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Book Description
Il saggio di Lévy intende essere una presentazione chiara di quel chesignifica oggi servirsi della realtà virtuale ma soprattutto vuolerappresentare il primo manuale di "filosofia virtuale" che delinea i possibiliuniversi in cui domani ci troveremo a vivere e mostrare come neContinue
Book Details
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(62)
- Libri Italiani
- Others 148 Pages
- ISBN-10: 8870784460
- ISBN-13: 9788870784466
- Publisher: Cortina Raffaello
- Pub date: Jan 01, 1997
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- RECENSIONE DI GRUPPO - IL VIRTUALE - Giulia Fontana (2 comments, 1 person)
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| 9788870784466 | Others | €14.50 | €13.34 | IBS.IT |
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l Virtuale, saggio del filosofo francese Pierre Lévy, può essere ritenuto forse il primo manuale di una cosiddetta “filosofia virtuale”. Scritto nel 1994 e pubblicato in Italia tre anni dopo, quando la maggior parte delle tecnologie che oggi usiamo potevano essere considerate fantascienza, Il Virtua ... (continue)
l Virtuale, saggio del filosofo francese Pierre Lévy, può essere ritenuto forse il primo manuale di una cosiddetta “filosofia virtuale”. Scritto nel 1994 e pubblicato in Italia tre anni dopo, quando la maggior parte delle tecnologie che oggi usiamo potevano essere considerate fantascienza, Il Virtuale assume per questo un carattere pioneristico e quasi lungimirante. Oggi, sul finire del 2011, possiamo affermare che già da diversi anni un movimento generale di virtualizzazione investe i più svariati ambiti: il corpo, il testo, l'economia, il linguaggio, la tecnica e il contratto, l'intelligenza. Ad ognuno di questi oggetti della virtualizzazione Lévy dedica un capitolo.
La virtualizzazione costituisce l'essenza delle evoluzioni tecniche, economiche ed etiche, quantomai rapide e incisive ai giorni nostri. Secondo l'autore, il processo di virtualizzazione non inizia oggi, ma ha sempre accompagnato lo sviluppo storico della cultura umana, dai primi graffiti all’invenzione della scrittura, fino ad arrivare alla stampa e all'avvento delle moderne tecnologie.
Una delle conseguenze più importanti di questo grande processo di virtualizzazione è senz'altro l'emergere del concetto dell'intelligenza collettiva, ovvero la capacità di una comunità di creare conoscenza attraverso l'interazione fra i singoli membri e l'uso di strumenti di interazione: “Noi, esseri umani, non pensiamo mai soli né senza strumenti” (pag. 87). L'intelligenza fa parte delle caratteristiche umane, è la facoltà mentale che consente ad un soggetto di interagire con la realtà; laddove ci sono più uomini, lì vi si crea un'intelligenza collettiva, che potrebbe essere definita, secondo le parole di Lévy, come un'intelligenza “omogeneamente distribuita, continuamente rivalutata e posta in sinergia in tempo reale” (pag. 88).
A livello personale, posso concludere affermando un certo interesse per le argomentazioni proposte dal filosofo d'oltralpe, tese a spiegare un mondo, quello del virtuale e del cyberspazio, appunto, di cui facciamo parte ma del quale non svisceriamo mai le caratteristiche, le peculiarità e soprattutto le conseguenze. Allo stesso modo, ho rilevato un modo di scrivere non particolarmente brillante, ma anzi piuttosto lento e accademico, che ha, a mio avviso, impedito un maggiore interesse per il testo e ha reso la lettura a tratti noiosa e dispersiva.
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