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Il deserto dei TartariBlog this item
  • 68 people find this helpful
    • Il MIO libro. Nel senso che lo adoro, ha spostato di qualche metro il mio punto di vista delle cose. Un romanzo sull'immobilità, le speranze disilluse, il passare del tempo, la consapevolezza di aver inseguito desideri in realtà mai cercati. Un romanzo sull'uomo moderno dove tutto sembra fermo e imm ... Continue

      Il MIO libro. Nel senso che lo adoro, ha spostato di qualche metro il mio punto di vista delle cose. Un romanzo sull'immobilità, le speranze disilluse, il passare del tempo, la consapevolezza di aver inseguito desideri in realtà mai cercati. Un romanzo sull'uomo moderno dove tutto sembra fermo e immobile, invece....
      Impossibile non farsi suggestionare dagli spazi della fortezza Bastiani e del deserto, dalla melanconia del protagonista Giovanni Drogo.
      E poi quella domanda ossessiva, imperante, che corre lungo tutte le pagine: ma questi benedetti Tartari arrivano o no?!
      Finale lirico e potentissimo.
      Un capolavoro. Grazie Buzzati.

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  • MACNO said on Jun 3, 2007 about the Paperback edition| 2 feedbacks
  • 42 people find this helpful
    • Quella nostra fortezza Bastiani.
    • un ufficiale che passa la vita aspettando un nemico che non esiste e che non arriverà mai. ma perché i tartari dovrebbero essere il nemico? e perché c'è bisogno di un nemico, chiunque esso sia? che poi alla fine questo nemmeno ci interessa, semmai è il pretesto in cui collocare una storia universale ... Continue

      un ufficiale che passa la vita aspettando un nemico che non esiste e che non arriverà mai. ma perché i tartari dovrebbero essere il nemico? e perché c'è bisogno di un nemico, chiunque esso sia? che poi alla fine questo nemmeno ci interessa, semmai è il pretesto in cui collocare una storia universale: è la storia di Giovanni Drogo,
      ma Giovanni Drogo siamo noi.

      siamo noi,
      ogni volta che ci troviamo in un impasse e consegnamo la nostra vita alla sorte, ogni volta che siamo vivi senza vivere realmente, che ci chiudiamo in un guscio per sentirci protetti e al sicuro, ma in realtà se ci guardiamo allo specchio scorgiamo che non c'è luce nei nostri occhi.

      siamo noi,
      quando guardiamo l'orizzonte e ci chiediamo cosa ci sarà oltre, ma poi chiudiamo la finestra e non facciamo nulla per andare a vedere. ci diciamo che tanto sarà uguale a qui, se non peggio, e quindi chi ce lo fa fare di andarcene?

      e come noi,
      come Giovanni Drogo, è Novecento di Baricco, che non riesce ad abbandonare la sua nave, è Henrik de Le braci di Marai, che per 41 anni e 43 giorni aspetta segregato nel suo castello dei Carpazi, è la Madama Butterfly di Giacomo Puccini, che aspetta per anni il ritorno di Pinkerton che alla fine ritorna, ma con un'altra donna.

      una lettura terapeutica, sotto certi aspetti. catartica, anche: ti fa venire voglia di uscire a correre sotto la pioggia urlando con tutto il fiato che hai in corpo. insegna che non si deve mai lasciare la propria vita in mano ad eventi esterni che, se non accadono, ci distruggono. insegna che coltivare i sogni, senza mettere in moto i meccanismi per realizzarli, è un esercizio sterile che dà un sollievo momentaneo, ma che fa precipitare in un'illusione virtuale che non cambia realmente la vita, perché è la vita quello che ci accade, mentre aspettiamo qualcos altro.

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  • Federica* said on Mar 29, 2008 | 4 feedbacks
  • 34 people find this helpful
    • Moby nel Kastello
    • Detesto i libri simbolici, metaforici e allegorici, (...chissenefrega in agguato) questo, per qualche (per me indefinibile) ulteriore qualità, rimane un libro di grande respiro scritto da uno scrittore sopraffino.

      Ambientato in una belle époque sui generis, l'ufficialetto Drogo di fresca nomin ... Continue

      Detesto i libri simbolici, metaforici e allegorici, (...chissenefrega in agguato) questo, per qualche (per me indefinibile) ulteriore qualità, rimane un libro di grande respiro scritto da uno scrittore sopraffino.

