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Notre-Dame de Paris La Biblioteca di Repubblica - Ottocento, 1Blog this item
  • 23 people find this helpful
    • Scolpito nelle parole
    • "..Un giorno questo (il libro) ucciderà quella ( la cattedrale).." celebre frase che Hugo fa pronunciare a Frollo, in pieno XV secolo, dopo l'invenzione di Gutenberg che rivoluzionerà la cultura europea e occidentale.
      Di sicuro, non verrai mai il giorno che questo (internet) sostituirà' la pote ... Continue

      "..Un giorno questo (il libro) ucciderà quella ( la cattedrale).." celebre frase che Hugo fa pronunciare a Frollo, in pieno XV secolo, dopo l'invenzione di Gutenberg che rivoluzionerà la cultura europea e occidentale.
      Di sicuro, non verrai mai il giorno che questo (internet) sostituirà' la potenza evocativa di libri come Notre Dame de Paris..
      Più che classico. Una Cattedrale gotica di parole. Inarrivabile.

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  • MicioMannaro said on Dec 8, 2007 about the Others edition| 2 feedbacks
  • 19 people find this helpful
    • Ανάγχη ( Fatalità)
    • Uno dei miei sogni segreti è di visitare un giorno la cattedrale di Notre-Dame.
      Questa immensa costruzione gotica ha sempre attirato la mia attenzione e ispirato il mio grande amore per l’arte e l’architettura.
      Il libro non ha bisogno di presentazioni, come per “Il conte di Montecristo” tu ... Continue

      Uno dei miei sogni segreti è di visitare un giorno la cattedrale di Notre-Dame.
      Questa immensa costruzione gotica ha sempre attirato la mia attenzione e ispirato il mio grande amore per l’arte e l’architettura.
      Il libro non ha bisogno di presentazioni, come per “Il conte di Montecristo” tutti conoscono un po’ la sua storia, la sua trama, grazie soprattutto alle svariate versioni cinematografiche, animate e musicali che gli hanno reso onore.
      Fin dalle prime pagine ci si rende subito conto di avere davanti un testo attuale, nonostante i suoi cento e più anni di età e lo stile in cui è scritto attira subito l’attenzione del lettore.
      Non vi racconterò la storia, non voglio tediarvi, mi limiterò a fare un excursus dei vari personaggi.
      Cominciamo da Quasimodo, il campanaro. Lui ha molto da recriminare dalla vita, è nato sfortunato, storpio, gobbo, guercio, un essere ripugnante che tutti odiano e tutti tengono lontani.
      La cattiveria della gente ha fatto di Quasimodo un essere incapace di amare, abituato a provare solo pietà per se stesso, è scontroso e cattivo verso il mondo che lo ha rifiutato.
      Ma i suoi sentimenti cambiano quando incontra Esmeralda…da allora lui comincerà a provare un sentimento nuovo, un sentimento inaspettato, il sentimento più dolce e umano, quello dell’amore.
      Esmeralda diverrà la sua ragione di vita.
      Ma chi è Esmeralda? E’ una ragazzina di sedici anni, che viaggia con la sua capretta e balla per le vie di Parigi.
      Come tutte le ragazzine della sua età è attratta da ciò che è bello e per questo si innamorerà di Febo, il classico principe azzurro dal cavallo bianco e dall’armatura lucente.
      La ragazza non sa che questo amore sarà la causa della sua fine, del suo tragico destino, perché dovete sapere che fin dalle prime pagine si intuisce che questa storia non andrà a finire bene, le continue maledizioni che Esmeralda riceve dalle persone che incontra sembrano non far altro che confermare l’atrocità di un destino già deciso.
      E il lettore non può far altro che assistere alla sua fine, accompagnarla per il sentiero che conduce alla sua fine con l’amarezza e lo sconforto di non poter fare nulla per salvare una ragazzina innocente da una fine ingiusta.
      E’ stato cattivo Hugo, ma merita di essere perdonato per il modo in cui ha scritto questo capolavoro.
      Notre-Dame non è solo la storia tragica e dell’amore impossibile di Esmeralda e Quasimodo, ma è anche l’immensa cattedrale e la maestosità di Parigi.
      Notre-Dame ha visto nascere e morire intere generazioni, sotto le sue volte sono passati milioni di persone con il cuore infranto, ha sentito preghiere per la salvezza, ha ascoltato richieste di pietà, milioni di persone si sono fermate stupite a guardare quella maestosità, quella bellezza e probabilmente milioni di persone lo faranno ancora.
      E’ lei la vera protagonista del romanzo, che sotto il suo sguardo continua a vegliare su Parigi e su chi si appresta ad alzare gli occhi verso di lei.
      E’ una vera e propria dichiarazione d’amore che Hugo fa a Parigi e alla sua attrattiva più bella, affetto che è visibile pagina dopo pagina.
      E non posso che dargli ragione.

