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I tre moschettieri

By Alexandre Dumas (padre)

(1095)

| Paperback | 9788804530046

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Book Description

503 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Cattivi (cattivissimi) vs. buoni (un po' meschini, un po' mollaccioni) 5 a 1.
    Come sempre, d'altra parte...

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    Gaomi said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A dirla tutta il mio giudizio potrebbe essere un po' viziato da tutte le versioni cinematografiche e/o animate che nel cosro degli anni sono state prodotte, ma non mi aspettavo certo che i moschettieri, d'artagnan in testa, fossero una combriccola di ...(continue)

    A dirla tutta il mio giudizio potrebbe essere un po' viziato da tutte le versioni cinematografiche e/o animate che nel cosro degli anni sono state prodotte, ma non mi aspettavo certo che i moschettieri, d'artagnan in testa, fossero una combriccola di spacconi attaccabrighe, accattoni e seduttori (o meglio, mantenuti). Tutto sommato mi stanno più simpatici il cardinale (che tanto cattivo non è), rochefort (che più una nemesi è un galoppino) e milady (ok, questa sì che è il 'cattivo', ma la parte di romanzo dedicata a lei merita una stella in più).

    Ma, come si dice, erano altri tempi...

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    Barbagianni said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    看的是商周的譯本,十分喜愛。

    從小就得知三劍客,但要說故事內容則完全不知情,以為主要角色就只有三人。

    這次看了全譯本,足足738頁,不過跟《虹》比起來,我看三劍客的速度要比《虹》快很多。

    最吸引我的應該是三劍客和達太安這四人的友誼、達太安和跟班的主僕情誼、以及朋友之間互相挖苦的對話。

    三劍客恐嚇弗朗舍盡快去英國辦事回來的口氣看了一直忍不住笑,由其亞拉米還帶著溫柔的口吻說。

    第六十五章及第六十六章是我最喜歡的劇情,大快人心。

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    海海貓生 said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E uno dice: «Certo che so cos'è il feuilleton! Il buon vecchio romanzo d'appendice, quello pubblicato a puntate sulle riviste nell'Ottocento». Be': io la pensavo così, ma se non avete letto I tre moschettieri vi manca un tassello. Tra tutte le ...(continue)

    E uno dice: «Certo che so cos'è il feuilleton! Il buon vecchio romanzo d'appendice, quello pubblicato a puntate sulle riviste nell'Ottocento». Be': io la pensavo così, ma se non avete letto I tre moschettieri vi manca un tassello. Tra tutte le caratteristiche che si possono indicare di questo romanzo, la più macroscopica è che si tratta di un'opera commerciale, cioè scritta né più né meno che per vendere (e questo, N.B., non vuol dire scritta male). Ogni breve capitoletto contiene un duello, un intrigo, una seduzione, una guasconata, insomma ognuno è costruito attorno a un piccolo colpo di scena finalizzato a tener alta l'attenzione (e a far comprare la copia successiva della rivista). Questo meccanismo, unitamente alla caratterizzazione elementare e alla lingua semplicissima, rendono il romanzo una lettura divertente ancor oggi, ma davvero mille miglia lontana dalla qualità delle grandi opere europee coeve.

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    Stanis LaRochelle said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Le cortesie e l'audaci imprese

    Nelle splendide pagine de Il Male assoluto Dedicate a Dumas, Pietro Citati insiste sul carattere peculiare di questo autore: l'inafferrabilità.
    Sembrava completamente privo di quelle ombre, complessità e inquietudini psicologiche, dalle ...(continue)

    Nelle splendide pagine de Il Male assoluto Dedicate a Dumas, Pietro Citati insiste sul carattere peculiare di questo autore: l'inafferrabilità.
    Sembrava completamente privo di quelle ombre, complessità e inquietudini psicologiche, dalle quali soltanto nasce la letteratura. Aveva una salute animalesca. Dormiva quando voleva. Mangiava come Gargantua. Stava dodici ore o due notti al tavolino, e poi correva al ristorante a fare festa con gli amici. Come d'Artagnan, aveva un lato di Figaro, di astuto e pratico faccendone. Era fatuo, frivolo, vanitoso, ma di una vanità candida e incantevole; la vanità che potrebbe avere, se Dio avesse dato loro la parola, l'Oceano Pacifico o l'Himalaya. Non aveva mai un attimo di dubbio o di riflessione attorno a sé stesso. La sua gioia di vivere, la sua allegria di camminare, di scrivere, di mangiare, di essere al mondo non hanno ancora perduto il loro incanto; e talvolta ci sembra un sanguigno signore di campagna che ha passato tutta la vita a cacciare caprioli e ragazze. Come riuscì a prendere in mano la penna? Come poté scrivere I tre moschettieri, Il visconte di Bragelonne o Il conte di Montecristo, questi libri talvolta inquietanti? La spiegazione che ci offrono le sue Memorie è semplicissima. Dumas era divorato dall'ambizione, voleva conquistare Parigi e il mondo con le parole come Napoleone le aveva conquistate con gli eserciti. Ma non si scrivono bei libri con la volontà e il desiderio di arrivare. Forse Dumas era posseduto da un'immaginazione allo stato puro: una specie di vuota nebulosa che non racchiudeva nessun preciso contenuto fantastico o psicologico... Spiegare Dumas è probabilmente inutile come spiegare il mare, le albe e i tramonti.

    Nella trilogia dei moschettieri, questo primo romanzo costituisce il Bildungsroman di D'Artagnan: come, dopo di lui, farà Lucien De Rubempré, D'Artagnan arriva a Parigi dalla Guascogna sul suo ronzino giallo, come don Chisciotte; ma scopriremo presto che al nostro giovanotto di belle speranze, se difetta l'esperienza, non mancano certo l'arguzia e la prudenza. Grazie a queste qualità, d'Artagnan trovera il suo mentore nel conte di La Fère, meglio noto come Athos, chiuso nel riserbo ascetico della nobiltà offeso, e troverà due amici impagabili nel gargantuesco Porthos e nel raffinato Aramis; la sua formazione passerà attraverso l'amore e le avventure, come nella migliore tradizione cavalleresca. D'Artagnan si innamorerà e impazzirà d'amore e di dolore come Orlando (sia pure per motivi diversi);la sua Angelica, che qui assume il fascino innocente di Costanza Bonacieux e al tempo stesso quello infernale e irresistibile di Milady - sarà rapita e in fuga, sempre ad un passo davanti a lui, irraggiungibile fino al tragico e prevedibile epilogo.
    Del resto, è lo stesso autore ad informarci che il suo poema -pardon, il suo romanzo- inizia a Meung, quindi manifestamente sotto le ascendenze dell'autore del Roman de La Rose .

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    Dragoval said on Jul 31, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    In realtà...voto 3 stelle e mezzo

    Carino, veloce, divertente, nella parte iniziale a tratti spumeggiante. Un inno all'amicizia. Però l'ho trovato decisamente troppo lungo, un pò forzato nell'ultima parte dedicata a Milady. E per me che ho amato e divorato "Il conte di Montecristo" è ...(continue)

    Carino, veloce, divertente, nella parte iniziale a tratti spumeggiante. Un inno all'amicizia. Però l'ho trovato decisamente troppo lungo, un pò forzato nell'ultima parte dedicata a Milady. E per me che ho amato e divorato "Il conte di Montecristo" è stata quasi quasi una piccola delusione. Ciò non toglie che sia una lettura godibilissima.

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    Natalia said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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