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Post Office

La biblioteca di Repubblica-Novecento, 33

By Charles Bukowski

(2567)

| Hardcover | 9788481305111

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Book Description

Henry Chinaski, alter ego largamente autobiografico di Charles Bukowski, è uno strano tipo di postino: si abbandona tutte le notti a grandi bevute e prolungati amplessi, ma alle cinque del mattino è puntualmente nel suo ufficio postale ad attendere g Continue

Henry Chinaski, alter ego largamente autobiografico di Charles Bukowski, è uno strano tipo di postino: si abbandona tutte le notti a grandi bevute e prolungati amplessi, ma alle cinque del mattino è puntualmente nel suo ufficio postale ad attendere gli ordini generalmente sadici del capo. I lunghi e ripetitivi giri per consegnare lettere e plichi, compiuti con l'ansia di rispettare l'orario, si caricano - nel quadro decisamente grottesco dell'insieme - di spessori ora epici ora tragici, e fanno da costante contraltare oppressivo e concentrazionario all'edonismo sfrenato che subentra quando cala il sole.
Nelle sbronze di Henry non c'è alcuna pulsione autolesionistica: beve semplicemente perché gli piace, così come gli piace il sesso: essere liberi, per lui, significa procurarsi liberamente il maggior piacere possibile. Ma l'ufficio postale, trasparente metafora della società organizzata, si erge come un asettico Moloch a contrastare in modo arcigno e implacabile quella libertà, al punto che l'unica possibilità di acquisirla e goderne resta il licenziamento, dall'ufficio come dalla società. Ed è quello che Chinaski infine otterrà, preparandosi a un gioioso futuro da dropout.
Scritto nel 1971, Post Office è certamente il frutto migliore di un narratore che dell'autoemarginazione e della critica violenta al sogno americano ha fatto la marca distintiva del suo operare; senza mai smarrire, tuttavia, il filo di una superiore ironia, capace di rivolgersi docilmente e persuasivamente anche contro il personaggio di sé così amorosamente costruito.
(Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)

339 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    bukowsky è meno scemo di quanto sembra. è un filosofo, un poeta, un alcolizzato della vita.
    lui vive le cose semplici della vita, come l'amore e l'alcol. per lui la vita non è un qualcosa di speciale ma piuttosto un vizio in cui perdersi. bukowsky g ...(continue)

    bukowsky è meno scemo di quanto sembra. è un filosofo, un poeta, un alcolizzato della vita.
    lui vive le cose semplici della vita, come l'amore e l'alcol. per lui la vita non è un qualcosa di speciale ma piuttosto un vizio in cui perdersi. bukowsky guarda la vita cosi com'è, passiva e monotona come quella di un qualunque essere umano, e non gli viene la voglia di cambiarla perchè l'accetta cosi, e il sesso e il whiskey lo compensano.
    oggi non si potrebbe fare cosi.. in una generazione che vive dando importanza all'apparenza, al successo e all'immoralità, si perde cognizione di se stessi e della propria vita.
    bukowsky è sempre attuale

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    Rael said on May 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pagine che odorano di sesso, alcool e vizio si avvicendano a quelle di una vita ligia al dovere, strutturata e soffocante, alimentando così una lesiva spirale di depressione ed amara ironia. Sarà la scelta della libertà l'unica possibile salvezza.

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    Lizzy said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    以anobii上的數字來看是一本相當受歡迎書

    應該是吧。
    不過零四零五年那時候布考斯基在台灣好像沒出這本
    上星期在松菸誠品看到那本熬了七十幾年沒有買是因為
    或許還是該看英文吧

    書裡寫的就是一個dickead的生活
    而渾蛋總有迷人的才華
    什麼事都不用做也一樣
    就活在各種邊緣
    好像那裡有最好的景物

    別以為你的狗屁日子能有什麼生活禪。

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    平頭鬼 said on Feb 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho scoperto che era il seguito di "Panino al prosciutto" solo dopo averlo iniziato. Scorreva talmente bene che non mi andava di posarlo, accantonarlo, nell'attesa di leggere il romanzo precedente. E così l'ho continuato, leggendolo con interesse. Non ...(continue)

    Ho scoperto che era il seguito di "Panino al prosciutto" solo dopo averlo iniziato. Scorreva talmente bene che non mi andava di posarlo, accantonarlo, nell'attesa di leggere il romanzo precedente. E così l'ho continuato, leggendolo con interesse. Non narra di imprese eroiche, non narra di bravi ragazzi, narra della monotonia, narra dell'alcol, narra delle donne e lo fa in modo crudo, senza mezzi termini, senza censura. Senza risultare volgare, nonostante certi termini.
    Appare monotono in alcuni punti, ma credo serva solo a sottolineare ancora di più la monotonia della vita di Hank, il suo sentirsela stretta, così chiusa nelle quattro mura dell'ufficio postale.
    Un romanzo leggero, corto, che si legge in fretta e che fa riflettere. Del resto la paura della monotonia lavorativa credo che sia un timore collettivo. Un racconto che evidenzia un periodo di vita qualunque nell'America degli anni '50, senza la poesia di Kerouac e crudo quasi quanto il Ginsberg di Howl.

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    Sacajawea said on Feb 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    credo che bukowski o si ami o si odi...ecco..a me non piace, faccio una gran fatica a leggerlo, lo trovo noioso.

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    Caiuscaligula said on Jan 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Veramente esilarante!
    Scorrevole come tutti i romanzi di Bukowski, terra a terra si potrebbe dire. Personalmente mi è piaciuto di più di panino al prosciutto (essendo questo il seguito). Ho ghignato parecchio, soprattutto per la finezza di Chinaski e ...(continue)

    Veramente esilarante!
    Scorrevole come tutti i romanzi di Bukowski, terra a terra si potrebbe dire. Personalmente mi è piaciuto di più di panino al prosciutto (essendo questo il seguito). Ho ghignato parecchio, soprattutto per la finezza di Chinaski e le sue reazioni alla vita e ai fatti

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    Novacaineoverthetrip said on Jan 28, 2014 | Add your feedback

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