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Il cavaliere non fece nessun gesto; la sua destra inguantata d'una ferrea e ben connessa manopola si serrò più forte all'arcione, mentre l'altro braccio, che reggeva lo scudo, parve scosso come da un brivido.
- Dico a voi, ehi, paladino - insisté Carlomagno.
- Com'è che non mostrate la fac Continue
229 Reviews
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Eleonora said on Jan 16, 2009 about the Paperback edition | 3 feedbacks
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16 people find this helpful
*** This comment contains spoilers! ***



Scritto con ironia e leggerezza, Calvino ci descrive un Medio Evo sopra le righe, popolato da personaggi molto umani, concreti, che si muovono all'interno di una vicenda al contempo spassosa e malinconica, ricca di simbolismi e metafore che nulla tolgono al piacere della lettura.―
La Venere di cioccolato said on Dec 20, 2008 about the Paperback edition | Add your feedback
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SoleLuna said on May 14, 2008 about the Paperback edition | Add your feedback
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jeyjey said on Dec 25, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback
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Sar@ said on Dec 17, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback
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lasaggezzadeltao said on Dec 17, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:



(3477)
- Libri Italiani
- Hardcover
- Edition: 10
- Publisher: Einaudi
- Pub date: Nov 28, 1970
- Also available as: Mass Market Paperback, Paperback and Others
- In other languages:
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Anche ad essere si impara...
C'è un cavaliere nell'esercito di Carlo Magno che ha uno splendido cavallo e una splendida armatura, ma sotto a quell'armatura non c'è nulla. Non c'è un uomo. C'è solo la sua forza di volontà, il suo coraggio che lo mantengono in piedi.
C'è una giovane donna che si finge cavaliere perché è in ... (continue)
C'è un cavaliere nell'esercito di Carlo Magno che ha uno splendido cavallo e una splendida armatura, ma sotto a quell'armatura non c'è nulla. Non c'è un uomo. C'è solo la sua forza di volontà, il suo coraggio che lo mantengono in piedi.
C'è una giovane donna che si finge cavaliere perché è in cerca di uomo vero, che non faccia le cose a caso, ma con una logica.
C'è un pazzo che crede di essere ciò che vede e si immedesima in tutto.
C'è un giovane che cerca le sue origini.
C'è una suora che scrive questa storia.
Calvino dice le stesse cose che potrebbe dire qualunque altro scrittore, ma come le dice lui non le dice nessuno. Quello che vuole trasmettere al lettore sono piccoli accenni su cui iniziare una propria riflessione. Mette tutto in una storia apparentemente semplice e condisce il tutto con anche un leggero umorismo.
Il cavaliere che in realtà non c'è viene stimato per quello che fa e non per com'è. L'aspetto viene messo in secondo piano, cosa che noi spesso dimentichiamo.
Il pazzo si identifica in ciò che gli sta davanti senza distinzione, si mette nei panni dell'altro e al suo stesso livello, cosa che noi spesso dimentichiamo.
La fanciulla fa quello che fanno anche i suoi compagni cavalieri maschi, senza preoccuparsi del fatto che lei è una donna e che quindi certe cose non le può fare e sta cercando la persona giusta per lei senza accontentarsi del primo che passa, cosa che noi spesso dimentichiamo.
Il giovane cerca quello che è realmente, ciò che lo rappresenta, cosa che noi spesso dimentichiamo.
La suora ci ricorda quello che si prova prendendo in mano una penna e lasciando libero sfogo alle nostre sensazioni sulla carta, cosa che noi spesso dimentichiamo.
Tutto resiste finché c'è la nostra forza. Cosa che noi spesso dimentichiamo.
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