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I Malavoglia

By Giovanni Verga

(12)

| Audio CD

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Book Description

645 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Lu livre delle pittilarìe.

    Capolavoro assoluto del Verga! Famosa morale dell'ostrica da cui ha origine il fallimento del protagonista o protagonisti.

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    *Fata Serena* said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando la malavoglia ti viene a leggerlo...

    Al contrario di chi sostiene che i libri letti per forza al liceo siano a prescindere terribili, io, dal canto mio, ho letto moltissimi classici sotto ordine dei professori che mi sono piaciuti da morire. Ma non è certamente il caso de 'I Malavoglia' ...(continue)

    Al contrario di chi sostiene che i libri letti per forza al liceo siano a prescindere terribili, io, dal canto mio, ho letto moltissimi classici sotto ordine dei professori che mi sono piaciuti da morire. Ma non è certamente il caso de 'I Malavoglia'.
    Il primo scoglio che si è posto tra me e la serena lettura di questo libro è innanzitutto quello linguistico: il dialetto siciliano permea eccessivamente l'opera, risulta pesante e patetico. Giustamente Verga voleva proporre un quadro realistico della sua terra, della miseria, dell'ignoranza, ma penso esistano modi più eleganti di farlo oltre al rendere impossibile la lettura a chi non è in grado di comprendere quello specifico dialetto.
    Sarà che ho sempre ritenuto sintomo di maleducazione rivolgersi ad un italiano in un dialetto a lui sconosciuto...o Verga pensava di essere letto solo dai suoi contemporanei e conterranei, oppure non so davvero spiegarmi l'uso di una lingua così 'impura' ed incomprensibile.
    Ma ciò che più mi urta è che questo romanzo venga considerato un romanzo famigliare. Il solo fatto che i personaggi della vicenda appartengano alla medesima famiglia non significa aver scritto un romanzo famigliare. Ai Malavoglia manca una componente fondamentale: la personalità. In mezzo alla marea di soprannomi, epiteti e minestroni linguistici di vario genere, non c'è nulla che faccia intuire la personalità, l'interiorità di questi individui. Appaiono così piatti, non suscitano interesse, anzi, a me hanno creato ripugnanza nella loro banale piccolezza.
    Tutto questo non mi fa pensare ad una famiglia allo sbando, cosa che probabilmente Verga si era proposto di mostrare, quanto più una famiglia formata da individui che sono la caricatura malriuscita di uomini. Probabilmente era anche questo l'intento, ma non mi ha affatto convinta.
    Anche la vicenda dei Buddenbrook ci mostra una famiglia 'atipica', che vive una situazione di decadenza, ma sicuramente con molta più maestria, classe e criterio.
    Che dire? Trovo patetico che libri come questo vengano ancora proposti nelle scuole italiane come esempi di grande letteratura a discapito di capolavori, anche più recenti rispetto agli antiquati Malavoglia, che oltre ad insegnare l'italiano ai giovani sono anche in grado di insegnar loro l'importanza dell'interiorità.

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    Shakunage ~ said on Sep 10, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo!

    Una delle letture più lunghe della mia vita: non credevo che sarei mai stata in grado di finirlo e invece...
    L'ho apprezzato per i proverbi di padron 'Ntoni e la sua forza d'animo, ma rimane una sequela di disgrazie intervallata da proponimenti che s ...(continue)

    Una delle letture più lunghe della mia vita: non credevo che sarei mai stata in grado di finirlo e invece...
    L'ho apprezzato per i proverbi di padron 'Ntoni e la sua forza d'animo, ma rimane una sequela di disgrazie intervallata da proponimenti che si rivelano irrealizzabili il più delle volte. Per raggiungere qualcosa nella vita si deve faticare e non perdersi d'animo. Insomma sono divisa tra il biasimare o concordare con 'Ntoni - si, è una vita di bestie, ma che ha i suoi valori. Un mattone indigesto per le verità che racconta.

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    Evadora said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Poveri ragazzi costretti a leggerlo, vorrei abbracciarvi tutti.

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    The Girl said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    finito con tanta fatica... noioso.. non mi è piaciuto

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    Simona said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Chi ha roba in mare non ha nulla

    Chi ha roba in mare non ha nulla”. Ce lo insegnano le vicissitudini della famiglia Toscano, meglio nota come Malavoglia. Una piccola stirpe di pescatori siciliani la cui sorte rappresenta la fine di un mondo che sta per essere cancellato da ...(continue)

    Chi ha roba in mare non ha nulla”. Ce lo insegnano le vicissitudini della famiglia Toscano, meglio nota come Malavoglia. Una piccola stirpe di pescatori siciliani la cui sorte rappresenta la fine di un mondo che sta per essere cancellato dall'epoca moderna. Una famiglia che vive e lavora grazie all’attività della pesca, in un paesino della provincia catanese. I punti di riferimento, dai quali questo umile nucleo di gente non distoglie mai lo sguardo, sono una piccola imbarcazione a cui hanno dato il nome di Provvidenza, e la casa del nespolo, il focolare domestico che unisce l’intero parentado attraverso indissolubili legami d’affetto. Ma soprattutto il mare è l'elemento costante nella vita dei Malavoglia. Un mare implacabile, perennemente presente, che con il suo moto segreto simboleggia la precarietà del vivere, perché come s’increspa il mare insieme ai suoi flutti, così gli uomini, a galla della propria esistenza, non smettono mai di barcollare. I Malavoglia, infatti, sono spesso in balia delle onde funeste del destino, ma continuano a remare, seppur controcorrente, con spirito possente e grande forza fisica.

    Gli eventi chiave che nel romanzo aprono le porte alla loro rovina, sono principalmente delineati dalla partenza di ‘Ntoni, per la leva militare, l’acquisto di una partita di lupini da pagare, naufragata poi in una notte di pesca con la morte di Bastianazzo, e la Provvidenza finita quasi in frantumi. Un susseguirsi di piccole e grandi rovine, scandite da sacrifici, da lutti, da una estenuante lotta per la sopravvivenza. Padron 'Ntoni insieme ad altri personaggi, e la piccola imbarcazione adorata come una divinità, saranno protagonisti straordinari di eventi ineluttabili. Li vedremo, così, uscire di scena, poco a poco, in un finale nostalgico e con la rassegnata consapevolezza che tutto si è dissolto.

    Dal punto di vista stilistico, I Malavoglia è un bellissimo romanzo della più stretta tradizione verista. In esso predomina il vernacolo, il discorso diretto, una prosa semplice che prende forma sul parlato siciliano. L’autore dà voce alle sue radici, alla sua gente che non smette di esprimersi con numerosi proverbi in un salmodiare di saggezza popolare. Concepisce un linguaggio fatto di figure e metafore, un’abilità narrativa che permette alle immagini di farsi spazio nella mente. Prendendo a modello il ciclo zoliano dei Rougon-Macquart, Verga aveva creato I Malavoglia come il primo di una serie di cinque romanzi, il “ciclo dei vinti”, che avrebbe dovuto rappresentare la lotta per la vita e per il benessere e l’inevitabile sconfitta che ne segue a tutti i livelli della scala sociale. Quei vinti che la corrente aveva deposto sulla riva dopo averli travolti ed annegati.

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    Martin Eden said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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