"Tra i grandi campioni, Fischer è praticamente l'unico che non accetta i termini della sfida imposti in modo ricattatorio dalla Storia e li ribalta completamente, senza remore." Bobby sembra aver racchiuso nella sua vita, nei suoi gesti clamorosi, nel silo lunghissimo silenzio, l'essenza stessa del Continue
"Tra i grandi campioni, Fischer è praticamente l'unico che non accetta i termini della sfida imposti in modo ricattatorio dalla Storia e li ribalta completamente, senza remore." Bobby sembra aver racchiuso nella sua vita, nei suoi gesti clamorosi, nel silo lunghissimo silenzio, l'essenza stessa del gioco più intelligente e violento che esista. Diventato, dopo la famosa vittoria contro Spassky, l''eroe americano' per eccellenza, Fischer era l'uomo più irregolare che si possa immaginare. Eccentrico, ribelle, figlio di una donna spiata per anni dall'Fbi per sospette attività antiamericane, la sua vita fu più emozionante di qualsiasi romanzo, ma anche la più esposta ai luoghi comuni, alle formule falsamente ammirative e agli insulti altrettanto stereotipi: il genio maledetto e il rinnegato, l'eroe della guerra fredda e il traditore. Una valanga di frasi fatte che non si acquietarono neanche quando il campione decise di ritirarsi dal mondo sigillandosi nell'impenetrabile silenzio di Reykjavik, dove con l'ultimo rifiuto si è sottratto alle cure lasciandosi morire.Una morte che forse non basterà a cancellare la leggenda metropolitana per cui c'è sempre qualcuno che racconta di essere stato battuto da uno strepitoso giocatore che partecipa in incognito ai tornei su internet, e quel giocatore non può essere che Bobby Fischer... Il racconto di Giacopini tenta l'ardua impresa di restituire a Fischer le sue ragioni e lo fa attraverso l'affascinante ricostruzione di un'intera epoca e della tormentata personalità d i un artista, dagli esordi nella Brooklyn degli anni Cinquanta alla fin troppo simbolica reclusione tra i ghiacci islandesi. Col suo stile preciso e tagliente, l'autore ci mette davanti a uno specchio dove il mondo chiuso e autoreferenziale degli scacchi e quello paranoico, lucidissimo, di Bobby diventano il nostro. Ne viene fuori una storia appassionata, esauriente eppure sempre capace, quando occorre, di fare un passo indietro. Per pudore, per rispetto.
OMG!
If you are a chess enthusiast, don't buy this book; if you aren't don't buy it either. The author, who's certainly not a chess player, seems more mental and paranoid than old Bobby himself.
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