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Chocolat

By Joanne Harris

(825)

| Paperback | 9788811685333

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Book Description

449 Reviews

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    Corale a due voci

    E’ carnevale quando nel minuscolo paesino di Lansquenet-sous-Tannes arrivano due straniere, Vianne e la piccola Anouk sua figlia, e si stabiliscono in una vecchia bottega trasformandola nella Céleste Praline, un luogo di cioccolatose delizie. Vianne ...(continue)

    E’ carnevale quando nel minuscolo paesino di Lansquenet-sous-Tannes arrivano due straniere, Vianne e la piccola Anouk sua figlia, e si stabiliscono in una vecchia bottega trasformandola nella Céleste Praline, un luogo di cioccolatose delizie. Vianne è una mezza sensitiva giramondo, sempre in fuga dal suo passato, ma sembra trovare finalmente un tocco di serenità.
    Lansquenet, però, non è il paradiso che sembra. Nasconde un’anima gretta, oscurantista, ipocrita e razzista. In una parola: il curato Reynaud, che cerca con tutti i mezzi di combattere la ventata di libertà (libertinaggio, direbbe lui) che l’arrivo di Vianne porta nel paese.
    Così si delineano i poli contrapposti di una battaglia per il controllo delle anime. Da una parte Vianne nella sua cioccolateria con la vecchia Armande, il triste Guillame, madame Muscat, succube e vittima del bestiale marito, e il vituperato popolo del fiume. Insomma, tutti coloro che albergano amore e sentimenti positivi si raccolgono intorno a lei. Nell’opposto schieramento l’oscurantismo e l’egoismo di Muscat, Carolene e soprattutto del curato che non ci stanno, proprio no, a perdere la loro salda presa sul microcosmo di Lansquenet.
    Riusciranno i nostri eroi a difendersi dalla maldicenza e dal pregiudizio e trasformare il villaggio in un posto migliore?
    Il romanzo è interessante, costruito come un doppio diario dei due schieramenti opposti, ma un poco palloso. Il film era più frizzante, ma era Johnny Depp, probabilmente, a fare la differenza.

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    zenzerino said on Oct 8, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Questo è uno dei pochi casi in cui il film è più riuscito del libro. O forse sono io che amo troppo il film, per lasciarmi coinvolgere da questa altra storia, quella che viene raccontata in queste pagine. Ma questo non vuol dire che il romanzo non si ...(continue)

    Questo è uno dei pochi casi in cui il film è più riuscito del libro. O forse sono io che amo troppo il film, per lasciarmi coinvolgere da questa altra storia, quella che viene raccontata in queste pagine. Ma questo non vuol dire che il romanzo non sia altrettanto piacevole, seppur più amaro, meno fiabesco. Si perdono i toni da commedia che animano la versione cinematografica facendo di Vianne, la protagonista, una donna tormentata dal fantasma della madre, una donna che conosciamo dai suoi ricordi e di cui impariamo a diffidare: sempre in fuga, senza punti fissi, ossessionata dalla morte. Forse, addirittura, capace di gesti folli come quello di rapire un bambino. Vianne, per sua figlia Anouk, non vuole questa vita. Così quando arriva nel minuscolo paese di Lansquenet-sous-Tannes, lo fa animata dal desiderio di restare. Aprirà una cioccolateria, perché è sempre stata brava a indovinare i gusti della gente e a dare loro ciò che vogliono, ma si dovrà scontrare con il bigottismo dei paesani, personificato nella figura di Francis Reynaud, Monsieur le Curé. La narrazione è affidata a entrambi i personaggi, che vengono sviscerati fin nel profondo dalla Harris, abile caratterista. Da un lato Vianne, una donna che ha fatto della libertà la sua religione; aperta, schietta, piena di passione. Dall’altro Reynaud, freddo e razionale, barricato nella sua torre di moralità e fanatismo religioso. Attorno a loro ruota tutta la comunità di Lansquenet-sous-Tannes, e ognuno finirà per schierarsi da una parte o dall'altra, in questo scontro tra regole e tentazioni. In conclusione, un buon romanzo. La Harris usa un tipo di scrittura molto sensoriale, facendoci sentire odori e sapori ed è impossibile non sentire l’acquolina in bocca per tutte le meravigliose prelibatezze che riempiono queste pagine. L’unico dispiacere è per la figura dello zingaro Roux, che nel romanzo resta un po’ in sordina e non ha certo la presenza scenica di Johnny Depp!

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    Fren said on Sep 19, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Scrivere con grazia,

    è una delle caratteristiche della Harris: è il secondo libro che leggo. Lettura piacevolissima, rilassante, leggera, ma non banale.
    Merita veramente di essere letto.

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    Psboz said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto brava l'autrice a rendere vive le emozioni della narrazione ed i profumi del negozio.
    Consigliato!

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    Giancarlo Merlin said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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