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Post Office

La biblioteca di Repubblica-Novecento, 33

By Charles Bukowski

(2582)

| Hardcover | 9788481305111

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Book Description

Henry Chinaski, alter ego largamente autobiografico di Charles Bukowski, è uno strano tipo di postino: si abbandona tutte le notti a grandi bevute e prolungati amplessi, ma alle cinque del mattino è puntualmente nel suo ufficio postale ad attendere g Continue

Henry Chinaski, alter ego largamente autobiografico di Charles Bukowski, è uno strano tipo di postino: si abbandona tutte le notti a grandi bevute e prolungati amplessi, ma alle cinque del mattino è puntualmente nel suo ufficio postale ad attendere gli ordini generalmente sadici del capo. I lunghi e ripetitivi giri per consegnare lettere e plichi, compiuti con l'ansia di rispettare l'orario, si caricano - nel quadro decisamente grottesco dell'insieme - di spessori ora epici ora tragici, e fanno da costante contraltare oppressivo e concentrazionario all'edonismo sfrenato che subentra quando cala il sole.
Nelle sbronze di Henry non c'è alcuna pulsione autolesionistica: beve semplicemente perché gli piace, così come gli piace il sesso: essere liberi, per lui, significa procurarsi liberamente il maggior piacere possibile. Ma l'ufficio postale, trasparente metafora della società organizzata, si erge come un asettico Moloch a contrastare in modo arcigno e implacabile quella libertà, al punto che l'unica possibilità di acquisirla e goderne resta il licenziamento, dall'ufficio come dalla società. Ed è quello che Chinaski infine otterrà, preparandosi a un gioioso futuro da dropout.
Scritto nel 1971, Post Office è certamente il frutto migliore di un narratore che dell'autoemarginazione e della critica violenta al sogno americano ha fatto la marca distintiva del suo operare; senza mai smarrire, tuttavia, il filo di una superiore ironia, capace di rivolgersi docilmente e persuasivamente anche contro il personaggio di sé così amorosamente costruito.
(Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)

343 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    E ripeteva sempre le stesse cose... sempre sempre sempre. Ma alla fine si licenziò.

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    Anto said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando non è il momento non è il momento

    E questo non era il momento di leggere Bukowski.

    E però alcune perle me le ha regalate. Come quella cosa lì sul cibo che "... fa bene ai nervi e allo spirito. Il coraggio viene dallo stomaco. Tutto il resto è disperazione"
    punto

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    Margot said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia recensione di questo libro la trovate sul mio blog: http://ali3385.blogspot.it

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    Ali said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leg ...(continue)

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leggere un giallo, che ho trovato, ma era comunque un libro piccino e io ho la lettura facile mentre prendo il sole.
    A volte, poi, ho la fortuna di incappare nei libri che mio padre leggeva da ragazzo: praticamente tutti Kerouac e Bukowski, fatta eccezione per qualche Baudelaire o Rimbaud.
    In ogni caso, sbirciando nella piccola libreria dei miei (ridotta a pochi superstiti da me stessa, in quanto tendo a tenere nella mia i libri che ho apprezzato) sono saltati fuori i gialli di mia madre e l'ultimo Bukowski di mio padre: per l'appunto, Post Office.
    Nel leggerlo ho avuto quella classica sensazione che si ha nel paragonare un figlio al proprio padre: c'è una forte similitudine, ma un insieme di piccoli fattori li rende comunque diversi, unici.
    Ecco, Post Office è uno dei primi romanzi dell'autore e questo si vede, c'è ancora un retrogusto acerbo nei personaggi e nelle storie, che in "A sud di nessun nord" o in "Compagno di sbronze" si smussano e si amalgamano tra di loro creando una rete narrativa perfetta.
    È stato bello poterne vedere gli inizi, come sfogliare un vecchio album di fotografie.

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    Prisca Amaro said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    bukowsky è meno scemo di quanto sembra. è un filosofo, un poeta, un alcolizzato della vita.
    lui vive le cose semplici della vita, come l'amore e l'alcol. per lui la vita non è un qualcosa di speciale ma piuttosto un vizio in cui perdersi. bukowsky g ...(continue)

    bukowsky è meno scemo di quanto sembra. è un filosofo, un poeta, un alcolizzato della vita.
    lui vive le cose semplici della vita, come l'amore e l'alcol. per lui la vita non è un qualcosa di speciale ma piuttosto un vizio in cui perdersi. bukowsky guarda la vita cosi com'è, passiva e monotona come quella di un qualunque essere umano, e non gli viene la voglia di cambiarla perchè l'accetta cosi, e il sesso e il whiskey lo compensano.
    oggi non si potrebbe fare cosi.. in una generazione che vive dando importanza all'apparenza, al successo e all'immoralità, si perde cognizione di se stessi e della propria vita.
    bukowsky è sempre attuale

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    Rael said on May 25, 2014 | 1 feedback

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