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  • La Venere di cioccolato said on Jan 28, 2009
  • 17 people find this helpful
    • Il brutto, il diverso, l'emarginato, quando viene raccontato trova sempre aperto il cuore del lettore. Un'empatia che nasce dai torti subiti, dalle angherie dei più forti, dall'indifferenza della gente "normale". Brutto e buono, quando avrebbe tutti i diritti di essere cattivissimo, brutto e con un ... Continue

      Il brutto, il diverso, l'emarginato, quando viene raccontato trova sempre aperto il cuore del lettore. Un'empatia che nasce dai torti subiti, dalle angherie dei più forti, dall'indifferenza della gente "normale". Brutto e buono, quando avrebbe tutti i diritti di essere cattivissimo, brutto e con un cuore dolce e romantico anche se non c'è nessuno disposto a condividerne i battiti. Quasimodo si confonde con i gargoiles della sua Notre Dame, allontana il diavolo con la sua bruttezza, confonde il mondo interiore con il mondo di fuori e trasforma un gesto di pietà in un gesto d'amore.
      Attorno a lui la bellezza, la stupidità, la perfidia, l'ipocrisia danzano inconsapevoli e l'unica che sopravviverà alla tragedia sarà l'idiozia umana.

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  • Kira@o@ said on Mar 23, 2008 about the Hardcover edition| 1 feedback
    • del perché di Hugo ci si innamora
    • Primo libro che leggo di Hugo: capolavoro.
      Conoscevo il cartone della Disney - non mi è mai piaciuto; ho visto più volte il musical teatrale con le musiche di Cocciante.
      Avevo insomma una qualche idea sulla trama e un po' di paura: non volevo che ciò che sapevo mi rovinasse le sorprese.

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      Primo libro che leggo di Hugo: capolavoro.
      Conoscevo il cartone della Disney - non mi è mai piaciuto; ho visto più volte il musical teatrale con le musiche di Cocciante.
      Avevo insomma una qualche idea sulla trama e un po' di paura: non volevo che ciò che sapevo mi rovinasse le sorprese.

      Grazie al cielo, anzi, grazie a Hugo, il suo lavoro è irripetibile. La narrazione è ricca, fluida, talvolta ironica, talvolta profondamente commuovente o infiammante.
      Ti prende, ti cattura.
      Esistono infiniti motivi per amare un libro del genere: per il Medioevo, per Parigi, per le streghe, per gli ermetici, per i preti troppo umani o troppo poco..
      Parigi a volo d'uccello è uno dei capitoli più difficili e forse più belli.
      Le storie e i personaggi si intrecciano incantevolmente e mai in maniera scontata. Hugo mostra la sua cultura attraverso il filtro più bello, per chi vuol trasmettere qualcosa: la passione.
      E poi, i nomi dei capitoli! Le battute! I giochi di parole!

      Una vicenda che incendia i cuori e le fantasie di ogni lettore.

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  • Cantastorie said on Nov 11, 2009
    • *** This comment contains spoilers! ***
    • Basso Medioevo, 1482. Una tribù di zingari (della quale fa parte Esmeralda) si è stabilita nella periferia di Parigi occupando un territorio preciso chiamato La Corte dei Miracoli. I gitani incantano la popolazione del luogo con trucchi e magie cercando contemporaneamente di guadagnarsi da vivere, s ... Continue

      Basso Medioevo, 1482. Una tribù di zingari (della quale fa parte Esmeralda) si è stabilita nella periferia di Parigi occupando un territorio preciso chiamato La Corte dei Miracoli. I gitani incantano la popolazione del luogo con trucchi e magie cercando contemporaneamente di guadagnarsi da vivere, spesso derubando o raggirando la gente.

      Quasimodo, un essere deforme e di mostruosa bruttezza suona le campane della cattedrale di Notre Dame. Nonostante tutti provino disgusto e paura nei suoi confronti, Quasimodo (più comunemente detto Il gobbo di Notre Dame) è di animo buono ma non lo manifesta. È triste e frustrato per il fatto di essere diventato sordo a causa della continua esposizione al suono delle campane. La sua sordità e l'assenza di persone con cui parlare lo rendono anche muto. Solamente il suo "padrone", l'arcidiacono Claude Frollo, comunica con lui tramite un linguaggio a gesti. Frollo lo aveva salvato da bambino, quando, abbandonato dai genitori per il suo aspetto deforme, era stato portato in chiesa per essere venduto, o nel peggiore dei casi, ucciso.

