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American Psycho

By Bret Easton Ellis, G. Culicchia (Translator)

(3355)

| Others | 9788806174040

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Book Description

Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro edContinue

Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Ma la sua vita è ricca di particolari piuttosto inquietanti e quando le tenebre scendono su New York, Patrick Bateman si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato.

Critics

  • American Psycho

    La trama e le recensioni di American Psycho, romanzo di Bret Easton Ellis edito da Einaudi. Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla m ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 27 Nov 2010

14 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    I can't seem to face up to the facts / I'm tense and nervous and I can't relax/ We are vain and we are blind / I hate people when they're not polite

    E' tutto vero quello che dicono: è disgustoso, splatter, ripetitivo fino all'ossessione e stancante, ma soprattutto è doloroso ed è anche una satira dello yuppismo rampante (che non è una prerogativa degli anni '80) e una critica affilata del capitalismo sregolato e di quanto tutto questo possa esse ... (continue)

    E' tutto vero quello che dicono: è disgustoso, splatter, ripetitivo fino all'ossessione e stancante, ma soprattutto è doloroso ed è anche una satira dello yuppismo rampante (che non è una prerogativa degli anni '80) e una critica affilata del capitalismo sregolato e di quanto tutto questo possa essere disumanizzante: Bateman e i colleghi si confondono tra loro, non sanno mai chi è chi (per non parlare delle donne, perfettamente intercambiabili tra loro, se si esclude il minuscolo risveglio di coscienza di Courtney, al quale, ovviamente, Bateman rimane indifferente); quello che conta sono le marche di abbigliamento ed elettrodomestici, e poi ristoranti à la page, chi cura la partita Fisher, acque minerali e di cosa parla in TV il Patty Winters Show, la guida Zagat. Non esistono affetti, amici, amore, famiglia (le scene con i parenti di Bateman sono tra le più spaventose), non c'è niente. L'unico essere semi-umano è Jean, la segretaria di Bateman, con la quale infatti instaura un rapporto quasi decente, ma davanti alla sua sincerità e umanità così esposta, Bateman si ritrae terrorizzato.
    Con queste premesse, non è strano che il protagonsita sia alienato e, pur mostrando di trovarsi perfettamente a suo agio (fa anche l'arbiter elegantiarum, addirittura è il massimo esperto di biglietti da visita! Se non è nevrosi questa..), soffra di attacchi di panico, crisi di pianto incontrollate, tremore alle mani, nausea, e passi il tempo in ufficio a fantasticare e spezzare matite, senza quasi accorgersene. Neanche le fantasie allucinatorie che più splatter non si può, gli danno sollievo, perché non c'è salvezza, "questa non è un'uscita".
    La cosa interessante, però, è che Patrick Bateman non è soltanto la metafora di un decennio passato o di sistemi economici stritolanti, Patrick Bateman c'est nous. Se così non fosse, ormai il libro avrebbe perso tutta la forza che invece mantiene intatta, perché l'American Psycho del titolo siamo noi quando siamo vessati da tutto quello che ci fa male, ci annichilisce, ci terrorizza, ci rende poco umani e molto manichini. E sì, è anche la stessa cosa che ci spinge ad immaginare di correre in cucina a prendere la mannaia, perché forse siamo tutti più Bateman di quanto ci piaccia ammettere.

    Questa è la geografia intorno alla quale la mia realtà ha sempre ruotato: non mi è mai passato per la testa a me, mai, che la gente possa essere buona, che uno possa mai cambiare in meglio, o che il mondo possa essere migliorato dall'amore, dal piacere che uno prova per uno sguardo o un gesto d'affetto; insomma che l'amore o la gentilezza possano modificare alcunché. Non c'è mai stato nulla di positivo, nulla di affermativo, per me frasi come "bontà d'animo", "generosità dello spirito", sono sempre state vuote, per me, vani stereotipi, scherzi di dubbio gusto. Il sesso si riduce a matematica. L'individualità è fuori questione. Che significato ha l'intelligenza? E la ragione, come definirla? Il desiderio: una cosa senza senso. L'intelletto è impotente. La giustizia è morta. Paura, recriminazione, innocenza, comprensione, senso di colpa, spreco, fallimento, dolore, sono tutte cose, emozioni, sentimenti, che nessuno prova più. La riflessione è inutile. Il mondo non ha nessun senso.Solo il male vi ha permanenza. Dio non è vivo. Dell'amore non ci si può fidare. Solo ciò che è superficiale conta qualcosa.

