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You Are Not A Gadget

A Manifesto

By Jaron Lanier

(23)

| Hardcover | 9781846143410

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Book Description

Something went wrong around the start of the 21st century. Individual creativity began to go out of fashion. Music became an endless rehashing of the past. Scientists were in danger of no longer understanding their own research. Indeed, not only was Continue

Something went wrong around the start of the 21st century. Individual creativity began to go out of fashion. Music became an endless rehashing of the past. Scientists were in danger of no longer understanding their own research. Indeed, not only was individual creativity old-fashioned but individuals themselves. The crowd was wise. Machines, specifically computers, were no longer tools to be used by human minds - they were better than humans. Welcome to the world of the digital revolution. Yet what if, by devaluing individuals, we are deadening creativity, endlessly rehashing past culture, risking weaker design in engineering and science, losing democracy, and reducing development - in every sphere? In "You Are Not A Gadget", Jaron Lanier, digital guru, and inventor of Virtual Reality, delivers a searing manifesto in support of the human and reflects on the good and bad developments in design and thought twenty years after the invention of the web. Controversial and fascinating, "You Are Not a Gadget" is a deeply felt defence of the individual from an author uniquely qualified to comment on the way technology interacts with our culture.

32 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    A volte troppo incentrato sulla realtà statunitense, a volte troppo contro alcuni sistemi e la cultura open in generale, ma un'interessante punto di vista, forse ormai superato dai testi di Lovink e Formenti che hanno un'impostazione più europea.

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    eNIgmIsta said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho fatto veramente fatica a finire di leggere questo libro, ammetto di essere stato tentato più volte di abbandonarlo. Trovo che lo stile di scrittura renda la lettura veramente pesante. Inoltre anche i contenuti non eccellono: più che il trattato di ...(continue)

    Ho fatto veramente fatica a finire di leggere questo libro, ammetto di essere stato tentato più volte di abbandonarlo. Trovo che lo stile di scrittura renda la lettura veramente pesante. Inoltre anche i contenuti non eccellono: più che il trattato di una persona competente sembra il blog di un adolescente confuso.
    Di spunti interessanti se ne trovano pure, purtroppo vengono poi annegati in un mare di inutilità o comunque non ricevono il meritato approfondimento; rimanendo quindi sospesi nel nulla senza un discorso a contorno che li renda interessanti.
    Ho trovato le ultime pagine più interessanti della media, forse perché li mette un po' da parte i discorsi catastrofistici (la rete ci ruberà l'anima) e descrive un po' più seriamente gli organi di senso e la realtà virtuale, avvicinandosi un po' di più quindi alle mie aspettative: un ricercatore che espone fatti, fornisce riferimenti per approfondire e poi condisce i risultati con impressioni ed opinioni personali; stampo che purtroppo non esiste nella quasi totalità del libro.

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    Lorentz said on Feb 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lanier writes about people and technology (in that order) and their relationship. His perspective is worthwhile to explore, even or especially if you believe the crowd will solve all of the world's challenges. The early internet carried those promi ...(continue)

    Lanier writes about people and technology (in that order) and their relationship. His perspective is worthwhile to explore, even or especially if you believe the crowd will solve all of the world's challenges. The early internet carried those promises, but its progress has disappointed Lanier. He observes an odd lack of curiosity about the limits of crowd wisdom.

    Just a few quotes: "Wikipedia, for instance, works on what I call the Oracle illusion, in which knowledge of the human authorship of a text is suppressed in order to give the text superhuman validity." "The most tiresome claim of the reigning official digital philosophy is that crowds working for free do a better job at some things than paid antediluvian experts", "I long to be shocked and made obsolete by new generations of digital culture, but instead I am being tortured by repetition and boredom", "But the politically correct dogma that holds that open source is automatically the best path to creativity and innovation is not borne out by the facts."

    Lanier (yes, he coind virtualy reality) brings in many interesting details as well ("why do we have files on computers? the first Macintosh didn't have files"). I second his views on quality over quantity. Will use his writing for an article to be and hope to come up with a real review by then.

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    Jw. said on Sep 2, 2012 | Add your feedback

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    Molto interessante. Mi ha colpita in particolar modo tutte le riflessioni sul web 2.0.
    Molti aspetti della rete(alcuni, forse,apprezzabili da persone più esperte) mi hanno fatto riflettere sulla mente alveare e su come mi colloco io all'interno dell ...(continue)

    Molto interessante. Mi ha colpita in particolar modo tutte le riflessioni sul web 2.0.
    Molti aspetti della rete(alcuni, forse,apprezzabili da persone più esperte) mi hanno fatto riflettere sulla mente alveare e su come mi colloco io all'interno della stessa.

