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- Jorge Luis Borges collage di frasi (1 comment, 1 person)
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- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(1248)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Mass Market Paperback
- Edition: 3
- ISBN-10: 880600199X
- ISBN-13: 9788806001995
- Publisher: einaudi
- Pub date: Jan 01, 1982
- Also available as: Paperback and Softcover
- In other languages:

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“L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli ogge ... Continue
“L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un'altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s'inabissa e s'innalza nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze. Gli uomini sogliono inferire da questo specchio che la Biblioteca non è infinita (se realmente fosse tale, perché questa duplicazione illusoria?) io preferisco sognare che queste superfici argentate figurino e promettano l'infinito..."
La biblioteca di Babele.
Borges, una leggenda della letteratura del ‘900. Così grande che leggerlo provoca vertigine, uno smarrimento che a volte allontana dai suoi testi algidi, simmetrici come la Biblioteca infinita che evoca, freddi come un destino rivelato. A lui dobbiamo la rivisitazione del mito del doppio, del labirinto, la storia come menzogna e metafora, i libri immaginari, il tema dello specchio, i sentieri che si biforcano, le ramificazioni e gli slittamenti temporali.
E’ curioso che una persona capace di guardare così lontano da confondere quasi la prospettiva di chi legge sia diventato cieco verso la fine degli anni ’50, come se fosse rimasto abbacinato dal suo stesso sguardo.
Ma la cecità non ha isterilito la creatività dello scrittore, anzi ha reso il suo universo fantastico più visionario e nitido, persino crudele nel suo rigore formale e nella sua astratta bellezza.
Borges, un maestro.
Mano paterna sulla spalla, inventore di racconti che si sollevano traendosi dalle stringhe dei propri scarponi, orologio inutile, bilancia in assenza di gravità, metafisica del possibile, ricordo del futuro, bellezza eterna, urlo nel vuoto, mentre il mondo fra i '30 e i'40 o si sparava o sperava di ... Continue
Mano paterna sulla spalla, inventore di racconti che si sollevano traendosi dalle stringhe dei propri scarponi, orologio inutile, bilancia in assenza di gravità, metafisica del possibile, ricordo del futuro, bellezza eterna, urlo nel vuoto, mentre il mondo fra i '30 e i'40 o si sparava o sperava di farlo, in un altrove relativamente quieto Borges scriveva ficciones;
Il giardino dei sentieri che si biforcano
Tlön, Uqbar, Orbis Tertius
L'accostamento ad Almotasim
Pierre Menard, autore del Chisciotte
Le rovine circolari
La lotteria a Babilonia
Esame dell'opera di Herbert Quain
La biblioteca di Babele
Il giardino dei sentieri che si biforcano
Artifici
Funes, o l'uomo della memoria
La forma della spada
Tema del traditore e dell'eroe
La morte e la bussola
Il miracolo segreto
Tre versioni di Giuda
Traduzione a cura di quel signore di Franco Lucentini.
Muovendo da presupposti logici e con il supporto di un solido retroterra culturale che spazia nei più diversi campi del sapere, questi racconti si librano in volo come un raffinato gioco letterario e fantastico di rara perfezione.
I temi spaziano dallo scorrere del tempo alla memoria, dalla scr ... Continue
Muovendo da presupposti logici e con il supporto di un solido retroterra culturale che spazia nei più diversi campi del sapere, questi racconti si librano in volo come un raffinato gioco letterario e fantastico di rara perfezione.
I temi spaziano dallo scorrere del tempo alla memoria, dalla scrittura alla morte, facendo l’occhiolino ai più disparati generi letterari pur senza rispettarne fedelmente nessuno, offrendosi a molteplici chiavi di lettura ed aprendo la mente agli orizzonti sconfinati dell’immaginazione.
La dimensione fantastica, ovvero la “finzione” diventa così più reale della realtà stessa, facendosi al contempo tensione, stimolo per l’uomo verso il superamento dei propri limiti.
