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Possession

A Romance

By A.S. Byatt

(14)

| Hardcover | 9781417718597

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Book Description


Hailed by The New York Times Book Review as "a gifted observer, able to discern the exact details that bring whole worlds into being" and "a storyteller who could keep a sultan on the edge of his throne for a thousand and one nights," A. S Continue


Hailed by The New York Times Book Review as "a gifted observer, able to discern the exact details that bring whole worlds into being" and "a storyteller who could keep a sultan on the edge of his throne for a thousand and one nights," A. S. Byatt writes some of the most engaging and skillful novels of our time. Time magazine calls her "a novelist of dazzling inventiveness."
        
Possession, for which Byatt won England's prestigious Booker Prize, was praised by critics on both sides of the Atlantic when it was first published in 1990. "On academic rivalry and obsession, Byatt is delicious. On the nature of possession—the lover by the beloved, the biographer by his subject—she is profound," said The Sunday Times (London). The New Yorker dubbed it "more fun to read than The Name of the Rose . . . Its prankish verve [and] monstrous richness of detail [make for] a one-woman variety show of literary styles and types." The novel traces a pair of young academics—Roland Michell and Maud Bailey—as they uncover a clandestine love affair between two long-dead Victorian poets. Interwoven in a mesmerizing pastiche are love letters and fairytales, extracts from biographies and scholarly accounts, creating a sensuous and utterly delightful novel of ideas and passions.
        
With an Introduction by the author that describes the novel's origins and its twenty-year gestation, this Modern Library edition is a handsome keepsake for fans of Possession—new and old alike.

296 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Splendido

    Ti fa entrare in 2 mondi diversi entrambi così avvincenti.
    Lettura totalizzante (da qui l'azzeccatissimo titolo "possessione")

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    lisolachenoncè said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia mi è piaciuta molto, l'ho trovata coinvolgente. Forse le citazioni dai testi dei due autori vittoriani fittizi sono troppo numerose e un po' appesantiscono la lettura. Rimane comunque un esperimento molto interessante.

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    Debora said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tra le molte banalità che scopro man mano che maturo c'è quella del cucito. La mia ragazza mi diceva spesso ¿vuoi che ti cucio questi due calzini bucati?, oppure, ¿vuoi che te le sistemo le tasche dei jeans?, e io dicevo sempre no ma che ti metti a f ...(continue)

    Tra le molte banalità che scopro man mano che maturo c'è quella del cucito. La mia ragazza mi diceva spesso ¿vuoi che ti cucio questi due calzini bucati?, oppure, ¿vuoi che te le sistemo le tasche dei jeans?, e io dicevo sempre no ma che ti metti a fare, potevano essere magliette, felpe, ma no che ti metti a fare. Una volta ero tutto preso da un download non le ho neanche risposto. Stavo scaricando il film di un regista arabo che parlava d'amore. Il regista proprio parlava d'amore, diceva che l'essenza dell'amore sta nelle sciocchezze come quando a letto una donna fa miao o mao all'uomo o come quando si può camminare nudi per la casa. Ora che ci penso era proprio un film imbecille, parla molto meglio dell'amore The black saint and the sinner lady di Charles Mingus, l'orgia musica.
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91520906840
    Sto scaricando anche ora, sto scaricando un paio di dischi e intanto sto compilando uno schema molto importante per la musica che dovrò scrivere i prossimi mesi e soprattutto per il programma a cui sto lavorando. Mi sta snervando, mangio quintali di pop corn e perdo tutti i capelli, mi ricrescono per cascare di nuovo. Metto Mingus. Questo disco mi rilassa mi appaga mi lascia soddisfatto se chiudo gli occhi vedo donne bellissime una stanza rossa corpi sudati che si avvinghiano candele profumi e se sto strafatto non lo dico che vedo non si può dire. Non so se è bene lavorare con questa musica ma non importa ho finito. Non trovo mai le pennette usb, ce ne ho almeno quattro ma sono piccole passano quasi nel buco della serratura. Per fortuna c'è questa arancione che non si perde mai la vedo ovunque sta. Sono le 9.20pm devo uscire fra meno di mezz'ora per andare a portare questi appunti importanti al capo, quella stronza che non si muove mai. Questo è essere il capo in fondo. Ma io mi faccio il culo e tutto questo lavoro non faccio una lavatrice, da giorni e mi rimetto sempre le stesse cose. Questa felpa nera puzzolente e questi jeans neri che puzzano più della felpa. Prendo telefono, portafogli, pennetta usb, iPod cuffie chiavi e esco. Stasera si sta benissimo è finalmente primavera anche a Londra. Il mio capo vive nella zona cool di Hackney, già vedo le luci dei locali, le persone per strada, sono vestiti tutti bene. Mentre cammino sento un pizzico alla gamba e mi fermo a grattarmi. Una coppia si avvicina e mi chiede se va tutto bene. Ah ok ti abbiamo visto piegato pensavamo... no no tutto ok... grazie grazie ciao. Fa sempre piacere un po' di gentilezza gratuita. Per questo dopo che sono andato dal capo, al ritorno mi compro un paio di birre e me le bevo in giardino, ah già godo. Finalmente arrivo suono e quella neanche mi fa entrare, mi dice sei in ritardo, dai dammi. Non mi incazzo solo per la gentilezza di qualche momento prima ma non sopporto quando fa la stronza così. Mi metto le mani in tasca e smucino e intanto sento il capo che sniffa l'aria. Ci manca solo che mi dice che puzzo. Allora?, mi dice, dai. Io cerco ma non la sento la pennetta. Tiro fuori telefono, chiavi, portafogli e dico al capo reggi per favore. Quella regge controvoglia ma regge e io sono un po' nervoso. Lei mi vede e mi chiede che succede?, io le dico non lo so non la trovo, non trovo la pennetta, e tiro fuori le fodere dalle tasche e non c'è niente, solo due piccoli buchi in punta grossi quanto una serratura.