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    quenca said on Aug 21, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Must read

    Jason Lanier è uno scienziato, un musicista acustico e un anticonformista. In questo bellissimo libro, mette alla berlina tutte le scempiaggini sull'"emergenza" dell'intelligenza della Rete. Un iconoclasta che, al pari di un intellettuale rinasciment ...(continue)

    Jason Lanier è uno scienziato, un musicista acustico e un anticonformista. In questo bellissimo libro, mette alla berlina tutte le scempiaggini sull'"emergenza" dell'intelligenza della Rete. Un iconoclasta che, al pari di un intellettuale rinascimentale, ci invita a rimettere al centro di tutto l'uomo - a suon di sberle in faccia. Dopo aver letto Lanier, ogni volta che postate o condividete una scemenza online non potrete far a meno di sentirvi in colpa.

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    mariobraconi said on Jul 12, 2012 | Add your feedback

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    Se riuscite a superare la repulsione causata dall'improbabile titolo del libro - una volta tanto colpa non della traduzione italiana ma dell'edizione originale "You are not a gadget" - avete già scalato buona parte della vetta. Se poi riuscite anche ...(continue)

    Se riuscite a superare la repulsione causata dall'improbabile titolo del libro - una volta tanto colpa non della traduzione italiana ma dell'edizione originale "You are not a gadget" - avete già scalato buona parte della vetta. Se poi riuscite anche a digerire lo stile intricato, i contorti ragionamenti dell'autore, i suoi repentini cambi di direzione e il suo continuo aggiungere carne al fuoco che alla fine non sai più da dove è partito e dove vuole arrivare, beh, allora siete sulla cima e da lì in poi si va piacevolmente in discesa.

    Il californiano Jaron Lanier è una personalità eclettica: compositore di musica classica e collezionista di rari strumenti musicali, scenziato informatico, è uno dei pionieri della realtà virtuale e del cyberspazio poi sfociato nel world wide web. Da una parte una passione viscerale e visionaria per il mondo dell'informatica, dall'altra un approccio umanistico che pone l'individuo e la natura prima di ogni cosa: due mondi che difficilmente si possono conciliare tra loro e dal cui scontro Lanier parte per muovere le sue critiche al cosiddetto Web 2.0, dominato da giganti quali Google, Facebook o Wikipedia e dalla filosofia dell'Open Source.
    Oggi stiamo assistendo non ad un'esplosione di contenuti e creatività, ma ad un appiattimento culturale e sociale in cui l'intelligenza e l'identità del singolo vengono sacrificate a vantaggio della mente collettiva, dell' "Alveare". Siamo più interessati a conividere l'immagine di noi stessi piuttosto che arricchirla, e siamo disposti a sminuire e semplificare la nostra essenza per conformarla alle piattaforme standardizzate dei social network. L'informazione tende a fossilizzarsi nella bibbia dell'enciclopedia globale - in cui un sinonimo nascosto di "democrazia" è spesso "mediocrità di contenuto" - e ogni voce fuori dal coro tende ad essere sempre più flebile. Per non parlare della possibilità di accedere ad ogni contenuto istantaneamente e gratuitamente, paradiso in terra in apparenza, nella realtà un "Maoismo digitale" in cui una miriade di contadini (artisti, musicisti, registi, giornalisti) lavora gratis e gli unici ad arricchirsi sono i colossi dell'informatica, aggregatori di contenuti: nel futuro prossimo come ci si guadagnerà da vivere? Che tipo di società ci aspetta?

    Lanier ci accompagna nella sua critica alla società odierna in maniera assolutamente non organica, attraverso le proprie perplessità e paure - come quelle di un futuro in cui la nostra vita si esaurirà in una connessione permanente e totale nel Nuovo Web - e presentandoci concetti interessanti come quelli del lock-in, ovvero quel fenomeno per cui obsolete scelte di progettazione di software si perpetuano per inerzia e limitano possibili alternative o migliorie future, nonostante i passi da gigante a livello hardware. Allo stesso modo propone soluzioni innovative - tasse sull'utilizzo di contenuto artistico, musica venduta in gadget - e, soprattutto nel finale, ci accompagna alla scoperta delle sue passioni in digressioni tanto immotivate quanto interessanti: la realtà virtuale, il cervello umano, le origini della coscienza e del linguaggio, la rappresentazione dei sensi attraverso le macchine, l'intelligenza dei cefalopodi.
    Quella di Jaron Lanier è una voce fuori dal coro e sulle sue idee si può essere d'accordo o meno: in ogni caso gli interrogativi che pone sono fondamentali in un panorama dominato da un ottimismo e un entusiasmo quasi fanatici, in cui tutti si gustano l'abbondanza del presente ma nessuno si pone una domanda sul futuro che ci attende.

    http://thewhitesurfer.blogspot.it

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    Alealeale82 said on May 30, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (23)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • English Books
  • Hardcover 224 Pages
  • ISBN-10: 1846143411
  • ISBN-13: 9781846143410
  • Publisher: Lane, Allen
  • Publish date: 2010-01-28
  • Dimensions: 155 mm x 1,044 mm x 1,547 mm
  • Also available as: Paperback , Others , eBook
  • In other languages: other languages Libri Italiani
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