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Diario di scuola

By Daniel Pennac, Yasmina Melaouah (Translator)

(2906)

| Paperback | 9788807017445

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Book Description

"Diario di scuola" affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male aContinue

"Diario di scuola" affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima - secondo Pennac - i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.

Critics

  • Daniel Pennac, ritorno a scuola

    Niente di meglio, mentre riparte l'anno scolastico, che ascoltare la voce di Giuseppe Battiston nei panni di Daniel Pennac che ripercorre i suoi anni tra i banchi nel saggio autobiografico Diario di scuola (Emons-Feltrinelli). L'autore francese, per ... (read full critics)

    corrieredellasera published on Mon, 12 Sep 2011

  • Diario di scuola

    La presentazione e le recensioni di Diario di scuola, saggio di Daniel Pennac. Diario di scuola affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo “alunni” si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

19 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Statisticamente tutto si spiega, personalmente tutto si complica.

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    Vyola said on Dec 13, 2011 | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Pennac è un fratello di sangue e d'inchiostro. Siamo più o meno coetanei, e il ricordo dei maglioni fatti a mano vs. la griffe omogeneizzatrice ce l'ho sotto la pelle (anche sopra, se penso a quanto pizzicavano). Ero una vera capra in matematica, fisica e chimica, e conosco benissimo il tormento de ... (continue)

    Pennac è un fratello di sangue e d'inchiostro. Siamo più o meno coetanei, e il ricordo dei maglioni fatti a mano vs. la griffe omogeneizzatrice ce l'ho sotto la pelle (anche sopra, se penso a quanto pizzicavano). Ero una vera capra in matematica, fisica e chimica, e conosco benissimo il tormento del non capire assolutamente nulla, e la condanna a priori della prof del liceo: "Vieni alla lavagna, che tanto ti darò due" - solo recentemente mi sono chiesta come sarebbe stata la mia vita se avessi avuto un altro insegnante, che mi facesse capire la matematica. Ho avuto anch'io un'esperienza d'insegnamento,peraltro piuttosto breve, da cui sono scappata appena possibile per il terrore di essere inadeguata (chi mai ci ha insegnato a insegnare?).
    Questo libro, come una seduta psicanalitica, ripercorre tormenti angosce e paure. Mi ha liberato dal timore di essermi macchiata di colpe infami: né coi miei allievi né coi miei figli ho commesso gli errori peggiori; non ho trattato nessuno da imbecille, non ho fatto pesare sul capo degli innocenti le mie aspettative, non ho fatto fosche previsioni per il loro futuro. Sono stata esigente e rassicurante al tempo stesso. Quello che non imparerò mai, però, è a non portarmi a casa i problemi di scuola e viceversa; e soprattutto, a usare bene il tempo. Pennac dice che ha reinsegnato a leggere e scrivere a dei ragazzi di prima superiore, e il problema di ripartire da capo per salvare un somaro che affonda mi è ben noto: ma il tempo che mi serve è sempre di più del tempo che ho a disposizione. E poi, speravo in qualche suggerimento più applicabile: l'uso del dettato ai fini dell'analisi grammaticale si adatta magnificamente al francese, molto meno all'italiano.
    Così, adesso che l'età della pensione mi ha ricondotto, in veste di volontaria, all'insegnamento da cui ero scappata tanti anni fa, mi trovo ancora davanti agli stessi problemi di sempre: quale grimaldello si usa per entrare in una testa, quale esca serve per catturare l'interesse, l'attenzione, la comprensione? E no. non è vero che l'amore basta.

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    gufo_bufo said on Jan 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Deludente è l'aggettivo più azzeccato per un romanzo senza trama, infarcito di discorsi ingenui e osservazioni sempliciotte sulla scuola pubblica. Anche gli argomenti che sembravano più interessanti vengono dispersi da miliardi di capitoli superficiali che non definiscono mai il loro contenuto.

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    GuGo said on Dec 16, 2011 | Add your feedback

  • LIBERIAMO LE PAROLE

    Mi sono calata in un altro mondo, dove gli insegnanti dialogano con i propri alunni, dove il punto di vista dei più giovani viene preso in considerazione. Tutto questo mi ha sorpreso, per un attimo mi sono sentita una persona diversa con altri strumenti per esprimermi nelle relazioni interpersonali. ... (continue)

    Mi sono calata in un altro mondo, dove gli insegnanti dialogano con i propri alunni, dove il punto di vista dei più giovani viene preso in considerazione. Tutto questo mi ha sorpreso, per un attimo mi sono sentita una persona diversa con altri strumenti per esprimermi nelle relazioni interpersonali.
    Sarà che vivo in una cittadina di provincia, reazionaria e statica, dove le insegnanti (tutte donne)stanno in cattedra a pontificare, a guardare dall'alto in basso quel che accade, a manipolare le coscienze a loro somiglianza. Gli asini sono lasciati al loro destino, o si svegliano o affogano.
    Come sono belle le parole di Pennac!

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    Purpleskater2011 said on Feb 4, 2012 | Add your feedback

  • Un libro che dovrebbe tassativamente leggere chiunque voglia fare l'insegnante. Non perchè contenga la soluzione o ricette prodigiose, ma per obbligare chi voglia fare questa professione a farsi delle domande e a non accontentarsi di un'unica risposta.

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    Lara Liverta said on Jan 30, 2012 | Add your feedback

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9788807017445 Paperback €16.00 €12.80 IBS.IT
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