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Cuore di tenebra

By Joseph Conrad, E. Capriolo (Translator)

(2262)

| 9788807050527

252 Reviews

  • 39 people find this helpful

    Vi prego.

    E' un fatto notissimo che Coppola ha fatto leva su questo libro per la sceneggiatura di Apocalypse Now, ma anche se avete visto quel notevole film, prendetevi il privilegio di leggere questo libro.

    I parallelismi sono molti ma ciò assolutamente non vi darà sensazione di perdere il vostro temp ... (continue)

    E' un fatto notissimo che Coppola ha fatto leva su questo libro per la sceneggiatura di Apocalypse Now, ma anche se avete visto quel notevole film, prendetevi il privilegio di leggere questo libro.

    I parallelismi sono molti ma ciò assolutamente non vi darà sensazione di perdere il vostro tempo.

    Il viaggio a ritroso nel fiume e nel tempo, il dio sconosciuto che abita le giungle, il nativo destinato ad abbandonare rapidamente la superficie della sua terra per fecondarne il sottosuolo, insomma una proiezione amplificata dell'usuale orrore belga sono combinati in un racconto degno di menzione speciale.

    Una delle caratteristiche del '900 è che nei rinnovati inferni Virgilio spesso coincide con Satana e se riemergi scopri che Beatrice è fuori.

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    Procyon Lotor said on Jul 3, 2008 | 3 feedbacks

  • 20 people find this helpful

    Capolavoro

    Riprendendo in modo magistrale il motivo letterario del viaggio, Conrad si ricollega ai grandi modelli del passato e imprime al contempo una propria orma originale e indelebile in questa gloriosa tradizione.
    Come in genere accade per i capolavori, anche “Cuore di tenebra” si presta a diverse ch ... (continue)

    Riprendendo in modo magistrale il motivo letterario del viaggio, Conrad si ricollega ai grandi modelli del passato e imprime al contempo una propria orma originale e indelebile in questa gloriosa tradizione.
    Come in genere accade per i capolavori, anche “Cuore di tenebra” si presta a diverse chiavi di lettura e, a seconda della sensibilità e del vissuto, anche culturale, dei singoli lettori, può rievocare alla mente i più svariati paralleli e convogliare l’attenzione sui più differenti significati.
    Ad ogni modo, il viaggio narrato da Marlow non ha nulla del racconto d’avventura comunemente inteso, mancando totalmente le componenti di dinamicità che caratterizzano il genere. Qui tutto si gioca sulla suspense, sulla tensione psicologica, su un’attesa sapientemente creata per mezzo di elementi misteriosi e inquietanti.
    Le stesse modalità narrative, affidate alla pura oralità di una narrazione pronunciata nottetempo a un gruppo di ascoltatori invisibili di cui si avverte soltanto la presenza, creano già quel clima irreale che pervaderà l’intera storia, alternando sequenze lentissime a momenti di frenetica concitazione.
    Il fiume da risalire, paragonato a un immenso e infido serpente, esercita un fascino inspiegabile e irresistibile; i luoghi hanno colori tetri anche in pieno giorno, si popolano di presenze minacciose, si animano di scene raccapriccianti e terrificanti; i personaggi incontrati sono bizzarri e imperscrutabili…
    E su tutto e tutti predomina la figura di Kurtz, invisibile ma immensa fin dalle prime pagine, quando in realtà la sua figura “fisica” sarà limitata a poche battute, a pochi gesti. È lui la meta verso cui ha teso quell’infernale navigazione, una meta raggiunta, ma ben lontana dal procurare soddisfazione in quanto ci si rende conto della cruda realtà in un orribile scambio di civiltà e barbarie e in un gioco beffardo di ipocrisie, di avidità e di follia.
    Grazie Sigurd e Procyon.

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    Ginny 1807 said on Oct 18, 2008 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 8 people find this helpful

    Questo breve romanzo riesce a coinvolgere trasmettendo contemporaneamente una sensazione di fastidio, di disagio.
    Nel corso della lettura sono sempre rimasta in attesa di rivelazioni che non arrivano, di conoscere meglio i protagonisti, che vengono scolpiti con pochi tratti e con solo qualche e ... (continue)

    Questo breve romanzo riesce a coinvolgere trasmettendo contemporaneamente una sensazione di fastidio, di disagio.
    Nel corso della lettura sono sempre rimasta in attesa di rivelazioni che non arrivano, di conoscere meglio i protagonisti, che vengono scolpiti con pochi tratti e con solo qualche elemento significativo. Ma il viaggio nel Cuore di tenebra, l'incontro con Kurts, il suo carisma, il suo potere ipnotizzano.
    Cercavo di capire cosa sconvolge la voce narrante, Marlow, o di sapere qualcosa in più su Kurts, il personaggio che tutti nominano e che la maggior parte teme ed è protagonista soprattutto per voce degli altri ma alla fine ho racimolato delle impressioni , delle opinioni, nulla è chiaramente svelato. E tutto questo è...magnetico.
    Ci sono poi tanti indizi così ognuno potrà trovare la sua spiegazione all'enigma...

    Senza sapere perché ho letto alcuni brani ad alta voce, mi sembravano più comprensibile per poi scoprire che Conrad reputava la scrittura un mezzo per trasporre un racconto orale, e infatti, proprio così, ho trovato la sintonia con quest'opera.

    Due note all'edizione Feltrinelli:
    - molto interessante la postfazione di Baricco;
    - trovo invece inconcepibile che la quarta di copertina, oltre alla trama dell'opera, contenga una breve biografia e le opere di Baricco e NULLA, neanche una riga, nemmeno la data di nascita, di Conrad.