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    Eleonora said on Aug 28, 2011 | 6 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    ultraviolenza

    Forse l'unico libro che ho pensato per un attimo di abbandonare, quando ho sentito salire dallo stomaco un moto di disgusto fortissimo. Trovo che sia perfettamente funzionale tuttavia a descrivere l'assoluta imperturbabilità del protagonista.
    Bellissimo il particolare delle persone che si somigliano ... (continue)

    Forse l'unico libro che ho pensato per un attimo di abbandonare, quando ho sentito salire dallo stomaco un moto di disgusto fortissimo. Trovo che sia perfettamente funzionale tuttavia a descrivere l'assoluta imperturbabilità del protagonista.
    Bellissimo il particolare delle persone che si somigliano tutte, tanto che non si è mai sicuri di chi si è incontrato o salutato. Molto interessante il lento emergere della vera personalità di Patrick, la descrizione della sua assidua frequentazione con l'ultraviolenza è un climax narrativo che non lascia scampo al lettore.

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    Alessandra said on Dec 19, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Niente da fare. Abbandonato. Impossibile leggerlo. Il disgusto la vince. Arrivata a pg 200 mi sono arresa. <br />L'horror vacui di una vita come quella del protagonista e dei suoi accoliti poteva ancora essere sopportato ma quando iniziano le descrizioni delle efferatezze a cui sottopone esser ... (continue)

    Niente da fare. Abbandonato. Impossibile leggerlo. Il disgusto la vince. Arrivata a pg 200 mi sono arresa. <br />L'horror vacui di una vita come quella del protagonista e dei suoi accoliti poteva ancora essere sopportato ma quando iniziano le descrizioni delle efferatezze a cui sottopone esseri umani e animali non ce l'ho più fatta.<br />Se uno degli intenti dell'autore era far provare al lettore tali sentimenti, con me posso dire che ha raggiunto in pieno l'obbiettivo.

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    Maktub59 said on Mar 22, 2009 about the Mass Market Paperback edition | 2 feedbacks

  • "....c'è quest'idea di Patrick Bateman, una specie di astrazione, che tuttavia non ha nulla a che vedere con chi sono veramente, è solo un'entità, un qualcosa di illusorio, e anche se riesco a nascondere il mio sguardo freddo e potete stringermi la mano e sentire la mia carne che stringe la vostra e ... (continue)

    "....c'è quest'idea di Patrick Bateman, una specie di astrazione, che tuttavia non ha nulla a che vedere con chi sono veramente, è solo un'entità, un qualcosa di illusorio, e anche se riesco a nascondere il mio sguardo freddo e potete stringermi la mano e sentire la mia carne che stringe la vostra e magari potete anche immaginare che il nostro stile di vita sia simile: io semplicemente sono altro. È dura per me avere un senso, a qualsiasi livello. Sono un prodotto, un' aberrazione. Sono un essere umano non accidentale. La mia personalità è abbozzata, informe, la ma crudeltà è radicata e persistente. La mia coscienza, la mia piet, le mie speranze sono scomparse tanto tempo fa, ammesso che siano mai esistite. Non ci sono più barriere da superare. Non me ne importa nulla di tutto quello che ho in comune con i pazzi e i deliranti, con i perversi e i malvagi, sono oltre tutto il dolore che ho causato e anche oltre la totale indifferenza che ho provato. Ciò nonostante, mi tengo ancora saldo a un'unica, squallida verità : non si salva nessuno, non c'è redenzione per nessuno. Dunque non mi si può biasimare. Ogni modello di comportamento umano deve avere la sua validità. Il male sta in quello che sei? O in quello che fai? Il dolore che provo è costante, acuto, e non spero in un mondo migliore per nessuno. In realtà desidero infliggere agli altri il mio dolore. Non voglio che nessuno mi sfugga. Ma anche dopo aver ammesso tutto questo - e l'ho fatto innumerevoli volte, praticamente in ogni mia azione - e dopo essermi ritrovato faccia a faccia con queste verità, non c'è catarsi. Non ho acquisito alcuna conoscenza più approfondita di me stesso, e niente di nuovo può essere compreso in base al mio racconto. Non c'era alcun motivo perchè vi raccontassi tutto questo. Questa mia confessione non significa niente...."

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    Tyrael91 said on Feb 8, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    terrificante

    ma spesso molto divertente, cioè nelle parti dove non uccide nessuno... per le parti omicide, beh, è stata molto dura... ci sono scene terribili!Incubi e tutto il resto. Lui è perfetto e non verrà nemmeno arrestato.

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    Maya 1978 said on Feb 3, 2012 | Add your feedback

  • L'ho letto tanti anni fa ma lo ricordo ancora: i dettagli delle efferatezze compiute dal protagonista sono ancora scolpite nella mia memoria. Allucinante e crudele, leggerlo è come ricevere pugnalate nell'anima.

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    Savanna said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

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