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Gli interessi in comune

By Vanni Santoni

(367)

| Paperback | 9788807017629

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Book Description

Jacopo, il Nella, il Paride, il Sandrone, Mimmo, il Malpa. Sono amici. Hanno vent'anni. Passano il tempo a sperimentare nuove droghe. Oppio, coca, anfetamina, mescalina, plegine, ecstasy, marijuana,tabacco, perfino noce moscata. Provano di tutto pur Continue

Jacopo, il Nella, il Paride, il Sandrone, Mimmo, il Malpa. Sono amici. Hanno vent'anni. Passano il tempo a sperimentare nuove droghe. Oppio, coca, anfetamina, mescalina, plegine, ecstasy, marijuana,tabacco, perfino noce moscata. Provano di tutto pur di riempire il vuoto che sentono dentro. La scuola che non va, le ragazze che "non ci stanno", i genitori assenti o troppo presenti, una città - Firenze - che non li accoglie e li spinge in periferia fanno da sfondo alle avventure dei sei amici. Ogni capitolo porta il nome della droga che viene assunta per la prima volta. Tra rave party, spacciatori, viaggi ad Amsterdam, ricerche di nuovi "mondi" e puntuali descrizioni della fauna che popola il sottobosco giovanile, Vanni Santoni descrive una realtà nichilista e amara, e un'amicizia vera, profonda, pura.

83 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    A tratti due stelle, a tratti cinque. Media tre e mezzo..
    Notevole come sappia accompagnare tra i meandri sensoriali e mentali di certe sostanze, primi fra tutti acidi, funghi e ketamina. Carenti ecstasy ed eroina, forse meno amati-navigati dallo scr ...(continue)

    A tratti due stelle, a tratti cinque. Media tre e mezzo..
    Notevole come sappia accompagnare tra i meandri sensoriali e mentali di certe sostanze, primi fra tutti acidi, funghi e ketamina. Carenti ecstasy ed eroina, forse meno amati-navigati dallo scrittore.
    Alcuni passaggi sul/con l'LSD magistrali. Catturata, avvinta e pure morta dal ridere.
    Peccato l'aderenza al pov parecchio arbitraria, il narratore saltella dall'uno all'altro come gli torna meglio (per dire o non dover dire). E poi un tantino superficiale, non si capisce davvero cosa provino, che abbiano in mente i personaggi. Se non un piattume che forse però in effetti è voluto.
    Ma comunque non è credibile, a mio avviso tutti crediamo e pensiamo, siamo palpitanti o sconvolti, a prescindere dall'avere un solo interesse o più.

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    Psicomama said on Apr 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ho lavorato in un Sert e so di che si parla...
    all'inizio il libro diverte anche (un po' meno se pensi che questi personaggi sono realistici nella loro lesionistica megalomania) ma alla lunga diventa ripetitivo e si dilunga inutilmente senza aggiunge ...(continue)

    ho lavorato in un Sert e so di che si parla...
    all'inizio il libro diverte anche (un po' meno se pensi che questi personaggi sono realistici nella loro lesionistica megalomania) ma alla lunga diventa ripetitivo e si dilunga inutilmente senza aggiungere nuovi elementi utili.

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    ♥Cricri♥ said on Jan 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3176270

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    Koukla said on Dec 18, 2012 | Add your feedback

  • 36 people find this helpful

    UN LIBRO SU CUI PROPRIO NON POSSO TIRARE UNA RIGA SOPRA

    Questo libro è una droga, un autentico sballo, un piacere intenso e inaspettato: le pagine scorrono fin troppo in fretta, è impossibile rallentare, fermarsi, prendere fiato. Non leggo un romanzo italiano che parla davvero dell'Italia, che sa racconta ...(continue)

    Questo libro è una droga, un autentico sballo, un piacere intenso e inaspettato: le pagine scorrono fin troppo in fretta, è impossibile rallentare, fermarsi, prendere fiato. Non leggo un romanzo italiano che parla davvero dell'Italia, che sa raccontarla a fondo, così crudele e affascinante, e così straziante e struggente, distaccato e disincantato, brillante e divertente, dai tempi di Arbasino e poi di Tondelli.

    Non si tratta di un romanzo generazionale, non racconta il decennio 1995-2005, non è confinato in Valdarno, non è sulla droga, anche se di droga indubbiamente si parla: va oltre, ben oltre – le generazioni precedenti e seguenti, i decenni venuti prima e dopo, le province e le esperienze, sono tutti contenuti in questo grande libro.
    E’ un romanzo di formazione – è un racconto sul passaggio d’età: che in questo caso diventa un passaggio d’età diluito nel tempo, procrastinando, evitando il salto (Vivendo in un presente che si ripete sempre, hanno una certa difficoltà ad accettare lo scorrere del tempo, o cambiamenti nei rapporti tra le persone.).
    Vanni Santoni non ha cercato di fare sociologia: il suo racconto arriva da lontano, è un topos letterario, ha qualcosa di epico: fosse pure solo l’epica della provincia o della giovinezza.

    Basterebbe prendere il manifesto di Iacopo, fare qualche piccolo aggiustamento, e andrebbe bene per chi è venuto prima e per chi verrà dopo. (Tra l’altro, il ‘tormentone’ manifesto è geniale: lo progettano per dieci anni, ne parlano spesso, rimandano, scherzano, poi Iacopo lo mette insieme, ne stampa mille copie in formato A4, parte in bici per tappezzare la città, ma dopo averne incollati dieci decide che va bene così, gli altri 990 se li terrà in una scatola per ricordo).

    Un libro struggente, malinconico, anche devastante, con dialoghi così calibrati che si vorrebbe proporre a Santoni di scriverli anche per un film o due.

    Ammiro la perizia con la quale Santoni entra nel mondo delle droghe: dettagliato, informato, accurato, ma mai giudice, non accusa e non partecipa. La giusta distanza, anche in questo caso, è la chiave.

    Questo gruppo di ragazzi dai soprannomi buffi sembra una pattuglia di marines impegnati a oltrepassare le linee nemiche (la linea di confine dell’adolescenza, e poi della giovinezza, la linea fra una stagione e l’altra della vita): partono tutti insieme, parlano, soprattutto di questioni pratiche, confidenze al minimo – poi le cose e gli ostacoli man mano riducono il gruppo all’osso – qualcuno riappare nel finale, ma sarà diverso da come è partito, naturalmente – qualcuno invece non ce la fa, muore, si perde, si danna (La vita è sopravvalutata).

    Un libro che procura un sorriso che scioglierebbe l’Himalaya, ma anche un magone che l'annegherebbe.

    Di poesia ora ce n’è anche di più, se hai ancora gli occhi per vederla. Ce n’è tanta, in questa fettina temporanea di caos: solo che noi non la sappiamo più trovare.

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    orsodimondo said on Aug 12, 2012 | 4 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (367)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 272 Pages
  • ISBN-10: 8807017628
  • ISBN-13: 9788807017629
  • Publisher: Feltrinelli
  • Publish date: 2008-05-15
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