      Ambientato in una belle époque sui generis, l'ufficialetto Drogo di fresca nomina e belle speranze muove alla volta della fortezza dove è comandato di stanza. Ci passerà la vita in mezzo a minuzie e corbellerie, muffa e albagie, sogni di gloria e fiammate di boria.

      La trama (è poca cosa, eventi militari inclusi, cercatela su wiki che è ottimamente resa) somiglia un po' a un Moby Dick senza balena; cioè d'accordo l'ardore giovanile, le tradizioni, onori e oneri, ma cari lettori, lettori giovani che avete ancora la scelta, ammonisce, attenzione alle carriere, occhio ai clichès, cautela con la difesa dei valori, perchè potreste rendervi conto che la carriera era semplicemente un invecchiare, i clichès l'unico valore e i valori delle fesserie cui per primi non credono i loro piazzisti.

      In questo quadro di deriva deresponsabilizzata ovviamente l'unica seria sfida è il punto omega, per cui l'essere-per-la-morte di Drogo, non è altro che il residuo dopo l'abdicazione alla scelta.

      Il libro, pur non essendo assolutamente datato, si incentra su un dilemma però passato molto di moda alle nostre latitudini e che quindi non turba di certo i sonni delle genti. In un mondo di obiettori, di rinunciatari e di disertori, il rischio di farsi intruppare in strutture rigide è bassissimo. Per mettere in guardia invece contro le sirene soffici della pubblicità e del mercato meglio altri volumi.

      Le corbellerie militari e le contrazioni spaziotemporali di Buzzati sono evidentissimamente date dal fatto che l'esercito di Drogo è da intendersi solo come ampia metafora. Drogo arriva dopo poche decine di ore in un luogo che si intende esageratamente lontano dalla Città. Le incongruenze militari non sono errori (B. era un serio giornalista) ma licenze di teatro, doverose più che perdonabili

      Purtroppo il film tratto, che in ogni caso merita la visione, si incentra troppo sul cotè esercito (finanche dando ai nomi dei personaggi, cambiati dal sapore da quello italofrancospagnuolo originale, verso un che di austroungarico).

      Notevole l'assenza dell'elemento femminile, presente solo come ricordo o poco altro ivi incluso le ragazze genere di conforto del vicino villaggio. Assenza perfino della famiglia: fredda e distante come un ente di mutua assistenza.
      Non è vero quindi che Dio Patria e Famiglia riducono l'uomo in poltiglia. Se non prende il timone nelle sue mani, in poltiglia contro gli scogli riesce ad andarci anche da solo.

      Ricordo che la trama fatta di poco è qui un assoluto pregio: esalta il significato di ogni parola.

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  • Procyon Lotor said on Mar 19, 2008 about the Hardcover edition
    • Il primo libro che abbia mai avuto il coraggio di abbandonare. La verità è che il coraggio mi è venuto nel tempo, che ci ho riprovato ben due volte, prima di ardirmi di zittir Buzzati per sempre.
      E per questo mio primo passettino verso l'indipendenza dai classici, dagli scaffali della bibliote ... Continue

      Il primo libro che abbia mai avuto il coraggio di abbandonare. La verità è che il coraggio mi è venuto nel tempo, che ci ho riprovato ben due volte, prima di ardirmi di zittir Buzzati per sempre.
      E per questo mio primo passettino verso l'indipendenza dai classici, dagli scaffali della biblioteca di casa e dalle imposizioni didattiche, mi è molto, molto caro.
      Ah, beh, sì! Anche perché ho avuto il bene di non dover aspettare quei diavolo di tartari un minuto di più, claro!

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  • Lodoletta (annaelena) said on Dec 1, 2009
    • Il libro più brutto di Buzzati, il più letto! Mah! peccato perchè i racconti ed altri romanzi sono incredibilmente moderni e appassionanti.

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  • Alex Fantozzi said on Nov 26, 2009
    • Non si può fare a meno di leggerlo. E di amarlo. Paure e apsettative diventano Tartari forse parenti di Godot. Fa male leggerlo ma, ripeto, non se ne può fare a meno.

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  • jo_march said on Nov 24, 2009

Book Description

Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A norddella fortezza c'è il deserto da cui si attende una invasione dei tartari. Mal'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni diguardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. QuandoDrogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l'inutile attesadel nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'eventotanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.

Book Details
Libri Italiani
Rating: (3470)
4 stars
3 stars
2 stars
1 star
Others 238 Pages
ISBN-10: 8804327030
ISBN-13: 9788804327035
Publisher: Arnoldo Mondadori Editore
Pub date: Jan 01, 1989
Also available as: Paperback and Hardcover
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