L’effetto è di volta in volta sconcertante, divertente…stupefacente.
In racconti di poche pagine, Borges affronta temi complicati, dimostrando erudizione e fantasia.
All'inizio questo libro mi ha entusiasmato, ma i racconti non sono tutti dello stesso livello, e dopo un po' lo stile di Borges (molto distaccato, spesso racconta le proprie storie come se fossero d ... Continue
In racconti di poche pagine, Borges affronta temi complicati, dimostrando erudizione e fantasia.
All'inizio questo libro mi ha entusiasmato, ma i racconti non sono tutti dello stesso livello, e dopo un po' lo stile di Borges (molto distaccato, spesso racconta le proprie storie come se fossero dei saggi, quindi facendo biografie di autori immaginari o descrivendo libri inesistenti) stufa.
In generale, i racconti fantastici sono semplicemente meravigliosi. Gli altri, alcuni sono belli, altri sono noiosetti. Tutti comunque fanno riflettere.
Da dove veniva quest'uomo che sapeva tutto di tutto e tutto rendeva in una prosa poetica perfetta, la cui bellezza è insostenibile? E chi era, un mago, uno gnostico, un sacerdote di un tempo antico? Onnisciente, ecco cos'era, sapeva di mitologia, gnosi, cabala, letteratura, archeologica, mistica, f ... Continue
Da dove veniva quest'uomo che sapeva tutto di tutto e tutto rendeva in una prosa poetica perfetta, la cui bellezza è insostenibile? E chi era, un mago, uno gnostico, un sacerdote di un tempo antico? Onnisciente, ecco cos'era, sapeva di mitologia, gnosi, cabala, letteratura, archeologica, mistica, filosofia, fisica quantistica (sì!) e tutto rendeva poesia. Sembra di leggere musica, a leggerli ad alta voce, questi racconti, quel che ne esce è pura musica:
“Una delle scuole di Tlön nega perfino il tempo: ragiona che il presente è indefinito, e che il futuro, il passato, non hanno realtà che come speranza o ricordo presente. Un'altra scuola afferma che il tempo è già tutto trascorso, e che la nostra vita è appena il ricordo o il riflesso crepuscolare, e senza dubbio falsato e mutilato, di un processo irrecuperabile. Un'altra che la storia dell'Universo – e in esso le nostre vite, i più tenui particolari delle nostre vite – è la scrittura che produce un dio subalterno per intendersi con un demonio. Un'altra che l'universo è paragonabile a quelle crittografie in cui non tutti i segni hanno un valore, e che solo è vero ciò che accade ogni trecento notti. Un'altra ancora che mentre dormiamo qui stiamo svegli da un'altra parte, e che dunque ogni uomo è due uomini”. [ Tlön, Uqbar, Orbis Tertius]
Ci ripropone i suoi eterni simboli ( il doppio, gli scacchi, i labirinti, i libri, le scale, gli specchi) come oggetti di un passato suo personale trasposti in metafore universali e altri temi sui quali tutti ci interroghiamo: il tempo, l'eternità, il caso, il destino, il sogno, l'infinito riproporsi di tutto. C'è la visione panteistica di essere tutto e tutti e dell'eterno ritorno in un riproporsi ciclico di ogni cosa in cui anche i libri che si scrivono sono già stati scritti e letti.
Era uno che cercava incessantemente, costui, e si meravigliava di fronte al mondo.
“Per me, il mondo è un’inesauribile fonte di sorprese, di perplessità, anche di sconfitte e, qualche volta, di felicità. Non ho nessuna teoria del mondo” (Da un'intervista).
La vita come meraviglia indeterminata. A noi non resta che meravigliarci di fronte a tanta inarrivabile bellezza.
Non sono riuscito ad andare oltre il primo capitolo.
È senza dubbio scritto molto bene e davvero ingegnoso, entrambe cose che apprezzo molto, ma troppo pesante ed al momento preferisco letture più leggere.