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    (skate) said on May 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E io che credevo di aver trovato una nuova "Umberto Eco"...
    Questo romanzo potrebbe essere "meta letteratura" dato l'espediente narrativo per cui l'autrice scrive due storie parallele e consequenziali che procedono dipendendo l'una dall'altra: quella ...(continue)

    E io che credevo di aver trovato una nuova "Umberto Eco"...
    Questo romanzo potrebbe essere "meta letteratura" dato l'espediente narrativo per cui l'autrice scrive due storie parallele e consequenziali che procedono dipendendo l'una dall'altra: quella contemporanea procede perché si addentra nella ricerca del passato e quella del passato si svela solo perché i protagonisti di quella contemporanea proseguono nella ricerca delle fonti e dei loro sentimenti.
    Cosa dire della lingua, poi? semplicemente sorprendente il modo in cui l'autrice lo modella sulla base dell'epoca di cui scrive. '800 e '900 hanno note differenti così come la poesia e la prosa.
    Poi ci sono anche il livelli di lettura differenti: oltre le due storie d'amore come non rilevare il tema dell'emancipazione femminile attraverso gli ultimi due secoli nonché il tema del lesbismo e di come era ed è affrontato. La rivoluzione sessuale, l'autonomia della donna, la scelta carriera/vita privata.
    Poi, tutto il percorso di ricostruzione della società vittoriana con analisi dell'attenzione al misterico, del ruolo dell'intellettuale e dell'artista nei secoli, della convenzione sociale della famiglia, della donna, dell'uomo.
    E che dire dell'allegoria della poesia femminile, trasposta in epoca vittoriana? semplicemente geniale!!
    E ancora, la vita frustrante dei ricercatori di oggi, ostinati su una linea che tutti boicottano e la lotta contro i favoriti dei baroni e chi ha risorse infinite per fare in un giorno quello che tu hai fatto in mesi di lavoro...
    E fin qui un vero capolavoro... tranne arrivare al finale... che diamine, Antonia, potevi sforzarti di evitare il colpo di scena con tanto di diluvio universale che scaturisce dal cielo e l'insulsa conclusione romantica... tutto rovinato.

    Consigliato a chi sa astenersi dal considerare essenziale il finale del libro. Altrimenti piangerete di rabbia!

    Sconsigliato se pensate che un capolavoro deve esserlo dall'inizio alla fine!

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    Tatiana Larina said on Feb 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A long book, that shows the work of an incredibly resourceful writer but that becomes, at times, cheesy and redundant... I'm not sure I liked it very much, in spite of the lively setting and care for even the tiniest details.

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    Manuela Oldani said on Dec 25, 2013 | Add your feedback

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