosa che mi manca e alla quale spero un giorno di porre rimedio, anche se potrei restarne delusa come fu per Coleridge. Vero protagonista del romanzo è il Rustica, uno sloop di 31' sul quale l'autore ha realmente vissuto per oltre un anno sperimentando le stesse rotte e le stesse coste che fanno da sfondo alle avventure di Ulf, l'io narrante del romanzo. La trama thriller è solo un pretesto, per quanto avvincente e ben congeniata, per la descrizione di splendidi paesaggi e manovre nautiche, che ho trovato godibilissime pur essendo digiuna di qualsiasi conoscenza nautica. Ho apprezzato la storia, mi sono innamorata dei personaggi e mi sono resa conto di quanto il mare e le barche siano carichi di significati metaforici. Il mare rappresenta la sete di sapere e conoscenza, l'avventura e la libertà, la barca a vela il mezzo per esplorare questo mondo affascinante, ma rappresenta anche simbolicamente il calore e la sicurezza del ventre materno, il ritorno alla spensieratezza e alla libertà dell'infanzia.

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    Arkiclo said on Jan 7, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    "Cosa sai dei Celti?" gli ho chiesto, sia per reale interesse che per distogliere i miei pensieri dalle burrasche e dal cigolio delle manovre.
    Mi ha guardato incuriosito.
    "E tu cosa sai di loro? Non ha senso raccontare cose che si sanno già."
    "Non molto. Che erano un popolo potente che dominava l ... (continue)

    "Cosa sai dei Celti?" gli ho chiesto, sia per reale interesse che per distogliere i miei pensieri dalle burrasche e dal cigolio delle manovre.
    Mi ha guardato incuriosito.
    "E tu cosa sai di loro? Non ha senso raccontare cose che si sanno già."
    "Non molto. Che erano un popolo potente che dominava l'Europa settentrionale alcuni secoli prima di Cristo. Che i druidi, che erano allo stesso tempo i sacerdoti, i giudici, gli insegnanti e i bibliotecari dei Celti, avevano una grande influenza sulla vita del popolo. Che Cesare mise fine alla dominazione dei Celti quando sconfisse Vercingetorige ad Alesia, ma che la tradizione celtica sopravvisse in Bretagna, in Irlanda, in Galles e in Scozia. E che questi popoli stanno tornando a interessarsi alla loro eredità celtica. Ho letto qualcosa a proposito sul National Geographic. E poi naturalmente ho sentito parlare della leggenda di re Artù, in diverse versioni, e ho letto alcune saghe irlandesi".
    "Tutte scritte e distorte da monaci cristiani", ha detto Torben con un'ombra di riprovazione, come se quei monaci l'avessero personalmente privato della possibilità di leggere le saghe irlandesi in versione originale.
    "E' proprio questo il problema", ha proseguito. "La maggior parte di quello che sappiamo sui Celti proviene dai Romani, e in particolare da Cesare, che naturalmente consideravano i loro nemici come barbari incolti. La seconda fonte non è certo migliore: le saghe celtiche raccontate dai monaci cristiani che hanno fatto di tutto per far rientrare le vecchie tradizioni negli insegnamenti cristiani. Per di più una delle caratteristiche più interessanti dei Celti è che non scrivevano mai niente d'importante. Avevano un alfabeto, ma tutto l'essenziale veniva tramandato oralmente. Gli unici documenti scritti che sono arrivati fino a noi sono frammenti di parole su monete e qualche iscrizione su pietre. Soprattutto, non hanno mai scritto nulla sui loro riti e i loro culti, né su quella che ora chiameremmo la loro religione. Molti sostengono che i Celti credessero che quel che veniva scritto moriva. E in un certo senso avevano ragione. Se tutte le conoscenze devono essere tenute nella memoria dell'uomo e comunicate oralmente, devono essere mantenute vive. Questo era senz'altro uno dei motivi per cui i druidi avevano una così grande influenza ed erano considerati pari ai re. In breve, i druidi possedevano tutta la sapienza dei Celti. Si calcola che ci volessero vent'anni di preparazione per diventare druido. E cosa imparavano? Probabilmente a ricordare tutte le conoscenze che erano degne di essere preservate. Erano davvero allo stesso tempo delle biblioteche e delle università viventi".
    Torben ha avuto un attimo di pausa, e ho visto una specie di nostalgia nel suo sguardo. Il concetto che tutta la conoscenza debba essere costantemente accessibile e viva esercitava una forte attrattiva su di lui. Non era difficile capire perché si fosse tanto interessato ai druidi.
    "Forse è per lo stesso motivo", ha ripreso, "che non costruivano chiese o templi. Si accontentavano di boschi e fonti sacre. I Celti non riuscirono mai a creare uno stato o una nazione. A differenza della maggior parte degli altri popoli, vivevano in federazione con altri re della stessa condizione sociale. Jean Markale, un'autorità nel campo della storia celtica, e in particolare bretone, sostiene che la cultura celtica si oppone a confini fissi o prestabiliti, sia geografici che d'altro genere, e che un concetto come stato o nazione è del tutto estraneo alla mentalità celtica. Per esempio, è significativo che fino al 1532, quando perse la sua indipendenza, la Bretagna fosse governata da un duca. Nessuno osava proclamarsi re, perché avrebbe rischiato di attirarsi lo scontento del popolo. Le antiche lingue celtiche non hanno nemmeno una parola che indichi il concetto di "patria", come la patrie francese o il Vaterland tedesco.
    Inoltre ponevano il potere religioso, spirituale, al di sopra di quello temporale. I druidi non erano soltanto pari ai re, erano loro superiori. Nessun re faceva nulla senza prima consultare i druidi. Forse è per questo che furono sconfitti dai Romani, nonostante Vercingetorige avesse un'armata di mezzo milione di uomini. I soldati celti combattevano nudi perché avevano ricevuto la benedizione dei druidi e perciò credevano di essere invulnerabili. Ma credevano anche in una vita dopo questa, nel sid, un paradiso che si trovava da qualche parte a ovest dell'Irlanda, dove tutto era pace, giovinezza e amore, e dove il tempo non esisteva.
    Una storia dei giorni nostri, un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d’acqua, in inseguimenti e fughe a vela, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e del misterioso Cerchio Celtico, quell’organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico.