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    Grimilde said on Nov 2, 2008 | 3 feedbacks

  • Bellissimo il viaggio nel cuore di tenebra, e sopratutto nell'animo umano. Ma il personaggio di Kurtz, non mi ha affascinato più di tanto.

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    Izzantonio said on Dec 25, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback

  • The blankest of blank spaces

    Non ho letto questa edizione, ma fa lo stesso.
    La prima volta che ho letto questo libro avevo 16 anni. Mi fu regalato dalla professoressa di inglese del liceo, che in quei memorabili giorni era anche mia amante. La lettura mi turbò a lungo, per la scoperta soprattutto della parte selvaggia del mondo ... (continue)

    Non ho letto questa edizione, ma fa lo stesso.
    La prima volta che ho letto questo libro avevo 16 anni. Mi fu regalato dalla professoressa di inglese del liceo, che in quei memorabili giorni era anche mia amante. La lettura mi turbò a lungo, per la scoperta soprattutto della parte selvaggia del mondo. Quella parte in bianco e nero anche quando è a colori, quella parte che non scende a compromessi e che non tratta, che dona senza aspettarsi riscontri e prende senza chiedere il permesso. Luoghi davvero tenebrosi per noi ominidi educati al bon ton del galateo e a scambiarci i riguardosi saluti.
    Letto a distanza di anni il libro ha sempre il suo grande valore, superato però a mio avviso dalla liberissima trasposizione cinematografica di Coppola: Apocalypse Now, un film imperdibile, molto più potente se non più riuscito del libro.
    La dedica sul mio libro fu questa:
    "The blankest of blank spaces: quando sarò grande andrò là" - therefore I went and waited but none came along.

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    Gian Maria Turi said on Dec 21, 2009 | Add your feedback

  • BRANDELLI DI UMANITÀ

    Citazione per essere colti: il vaporetto di Marlow prosegue lentamente lungo il fiume verso Kurtz, quando un gruppo di selvaggi improvvisamente inizia ad agitarsi nella giungla: “gli uomini erano… No, non erano inumani. Ebbene, vi dirò, questo era il peggio; questo sospetto che non fossero inumani. ... (continue)

    Citazione per essere colti: il vaporetto di Marlow prosegue lentamente lungo il fiume verso Kurtz, quando un gruppo di selvaggi improvvisamente inizia ad agitarsi nella giungla: “gli uomini erano… No, non erano inumani. Ebbene, vi dirò, questo era il peggio; questo sospetto che non fossero inumani. Ti nasceva dentro lentamente. Urlavano e saltavano e volteggiavano, facevano facce orribili, ma a terrorizzarti era il semplice pensiero della loro umanità, tale e quale la vostra, il pensiero della remota parentela con questo tumulto selvaggio e travolgente”.
    Un momento estetico è un momento perfetto, completo, avvolgente, esplicativo, ed è tale proprio per la sua irripetibile unicità, per la sua identità che non può essere resa se non in quell’istante perfetto, in quell’incontro non reiterabile. Un’opera d’arte può essere la fonte di questa sensazione di completamento dei sensi e dello spirito, ma anche stralci di vita quotidiana. In un viaggio in metropolitana significa per esempio percepire il contatto con gli altri e avere la consapevolezza che non se ne è lontani, seppure si sia da essi distinti. È come rendersi conto dell’esistenza di un legame profondo, essenziale, inspiegabile ma inevitabile. In un momento simile quello che ognuno legge negli occhi dell’altro è la radice di se stesso, e non contano quindi i vestiti, il colore della pelle, l’orientamento sessuale: c’è solo l’uomo in se stesso, con quello che resta della sua originale umanità. Ma questo tipo di incontro profondo non è sempre fonte di completamento e serenità, come chiarisce lo stesso Conrad, è possibile infatti un fondo di paura nell’avere di fronte qualcosa di differente da sé ma originariamente uguale: il terrore di dover ammettere che qualcuno che non conosciamo, che non ci è riducibile, possa avere qualcosa in comune con noi.
    Sono questo timore, questa angoscia che arrivano allora a sostituirsi alla fiducia e non fanno altro che farci barrare in casa, dentro le sicure e definite mura domestiche, che ci fanno chiudere in noi stessi ancora prima di dare una possibilità al diverso da noi, che ci precludono nuove strade che magari vorremmo avere il coraggio di percorrere. Un atto di difesa che cela in realtà un atto di paura. Ma è giustificabile questa paura?
    In un mondo idillico e rosa come quello dei sogni o delle favole sicuramente ci si deve fidare più o meno di tutti. Solo che poi, come tutti sanno, se accetti la mela rossa dalla strega cattiva ci resti secco (o quasi). Dunque nel mondo reale le cose stanno un po’ diversamente, anche perché poi nessuna formula magica arriva a risolvere il problema. Forse si dovrebbe avere il coraggio di scavare in se stessi e ritrovare le basi della propria umanità e cercare di scorgerle anche negli altri, per comprendere che se siamo tutti uomini un motivo esiste (nel bene e nel male). L’alternativa radicale potrebbe essere il “The horror! The horror!” con cui la voce profonda di Marlon Brando infiamma in Apocalypse Now il giudizio sulla vita di Kurtz, uomo solo fra gli uomini.

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    fo said on Dec 16, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (2262)
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • 112 Pages
  • ISBN-10: 8807050528
  • ISBN-13: 9788807050527
  • Publisher: Feltrinelli
  • Pub date: Jan 01, 1987
  • Also available as: Mass Market Paperback, Paperback, Hardcover and Others
  • In other languages:
    • <span class='translatable' lang='Cover of '{[title]}''>Cover of 'Heart of Darkness'</span>
      Heart of Darkness
      (English Books)
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