has ALL you need!
A community for book lovers to create their own bookshelves, share and explore books.
Sign Up for FREE!Book Description
Un medico condotto della Stiria, accompagnato dal figlio, fa un giro di visite: insieme a loro, dalla prima frase fin oltre l’ultima, siamo presi in un «perturbamento» che avvolge tutto come uno scirocco metafisico. Una vibrazione di malattia e di tristezza emana dalla psiche e dalla natura. La campContinue
29 Reviews
-
―
Chik67 said on Apr 22, 2009 | 10 feedbacks
-
12 people find this helpful



Libro di superlativa qualità letteraria ma che richiede lettori agguerriti. Nella narrazione e nell'implacabile soliloquio si arriva ed esiti d'assoluto nichilismo, anche nella forma, nell'incedere espositivo; ogni aspetto della condizione umana è travolto da giudizi catastrofici e devastanti; solo ... (continue)
―
Mordecai said on Sep 16, 2009 | 1 feedback
-
5 people find this helpful



un post-kafkiano?
Mai titolo fu più indicativo del contenuto. Questa lettura mi si è rivelata perturbante.
Durante la "passeggiata" in cui il protagonista accompagna il padre, medico condotto, tra pazzi e malati, mentre lo segue laggiù nella gola (dove si trova il mulino) e poi su, in alto, fino alle mura del ca ... (continue)―
dreca said on Feb 11, 2009 | Add your feedback
-
―
carlo.perani said on Dec 1, 2009 | Add your feedback
-
―
Panpot said on Nov 27, 2009 | Add your feedback
-
―
Aldino said on Sep 1, 2009 | Add your feedback
Book Details
-
Rating:



(184)
- Libri Italiani
- 239 Pages
- Edition: 3
- ISBN-10: 8845911748
- ISBN-13: 9788845911743
- Publisher: Adelphi
- Pub date: Jan 01, 1995
- Also available as: Paperback
Groups with this in collection
Margin notes of this book
Prices Change currency & sellers
| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788845911743 | -- | €9.00 | €9.00 | IBS.IT |
| Other editions → | ||||
20 people find this helpful
Geometria del vuoto
Ci sono libri di cui sei geloso. Non dell'oggetto fisico, ma del loro contenuto. Libri di cui pensi che nessun altro al mondo li possa amare, perché per il modo in cui sono scritti, per la sintonia su cui sono accordati, per ogni singola parola che ti squadernano di fronte tu sai, senza ombra di du ... (continue)
Ci sono libri di cui sei geloso. Non dell'oggetto fisico, ma del loro contenuto. Libri di cui pensi che nessun altro al mondo li possa amare, perché per il modo in cui sono scritti, per la sintonia su cui sono accordati, per ogni singola parola che ti squadernano di fronte tu sai, senza ombra di dubbio e per irrazionale che sia, che devono essere stati scritti proprio per te.
Il mio libro è questo e son disposto a concedere che vibrare di amore cieco per un libro delirante possa dire qualcosa sulla mia sanità mentale. Ma non è di me che parliamo, giusto?
Questo è un libro la cui trama, esile in partenza, si rarefà sempre più. Un medico viene accompagnato da suo figlio nelle visite quotidiane tra vari pazienti, fino all'ultimo, il principe Saurau, il cui quasi ininterrotto delirio occupa metà libro. E dunque?
Di questo libro ho sempre pensato che gli esseri umani che lo compongono siano accessori, personaggi secondari, quasi intimoriti di fronte al protagonista: la parola. L'oggetto di questo libro è il tentativo di dare senso al mondo tramite la parola. O meglio. Il tentativo è fallimentare, lo sappiamo tutti, no? La parola serve ad occupare lo spazio che precede il crollo.
D'accordo non si capisce niente. E così il libro sembra solo una pesante allegoria, una metafora. No. Hochgobernitz, il castello del principe, metafora del cervello umano è, in realtà, una solidissima residenza nobiliare austriaca circondata da una vasta tenuta. La narrazione parte da un Austria contadina brutale, orripilante, bestiale. Di assassini, pedofili, violenti, bruti. E lì ancora il libro riesce a raccontare. Poi, lentamente, i comprimari si fanno, se non meno violenti, più consapevoli. E la parola astratta inizia a conquistare parti del foglio. Fino al principe la cui estrema consapevolezza produce un delirio pienissimo, sovrabbondante. Per intere pagine il principe ci conduce attraverso racconti senza capo apparente, ma fatti di frasi che sole potrebbero farci meditare per giorno. Ogni frase abbacina per la sua limpidezza, per il carico di cui si fa portatrice. E sotto questo peso enorme mostra la sua inadeguatezza. La narrazione diventa di una densità insopportabile, dolorosa anche.
In pietoso sottofondo l'unico barlume di umanità: il medico e suo figlio il cui patto di alleanza si regge su di un fragilissimo, costantemente minacciato, silenzio.
Lo vedete che è scritto per me? Lo vedete che non riesco a parlarne?
Is this helpful?