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    Jack said on Feb 5, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • storia a vela

    bella narrazione, sulla trama ho, invece, alcune perplessità...
    eliminare certi orpelli avrebbe giovato, non sempre la quantità garantisce qualità; inoltre il finale mi è sembrato "tirato via", come per chiudere il libro in tempo...

    NB: unico consiglio per "seguire" le traversate del nostro protago ... (continue)

    bella narrazione, sulla trama ho, invece, alcune perplessità...
    eliminare certi orpelli avrebbe giovato, non sempre la quantità garantisce qualità; inoltre il finale mi è sembrato "tirato via", come per chiudere il libro in tempo...

    NB: unico consiglio per "seguire" le traversate del nostro protagonista è consigliabile una cartina geografica
    NBB: in una barca la "poppa" è dietro e la "prua" davanti :-)

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    Pino said on Jan 27, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • " in mare si coglie la vera dimensione e il vero valore dell'essere umano. a terra si crede sempre di essere più importanti di quanto si è in realtà, [...] si cerca di lasciare le proprie tracce, sia nella coscienza degli altri che nei confronti dell'eternità. in mare si sa che non serve a niente. q ... (continue)

    " in mare si coglie la vera dimensione e il vero valore dell'essere umano. a terra si crede sempre di essere più importanti di quanto si è in realtà, [...] si cerca di lasciare le proprie tracce, sia nella coscienza degli altri che nei confronti dell'eternità. in mare si sa che non serve a niente. quando la scia di una barca si dissolve, tutto torna esattamente come prima del passaggio. "

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    kovalski said on Dec 31, 2011 | Add your feedback

  • Un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d'acqua, in inseguimenti e fughe a vela, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di ... (continue)

    Un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d'acqua, in inseguimenti e fughe a vela, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e del misterioso Cerchio Celtico, quell'organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico.

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    bottepiccola said on May 12, 2011 | Add your feedback

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