Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Survivor

By Chuck Palahniuk, Giovanna Capogrossi (Translator), Michele Monina (Translator)

(3057)

| Paperback | 9788804521372

Like Survivor?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una setta, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando al largo dell'Australia. In un crescendo delirante Tender racconta di quando viveva nella comunità della setta ignaro dell'esistenza di un mondo evoluto, e descContinue

Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una setta, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando al largo dell'Australia. In un crescendo delirante Tender racconta di quando viveva nella comunità della setta ignaro dell'esistenza di un mondo evoluto, e descrive i suoi lavori di maggiordomo, di suggeritore di galateo per "nouveaux riches" in difficoltà, di istigatore telefonico al suicidio. Le sue vicende raggiungono l'apice quando rimane l'unico superstite al suicidio di massa dei membri della setta e grazie alla cinica assistenza di un agente dello spettacolo. Ma le cose si mettono male quando emergono le prove che i suicidi della setta sono in realtà degli omicidi.

Critics

  • Survivor

    La presentazione e le recensioni di Survivor, opera di Chuck Palahniuk edita da Mondadori. Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una bizzarra setta religiosa americana, la Chiesa Creedish, narra la storia della sua vita alla scatola nera del ... (read full critics)

    Qlibri published on Mon, 28 Nov 2011

  • 'Survivor' by Chuck Palahniuk

    This oh-so brilliant satire on fame and religion is a gripping read from the first word. Tender Branson, the last surviving member of the Creedish Cult is at the helm of a plane about to crash over the Australian outback. Into the plane's black box f ... (read full critics)

    readingmatters published on Mon, 27 Sep 2010

7 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person find this helpful

    Mi aspettavo un finale un po' più alla palahniukdeaver (quelli con la suspance fino all'ultima riga dell'ultima pagina, per intenderci) ma in realtà è stato più "meh". Resta comunque un degno libro di Chuck.

    Is this helpful?

    said on Dec 17, 2011 | 2 feedbacks

  • Personalmente questo libro mi è piaciuto sin dal primo capitolo, spiazzante. La storia di Tender Branson è narrata dallo stesso personaggio nel solito stile nudo e crudo di Palahniuk, e ciò non può che far piacere ai suoi fan! E' vero che il romanzo a volte prende un po' la tangente e divaga leggerm ... (continue)

    Personalmente questo libro mi è piaciuto sin dal primo capitolo, spiazzante. La storia di Tender Branson è narrata dallo stesso personaggio nel solito stile nudo e crudo di Palahniuk, e ciò non può che far piacere ai suoi fan! E' vero che il romanzo a volte prende un po' la tangente e divaga leggermente, ma tutto è collegato e, bene o male, non ci si annoia mai.
    L'unica nota che "delude" in confronto ad altri libri dello stesso autore è il finale, un po' più prevedibile rispetto alla media di P. Comunque questo libro rimane una taglientissima bellissima critica alla società moderna (anche se ormai si sente un poco la differenza di 10 anni). Consigliatissimo!

    Is this helpful?

    Scaglio said on Jan 25, 2012 | Add your feedback

  • Si

    tratta di Palahniuk, quindi è sempre una buona lettura. Anche se, essendo il Grande Palahniuk mi aspettavo mooolto di più!

    Is this helpful?

    Blesstheladies said on Jan 23, 2012 | Add your feedback

  • Le intenzioni erano buone. Peccato che lo stile ti spinge alla disattenzione. Interi capitoli dedicati a cose del tutto futili, cose che ti distraggono, e che quindi ti costringono ad andare avanti con svogliatezza. Ci sono delle scene sicuramente molto originali, però è un libro che potevo fare a m ... (continue)

    Le intenzioni erano buone. Peccato che lo stile ti spinge alla disattenzione. Interi capitoli dedicati a cose del tutto futili, cose che ti distraggono, e che quindi ti costringono ad andare avanti con svogliatezza. Ci sono delle scene sicuramente molto originali, però è un libro che potevo fare a meno di leggere. Sono arrivato alla fine e ho tirato un sospiro di sollievo. Spesso, durante la lettura, mi sono annoiato, e ho avuto voglia di chiuderlo per sempre e metterci una croce sopra.