      Frollo si invaghisce della zingara Esmeralda, che è solita danzare tra le vie di Parigi, in particolare davanti alla grande cattedrale. A causa della sua posizione religiosa e dei suoi princìpi morali che lo portano a detestare profondamente tutti i gitani, Frollo non può manifestare i suoi sentimenti e, per questo motivo, decide di rapire la fanciulla con l'aiuto di Quasimodo. I suoi piani tuttavia vanno a monte perché il bel capitano delle guardie di Parigi, Phoebus de Châteaupers, li coglie sul misfatto, salvando così la ragazza. Quest'ultima si innamora perdutamente del suo cavaliere.

      Quasimodo viene invece fustigato ed Esmeralda è l'unica che provi pietà per lui e che lo disseti durante l'esecuzione. Quasimodo se ne innamora perdutamente.

      In seguito al "salvataggio" della piccola zingara, il bel capitano Phoebus la nota fra canti e balli gitani nelle piazze di Parigi e riesce a strapparle un incontro serale. Phoebus, che appariva dapprima eroico e galante, si rivela semplicemente un uomo in cerca di dolce compagnia e privo di sentimenti. Dà infatti appuntamento alla ragazza in una squallida camera affittata ad ore e la seduce. Esmeralda, dapprima insicura ed impaurita, credendolo innamorato di lei, finisce per cedere al volere dell'uomo per paura di perderlo.

      In quel momento però entra in scena Frollo che si era prima inoltrato nella stanza con Phoebus stesso, dopo averlo pregato di poter assistere al suo incontro con la ragazza. L'arcidiacono, nascosto dentro l'armadio, non riesce a trattenere la sua immensa gelosia dovuta alla passione per la zingara, esce all'improvviso dal suo nascondiglio pugnalando alle spalle il capitano e si getta dalla finestra lasciando la giovane da sola con il corpo privo di sensi di Phoebus.

      In una situazione del genere la colpa va certo alla ragazza che viene definita un'assassina. A questa accusa si aggiunge quella di stregoneria dovuta alla testimonianza della padrona dell'alberghetto in cui si era svolta la vicenda, che afferma di aver visto entrare tre persone in quella stanza e non due. Lo scomparso (Frollo), dato anche il suo aspetto molto sinistro, viene creduto il demonio e lei la sua aiutante.

      La zingara viene imprigionata ed interrogata, ma lei, convinta che il suo Phoebus sia morto, non dice niente se non qualche vaneggiamento sul suo profondo amore per il cavaliere. Si arriva dunque al punto della tortura e qui Esmeralda in preda alla disperazione confessa di aver assassinato l'uomo e di aver aiutato il demonio.

      Nelle segrete della prigione Frollo la va a trovare offrendole un accordo: se Esmeralda gli si concederà egli le salverà la vita. Esmeralda, apprendendo che è Frollo ad aver tentato di uccidere Phoebus rifiuta sdegnata. Viene condannata all'impiccagione. Tuttavia quando la processione che dovrebbe portarla alla forca passa davanti alla cattedrale di Notre Dame, Quasimodo la rapisce e la porta in chiesa dove gode del diritto d'asilo.

      Davanti alla chiesa si raduna una grande folla di zingari che chiede la grazia per la zingara. Tuttavia sia Quasimodo che il re (Luigi XI), fraintendono le richiestre della folla, credono che essa chieda l'esecuzione. Il primo lancia pietre e sassi e il secondo invia i gendarmi per sedare la rivolta e rapire la "strega". Avutane notizia, Frollo, senza svelare la sua identità, la fa uscire da una porta sul retro e la fa navigare lungo la Senna. Li si svela e le rinnova le sue profferte. Esmeralda rifiuta ancora e Frollo furioso la consegna ai gendarmi. Nella fuga Esmeralda, mantenuta la sua purezza, ritrova la madre perduta, nella reclusa della Tour Rouland che tanto l'odiava quando la vedeva danzare; ella odiava gli zingari in quanto gli avevano portato via anni addietro la sua bambina.. non sapeva che la bella danzatrice era proprio la sua figlia perduta.. da questa inaspettata scoperta tenta di proteggerla invano dal suo tragico destino. Esmeralda viene impiccata, la madre tenta di impedire l'accaduto e perde la vita anche lei. Durante il supplizio Frollo porta Quasimodo a vedere l'esecuzione da una delle torri della cattedrale provando un piacere sadico. Quasimodo in preda alla rabbia scaraventa Frollo dalla torre provocandone così la morte. Phoebus, totalmente disinteressato alla vicenda e senza alcun senso di colpa, si sposa con una ricca ragazza di città.

      Esmeralda, in seguito all'impiccagione, viene portata in una sorta di cimitero e Quasimodo, innamorato, si lascia morire accanto al suo corpo senza vita. La scena (denominata significativamente "Il matrimonio di Quasimodo") è forte e ci viene presentata con queste parole dall'autore:
      « Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. D'altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere. »

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  • thefox! said on Nov 10, 2009
    • *** This comment contains spoilers! ***
    • Neanch'io ci sto (del tutto)
    • E' noto che Notre-Dame de Paris sia un libro oggi imperfetto: l'ha già detto Umberto Eco, che vi attinge fior di materiale per la sua ultima fatica Vertigine della lista.
      Con l'età si diventa più pazienti, pare. Eppure non riesco ad attribuire del tutto alla mia giovanile irruenz ... Continue

      E' noto che Notre-Dame de Paris sia un libro oggi imperfetto: l'ha già detto Umberto Eco, che vi attinge fior di materiale per la sua ultima fatica Vertigine della lista.
      Con l'età si diventa più pazienti, pare. Eppure non riesco ad attribuire del tutto alla mia giovanile irruenza l'insofferenza per le lunghe, lunghissime elencazioni di personaggi e situazioni inutili. Non parlo solo dell'incipit (un incipit in grado di stendere per la noia anche il lettore più accanito, peggio del ramo del lago di Como o della ridente cittadina di Verrieres), parlo del "montaggio" dell'opera: santo cielo, perché a assedio iniziato ci dobbiamo sorbire la nota spese della corte di Luigi XI? Tutti i lettori conservano il broncio dei bambini quando la mamma chiude il libro di fiabe: "Voglio sapere che succede!". Guai allo scrittore che se ne dimentica, o che non padroneggia l'entrelacement.

      Fin dal primo centinaio di pagine ci rendiamo conto della mancanza di omogeneità dell'opera, sia da un punto di vista compositivo (ci sono libri composti da due o da sette capitoli, capitoli di una pagina come di cinquanta), sia come fabula.
      Hugo "ingrana" al meglio nella parte centrale, ma il colpo di scena a lunga scadenza è ancora imperfetto. Che agnizione scontata, e che differenza di toni tra l'amore materno di Chantefleurie e quello di Fantine...

      Forse i personaggi che salvano l'opera sono proprio quelli che non si salvano.
      Frollo e Quasimodo restano. Il primo ha un momento di lucidità assoluta quanto profonda è la sua follia (Questo ucciderà quella), l'altro diventa a ragione il personaggio più celebre, pur non comparendo spesso, perché ci insegna che un vaso di coccio può valere più di un vaso di cristallo, e senza lirismi (troppo) patetici.
      Quanto alla Esmeralda, è incantevole quando danza davanti al rogo, ma davvero indisponente quando chiama invano il suo Phoebus - e con che conseguenze! D'altra parte le donne non dovrebbero (vedi cosa succede ad Amica di Mascagni, un esempio a caso), ma forse "amare troppo" per le sedicenni è un diritto.

      Da leggere certamente. E poi da riporre sul ripiano più alto della libreria.

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  • Lucyinthewind said on Nov 3, 2009

Book Description

L'arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre danzatrice zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla. Ma il capitano Phoebus de Chateaupers la trae in salvo e conquista il suo amore. Frollo uccide Phoebus facendo ricadere su Esmeralda la colpa del delitto. Quasimodo intanto, commosso da un atto di gentilezza di lei, diventa quasi un suo schiavo e la conduce a Notre-Dame per proteggerla. Dopo una serie di peripezie, Esmeralda verrà catturata e fatta impiccare sotto gli occhi di Frollo, che osserva impassibile l'esecuzione. Quasimodo, disperato, ucciderà Frollo e poi, con il cadavere della donna tra le braccia, si lascerà morire a sua volta.

Book Details
Libri Italiani
Rating: (1222)
4 stars
3 stars
2 stars
1 star
Boxset 595 Pages
Edition: 1
ISBN-10: 8889145005
ISBN-13: 9788889145005
Publisher: Gruppo Editoriale l'Espresso
Pub date: Dec 24, 2003
Also available as: Paperback, Hardcover and Others
In other languages:
Cover of "The Hunchback of Notre Dame"
The Hunchback of Notre Dame

(English Books)
Cover of "鐘樓怪人"
鐘樓怪人

(繁體書)
Cover of "巴黎圣母院"
巴黎圣母院

(简体书)
Cover of "Notre Dame De Paris"
Notre Dame De Paris

(Livres Français)
Cover of "Der Glöckner von Notre Dame"
Der Glöckner von Notre Dame

(Deutsche Bücher)
Cover of "Nuestra Señora de París"
Nuestra Señora de París

(Libros en Español)
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Notre-Dame de Paris

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