    Is this helpful?

    Andrea said on Jan 14, 2012 | Add your feedback

  • Il genio del male...

    E’ stato il primo libro che ho letto di Palahniuk, ed è stato subito amore a prima vista. Resta per ora il suo capolavoro , dal mio punto di vista (non ho letto “Fight Club”, il suo vero capolavoro, perché ho visto prima il film purtroppo) e sono giunto a leggere in ordine cronologico i suoi testi f ... (continue)

    E’ stato il primo libro che ho letto di Palahniuk, ed è stato subito amore a prima vista. Resta per ora il suo capolavoro , dal mio punto di vista (non ho letto “Fight Club”, il suo vero capolavoro, perché ho visto prima il film purtroppo) e sono giunto a leggere in ordine cronologico i suoi testi fino a “Ninna Nanna”. Tante affermazioni su questo autore possono essere condivise e smentite allo stesso tempo: Palahniuk è uno scrittore pulp, erede della tradizione di DeLillo, dissacrante, iconoclasta, grottesco, satirico e distruttivo. L’immagine che ci si fa di lui è certamente quella di un attento conoscitore della cultura americana, e di riflesso occidentale, moderna, afflitta dalle fobie, dalle dipendenze e dalle nemesi che imprigionano la nostra civiltà in una realtà che Palahniuk concepisce come un circo allucinante. Per questo i suoi personaggi e le sue storie sono al limite della credibilità. La normalità è talmente illusoria secondo lo scrittore, che viene deformata fino a creare dei mostri. Antieroi che seguono un processo di crescita lungo il romanzo che appare deviante e inverosimile, ma che in nessun momento appare inappropriato al lettore, perché in un mondo di quotidiane abitudini moralmente corrotte e trasformate, la normalità può essere il suicidio di massa di una setta religiosa. O l’esistenza di una linea telefonica per salvare gli aspiranti suicidi. O la scalata al successo di un predicatore televisivo, da uomo qualunque senza ambizioni. Ogni evento è plausibile, nessuno più si stupisce di nulla, soprattutto se i media ce lo propinano all’infinito. Qualcuno ha scritto che Palahniuk non è l’espressione del nichilismo, ma del distruttivismo: distruzione e autodistruzione della realtà, non negazione, perché essa c’è ed è ben presente attorno a noi, ma pare che davvero egli non voglia cercare nulla da salvare e s’impegni a decomporla. La critica, la satira, sono ormai sorpassate, si giunge all’annientamento. E’ innegabile che tutto sia spinto all’eccesso da Palahniuk in questa sua missione senza pietà, ma nell’atto di distruzione della realtà io credo che si formi una creazione molto singolare: una consapevolezza nel lettore che molte delle accuse di Palahniuk sono vere, ci si rende conto che la realtà in cui viviamo non è poi così lontana dallo spettacolo di assurdità descritto nei suoi testi e, se filtrata con l’irrazionalità che è insita in ognuno di noi, possiamo riconoscere le storie che ci vengono raccontate proprio accanto a noi ed entrare pienamente nell’universo Palahniuk senza pericolo di esserne travolti. Filtrare dunque ogni parola dell’autore consci dell’eccesso delle quali sono caricate, ma anche consapevoli della disarmante schiettezza e verità che le stesse contengono. Lo stile di Palahniuk del resto rispecchia il suo modo d’interpretare la nostra civiltà, con frasi brevi, ad effetto, spoglie di avverbi e aggettivi, con poche e immediate descrizioni e tante, tantissime ripetizioni. Non ci ricorda forse la quotidiana dose di pubblicità che ci viene sparata dritta in vena? Il lessico poi è attinente al modus operandi del narratore, dato che il protagonista delle storie parla sempre in prima persona; vocaboli distruttivi, spesso volgari, che si confanno alle vicende, ma sempre d’immediata comprensione da parte del lettore. Detto questo si passa al libro. “Survivor” è una storia molto più complessa di quanto ci si possa immaginare, a mio avviso. Come spesso accade, si parte alla fine, perché a Palahniuk interessa indagare la psiche dei suoi personaggi, le motivazioni e le origini delle vicende e descrivere come sovente sia il mondo che ci circonda a farci compiere azioni che ci fanno deviare dalla routine quotidiana. Il protagonista Tender Branson dunque, comincerà la sua vita come membro di una setta religiosa, verrà spedito nel “mondo (a)normale” a lavorare per la comunità, resterà unico superstite del gruppo, dopo il suicidio di massa dei suoi confratelli e diventerà predicatore televisivo acclamato dalle folle, prima dell’inevitabile tracollo. Nel mezzo di questi eventi, tanti singolari e importanti particolari della sua esistenza, dovuti, pare, al caso; ma se siamo in accordo con un personaggio del libro, Fertility, una sorta di Cassandra che ha il dono della preveggenza del futuro (l’unica digressione “sovrannaturale” che si concede Palahniuk), il caso non esiste, il futuro è già scritto e la storia è una ripetizione di schemi, pertanto non esiste il libero arbitrio e non dobbiamo preoccuparci di sbagliare. La questione della libertà delle nostre scelte è un tema trattato da tanti scrittori e non solo in passato, ma è inquietante come in Palahniuk si leghi sottilmente al fatto che l’umanità sembra diventare giorno dopo giorno, sempre più amebica, incapace di prendere decisioni da sola, guidata dai media che la indottrinano senza lasciare scampo alla libertà e all’immaginazione personale. La gente ha paura di non essere guidata, di dover far le proprie scelte da sola. Forse è per questo che il futuro è già scritto, almeno io leggo questo significato nelle parole di Fertility. Tutto è uguale e preincartato, quindi l’unica possibilità di azione intima e unica è forse la morte, il suicidio, l’atto distruttivo in se stesso; tutto il romanzo è impregnato dell’idea dell’autodistruzione, ogni personaggio segue una sua rotta verso questo intento, nessuna figura è in grado di proporre una soluzione alternativa all’eccesso autolesionista. Se, inaspettatamente, si verificano dei cambiamenti nella vita di ognuno dei personaggi, le cause sono da riscontrare nelle dinamiche degli eventi che ruotano attorno ad essi, sono “investiti dalla vita” e quindi non paiono creatori del proprio destino, ma sembrano subirlo. Però la risposta che essi danno agli eventi non è mai scontata, ed anzi dimostra un’originalità che conferma la possibilità dell’improbabile. Quindi nel momento in cui Tender resta l’unico sopravvissuto della sua setta, quando rischia di essere accusato di diversi suicidi che paiono essere omicidi, può rispondere a tali avversità reinventandosi come guru mediatico, risorgendo come creatura unica e quindi proponendosi alla massa come figura da seguire. Tutto questo va comunque fatto seguendo le regole spietate dello showbiz, perché solo emergendo e acquisendo notorietà si può essere davvero qualcuno, solo sotto i riflettori le proprie azione hanno significato. Ma alla fine, dopo cadute e risalite, dopo scoperte e delusioni, alla ricerca di un amore e un’accettazione che più che del prossimo sembra essere rivolto a se stesso, il protagonista deve precipitare verso quel gorgo al quale tende dall’inizio della sua vita, la tanto agognata autodistruzione. Lo svolgimento della trama richiede attenzione da parte del lettore, anche perché Palahniuk non rispetta la linearità temporale, ma la vera lente d’ingrandimento il pubblico la deve porre sulle riflessioni dei personaggi, spesso rapidamente precipitate sulla pagina tra un fatto e l’altro, e anche sulla società descritta, che reagisce alle provocazioni dei protagonisti con tutta la scioccante e alienata follia della nostra delirante epoca.

    Is this helpful?

    Cantadm said on Dec 7, 2011 | Add your feedback

  • " non puoi credere di essere lo schiavo di questo corpo, questo bambinone. devi dargli da mangiare e metterlo a letto e portalo al bagno. non puoi credere che non siamo riusciti a inventare niente di meglio. qualcosa di meno bisognoso di cure. non così deteriorabile. "

    Is this helpful?

    kovalski said on Oct 23, 2011 | Add your feedback

Book Details

Improve data of this book

Groups with this in collection

Margin notes of this book

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788804521372 Paperback €9.50 €8.74 IBS.IT
Other editions
+ 18 copies tradable: 1 in USA
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.